APPROFONDIMENTO MAFIE
19.07.92: PER NON DIMENTICARE, PARLIAMO DI MAFIE NELLA NOSTRA ZONA

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.”
Paolo Borsellino

Nella mia regione c’è la mafia? Nella mia provincia? E nel mio comune?
Domande scomode, che ogni cittadino dovrebbe porsi.

Ormai è innegabile:
la mafia c’è, in Lombardia e anche in Martesana. Lo dicono da tempo le autorità, la stampa e le associazioni che da anni in prima persona lottano contro la criminalità organizzata.
Le mafie seguono l’odore dei soldi: è stato un movimento naturale quello verso il ricco Nord.

LA MAFIA IN LOMBARDIA, A MILANO E IN MARTESANA
Nel report “Mafie a Milano e in Lombardia” di Libera del 31 Ottobre 2013, la Lombardia appare oggi una metafora perfetta della ramificazione molecolare della ’ndrangheta in tutto il Nord.

Oltre alla ’ndrangheta, alla camorra e a cosa nostra, in Lombardia agiscono altre mafie straniere in accordo con la criminalità organizzata italiana. La mafia albanese, kosovara e montenegrina, dedita allo sfruttamento della prostituzione, nonché al traffico di stupefacenti, la criminalità russa che investe ingenti risorse finanziarie nei settori immobiliari e nell’attività turistica, e quella cinese, che fa affari con la camorra nel settore della contraffazione di merci

Da una mappa stilata congiuntamente da SCO, GdF e ROS già nel 2009 emerge come la Martesana in particolare risulti dominata dai clan ‘ndranghetisti “Arena-Nicoscia-Paparo“, ad esclusione della zona di Pioltello, in mano alla cosca “Manno-Maiolo“.

IN MARTESANA OMICIDI E INCENDI DOLOSI DI ORIGINE MAFIOSA
In Martesana, come in tutta Italia, si verificano crimini molto gravi che vengono ricondotti poi dalle autorità ad un’origine mafiosa.

Un esempio, tratto dalla Relazione Semestrale di Libera in Lombardia del 12 Settembre 2012, è quello dell’omicidio di Giuseppe Nista, definito chiaramente attribuibile alla criminalità organizzata. Giuseppe Nista, fratello di Domenico Nista, collaboratore di giustizia nel processo ai danni del clan Paparo di Cologno Monzese, viene ucciso il 10 maggio in via dei Mille a Vimodrone da due killer giunti su una moto.

Degni di nota sono anche gli incendi dolosi attribuiti alle organizzazioni mafiose, come quelli avvenuti a Segrate, Pioltello, Cernusco e Cambiago dal 2011 all’ottobre 2012.

I BENI CONFISCATI IN MARTESANA
Un primo dato da cui compare quanto questo cancro della società sia diffuso nei nostri territori arriva dal sito www.benisequestraticonfiscati.it, sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

La Lombardia, con 963 immobili, è al 5° posto (dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) per numero di beni e al 3° posto (dopo Sicilia e Campania) per numero di aziende (223), sottratti alle cosche (dati aggiornati al 7 gennaio 2013).

Dal sito pare evidente quanto queste realtà ci tocchino in prima persona. Nei  nostri comuni non sono pochi i beni confiscati:
3 a Carugate, 2 a Cassina, 11 a Cologno, 3 a Brugherio, 4 a Melzo, 13 a Segrate e addirittura 18 a Pioltello. 

Spesso questi beni confiscati poi vengono destinati a realtà sensibili o diventano centro di raccolta per la diffusione dell’informazione riguardo alla lotta alla mafia. Come nel caso di Trezzano sul Naviglio, dove una villa sequestrata alla mafia è diventata il “quartier generale della legalità democratica” e in un polo di formazione e sensibilizzazione contro i fenomeni mafiosi. È stata chiamata “LIBERA Casa Angelo Vassallo” in ricordo del sindaco di Pollica, ucciso dalla violenza criminale nel settembre 2010.

ECOMAFIE IN MARTESANA
Secondo i dati incrociati di Libera e delle autorità, nel nostro territorio operano anche le cosiddette “ecomafie”, organizzazioni criminali che si occupano di sfruttamento e gestione illegale di rifiuti e discariche.

Dal rapporto ecomafie 2011-2012, emergono due casi importanti legati al nostro territorio:
uno del 7 luglio 2010, quando a Pozzuolo Martesana la Polizia provinciale ha sequestrato una cava per stoccaggio di rifiuti trasportati e gestiti illecitamente. Il secondo avvenuto a Cassina de Pecchi il 17 Gennaio 2011, quando la Polizia provinciale ha sequestrato un terreno agricolo trasformato in una discarica abusiva di circa 1.700 metri quadrati.

LIBERA: CHI LOTTA PER IL UN FUTURO SENZA MAFIE
E come la mafia, sin dagli anni ’60 si è espansa al nord, così è successo anche con le associazioni che questo cancro lo combatte.
Come gli uomini e le donne di Libera, la nota associazione nata da un’idea di Don Ciotti nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

Libera è viva e presente anche in Martesana.
Un bellissimo esempio di impegno è rappresentato da “Libera casa contro le mafie”, associazione nata nel 2010 a Cologno Monzese e recentemente affiliata alla più grande famiglia di Libera nazionale.

I membri di questa associazione si occupano di organizzare incontri pubblici per gli adulti, rassegne cinematografiche e progetti di educazione nelle scuole, parlando della Costituzione ai più piccoli e della lotta alle mafie vera e propria ai più grandi. “Possiamo dire che la lotta contro le mafie segua due filoni– spiega Adriana D’Arrigo di “Libera casa contro le mafie”- uno è l’antimafia istituzionale, quello seguito dalle autorità; l’altro è legato all’aspetto culturale. È fondamentale informare e soprattutto parlare delle mafie: ormai siamo coscienti del fatto che non è un fenomeno solo meridionale.”
È dunque fondamentale informarsi, ascoltare e raccontare: la lotta alla mafia passa attraverso ognuno di noi.
Ed è questo che vogliamo fare oggi, in ricordo della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta composta da Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, avvenuta il 19 Luglio di 22 anni fa.

SARA MOLTENI