mercoledì, 12 Maggio 2021

CASSINA ELEZIONI
UN CAFFE’ IN RADIO
CON PAOLO PAGANI

Paolo Pagani è stato il secondo ospite del Caffè col Candidato ai microfoni di Radio Cernusco Stereo. Ecco i passaggi salienti del suo intervento, che potete comunque ascoltare in versione integrale sul sito web della radio

 

PAOLO PAGANI – LISTA CIVICA CASSINA IN COMUNE
Paolo Pagani
 si definisce un “Organismo Geneticamente modificato su Cassina”. Cassinese DOC, figlio di un padre che si è sempre speso nella politica del paese, e di una madre insegnante per anni nelle scuole cassinesi, il quasi quarantacinquenne candidato Sindaco, ha trascorsi politici che iniziano con una prima candidatura nel 1994 e che trovano un largo consenso nel 1998, quando assume la Delega alla Protezione Civile, e sotto il suo operato nasce la prima sezione operativa del paese“Ho vissuto Cassina profondamente, in triciclo, motorino, bicicletta e macchina, e ne conservo ricordi importanti, come il primo centro sportivo, che in realtà era un campetto da calcio proprio davanti all’attuale stazione della metropolitana. Ma ricordo anche mia nonna, che mi portava al “sito” a vedere fossi, campi, e fiori… ed era davvero molto bello”. 

La Cassina di Pagani
Verde, sonnacchiosa e sana. E’ così che il candidato di Cassina In Comune, vede la sua città. “Fortunatamente abbiamo ancora un alta percentuale di verde, e tutto sommato siamo un paese sano, che mi paice molto. Però è sonnacchioso, ha bisogno di una sferzata di energia, di svegliarsi e riscoprire il proprio territorio. Per farlo, secondo Pagani bisogna tornare a riportare la gente per le strade, nelle piazze, e non ridurre la città ad un dormitorio dove di torna dal lavoro, si va a fare la spesa e poi ci si chiude in casa. Chiave per aprire questa stanza ? Le associazioni: “Abbiamo in mente una sinergia totale con le associazioni del territorio che sono molteplici e attive in paese. Organizzare eventi e iniziative può essere un modo per riportare la gente a vivere il paese. Bisogna trovare un mix appropriato tra tutte le forze presenti”. E tra le associazioni c’è proprio quella Protezione Civile e quel 118, per i quali Pagani ha ricoperto ruoli importanti, tra cui quello di Responsabile della Formazione per la Sicurezza del Territorio.

I trascorsi politici e l’idea di Lista Civica
Nato nella Democrazia Cristiana, dal 1994 Pagani è attivo nella politica cassinese, e per ben tre legislature fece parte di una Lista Civica : “Era una coalizione per lo più di centro sinistra, dove noi rappresentavamo l’anima di centro”. Nell’attuale composizione di Cassina In Comune, il candidato Sindaco sottolinea come l’appartenenza politica non sia più rilevante, anzi: “Credo che a livello locale non ci si debba più legare ad etichette politiche, ma accordarsi con persone che concretamente possono fare cose per il bene del paese e dei cittadini, avendo un comune sentire che li lega, e capacità per procedere”. Come spiegato dallo stesso Pagani, la sua Lista Civica è l’unione di persone che sono alla prima esperienza politica, che per lo più hanno un pensiero personale affine al centro destra ma senza appartenenza politica o partitica precisa e rigorosa, e che accoglie giovani dai 23 anni sino a uomini con esperienza e settant’anni di vita alle spalle. “Ognuno ha un suo credo politico, ma in questo gruppo, che è un insieme e non una corazzata, siamo legati dalla volontà di fare qualcosa di importante per migliorare Cassina, al di là di imposizioni che potrebbero venire da vertici partitici e condizionare l’operato”.

La canzone del candidato
E’ Vasco il prescelto da Paolo Pagani, e le note di “Eh Già”“Eh già noi possiamo dirlo. Possiamo dire Eh Già, siamo arrivati fin qui senza scendere a compromessi, nonostante tutto e euttti. Questa canozne rappresenta bene molteplici aspetti della vita, e anche il nostro percorso”. 

Le domande scomode
I due grandi temi scomodi proposti al candidato, sono stati la questione Nokia Jabil e la viabilità. “Non so quali trattative effettive ci fossero tra l’ex amministrazione e l’impresa, ma forse azioni più incisive e attente andrebbero fatte, ad esempio evitando di fidarsi di individui poco affidabili. Se vogliamo ridare impulso alle nostre attività, bisogna innanzitutto tutelare la destinazione d’uso di aree dal grane potenziale come quella della ex Siemens o la Malpaga. Nodo cruciale anche quello della viabilità, cui ilc annidato risponde così: “Stiamo guardando con attenzione alle grandi opere elefantiache che stanno abbracciando Cassina, dal casello di Peschiera Borromeo al raddoppio della cassanese. La grande sfida sarà quella di evitare che il paese diventi una scorciatoia, tutelando l’attraversamento di Cassina da est a ovest, problematico già da tempo, e il nuovo punto cruciale dell’attraversamento da nord a sud”.

Il programma e i provvedimenti dei primi 100 giorni
Sicurezza. E’ soprattutto attorno a questo argomento che si erige il programma elettorale di Cassina in Comune. “Prima delle grandi opere, arriva la sicurezza di un paese con ansi solide: più sicuro, più soddisfatto per i servizi, e con strade e vie in ordine e fruibili”. Nei provvedimenti dei primi 100 giorni dunque, Pagani introduce al primo posto proprio un terzo turno serale di pattuglia della Polizia Locale, con ampliamento dell’organico. “Oltre a questo primo aspetto, saranno emanate ordinanze per il rispetto del decoro pubblico e rubano, e un analisi del bilancio che consenta di tradurlo e renderlo più comprensibile ai cittadini. Sempre in questi primi cento giorni, prevediamo un intervento e controllo su ogni singolo appalto esterno, per valutarne i costi e impedire gli sprechi”.

L’invito al voto
Il motto
 del candidato sindaco di Cassina in Comune, è racchiuso nel nome stesso della lista: “Il nome non è scelto a caso o trovato su internet come accade spesso. Noi vogliamo che la comunità entri in comune, e che il comune sia vicino alla gente. Credo che la nostra Lista sia la più concreta, quella che non promette cose fantascientifiche ma miri a piccole importanti provvedimenti per garantire più sicurezza soprattutto, e quindi migliore qualità della vita. La qualità della vita al primo posto“.

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CASSINA ELEZIONI
UN CAFFE’ IN RADIO
CON ANDREA MAGGIO

La seconda puntata del Caffè col candidato in radio, ha portato negli studi di Radio Cernusco Stereo Andrea Maggio, candidato Sindaco della Lista Civica Uniti per Cassina. Ecco alcuni passaggi importanti dei suoi trenta minuti di diretta, che potete riascoltare insieme a quelle di tutti i candidati, alla pagina web di RCS

 

ANDREA MAGGIO – LISTA CIVICA UNITI PER CASSINA
Sposato da tredici anni e con un figlio di nove, Andrea Maggio a trentotto anni ha già un curriculum politico piuttosto impegnativo. E’ alla sua terza candidatura, e dopo l’esperienza come consigliere con la giunta Ginzaglio, è stato nominato dall’ ex Sindaco D’Amico, Assessore alla Viabilità, Politiche Giovanili e Conservazione del Territorio, anche in virtù delle sue competenze lavorative nel settore della sicurezza stradale della Provincia di Milano.  La viabilità è dunque uno snodo centrale per lui, che commenta così l’attuale periodo di trasformazioni del territorio: “Ci sono grandi infrastrutture che porteranno a grandi cambiamenti e al momento recano disagi, ma credo che queste difficoltà si possano tollerare e sopportare se produrranno in futuro benefici sociali”. 

L’esperienza con la giunta d’Amico e la sfiducia nella politica
Credo davvero che sia stata un’esperienza per me bellissima e importante. Mi ritengo una persona fortunata perché non tutti hanno la possibilità di fare l’assessore. Tutti poi sanno com’è finita quella giunta. A sette mesi dalla fine del mandato sono iniziate ad arrivare defezioni e assenze. L’ex Sindaco allora si è comportato con grande onestà, senza abbarbicarsi alla poltrona ma prendendo atto semplicemente che la maggioranza non esisteva più e che il voto della cittadinanza era stato tradito“. Sul fatto che questa caduta e il successivo commissariamento, siano cose che insinuano sfiducia nella gente, e mettano in luce la debolezza della politica, Maggio riconduce le colpe ad un atteggiamento preciso di molti politici: “Anche io spesso sono sfiduciato da ciò che vedo, e credo che l’unica soluzione sia in mano ai cittadini, che devono smettere di votare personaggi che continuano a cambiare bandiera, a fare il salto della quaglia che in Italia è ormai istituzionalizzato, è pratica comune e danneggia chi, come me, cerca di mantenere fede e coerenza in un’idea. Come certi esponenti del nostro centro sinistra, che in 9 anni hanno cambiato un po’ tutti gli schieramenti. Queste persone hanno curriculum politici su cui davvero bisognerebbe ragionare”. Ma per il Candidato della Lista Civica Uniti Per Cassina, questi trascorsi in più fazioni della politica, non vengono davvero considerati come dovrebbero in un paese come Cassina, perché “E’ ancora un paese dormitorio, sebbene le cose cambino sensibilmente. La gente esce di casa alle 6.00, torna alle 19.00, e non ha tempo di informarsi su chi davvero siano i candidati e quali siano i loro trascorsi nella politica, e molti fanno leva proprio su questa disinformazione”. 

I rimpianti per le opere incompiute nel precedente mandato
Il crollo dell’ex giunta D’Amico, ha lasciato a metà alcuni importanti progetti che l’allora assessore Maggio aveva già avviato. “La colpa è in primis del fatto che siamo vittime del patto di stabilità, uno strumento stupido che ci impone assurdi vincoli di spesa”. La prima delle cose che il candidato sindaco rimpiange di non aver potuto ultimare, è l’abbattimento delle barriere architettoniche alla stazione della metropolitana di Cassina, per la quale vi erano già accordi avviati con l’allora amministratore delegato ATM Elio Catania. Altro punto dolente invece, è la realizzazione della pista ciclabile nel tratto che avrebbe attraversato internamente Cassina per congiungere Cernusco e Gorgonzola: “Tutto era pronto, il progetto già sul tavolo, eppure si è fermata la macchina per via del patto di stabilità. Credo sia offensivo verso i cittadini che sono chiamati a pagare le tasse, con le quali noi sistemiamo il bilancio e incassiamo fondi, e poi vedono questi fondi bloccati e non beneficiano dei servizi”.

La canzone del candidato
Cassina è sempre più di Vasco a quanto pare, perché dopo la scelta di Paolo Pagani, anche Andrea Maggio torna sul rocker bolognese con “Ogni Volta”, e svela la sua grande passione per Vasco, che ha seguito per tutta l’Italia, girando in furgone con altri amici appassionati sin dal primo concerto live del 1989. “Una canzone che parla anche di coerenza”, dice Maggio lanciando il pezzo.

Il programma e la lista
Famiglia, Sport e Giovani, sono le tre parole attorno a cui Andrea Maggio ha fatto ruotare il riassunto del suo programma. Per la famiglia, si parla di incremento delle politiche dedicate ai nuclei famigliari, e un proseguo di quelle già precedentemente avviate“. Lo Sport invece, è inteso dal candidato di centro destra, come “integrazione sociale, come un modo di recuperare ragazzi in difficoltà, e per questo sarà fondamentale l’apporto delle società sportive del paese”. A fine intervista inoltre, il candidato parlerà anche dell’idea di costruire un centro sportivo polivalente e unificato. Per quanto riguarda i giovani invece, Andrea Maggio cita lo Spazio Giovani Martesana, progetto sovracomunale di cui Cassina fa parte con un ruolo importante, realtà che ha nel tempo consolidato il suo valore varcando i confini comunali e internazionali, sotto la coordinazione di Nico Acampora. “Con lui a Cassina abbiamo ottimi rapporti ereditati anche dal passato. Io ho avuto l’onore di presiedere questo gruppo di assessori che insieme, indipendentemente dal colore, hanno lavorato splendidamente e con successo“. Questi tre punti sono ancora centrali per Lista Uniti per Cassina, composta per lo più da quarantenni, tra cui, ci tiene a precisare Maggio: “Anche cinque donne molto valide”.

Le domande scomode
Anche per il candidato di centrodestra non poteva mancare la domanda sulla questione Jabil: “Mio padre ci lavorava usando si chiamava ancora GTE ed erano merciai. Credo che da questo punto di vista si debba continuare sulla strada intrapresa dalla giunta D’Amico, con un PGT che impedisca speculazioni edilizie in quell’area, ma che ponga sulla stessa un vincolo, cioè l‘obbligo ad una destinazione produttiva e industriale. Questo lo avevamo già proposto con l’ex giunta, era stato approvato a gennaio e poi qualcuno ha cambiato idea e lo ha bocciato a luglio. Chiunque vinca le elezioni deve affrettarsi ad approvare un PGT che reintroduca la questione del vincolo”. 

La viabilità
Un po’ per lavoro come detto, e un po’ per il suo precedente mandato di Assessore, Andrea Maggio resta legato al tema della viabilità, e commenta così la questione del famoso tunnel sotto la Padana: “Era un progetto ambizioso nominato per la prima volta dall’ ex sindaco Giovanni Mele e poi ripreso con forza e convinzione da D’Amico con uno studio di fattibilità. Il progetto sarebbe stato finanziato in parte dal PGT e in parte dai fondi di bandi per opere straordinarie. Successivamente però ci si è resi conto che per molti aspetti era una realizzazione complessa, sia per la vicinanza delle abitazioni che per il livello della falda acquifera. Ora come ora è un progetto da mettere da parte per evidenti ragioni economiche“. Il candidato torna anche su due opere stradali, accennando alla prosecuzione della strada 121 Pobbiano Cavenago, e la strada che avrebbe dovuto partire dalla rotonda del Colombirolo attraversando il Parco Sud: “E’ evidente che che questo progetto abbai avuto dei vincoli di attuazione proprio perché si parlava di attraversare un parco. Noi vogliamo preservare le aree verdi, e magari pensare a nuove strade che le lambiscano solamente”. 

Vivacizzare il paese dormitorio
“Quelli che ora si definiscono ambientalisti e danno a noi dei cementificatori, hanno costruito abitazioni su 504.000 metriquadri, nuove case quindi ma non abbiamo nemmeno un’area feste dove concentrare gli eventi.Andrea Maggio ritiene che per svegliare Cassina dal torpore di un paese dormitorio, si debba dare più spazio ai locali che vogliono creare eventi, serate, iniziative: “Abbiamo numerosi bar che vorrebbero organizzare serate, ma che si trovano a fare i conti con il vicinato poco tollerante al rumore o al disturbo. In paese abbiamo solo un’associazione giovanile che organizza eventi da 2000 persone senza creare polemiche, ma i bar e i locali sono in seria difficoltà. Se sarò Sindaco, e anche se non dovessi diventarlo, chiederò più tolleranza per le attività di intrattenimento del paese”.

Appello al voto
Il mio è innanzitutto un appello ad andare a votare, perché è importante poter esprimere le proprie preferenze. Quello che verrà dato poi, non sarà un voto per me, ma per un gruppo di 17 persone valide e giovanili, supportate dalle competenze dei partiti. Quello indirizzato a me personalmente invece, sarà un voto al metodo, al modo di stare in mezzo alla gente, di approcciarsi ai problemi dei cittadini, forse meno politico ma molto più vicino”.

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CASSINA ELEZIONI
UN CAFFE’ IN RADIO
CON MASSIMO MANDELLI

Il viaggio tra i candidati sindaco di Cassina De’ Pecchi, si è chiuso ieri sera con l’appuntamento radiofonico insieme a Massimo Mandelli.
Potte riascoltare l’interventi per intero sulla pagina web di Radio Cernusco Stereo (clicca qui), e nel mentre leggervi i passaggi salienti della sua intervista.

MASSIMO MANDELLI – CASSINA DOMANI
Cassinese da sempre, nato in casa da una mamma cattolica e un papà comunista, il cinquantacinquenne candidato Sindaco per il centrosinistra, ha ereditato da loro “il valore della solidarietà e la voglia di mettersi in gioco accanto ai più deboli“. E questi riferimenti sono probabilmente quelli che ha tramandato ai suoi due figli, soprattutto da quando è mancata la moglie. Uno di loro è Mastro birrario alla Spilleria di Cassina (in mano proprio a Mandelli ormai da tempo), mentre l’altra impegnata in un Master a Londra. Con Berlinguer come saldo riferimento formativo, “Ho creduto nel suo progetto di unire il mondo cattolico del volontariato con la sinistra, e porto dentro i suoi valori”, il primo atto politico di Mandelli a Cassina fu quello di fondare il primo ARCI del paese, mettendolo in rete con altre realtà associative fatte soprattutto “da giovani che credevano fortemente in un progetto, superando qualsiasi difficoltà”.

Il percorso politico nei movimenti e l’avventura con la Spilleria
Sempre in piazza con i movimenti, nelle marce per la pace, per la tutela dell’ambiente e dell’acqua o a sostegno di Emergency, Massimo Mandelli, Agrotecnico iscritto all’albo, nel tempo libero ama il mare, il contatto con la natura, la terra sarda e, come il suo collega candidato per Cassina, Attanasio, adora la vela. Consulente informatico per anni, nel 2004 il candidato di Cassina Domani si approccia ad una prima esperienza amministrativa: “Ma purtroppo ho lasciato per stare accanto a mia moglie che nel frattempo si era ammalata e poi è venuta a mancare, e da lì la mia vita è cambiata completamente. Ho lasciato tutto e ho preso in mano la gestione della Spilleria“. Proprio su questa attività che a Cassina ormai è un riferimento, così come per i giovani di altri paesi, Mandelli dice: “E’ un luogo che abbiamo voluto rivalutare per la sua importanza storica, rimettendo al centro il consumatore: birra artigianale fatta da noi, cucina a km zero, bookcrossing, giochi in scatola e quant’altro. Con questo progetto abbiamo creato 10 posti di lavoro tutti nella legalità. Una cosa che voglio dire soprattutto ai giovani è proprio questa, se uno ha un progetto, deve crederci, perché se si vuole, è possibile finalizzare alcune cose”

Uno sguardo su Cassina
Parlando della sua città, Mandelli parte subito con il grande aspetto negativo del paese:Cassina ha una statale che la taglia in due, dividendo di netto il paese e so so con certezza che al Politecnico la usano come esempio negativo di cattiva urbanizzazione. E’ un problema irrisolto da anni”. Forse è anche per questo che il campanilismo tra frazioni è una sensazione non del tutto stemperata in paese: “Ci sono molte frazioni a Cassina, Sant’Agata in origine era il primo comune, e poi ci sono Camporico e Colombirolo. Una volta il campanilismo era più forte, oggi credo ci sia più unità e sono convinto che Cassina dia lustro a Sant’Agata e Sant’Agata dia lustro a Cassina”.

Mandelli ha ricordi splendidi della Cassina di un tempo, e come il suo collega candidato sindaco Paolo Pagani, i grandi spazi verdi e il primo campo da calcio, sono alcuni di quelli più vivi. “Inoltre in paese vi era molta partecipazione, il territorio era più piccolo, ci si conosceva tutti e non vi erano steccati come poi negli anni più caldi. Si guardavano in faccia le persone e non le ideologie”. Una cosa spiacevole, che Mandelli vorrebbe poi rivalutare nel caso diventasse primo cittadino, è invece il polo culturale: Non mi convince il polo culturale. Abbiamo una zona che potrebbe diventare riferimento culturale della Martesana, da rilanciare con una biblioteca legata al teatro, alla scuola e associazione sportive”.  Sulla cultura, il candidato di Cassina Domani batte molto chiodo: “la si dovrebbe portare nel paese, all’esterno, ad esempio portando nei luoghi dove la gente solitamente resta in fila per molto tempo, come la posta, il bookcrossing (N.D.R.: mensole dove si depositano liberamente, e si prendono liberamente e gratuitamente, libri vecchi che non si leggono più, mettendoli a disposizione degli altri), oppure il teatro, altro elemento da portare fuori nel paese”.

Alcune priorità: patto dei sindaci, collaborazioni e un’idea di scuola aperta
Una cosa che faremo da subito, sarà l’adesione al patto dei sindaci, che tra le altre cose, ci consentirà di poter accedere con più facilità a fondi europei. Se arrivano risorse ora, arrivano dall’Europa e non da Roma”. Posto davanti a realtà vicine a Cassina, come quella di Bussero che recentemente ha predisposto un grande centro sportivo attrezzato e apportato migliorie, Mandelli risponde così: “Con il sindaco di Bussero si potrebbe pensare ad alcuni accordi per utilizzare insieme delle risorse, verosimilmente anche delle strutture. Ma dovremmo utilizzare prima di tutto e al meglio, ciò che abbiamo“. E sulle risorse presenti a Cassina, il candidato di centrosinistra sposta l’attenzione sulla scuola intesa anche come spazio per la comunità in senso più ampio: “Su tutto dobbiamo valorizzare la scuola e fare un discorso di scuola aperta. Abbiamo un patrimonio dato dalle strutture scolastiche, e credo che nei periodi di  chiusura degli istituti, si potrebbero mettere a disposizione i locali per le associazioni, per momenti di aggregazione e associazionismo. Idem con la Biblioteca, è necessario che resti aperta anche la sera”.

La canzone del Candidato
Il momento musicale di Massimo Mandelli, è di quelli politicamente molto forti: “Siamo abituati a pensare che a Milano e nelle nostre zone non esista la MAfia, e invece ci stiamo rendendo conto ultimamente che non è affatto così, viviamo nell’illusione che a Milano non esista” . Così il candidato lancia “I 100 passi” dei Modena City Ramblers.

Cassina Domani: il sostegno politico e le proposte dei cittadini inserite nel programma
“La mia candidatura è nata da un gruppo di cittadini piuttosto sostenuto, che sentivano la necessità di riunire uno schieramento di centro sinistra. Siamo l’ unico schieramento di centro sinistra con un’apertura alla società civile, e come opposizione in passato abbiamo contestato a gran voce il PGT di Maggio e D’Amico, operazione molto pericolosa per nostro territorio”. Anche per Cassina Domani, si è giunti attraverso le primarie: “C’è stata molta partecipazione, su 13.300 abitanti circa, oltre 1080 persone si sono presentate al voto per le primarie, che poi ho vinto dopo un testa a testa con Marcello Novelli. Da quel momento in poi abbiamo lanciato il progetto delle 100 idee per Cassina, una raccolta di proposte dei cittadini, fatta attraverso dei banchetti. Alcune di queste sono poi diventate punti programmatici”.

E così all’interno del programma di Cassina Domani, compaiono anche proposte concrete dei cassinesi, che il candidato riassume così: “La richiesta di partecipazione attiva dei cittadini ad esempio. Per questo creeremo un forum permanente, modificheremo dei regolamenti comunali affinché il cittadino possa essere, sia singolarmente che come associazione, parte attiva della comunità. Un altro discorso è stato quello dei beni pubblici e comunali. Un’esigenza era quella di spazi per dipingere alcuni muri. Così, fine a se stesso non avrebbe avuto senso, ma si pensa piuttosto a creare eventi di Stret Art per riqualificare le zone degradate, coinvolgendo i commercianti e soprattutto i giovani, che evidentemente hanno un’apertura mentale diversa e nuova. Formeremo una consulta giovani per questo, e una consulta culturale. Rivalorizzeremo anche la consulta sportiva che già esiste e ha permesso a Cassina di essere il paese con la più alta percentuale di gente che pratica sport”.

Il Programma
Oltre ai punti già illustrati precedentemente parlando di cultura, consulte,  e coinvolgimento dei cittadini, Mandelli integra la programmazione del programma di Cassina Domani parlando anche di verde:Parliamo di consumo di suolo zero, perché sappiamo che il terreno, dopo la costruzione non da più nulla. Noi a Cassina abbiamo la Cascina Bindellera nel cuore parco sud,  del quale Cassina fa parte per il 45%, e vorremmo partire da lì per farlo diventare un punto centrale di questo parco. Inolte, sempre attraverso al modifica di alcuni regolamenti comunali, ci piacerebbe dare la possibilità a Cooperative sociali, di mettere dei terreni a disposizione di giovani e meno giovani”

Migliorare la comunicazione con l’amministrazione, ampliare l’interazione tra i cittadini e il comune in un continuo scambio di servizi offerti e ricevuti, è un’altra delle idee programmatiche di Cassina Domani, cui Mandelli aggiunge un aspetto particolare: “Pensiamo anche ad alcuni interventi come uno sportello di sostegno per i lavoratori che hanno perso il posto, con le consulenze di una psicologa. Certe cose non aumentano il PIl ma aumentano il benessere sociale”

La domanda scomoda
Da quando ha vinto le primarie, Mandelli viene dato come il favorito da molti, ma altri dubitano della coesione della sua coalizione, che potrebbe spaccarsi e fargli mancare il sostegno necessario: “Ho avuto un grande diverbio con un giornale locale che ci considerava già spaccati dopo le primarie. Non hanno capito qual era l’obbiettivo della coalizione e delle primarie stesse. Non esiste divisione e spaccatura. Siamo affidabili e possiamo garantire governabilità a Cassina De’ Pecchi”.

I primi provvedimenti
Nei primi cento giorni, Mandelli ribadisce l’importanza di alcuni impegni: “Come detto, rivedere subito il regolamento e aderire al patto sindaci. In secondo luogo mettere mano al PGT in direzione di un consumo del suolo pari a zero. E poi bisgona di riqualificazione l’esistente e ottimizzare le strutture comunali. Penso all’ abbattimento delle barriere architettoniche, sistemazione dei marciapiedi strade e così via. Puntiamo poi a dare mezzi al cittadino per comunicare subito e velocemente con l’amministrazione, e questo sia per i singoli che per le associazioni. Perché secondo me non è paese dormitorio Cassina de’ Pecchi”.

Appello al voto
Massimo Mandelli chiude così il suo intervento: “Io, e con me tutta la squadra, mi impegno a rendere Cassina un comune più vivibile, accogliente, giusto e sostenibile. Abbiamo tanti giovani nuovi alla politica, ma con tanto amore e passione per al comunità. Abbiamo cercato di non mettere gente che garantisse il voto ma che portasse piuttosto idee. Cassina Domani è fatta di persone oneste, competenti, che mette al centro i cittadini”.

 

 

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MELZO ELEZIONI
UN CAFFE’ IN RADIO
CON ANTONIO BRUSCHI

Il secondo appuntamento di ieri con i candidati sindaco, è stato quello con Antonio Bruschi, del centrosinistra melzese.
Vi rimandiamo come sempre al sito web di Radio Cernusco (clicca qui) per riascoltare l’intera intervista, mentre vi aggiorniamo sui momenti più importanti della diretta.

ANTONIO BRUSCHI – PD, Lista Civica Noi Per Melzo, Cambiare Melzo la Sinistra
Antonio Bruschi
ha 62 anni, è da poco pensionato, marito e padre di una figlia di ventiquattro anni: “A lei e a mia moglie sto chiedendo molto. Sono stato segretario del PD di Melzo, e penso che se ci si impegna bisogna dare il massimo. Ho chiesto tanto prima alla mia famiglia e chiedo moltissimo adesso che mi sono imbarcato in questa avventura, per continuare questo progetto politico alla guida della mia città. Dopo giornate stressanti, porti aria di stanchezza e negatività, specialmente ora che alla mai campagna elettorale ho imposto di stare in mezzo alla gente. Così da marzo non sono quasi mai a casa, incontro ai banchetti la gente, ascolto i problemi, anche grandi, e alla fine porti anche a casa i problemi dei cittadini. Credo che questo sia importante, perché se vuoi fare il sindaco devi conoscere a fondo i problemi della città, anche se questo impatta nella famiglia, politicamente e per il clima che si porta tra le mura”.

La coalizione
Con Bruschi vi è una coalizione che già nel 2009 si era presentata ai cittadini e che ora lo sostiene dopo le primarie: “E’ stata un’esperienza molto importante e diversa rispetto al 2009, quando avevamo ben 5 candidati. Quest’anno ne proponiamo solo uno ! Abbiamo avuto un ricambio generazionale che aperto un dialogo nuovo, fuori dall’ideologia, mirato a cose concrete che ci tengono insieme, piuttosto che a cose che dividono E’ un percorso iniziato oltre un anno fa, un percorso di condivisione, di idee in comune, e questo ha favorito il nascere della coalizione, con molto senso di responsabilità

Su Melzo
Per definire Melzo, Antonio Bruschi è molto secco ma preciso: “deve trovare il suo futuro“.  Scendendo nei dettagli però, il candidato del centrosinistra fa un excursus nei lati buoni e nelle pecche della sua città:“E’ in generale buona, non ha vissuto il dramma dell’ urbanizzazione degli anni “60, quindi è piuttosto integra e gelosa della sua struttura urbana. E’ una città vivibile, con molto associazionismo, e ora con la linea suburbana siamo entrati nel cuore del capoluogo, di Milano. Da melzo in 20 minuti scendiamo nel cuore della città”. Gli aspetti negativi però, Bruschi non li dimentica: “Era una città con molte industrie e questo si è perso purtroppo, non abbiamo più una vocazione produttiva precisa. Sì, abbiamo l’ospedale, la stamperia Rizzoli che però è in crisi, la Galbani, la Postel e piccole aziende artigiane. Abbiamo perso questa grossa vocazione e fatichiamo a produrre lavoro. Non esistono più grosse industrie che un tempo davano vita alla città. Ricordo che suonavano le sirene a mezzogiorno, e fiumane di gente si riversavano nel centro”.

La questione Galbani
Parlando di Melzo e produttività, il pensiero finisce subito ad uno degli elementi chiave della città, quell’area Galbani dismessa, che tanto fa discutere: “Quest’area è incappata in una grossa vicenda giudiziaria, non solo nelle difficoltà della crisi. La proprietà è dei fratelli Siano, che sono rientrati nella vicenda della Cassa di Risparmio di Ferrara, portando a quel punto tutto il gruppo al fallimento. In seguito, i Siano hanno rifiutato la richiesta di concordato e ora le proprietà vanno messe in vendita. All’interno di questa possibilità di acquisizione, c’è il discorso su cosa farne. Noi siamo convinti di volerne mantenere una vocazione produttiva, e in particolare pensiamo a progetti di start-up incubatori di impresa. Con i fondi europei o le possibilità aperte dalla Città Metropolitana, si potrebbe cercare lavoro da collocare in quell’area”.

La canzone del candidato
“La canzone che ho scelto ci dice che nessuno si deve sentire escluso. Ci dice che i poteri ci vogliono come elettori sfiduciati e a casa, e invece noi dobbiamo impegnarci perchè la politica è una cosa bella se le persone ci credono, la fanno con passione e credono nella legalità”. Questo il lancio di Antonio bruschi per “La Storia” di De Gregori. 

Il Programma
Il verde, il lavoro e la crisi, i giovani, la cultura, i disabili e gli anziani. Nell’illustrare il suo programma, il candidato del centrosinistra melzese non dimentica nulla: “Le cose che vorremmo fare sono tante, è vero che si governa 5 anni ma pensiamo a lunga gittata. Per il territorio, dato che abbiamo nuove infrastrutture come la Tem e la Brebemi, abbiamo in animo di controllare la qualità ambientale, creando una protezione circostante, proteggendo la zona del PLIS Melzo e Pozzuolo, e vincolando ad area verde tutto ciò che vi è attorno all’infrastruttura. Abbiamo in mente anche di riqualificare la campagna, con attività agrituristiche e agricoltura a chilometro zero, ovviamente da fare prendendo accordi con le proprietà”. Sul lavoro, Bruschi esprime tutta la sua preoccupazione: “Innanzitutto il recupero dell’area Galbani come incubatore di impresa. Restiamo però molto preoccupati per questa crisi, appena eletto Sindaco farò subito un tavolo di concertazione riunendo tutte le realtà che se ne occupano, per mappare le situazioni di crisi che esistono a Melzo. Alcuni non al sentono ma ho rintracciato molto disagio. Vorrei utilizzare il voucher lavoro come fanno molti comuni, per dare sollievo a giovani disoccupati ed esodati. Si lega alla crisi anche l’emergenza abitativa. Abbiamo in città uno stabile invenduto, un ex complesso residenziale pubblico che vorremo recuperare per dare possibilità di affitto temporaneo a chi viene sfrattato, o a persone anziane, o a giovani coppie che vogliono sperimentare l’uscita da casa, un momento che ritengo fondamentale per responsabilizzarsi”.  Altro elemento ripreso dal candidato, è quello del recupero della Cascina Triulza: “Non vorremmo farne un luogo per privati, dove fare ristoranti o cose simili. Pensiamo ad un grosso luogo della socialità. A melzo abbiamo 7000 anziani, quasi un terzo della popolazione, e abbiamo grande richiesta di socialità e spazi fruibili, e vorremmo dedicare a loro, ai giovani, alle famiglie questo luogo, che potrebbe ospitare anche un orto didattico e il nuovo centro disabili, mentre l’edificio Umberto I lo destineremo alla scuola dell’infanzia

Le domande scomode: la zona a traffico limitato e la candidatura di Bussolati
Sulla Zona a Traffico Limitato, Antonio Bruschi risponde con diplomazia: “AZTL sì ma con intelligenza. Abbiamo già incontrato i commercianti, e abbiamo chiarito che secondo noi il piccolo commercio melzese può salvarsi se si fa un progetto insieme, intorno ad un tavolo e non da soli con Camera Commercio di Milano e basta. Toccheremo subito l’ AZTL, per ravvivare viabilità nel centro storico, ma non può essere utilizzata quella parte di città per attraversare Melzo evitando le grandi arterie trafficate.  Sposteremo in là l’orario della AZTL, di modo che di sera si possa transitare e favorire sia il commercio che, magari, l’ apertura di locali o Baretti”

La candidatura del Segretario Provinciale del PD Pietro Bussolati, che non è melzese, ha suscitato più di una critica attorno allo schieramento di Antonio Bruschi, il quale sottolinea l’importanza di questa candidatura legata alla realizzazione della Città Metropolitana che arriverà presto: “Nel 2015 sarà una realtà, e siccome noi pensiamo che la Città Metropolitana debba essere policentrica, crediamo che la Martesana debba avere un suo polo di attrazione,  essere anche funzione che porta lavoro cultura. Il ruolo di Bussolati in tutto questo, è di legarsi alla città Metropolitana ed essere il raccordo tra la città e la periferia

Appello al voto
Andate a votare perché non votando sono gli altri che decidono per noi. La partecipazione è importante“. Esordisce così nel suo appello al voto, il candidato di centro sinistra, che poi continua: “Votate Antonio Bruschi perché rappresenta un progetto. Spesso si dice che tenendo fuori i partiti, come nelle liste civiche, si governa meglio. Ma oggi Melzo entra nella Città Metropolitana e i problemi della città non si risolvono più dentro le mura. Dobbiamo aprirci, fare progetti insieme, prendere soldi dai progetti europei, costruire insieme. Votate Antonio Bruschi perché rappresenta un progetto con gambe anche al di fuori dal territorio, per sviluppare in verticale e orizzontale le politiche che possono rendere forte Melzo e farla ritornare come un tempo”. 

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MELZO BALLOTTAGGIO
UN ASSE PD LEGA ? LA GENTE NE PARLA IN PAESE, MA L’IPOTESI E’ SUBITO SMENTITA

Bruschi si accorderà con Emisfero, lo dicono quasi per certo“.
Più o meno è stata questa la voce che è corsa e si è rincorsa a Melzo nell’ultima settimana.

Se per un’istante i due esponenti di PD e Lega abbiano pensato ad un’alleanza, non ci è dato da saperlo, certo è che entrambi si sono affrettati a smentire e a chiarire la situazione.

Il circolo PD di Melzo specifica la sua posizione in una nota rilasciata anche sul profilo social: “Da qualche giorno si stanno rincorrendo voci non corrispondenti alla realtà che vogliamo smentire con chiarezza. La nostra coalizione correrà al ballottaggio senza apparentamenti di sorta con altri schieramenti usciti sconfitti al primo turno, ci teniamo che questa nostra posizione sia chiara, prima che le presunte dicerie diventino incontrollate“.

Dunque una risposta secca e netta alle voci di paese.
Il commento arriva anche da Martina Emisfero della Lega Nord, che rintracciata al telefono dice: “Non esiste accordo tra noi e il PD di Bruschi. L’invito che rivolgo ai cittadini è di andare a votare, e l’unica cosa che posso dire è che con l’amministrazione Perego non ci sono nemmeno minimi punti di incontro, mentre sicuramente ci sono più convergenze con il candidato Bruschi, come ad esempio sulla questione del recupero di Villa Trivulzia“.

E in effetti, riascoltando l’intervista radiofonica e rileggendo la trascrizione di quell’incontro (clicca qui), si evince come la giovane leader del carroccio melzese appoggi alcuni aspetti delle idee di Bruschi, mentre non trovi assolutamente vicinanza con la linea dell’amministrazione uscente, criticata sui progetti di presunta privatizzazione della Trivulzia, piuttosto che sull’investimento stanziato per la nuova biblioteca, la situazione del centro storico, l’emergenza lavoro e le condizioni dell’area ex Galbani.

Entrambi, Bruschi ed Emisfero, sempre nelle interviste condotte su Radio Cernusco Stereo, si sono detti contro uno schieramento che non tenga conto dei partiti ma si poggi solo su liste civiche, e sempre entrambi, hanno ricordato come la presenza degli corporazioni politici sia fondamentale anche in un’ottica di Città Metropolitana.

E’ evidente quindi come l’opposizione alle liste civiche e all’operato della Giunta Perego, siano il vero fattore di unione dei due esponenti politici locali, ma è altrettanto chiaro dalle loro dichiarazioni, come non ci sia spazio per nessun accordo o asse tra i due schieramenti di cui fanno parte.

Niente apparentamenti per il ballottaggio -chiariscono infine dal circolo PD di Melzochiediamo solo un voto contro le menzogne delle Liste Civiche”

La cosa certa -ha concluso invece Martina Emisferoè che continuerò la mia attività politica all’opposizione, chiunque vinca il ballottaggio”

 

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