mercoledì, 19 Maggio 2021

MARTESANA MALTEMPO (foto)
16 GIUGNO: CENTRO DI COLOGNO ALLAGATO IN SERATA. ANCHE BRUGHERIO GUARDA AL LAMBRO

Vento folle, raffiche di pioggia battente e incessante per ore, con un’apice intorno alle ore 18.00, quando una vera e proprio sequenza di bombe d’acqua ha colpito la Martesana. Al momento la città più colpita è stata Cologno, dove il centro si è trovato in grossa difficoltà per almeno un’ora abbondante.

L’area pedonale si è allagata a seguito dei violenti rovesci, così come Piazza Castello e la zona antistante il Municipio, dove diverse infiltrazioni d’acqua hanno provocato disagi ad alcuni uffici. “Ho appalto però con la Dottoressa Nicolis, responsabile del settore informatico -ha spiegato Angelo Rocchi, il sindaco- e nonostante l’acqua si entrata nei locali, la situazione dei server è sotto controllo e già da domani potranno essere ripristinati”.

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Il Lambro stasera

Per quanto riguarda la condizione creatasi sulla passeggiata pedonale cittadina, dove alcuni negozianti sono intervenuti con grembiule e scope per far defluire l’acqua, pare che il problema sia da ricondursi alla mole straordinaria di precipitazioni che si è abbattuta sulla città, dove i tombini non hanno retto l’impatto e non hanno smaltito per tempo i flussi. A confermarlo è anche l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Di Bari, in contatto con la Protezione Civile: “Hanno garantito che la situazione è ora sotto controllo e con calma l’emergenza è rientrata -ha spiegato- anche sul Lambro vi è costante monitoraggio“.

Anche da Brugherio si guarda con apprensione al confine con San Maurizio, dove il ricordo del 2014 è ancora impresso nelle menti. Il Lambro ad ora è a pelo del ponte, e si spera che almeno per la notte non ci siano ulteriori rovesci, soprattutto in vista di un’altra giornata che si preannuncia pessima per il tempo. Per domani 17 giugno infatti, la Protezione Civile per quanto riguarda l’area che comprende anche la Martesana (codice IM-09) ha alzato il livello di criticità alla zona arancione “moderata“, un gradino sotto il massimo allarme, relativamente al rischio di forti temporali e di onde di piena per fiumi e torrenti con relativi possibili allagamenti. E’ scesa invece a livello giallo “criticità ordinaria”, l’allerta per il vento forte che potrebbe causare danni a impalcature, cartelloni alberi e infrastrutture.

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area pedonale di Cologno oggi

 

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BRUGHERIO
ANCORA FATALI LE MONTAGNE DI LECCO: IN GRIGNETTA MUORE FABIO CAPROTTI, 36 ANNI

Fabio Caprotti era l’attuale capogruppo degli Scout, 36 anni e la passione per il Karate, per le escursioni, per le cordate in montagna. Proprio una di queste gli è stata fatale sulle pareti della Grignetta, lungo la via Albertini dei Torrioni Magnaghi, dov’era con amici sabato 30 luglio. E’ precipitato Fabio, e per lui non c’è stata possibilità alcuna viste le ferite e i traumi riportati.

La chiamata al Soccorso Alpino di Como è giunta intorno alle 12.30, ma il maltempo non ha permesso all’elicottero di raggiungere la zona precisa della caduta. Solo più tardi i 15 volontari sono riusciti a raggiunge il corpo ormai esanime del giovane brugherese, e le operazioni di recupero della salma sono durate sino alle 18.00 e sono state portate a termine da un secondo elicottero giunto da Milano.

Le dinamiche sono ancora da chiarire, ma a quanto pare al terzo tiro di corda qualcosa non ha funzionato e Fabio è precipitato. La comunità di Brugherio piange una giovane vita, piange la morte di un’altro alpinista, dopo che nell’aprile del 2015 in Grigna era morto Giancarlo Rocca, precipitato dalla Cresta di Piancaformia, sul Grignone.

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APPROFONDIMENTO MAFIE
19.07.92: PER NON DIMENTICARE, PARLIAMO DI MAFIE NELLA NOSTRA ZONA

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.”
Paolo Borsellino

Nella mia regione c’è la mafia? Nella mia provincia? E nel mio comune?
Domande scomode, che ogni cittadino dovrebbe porsi.

Ormai è innegabile:
la mafia c’è, in Lombardia e anche in Martesana. Lo dicono da tempo le autorità, la stampa e le associazioni che da anni in prima persona lottano contro la criminalità organizzata.
Le mafie seguono l’odore dei soldi: è stato un movimento naturale quello verso il ricco Nord.

LA MAFIA IN LOMBARDIA, A MILANO E IN MARTESANA
Nel report “Mafie a Milano e in Lombardia” di Libera del 31 Ottobre 2013, la Lombardia appare oggi una metafora perfetta della ramificazione molecolare della ’ndrangheta in tutto il Nord.

Oltre alla ’ndrangheta, alla camorra e a cosa nostra, in Lombardia agiscono altre mafie straniere in accordo con la criminalità organizzata italiana. La mafia albanese, kosovara e montenegrina, dedita allo sfruttamento della prostituzione, nonché al traffico di stupefacenti, la criminalità russa che investe ingenti risorse finanziarie nei settori immobiliari e nell’attività turistica, e quella cinese, che fa affari con la camorra nel settore della contraffazione di merci

Da una mappa stilata congiuntamente da SCO, GdF e ROS già nel 2009 emerge come la Martesana in particolare risulti dominata dai clan ‘ndranghetisti “Arena-Nicoscia-Paparo“, ad esclusione della zona di Pioltello, in mano alla cosca “Manno-Maiolo“.

IN MARTESANA OMICIDI E INCENDI DOLOSI DI ORIGINE MAFIOSA
In Martesana, come in tutta Italia, si verificano crimini molto gravi che vengono ricondotti poi dalle autorità ad un’origine mafiosa.

Un esempio, tratto dalla Relazione Semestrale di Libera in Lombardia del 12 Settembre 2012, è quello dell’omicidio di Giuseppe Nista, definito chiaramente attribuibile alla criminalità organizzata. Giuseppe Nista, fratello di Domenico Nista, collaboratore di giustizia nel processo ai danni del clan Paparo di Cologno Monzese, viene ucciso il 10 maggio in via dei Mille a Vimodrone da due killer giunti su una moto.

Degni di nota sono anche gli incendi dolosi attribuiti alle organizzazioni mafiose, come quelli avvenuti a Segrate, Pioltello, Cernusco e Cambiago dal 2011 all’ottobre 2012.

I BENI CONFISCATI IN MARTESANA
Un primo dato da cui compare quanto questo cancro della società sia diffuso nei nostri territori arriva dal sito www.benisequestraticonfiscati.it, sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

La Lombardia, con 963 immobili, è al 5° posto (dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) per numero di beni e al 3° posto (dopo Sicilia e Campania) per numero di aziende (223), sottratti alle cosche (dati aggiornati al 7 gennaio 2013).

Dal sito pare evidente quanto queste realtà ci tocchino in prima persona. Nei  nostri comuni non sono pochi i beni confiscati:
3 a Carugate, 2 a Cassina, 11 a Cologno, 3 a Brugherio, 4 a Melzo, 13 a Segrate e addirittura 18 a Pioltello. 

Spesso questi beni confiscati poi vengono destinati a realtà sensibili o diventano centro di raccolta per la diffusione dell’informazione riguardo alla lotta alla mafia. Come nel caso di Trezzano sul Naviglio, dove una villa sequestrata alla mafia è diventata il “quartier generale della legalità democratica” e in un polo di formazione e sensibilizzazione contro i fenomeni mafiosi. È stata chiamata “LIBERA Casa Angelo Vassallo” in ricordo del sindaco di Pollica, ucciso dalla violenza criminale nel settembre 2010.

ECOMAFIE IN MARTESANA
Secondo i dati incrociati di Libera e delle autorità, nel nostro territorio operano anche le cosiddette “ecomafie”, organizzazioni criminali che si occupano di sfruttamento e gestione illegale di rifiuti e discariche.

Dal rapporto ecomafie 2011-2012, emergono due casi importanti legati al nostro territorio:
uno del 7 luglio 2010, quando a Pozzuolo Martesana la Polizia provinciale ha sequestrato una cava per stoccaggio di rifiuti trasportati e gestiti illecitamente. Il secondo avvenuto a Cassina de Pecchi il 17 Gennaio 2011, quando la Polizia provinciale ha sequestrato un terreno agricolo trasformato in una discarica abusiva di circa 1.700 metri quadrati.

LIBERA: CHI LOTTA PER IL UN FUTURO SENZA MAFIE
E come la mafia, sin dagli anni ’60 si è espansa al nord, così è successo anche con le associazioni che questo cancro lo combatte.
Come gli uomini e le donne di Libera, la nota associazione nata da un’idea di Don Ciotti nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

Libera è viva e presente anche in Martesana.
Un bellissimo esempio di impegno è rappresentato da “Libera casa contro le mafie”, associazione nata nel 2010 a Cologno Monzese e recentemente affiliata alla più grande famiglia di Libera nazionale.

I membri di questa associazione si occupano di organizzare incontri pubblici per gli adulti, rassegne cinematografiche e progetti di educazione nelle scuole, parlando della Costituzione ai più piccoli e della lotta alle mafie vera e propria ai più grandi. “Possiamo dire che la lotta contro le mafie segua due filoni– spiega Adriana D’Arrigo di “Libera casa contro le mafie”- uno è l’antimafia istituzionale, quello seguito dalle autorità; l’altro è legato all’aspetto culturale. È fondamentale informare e soprattutto parlare delle mafie: ormai siamo coscienti del fatto che non è un fenomeno solo meridionale.”
È dunque fondamentale informarsi, ascoltare e raccontare: la lotta alla mafia passa attraverso ognuno di noi.
Ed è questo che vogliamo fare oggi, in ricordo della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta composta da Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, avvenuta il 19 Luglio di 22 anni fa.

SARA MOLTENI

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FOOTBALL AMERICANO – Si parte. Fuori dal comune e Deamos: “Touchdown” per la collaborazione con la squadra cernuschese. Al via la stagione UNDER 18

Il football americano a Cernusco ha origini molto lontane.

Furono i Blacksmith nel 1984 divenuti, qualche anno più tardi, Blackhawks e rimasti tali fino al 1996, data dello scioglimento definitivo della società a “dare il la” a uno degli sport più spettacolari in martesana.

Otto anni più tardi, un fotografo ed ex giocatore di Cernusco, Paolo Sironi, coinvolge uno dei massimi dirigenti della DOCTOR GLASS, Matteo Planca, suggerendogli un sodalizio che porterà, nel 2004, alla nascita dei Daemons.

Prima di approdare e stabilirsi definitivamente nella città d’origine del football della Martesana, la squadra è stata ospite di numerosi comuni del territorio tra cui Brugherio, Vimodrone e Gorgonzola

Dalla loro nascita ad oggi i Daemons hanno messo in fila una serie di importantissimi risultati molto che li hanno fatti approdare la scorsa stagione, nel campionato di massima serie della federazione (FIDAF) IFL -Italian Football League

La redazione di Fuori dal comune è lieta di annunciare una importante collaborazione che vedrà i Deamons e i nostri lettori sempre più a stretto contatto

Nelle prossime settimane nelle pagine del nostro giornale potrete trovare curiosità, retroscena, storia, aggiornamenti e tutto quello che avreste voluto sempre sapere su questo affascinante sport e sulle squadre dei Demons

Ci occuperemo in particolare di seguire la prima squadra

Le squadre di Flag Football Under 13 ed Under 15 (sport propedeutico, di introduzione al football e senza contatto fisico)

Le Furie (squadra di football femminile) capo cordata di un movimento sempre più attivo anche a livello nazionale

La squadra di categoria Under 18.

Proprio su quest’ultimi  si sono accesi i  riflettori per la stagione 2012-2013.

La scorsa domenica, l’esordio stagionale della formazione giovanile guidata da Coach Gianluca “Ace” Ventura in casa degli agguerritissimi Giants Bolzano guidati da Coach Argeo Tisma, allenatore anche della prima squadra bolzanina.

Una partita vera quella a cui ha assistito il pubblico dello Stadio Europa di Bolzano, ad oggi l’unica struttura sportiva comprendente uno stadio creato appositamente per il gioco del football americano , che ha visto i giovani demoni combattere duramente fino alla fine, nonostante due mete subite nei primi minuti di gioco (6 punti l’una più un’azione di gioco supplementare da 1 o 2 punti definita extra point), abilmente recuperate grazie al passaggio del Quarterback Mondin sul Running Back Loglisci che con una corsa (manco a dirlo) indiavolata ha portato i Daemons in vantaggio per 12-13. Nell’ultimo e decisivo quarto di gioco, con entrambe le formazioni molto provate, una giocata trucco di Coach Tisma porta definitivamente i ragazzi di Bolzano sul 20-13 chiudendo la partita.

La squadra si è vista molto unita e compatta e lo staff tecnico, ora, si sta preparando per la prima partita in casa della stagione: in inglese viene definito the Big Rival Game, ciò che noi abitualmente chiamiamo derby. Domenica 14, alle ore 14.30, presso il centro sportivo Gaetano Scirea di Cernusco, i Daemons affronteranno i Seamen Milano. Ingresso gratuito. Emozioni garantite!!!

GO DAEMONS!

 

Mattia “Blackjack” Chiarella

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CARUGATE
CHIUDE “LA GRAZIOSA”. GIOVEDI’ L’ ADDIO A UN PEZZO DI STORIA

Manca pochissimo all’ultimo giorno di attività e a tanti già piange il cuore.
Il 31 Ottobre chiuderà definitivamente “La Graziosa”, storico bar e luogo d’incontro carugatese, collocato nella campagna tra Carugate e Brugherio.

Nonostante la raccolta firme portata avanti dallo scorso Aprile, non c’è stato nulla da fare per Enrico Lamperti (nella foto di copertina davanti al suo locale), attuale gestore del locale e amico di lunga data di tanti abitanti del posto, e di comitive di amici venute da fuori.

LA STORIA
Il locale, aperto nel 1951 da Salvatore detto “Torino”, padre di Enrico, era originariamente un “trani”, dove venivano venduti vino e bibite. Da subito era diventato un importante punto di ritrovo per giovani, anche provenienti da fuori paese, e sede di ritrovo per i gruppi nel post riunioni politiche.
Nel 1974 la svolta, quando Enrico e degli amici decidono di prendere in gestione il locale tramutandolo in una sorta di centro ricreativo sino al 1978, quando diventerà lui l’unico gestore, dividendosi tra questa attività e il suo lavoro in azienda.
Sarà poi nel 1984 che prenderà finalmente la licenza a nome suo.

È innegabile il valore storico de “La Graziosa”, luogo di ritrovo e associazione per tanti ragazzi, amici, comitive, cresciute qui generazione dopo generazione. Con la sua chiusura il paese perderà una parte di sé, un locale che, nonostante gli anni e la crisi, ha sempre riempito i propri spazi di clienti, anche durante la settimana.

LA VICENDA E LA CHIUSURA
Nel 2006 arriva ad Enrico e ai proprietari del locale e del terreno circostante, gli eredi dei conti Melzi d’Eril, una denuncia di abuso edilizio a causa della tettoia costruita davanti al locale, sotto la quale si trovano ancora oggi sedie e tavolini.
La tettoia, risalente al 1979, era stata costruita dal padre di Enrico, ma nella denuncia operata dall’allora amministrazione comunale, l’imputazione risultava a carico dello stesso Enrico. 

Gli venne imposto di toglierla, per l’abuso e perché l’intera cascina era sotto il controllo delle Belle Arti.
All’inizio Lamperti non acconsentì perché la cosa avrebbe compromesso seriamente la sua attività, ma successivamente si mostrò disposto a trovare una soluzione alternativa alla tettoia, che gli permettesse comunque di continuare a lavorare nel locale. L’amministrazione mostrò una chiusura totale ed Enrico fu costretto a ricorrere al TAR, cominciando un iter giudiziario per niente facile.

La cosa assurda è che noi pagavamo al comune una tassa di 500mila lire l’anno per occupazione di suolo pubblico proprio per il terreno della veranda sotto la tettoia, la stessa per cui poi il comune ci ha denunciati” ha raccontato Enrico. Né con la giunta di allora, né con quella attuale, si è arrivati ad un punto d’incontro.

Qualche anno dopo, 24 Settembre 2014 gli viene comunicata la decisione della proprietà di non rinnovargli l’affitto, con l’aggiunta di dover lasciare il locale entro il 31 Ottobre.
Ufficialmente lo sfratto è per “cessata locazione”, ma qual è il motivo di questa decisione, e la chiusura ad un rinnovo del contratto?

Abbiamo provato a contattare il prestigioso studio legale Caccia Dominioni, che rappresenta gli eredi dei Melzi D’Eril, tra i quali vi è il noto Architetto Benigno Morling, responsabile dei lavori in corso al Duomo di Milano. Purtroppo né telefonicamente, né attraverso il form online presente sul sito per spedire mail, siamo riusciti a metterci in contatto per poter avere una dichiarazione della famiglia.

All’inizio il problema poteva essere la questione legata alla tettoia  -ha provato a spiegare Enrico Lamperti  ma una volta che mi sono dimostrato disposto a toglierla, non mi sono state date delle alternative, e non c’è stata possibilità di avere un rinnovo del contratto. A questo punto mi sto chiedendo se per caso non si tratti di qualcosa a carattere personale” .

Il locale si trova inserito in un complesso che è patrimonio delle Belle Arti, la Cascina Graziosa appunto.
Il sito però, appare trascurato, ed anche per questo ha attirato pochissimi visitatori nella piccola ed antica chiesetta limitrofa.
La motivazione del mancato rinnovo potrebbe proprio essere questa: un progetto di riqualificazione del sito e ristrutturazione, che esige di avere i locali vuoti per rimettere tutto in auge. Questa è solo una nostra supposizione ovviamente, e probabilmente sbagliata, perché se così fosse, non si spiegherebbe come mai alle tre famiglie che abitano nella cascina, sia invece stato rinnovato l’affitto.
(nella galleria sotto, alcuni scorci della cascina Graziosa e della piccola antica chiesetta)

L’ADDIO
Purtroppo, nonostante i numerosi incontri, e scontri passati, con le autorità competenti, Enrico si è ritrovato appoggiato da pochi davanti a questo addio, circondato solo dall’affetto di fedeli amici e clienti che hanno condiviso per decenni l’amore per il suo bar

Dopo 63 anni di attività, Carugate perderà un pezzo della sua storia: appuntamento Giovedì 30 nel parcheggio della Graziosa, per un ultimo momento di condivisione.

 

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CERNUSCO
CON LA PRIMA PEDALATA ECOLOGICA, NASCE UFFICIALMENTE IL GRUPPO WWF

Lo stile di vita eco-sostenibile, sta diventando un fenomeno sempre più diffuso, in città come anche in realtà locali più piccole.
Come noto, questa coscienza del vivere verte su una maggior tutela e rispetto dell’ambiente che ci circonda.

Non di rado capita di vedere persone vestite con out-fit da ufficio, pedalare in sella alla propria bici per recarsi al lavoro. Complice poi la bella stagione, si stanno moltiplicando le iniziative di associazioni no-profit del territorio, con pedalate collettive alla scoperta delle bellezze locali.

Pedalare insieme oltre ad essere un’ occasione per condividere esperienze, è soprattutto un bel momento di socialità.

Proprio con questo intento si è mosso il neonato Gruppo Attivo di Cernusco- WWF Martesana che il 2 giugno scorso ha organizzato la prima pedalata ecologica intorno al parco Plis delle Cave, 573 ettari di verde distribuiti tra i comuni di Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Vimodrone e Brugherio, dove oltre ad esserci aree ancora utilizzate per l’agricoltura, vi è la presenza di alcune cave come quella del Parco Increa, recuperata a fini ricreativi.

L’evento si è svolto in concomitanza con la XVI biciclettata di primavera, promossa dal Comune di Carugate, insieme alla società ciclistica Carugatese e l’associazione Due ruote Forever, con il patrocinio del comune di Cernusco.

Centinaia di ciclisti di età compresa tra 6 e 80 anni, provenienti dai comuni che si estendono intorno al Parco Plis, si son dati appuntamento alle 9.00 di fronte alla scuola Manzoni di Cernusco e insieme hanno pedalato per 14 km lungo vecchie strade vicinali e campestri, nuove piste ciclabili, moderni sottopassi.

Una calda giornata di sole, il profumo di natura e l’allegria dei partecipanti hanno fatto da cornice. Ultima tappa: parco degli Aironi di Cernusco (ex cave Merlini), in riva al lago che per l’occasione era stato perfettamente ripulito dai volontari del WWF e da Cernusco verde (società di gestione dei servizi pubblici locali). E dopo la bella fatica, gadget e ristoro per tutti.

Il Parco Plis delle Cave è solo uno dei tanti parchi presenti nel territorio della Martesana, che nonostante gli infiniti cantieri di quest’ultimo biennio, vanta ancora numerosi ettari di verde tutti da scoprire.

Chi ha voluto la biciletta, deve solo pedalareeeee!

 

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BRUGHERIO – CARUGATE
CAOS CEME: CHIUDE A BRUGHERIO. LAVORATORI TRA CARUGATE E PAVIA

Terremoto alla CEME, azienda molto nota sul territorio produttrice di pompe e valvole industriali. Venerdì 29 gennaio davanti allo stabilimento carugatese si è tenuta una manifestazione dei lavoratori in seguito alla notizia della chiusura del polo di Brugherio, sancita dalla proprietà in concomitanza alla decisione di spostare la produzione a Trivolzio, vicino a Pavia.

Dei 48 lavoratori della sede che verrà chiusa, 12 saranno reintegrati a Carugate, e fin qui i disagi sono limitati a pochi chilometri. Ma per 36 di loro è stato decretato lo spostamento nel pavese, con tutti i problemi che questo comporta. “Dobbiamo ricordare che sono per lo più lavoratrici dai 30 ai 60 anni, con minori a carico e senza patente: è chiaro quali siano i problemi logistici di uno spostamento del posto di lavoro a quasi 60 kilometri di distanza. Come se non bastasse, le lavoratrici dovranno adattarsi a fare anche i pre-turni notturni” spiega Rosy Baioni della FIOM.

È del 20 gennaio la procedura che sancisce la chiusura dello stabilimento di Brugherio per cessata attività, a quanto pare non dovuta alle difficoltà economiche. “Precisiamo che l’azienda va bene. Il lavoro che ora viene fatto manualmente a Brugherio, con una paga oraria ai lavoratori di 29.50 euro lordi, verrà spostato in mano di terzisti, pagati circa 10 euro in meno, con un evidente risparmio per l’azienda. Siamo preoccupati per la nuova linea tenuta dalla CEME da quando è arrivato il nuovo direttore Roberto Zecchi, che ha imposto una nuova strategia mirata all’automatizzazione e al risparmio economico” continua la rappresentante sindacale.

Il 26 gennaio si è tenuto in AssoMonza e Brianza un primo tavolo di trattativa dove l’azienda, sorda alle richieste dei sindacati per reintegrare tutti a Carugate, si è detta disposta a garantire ai lavoratori un pullman per lo spostamento quotidiano fino a Trivolzio, ma solo per 6 mesi. “Uno spostamento di questo tipo costerà all’incirca 400 euro, e ciò significa un impatto economico anche sugli stipendi dei lavoratori” spiega Rosy Baioni.

12632908_735498686552388_2134849897_oPresto si terrà anche un tavolo istituzionale con rappresentanti sindacali, azienda e amministratori delle due città coinvolte. Intanto il Sindaco di Carugate Umberto Gravina, che venerdì ha presenziato alla manifestazione, ha raccontato di un primo incontro tenutosi con il direttore commerciale della CEME: “La direzione ha parlato di una flessione degli ordini, oltre che di una ristrutturazione dell’azienda e di una perdita della linea di lavoro dello stabilimento di Brugherio. Dunque per evitare di licenziare i lavoratori ha proposto uno spostamento. Per ora siamo rimasti d’accordo con azienda e sindacati che creeremo un tavolo istituzionale per affrontare la questione, che probabilmente si terrà giovedì 4 oppure lunedì 8 febbraio”.

I lavoratori intanto restano in attesa: mentre il trasferimento è fissato per il 1° marzo, dal 10 febbraio cominceranno a ricevere le lettere di trasferimento, continuando comunque a sperare in una risoluzione positiva della questione.

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PESSANO – Racket: in manette i “fratelli Giacobbe”. Nel mirino delle estorsioni, commercianti e cittadini

Chi fossero i fratelli Giacobbe, i cittadini di Pessano e della martesana lo sapevano già da tempo, almeno da quando nel 1992, fu arrestato Salvatore Giacobbe con l’accusa di associazione mafiosa, uomo di punta che secondo gli inquirenti avrebbe operato per conto del noto clan Piromalli.

Proprio in nome e per conto del padre Salvatore  agivano i fratelli Giacobbe, che avevano messo appunto un vero e proprio sistema di racket ai danni di imprenditori e privati cittadini.

Antonio Giacobbe, 36 anni, autista, residente a Lissone, e il fratello Carmelo Salvatore Giacobbe, 29 anni, di Brugherio, sono stati arrestati dai carabinieri, insieme ad un complice, Salvatore Domenico Barberi, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’estorsione, danneggiamento, violenza privata e lesioni.

Il fratello Vincenzo, 33 anni, era già in carcere da un anno, da quando nel settembre del 2011, era partita l’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Cassano D’Adda, del gruppo di Monza, scattata dopo la denuncia di una vittima che ha portato al suo arresto in flagranza di reato.

Da li’ sono partite le indagini che hanno portato all’esecuzione della misura cautelare per quattro persone.

Sono 5 le vittime accertate per il momento, ma secondo i dati delle forze dell’ordine il numero salirebbe almeno a 10.

Il copione era sempre quello.

Dopo aver avvicinato e stretto amicizia con alcune persone, cominciavano a chiedere piccoli prestiti per pagare bollette o saldare debiti ma, con il passare del tempo, le richieste diventavano sempre piu’ numerose e pressanti e raggiungevano anche il migliaio di euro.

Oltre ai prestiti le vittime erano obbligate a noleggiare macchine, cambiare assegni, aprire assicurazioni a loro nome e, in un caso, a prestare una casa in Veneto alla banda. Se qualcuno tentennava o rifiutava, veniva portato a casa dei malviventi, minacciato e picchiato.

I carabinieri hanno stimato un totale di estorsione di circa 200mila euro.

Un fenomeno sempre più preoccupante quello del racket e dell’associazione mafiosa in martesana che nel corso del 2012 ha portato all’arresto di nomi illustri del mondo della criminalità organizzata


 

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SPARATORIA MILANO
IL KILLER, CATTURATO A VIMERCATE GRAZIE ALLA VIDEOSORVEGLIANZA DI BRUGHERIO

Claudio Giardiello si era trasferito a Garbagnate Milanese, ma per diverso tempo è stato residente a Brugherio, dove ora risiedono moglie e figlia, dalle quali era separato. Proprio lì vicino, in zona Torri Bianche a Vimercate, l’uomo è stato catturato intorno all’ora di pranzo dai Carabinieri, dopo aver lasciato dietro di sé un bagno di sangue nelle aule e nei corridoi del Tribunale di Milano. 

Grazie alla video sorveglianza sulle strade del Comune di Brugherio, che ha rintracciato la targa del mezzo guidato dall’uomo, è partita la segnalazione alla Compagnia dei Carabinieri di Monza e di Vimercate, che hanno agito tempestivamente per fermare il killer.

L’ACCADUTO
Questa mattina verso le 11.00, l’uomo, 57 anni e socio di maggioranza dell’Immobiliare Magenta fallita nel 2008, è entrato in Tribunale dall’ingresso di Via Manara eludendo il metal detector e i controlli, probabilmente presentando un documento falso, ma questa ipotesi è solo una delle teorie non confermate sebbene sia una delle più plausibili come specificato dal Procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati durante la conferenza stampa delle ore 16.00 di oggi.

Claudio Giardiello ha sparato ben 13 colpi di pistola nell’aula del Tribunale di Milano dove si teneva l’udienza che lo vedeva imputato per bancarotta fraudolenta. Ha poi raggiunto l’ufficio del Giudice Fallimentare Fernando Ciampi freddandolo con due colpi di pistola al collo e all’inguine, ed è subito fuggito in sella ad uno scooter Suzuki gettandosi in una fuga forsennata terminata in quel di Vimercate.

L’imprenditore originario di Benevento ma da anni ormai in Brianza, ha ucciso in aula il suo avvocato difensore Lorenzo Alberto Claris Appiani di 37 anni, che in quel momento aveva appena dichiarato di rinunciare al mandato, e il commercialista Giorgio Erba, di 60 anni, incontrato per le scale del tribunale e anch’egli imputato e quindi presente nella seconda sezione penale, dove si trovava anche Davide Limongelli, ferito e in condizioni critiche. Stando ad alcune agenzie, pare che il corpo di un’altra persona sia stato trovato senza vita, ma probabilmente a causa di un malore successivo all’evento e dovuto allo shock.

Secondo le prime ricostruzioni, e le dichiarazioni rilasciate a Reuters dal Giudice fabio Roia, il vero obiettivo di Giardiello avrebbe potuto essere il PM Gaetano Ruta. 

IN FUGA VERSO UNA POSSIBILE ALTRA VITTIMA
Intervenuto alla conferenza stampa indetta alle ore 16.00 di oggi pomeriggio 9 aprile, il Ministro dell’ Interno Angelino Alfano ha dichiarato che, con ogni probabilità, l’uomo se non fosse stato fermato dai Carabinieri, avrebbe colpito altri obbiettivi nel vimercatese. Pare infatti che sia stato lo stesso Giardiello ad ammettere di voler uccidere un’ulteriore persona che lui riteneva responsabile della bancarotta cui era andato in contro.

Il 57enne è stato condotto in caserma e intorno alle 14.00 pare sia uscito in ambulanza scortato dai militari, e ora si troverebbe ricoverato all’ospedale di Vimercate a seguito di un probabile calo di zuccheri.

Le indagini, visto che una delle vittime è un giudice del tribunale milanese, come confermato dal Procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati, sono in mano ora alla Procura di Brescia e al Procuratore Capo Tommaso Buonanno.

 

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BRUGHERIO
LA RIQUALIFICAZIONE DI CENTRO SPORTIVO E PISCINA E’ IN PARTENZA

E’ una notizia di quelle che dovrebbe sollevare il cuore dei Brugheresi e far sorridere finalmente !
La riorganizzazione del centro sportivo  brugherese di via San Giovanni Bosco è ormai avviata, e a comunicarlo è proprio l’amministrazione.

Poche precisazioni, ma chiare in merito a quello che sta avvenendo e che porterà al ripristino di un polo sportivo che negli anni era stato fiore all’occhiello del paese, e che orami da troppo tempo versa in uno stato per nulla all’altezza della città.

Gli interventi si concentreranno distintamente sulle due aree, quella della piscina e quella del campo da calcio con pista d’atletica e campi da tennis.

PISCINA
La prossima settimana sarà pubblicato il bando di gara per l’appalto dei lavori di rimessa a punto della piscina, chiusa ormai da tempo e che, secondo la nota redatta dal Comune: “Se tutto va bene e non ci sono intoppi, si conferma la possibilità che la piscina riapra entro l’autunno 2014“. Sempre relativamente alla struttura che accoglie la piscina, il contenzioso in atto è stato definitivamente chiuso e la possibilità che il comune debba pagare 1800 euro di danni è del tutto scongiurata. “Si potrà così procedere ai lavori pattuiti con il ristorante Mirò -continua la nota dell’amministrazione- che avrà la certezza di operare in una struttura migliore”

AREA TENNIS, CALCIO ATLETICA
L’inizio dei lavori previsti per la riqualificazione della restante area del centro sportivo, sono omari in partenza, ma il Sindaco Marco Troiano incontrerà le società che utilizzano la struttura, per concordare con loro i tempi dei lavori, di modo che non vadano ad interferire con lo svolgersi delle attività agonistiche. E’ lecito pensare dunque che le operazioni di rimessa a punto, potrebbero concentrarsi nei mesi estivi o nelle pause invernali.

 

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