lunedì, 2 Agosto 2021

MARTESANA – Presentato il progetto definitivo della Tangenziale Est Esterna Milano (TEEM)

È stato presentato nei giorni scorsi, presso il belvedere del Palazzo Pirelli di Milano, il Progetto definitivo della nuova Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM). L’infrastruttura, realizzata in project financing, senza impegno di denaro pubblico, prevede un investimento pari a 1.700 milioni di euro. Interesserà 34 comuni e si snoderà nell’Est milanese allo scopo di alleggerire il traffico sulle tangenziali esistenti oggi che sopportano un «carico» di circa 160mila veicoli al giorno

MELZO
LA NUOVA SEDE DELLA CROCE BIANCA ARRIVA DALLA CONFISCA ALLA MAFIA

Martesana: terra di confisca dei beni alla criminalità organizzata e redistribuzione alla comunità.

Dopo Segrate, anche Melzo sceglie la strada per destinare a fini di pubblica utilità, gli immobili sequestrati alla mafia.

A beneficiarne, questa volta, sarà la Croce Bianca Bianca di Melzo, che grazie a questo tipo di operazione, avrà una nuova sede in via Aldo Moro 86/88.

Sarà intitolata alla memoria di Don Pino Puglisi, parroco a San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, assassinato nel 1993 per la sua opera di contrasto alla mafia, e proclamato beato nel 2013.

L’intitolazione a Don Puglisi della nuova sede della Croce Bianca, è stata approvata della giunta comunale con delibera N. 149 lo scorso lunedì 14.10.2013.

Soddisfazione espressa dal sindaco Vittorio Perego che espresso un sincero ringraziamento per l’instancabile lavoro e attività quotidiani di tutti i volontari coinvolti, che operano giornalmente per garantire questo importante servizio sul nostro territorio, con uno standard di eccellenza

A breve, saranno avviati anche i lavori di realizzazione del nuovo accesso carraio alla nuova sede, opere che saranno eseguite a totale carico del Comune di Melzo, per un valore di circa € 6.000,00.

 

 

APPROFONDIMENTO MAFIE
19.07.92: PER NON DIMENTICARE, PARLIAMO DI MAFIE NELLA NOSTRA ZONA

“Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.”
Paolo Borsellino

Nella mia regione c’è la mafia? Nella mia provincia? E nel mio comune?
Domande scomode, che ogni cittadino dovrebbe porsi.

Ormai è innegabile:
la mafia c’è, in Lombardia e anche in Martesana. Lo dicono da tempo le autorità, la stampa e le associazioni che da anni in prima persona lottano contro la criminalità organizzata.
Le mafie seguono l’odore dei soldi: è stato un movimento naturale quello verso il ricco Nord.

LA MAFIA IN LOMBARDIA, A MILANO E IN MARTESANA
Nel report “Mafie a Milano e in Lombardia” di Libera del 31 Ottobre 2013, la Lombardia appare oggi una metafora perfetta della ramificazione molecolare della ’ndrangheta in tutto il Nord.

Oltre alla ’ndrangheta, alla camorra e a cosa nostra, in Lombardia agiscono altre mafie straniere in accordo con la criminalità organizzata italiana. La mafia albanese, kosovara e montenegrina, dedita allo sfruttamento della prostituzione, nonché al traffico di stupefacenti, la criminalità russa che investe ingenti risorse finanziarie nei settori immobiliari e nell’attività turistica, e quella cinese, che fa affari con la camorra nel settore della contraffazione di merci

Da una mappa stilata congiuntamente da SCO, GdF e ROS già nel 2009 emerge come la Martesana in particolare risulti dominata dai clan ‘ndranghetisti “Arena-Nicoscia-Paparo“, ad esclusione della zona di Pioltello, in mano alla cosca “Manno-Maiolo“.

IN MARTESANA OMICIDI E INCENDI DOLOSI DI ORIGINE MAFIOSA
In Martesana, come in tutta Italia, si verificano crimini molto gravi che vengono ricondotti poi dalle autorità ad un’origine mafiosa.

Un esempio, tratto dalla Relazione Semestrale di Libera in Lombardia del 12 Settembre 2012, è quello dell’omicidio di Giuseppe Nista, definito chiaramente attribuibile alla criminalità organizzata. Giuseppe Nista, fratello di Domenico Nista, collaboratore di giustizia nel processo ai danni del clan Paparo di Cologno Monzese, viene ucciso il 10 maggio in via dei Mille a Vimodrone da due killer giunti su una moto.

Degni di nota sono anche gli incendi dolosi attribuiti alle organizzazioni mafiose, come quelli avvenuti a Segrate, Pioltello, Cernusco e Cambiago dal 2011 all’ottobre 2012.

I BENI CONFISCATI IN MARTESANA
Un primo dato da cui compare quanto questo cancro della società sia diffuso nei nostri territori arriva dal sito www.benisequestraticonfiscati.it, sito dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

La Lombardia, con 963 immobili, è al 5° posto (dopo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia) per numero di beni e al 3° posto (dopo Sicilia e Campania) per numero di aziende (223), sottratti alle cosche (dati aggiornati al 7 gennaio 2013).

Dal sito pare evidente quanto queste realtà ci tocchino in prima persona. Nei  nostri comuni non sono pochi i beni confiscati:
3 a Carugate, 2 a Cassina, 11 a Cologno, 3 a Brugherio, 4 a Melzo, 13 a Segrate e addirittura 18 a Pioltello. 

Spesso questi beni confiscati poi vengono destinati a realtà sensibili o diventano centro di raccolta per la diffusione dell’informazione riguardo alla lotta alla mafia. Come nel caso di Trezzano sul Naviglio, dove una villa sequestrata alla mafia è diventata il “quartier generale della legalità democratica” e in un polo di formazione e sensibilizzazione contro i fenomeni mafiosi. È stata chiamata “LIBERA Casa Angelo Vassallo” in ricordo del sindaco di Pollica, ucciso dalla violenza criminale nel settembre 2010.

ECOMAFIE IN MARTESANA
Secondo i dati incrociati di Libera e delle autorità, nel nostro territorio operano anche le cosiddette “ecomafie”, organizzazioni criminali che si occupano di sfruttamento e gestione illegale di rifiuti e discariche.

Dal rapporto ecomafie 2011-2012, emergono due casi importanti legati al nostro territorio:
uno del 7 luglio 2010, quando a Pozzuolo Martesana la Polizia provinciale ha sequestrato una cava per stoccaggio di rifiuti trasportati e gestiti illecitamente. Il secondo avvenuto a Cassina de Pecchi il 17 Gennaio 2011, quando la Polizia provinciale ha sequestrato un terreno agricolo trasformato in una discarica abusiva di circa 1.700 metri quadrati.

LIBERA: CHI LOTTA PER IL UN FUTURO SENZA MAFIE
E come la mafia, sin dagli anni ’60 si è espansa al nord, così è successo anche con le associazioni che questo cancro lo combatte.
Come gli uomini e le donne di Libera, la nota associazione nata da un’idea di Don Ciotti nel 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia.

Libera è viva e presente anche in Martesana.
Un bellissimo esempio di impegno è rappresentato da “Libera casa contro le mafie”, associazione nata nel 2010 a Cologno Monzese e recentemente affiliata alla più grande famiglia di Libera nazionale.

I membri di questa associazione si occupano di organizzare incontri pubblici per gli adulti, rassegne cinematografiche e progetti di educazione nelle scuole, parlando della Costituzione ai più piccoli e della lotta alle mafie vera e propria ai più grandi. “Possiamo dire che la lotta contro le mafie segua due filoni– spiega Adriana D’Arrigo di “Libera casa contro le mafie”- uno è l’antimafia istituzionale, quello seguito dalle autorità; l’altro è legato all’aspetto culturale. È fondamentale informare e soprattutto parlare delle mafie: ormai siamo coscienti del fatto che non è un fenomeno solo meridionale.”
È dunque fondamentale informarsi, ascoltare e raccontare: la lotta alla mafia passa attraverso ognuno di noi.
Ed è questo che vogliamo fare oggi, in ricordo della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta composta da Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, avvenuta il 19 Luglio di 22 anni fa.

SARA MOLTENI

MELZO
QUASI 400 ANNI DI FESTA DELLE PALME, E LA CITTA’ SI PROIETTA VERSO EXPO

Se festeggi 396 anni di vita, non puoi che farlo in grande stile.
Anche per questo l’edizione di quest’anno della Fiera delle Palme, gode dell’importante patrocinio di Regione Lombardia e di Expo Padiglione Italia. 

Mobilità dolce, ambiente e alimentazione con prodotti locali e naturali, sono gli elementi che caratterizzano il filo conduttore di questa Fiera 2015, che dal 26 al 30 marzo traccerà un percorso di collegamento tra diversi punti della città:

Il centro cittadino con Piazza Vittorio Emanuele II e le vie limitrofe (qui per il programma di questi luoghi), Porta Lodi, Palazzo Trivulzio e la Biblioteca Vittorio Sereni (qui per il programma), e ancora la Chiesa di Sant’Andrea, la Stazione, il Centro Polivalente Anziani (qui il programma), i due grandi poli dell’ Area Fiera e del Luna Park (qui il programma) e il programma tutto interno al Teatro Trivulzio (qui).

ALIMENTAZIONE CIBO E CULTURA
Tra gli eventi davvero imperdibili, c’è sicuramente quello legato particolarmente ad Expo e al tema del cibo. Da Porta Lodi partirà domenica 29 marzo alle ore 11.00, la Camminata del Gusto, che prevede un percorso degustazione a tappe, che toccherà la Chiesa di Sant’Andrea, quella di San Francesco, la Chiesa di Sant’Alessandro e Margherita e Palazzo Trivulzio. Come riportato nel programma allegato in precedenza, anche in questo caso la prenotazione è possibile presso gli infopoint gestiti in Piazza Vittorio Emanuele II, alla Stazione, e in Via Colombo, da Pro Loco e Là Ciclostazione.

Il gemellaggio con la cittadina catalana di Vilafranca del Penedès, a 30km da Barcellona, porterà in città un tocco colorato sia per la vista che per il gusto. Sabato dalle 11.00, e poi in replica alle 17.00, in Piazza Vittorio Emanuele II infatti, gli ospiti spagnoli metteranno in scena la tipica “Colla Castellera“, torre umana tradizionale nella cultura catalana. La Filarmonica della Città di Melzo accompagnerà l’evento, e dalle 13.00 ci saranno paella, sangria e crema catalana in piazza. La prenotazione anche in questo caso è presso gli Infopoint.

Il cibo però, non sarà solo centrale nella camminata degustati e nella piazza per un giorno a tinte spagnoleggianti, ma sarà il fulcro del convegno di Confagricoltura di venerdì 27 marzo alle ore 11.00, quando si discuterà nell’area fiera di Via Colombo, di “Nutrire la metropoli, produzioni sostenibili. Una riflessione in vista di Expo“.

MOBILITA’ SOSTENIBILE
La bicicletta, secondo elemento fondante di questa 396° Fiera, sarà declinata in mille modi e in più di un evento.
Il teatro Trivulzio proietterà tre film a tema giovedì 26 marzo (“ladri di biciclette” alle 21.00) e venerdì 27 marzo (“Moliere in Bicicletta” alle 19.30 e “La bicicletta Verde” alle 21.30), mente presso l’area fiera di Via Cardinal Colombo, domenica 29 marzo dalle 14.00 si susseguiranno un corso di educazione stradale per ciclisti metropolitani, tenuto dal Comandante ella Polizia Locale Flavio Lucio Rossio, e la presentazione del libroL’intelligenza degli indizi. La bicicletta come esemplificazione del rapporto tra uomo e tecnologia” di Carlo Buora.

L’imperdibile Lunapark aprirà i battenti alle 16.00 di giovedì pomeriggio 26 marzo, per restare aperto sino al 30 marzo, mentre l’attesa notte dei palloncini luminosi, è in programma per venerdì 27 alle 21.30 a seguito del brindisi col Sindaco, tutto con il sottofondo musicale della Fanfara dei BersaglieriAminto Caretto” di Melzo. 

Il programma ora l’avete, gli eventi più curiosi li abbiamo segnalati, ora tocca a voi organizzarvi il weekend, la Fiera vi aspetta…

AURORA LANZI

 

MELZO – L’orto come ritorno alle tradizioni di solidarietà, condivisione e socialità. Se ne parlerà in un incontro al CPG

ortiSono sempre di più le iniziative che in martesana, segnano un ritorno alle tradizioni della cultura agricola e al lavoro nei campi.

In vista di  Expo 2015 ci invita a riflettere sul diritto al cibo, sull’ educazione ad una sana e corretta alimentazione, sul rispetto dell’ambiente e non per ultimo sullo sviluppo sostenibile che ogni paese dovrebbe assicurare, moltissime amministrazioni si stanno attrezzando per concretizzare questo principio.

Sabato 23 marzo 2013 dalle ore 9.30presso l’area ortiva del Centro per il Protagonismo Giovanile CPG in Via A. Erba, 5 a Melzo, si terrà un momento di confronto su: “Perché MelzOrti? Il lavoro della terra come processo educativo e di coesione sociale”.

E’ un momento significativo di condivisione e di riflessione sulla nuova progettualità degli orti condivisi che l’Amministrazione Comunale ha messo in atto nella primavera 2012, creando un’ area apposita dove realizzare , proprio a partire dalla terra,processi di educazione, di coesione ed inclusione sociale.

“MelzOrti è stata una scelta precisa dell’Amministrazione che non ha voluto limitarsi a dare la possibilità ad alcuni nostri concittadini di coltivare un proprio orto ha dichiarato l’ assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia, Flaviano Forloni – ma ha scelto invece di far diventare questo terreno un luogo di condivisione fra esperienze diverse che reciprocamente si arricchiscono e creano significativi rapporti sociali. La coabitazione ed il lavoro comune fra i cittadini che coltivano l’orto e quello delle associazioni, che lo utilizzano come luogo per realizzare progettualità di inclusione sociale o educativi, non potrà che favorire il nascere di una esperienza di solidarietà fra generazioni significativa per tutta la città”.

Un’ occasione per conoscere le esperienze in atto e per incrementare collaborazioni e attività con le scuole del territorio, con le associazioni e con le famiglie melzesi e dove verranno presentati anche i lavori di costruzione del Semenzaio realizzato dai ragazzi di Scuola&Bottega e per finire i ragazzi della Scuola Enaip di Melzo, corso aiuto cuochi, ci prepareranno il brunch.

CASO REPARTO MATERNITA’
LE OSTETRICHE DI CERNUSCO SUL PIEDE DI GUERRA. SABATO MANIFESTAZIONE

Tanto tuonò che piovve.
Sono passati pochi giorni da quando vi abbiamo spiegato il caso del reparto maternità di Cernusco, che chiuderà per essere accorpato all‘ospedale di Melzo (leggi qui).

Da quel momento, e a dire il vero già da giorni prima, il fermento tra ostetriche ed infermiere del reparto cernuschese è andato crescendo, sino a quando alcune di loro con il sostegno di un delegato sindacale, hanno deciso di portare il loro malcontento fuori dalle mura dell’ospedale, davanti a tutti

Ci sarà così una manifestazione sabato 18 ottobre alle ore 10.30 davanti all’Ospedale Uboldo, nata da un movimento spontaneo delle dipendenti, sostenute da diversi cittadini e senza coinvolgimenti politici di partito.
L’autorizzazione parrebbe già esserci, e nella giornata di oggi è prevista anche una riunione con il Primario proprio in merito alla delicata situazione.

Siamo davvero furiose -ha commentato un’infermiera- dicono che a Melzo ci sia più qualità e strutture migliori, quando in realtà da loro non esiste nemmeno la patologia neonatale, e ogni bimbo nato con problemi viene subito trasferito da noi a Cernusco per ricevere cure adeguate. Allora… di cosa stiamo parlando ?”

Inoltre poco meno di due anni fa, il reparto di maternità cernuschese ha completamente ristrutturato sia il nido sia la sala operatoria, con un importante investimento economico: “E’ questa la spending review ? Spendere miliardi per ampliare e risistemare un reparto, e poi chiuderlo?” ha commentato ancora una dipendente.

La situazione s fa opto delicata, e anche su Facebook arrivano continui attestati di solidarietà al personale della maternità dell’Uboldo, e anche la cittadinanza cernuschese sembra non voler accettare di buon grado questa scelta della Regione.

MELZO
ALTALENE PER BIMBI CON DISABILITA’. PICCOLO GRANDE GESTO VERSO L’INTEGRAZIONE SOCIALE

Altalene per bambini con disabilità. Un piccolo gesto, un dettaglio, ma di quelli che segnano il confine tra un parco pubblico davvero inclusivo, e uno che lo è solo in parte.

Con questo gesto il Comune di Melzo mostra la sua attenzione verso le esigenze delle persone diversamente abili, partendo proprio dai bambini. Per consentire una migliore integrazione e garantire a tutti il pieno divertimento nelle aree gioco dei parchi cittadini, l’amministrazione comunale a fine gennaio ha annunciato l’installazione di alcune altalene speciali, dotate di una larga base, che consentono l’accesso ai bimbi in sedia a rotelle.

Queste altalene saranno installate sia nel parco del Milite Ignoto che nel parco Cristina Belgioso, e nel primo, oltre alle altalene, saranno disposti tre nuovi giochi a molla e un nuovo pavimento antitrauma, per un miglioramento completo del parco che ora presenta giochi vetusti.

GAIA GANDINI

BRUGHERIO
SOCIAL MEMORIA COMUNE ANCHE PER BRUGHE’

L’ idea di creare il gruppo Non sei di Brugherio se… , mi è venuta per gioco, vedendo degli amici friulani che lo avevano fatto per il loro paesello“.
Per Giorgio Barbati, fondatore del gruppo di social-memoria brugherese, era nato tutto come uno svago, un modo per giocare a ricordare, ma in men che non si dica il gruppo ha toccato quota 2353 iscritti.
Con oltre 800 iscritti, esiste poi un altro gruppo brugherese in crescita: “Sei di Brugherio se…“. Diversamente dal caso di Cologno però, qui entrambi i gruppi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, con qualche ricordo più recente nel gruppo di Giorgio Barbati, e qualche foto più “storica” e pensieri d’annata nell’altro.
I RICORDI PIU’ GETTONATI
Tra le memorie dei brugheresi d.o.c., non scappano alcuni “must”: le riprese del telefilm con Cristina D’Avena in Villa Fiorita e Via Tre Re, le sfide carnevalesche tra i quattro rioni che culminavano al Palazzetto dello Sport, il palio delle oche al Mulino di Occhiate, il quadrangolare di atletica delle scuole medie, i viaggi con il “3” che andava a Monza e faceva capolinea in Piazza Roma, o, come ricorda Paolo Maino: “farsi a piedi il tragitto da Monza a Brugherio dopo che l’ultima corsa del “3” era già passata“. Molti si ricordano del circolo San Bartolomeo, che faceva giocare a carte gli anziani al piano terra, e dava i videogames al primo piano a tutti gli adolescenti.
I PERSONAGGI
Arrivano copiosi i nomi dei professori e dei maestri, su tutti l’anziano professore di religione Paleari, che ha istruito svariate generazioni di brugheresi al suono di: “Ti sei lavato le mani che devi toccare il vangelo?“. Ma nei ricordi affiorano anche Luisa “barbisa” la cassiera, Renato il macellaio, Franca della merceria, Giovanni del Pick Up che ti vendeva le prime musicassette, Grelle del chiosco, il vigile Nava, incubo di ogni automobilista e motociclista, la Direttrice del Centro Olimpia Vitali, Don Mario e Suor Agnese, i bidelli delle scuole elementari, l’arrotino e il carretto del gelataio. Purtroppo anche in questo gruppo compaiono foto di giovani ragazzi scomparsi nel fiore degli anni, come Giuseppe Russo, la cui foto con oltre 200 commenti è una delle più commentate dagli utenti.
LO SPORT
Brugherio casa dello sport verrebbe da dire sfogliando le foto postate nel gruppo. I successi dell’atletica del centro olimpia, dell’ AC Brugherio e del suo torneo internazionale di calcio, con i pulmini slavi e tedeschi parcheggiati accanto alla scuola media. E poi ancora il CGB calcio, gli indimenticabili anni della Gividì di pallavolo e del basket femminile, oltre ai saggi di ginnastica ritmica e “Non sei di Brugherio se non avevi la Raffaella come insegnante di ritmica“, ha raccontato qualcuno.
I LUOGHI
Enrico Meroni dice: “Non sei di Brugherio se almeno una volta non hai fatto la coda alle cabine telefoniche in piazza“, e questo ricordo è condiviso da pecchie persone. La Villa Fiorita è sicuramente uno dei luoghi più gettonati nella memoria degli utenti, per le leggende metropolitane più o meno confermate di strani cunicoli e sottopassaggi, per le gare in bicicletta, e per il muretto dove ci si sedeva a guardar passare la gente e aspettare il pullman per Monza. Molti si ricordano della stazione del tram all’incrocio tra Viale Lombardia e Via Per Monza, la Casa del Popolo, e il Boscone dove si andava a fare il bagno nella roggia. L’attuale stazione della Polizia Locale che una volta era una scuola, i negozi come la Pescheria di Via Veneto, Rovimoda o Emporio del Bimbo, riempiono i ricordi come i bar della Brugherio vecchia, il Ranchett e il Primett con le bocce, e quelli più recenti come il Bar Beretta, il Ghirlanda, il Piccolo Bar, il Fantasy o il Poker poi diventato Havana. La pizza alle 3 di notte dallo Stregone, e le pizzate di fine anno rigorosamente allo Sporting Club per tutti. E poi l’Oratorio Maria Bambina e quello di Maria Ausiliatrice, da cui si spiava dal muro la gente che si rilassava in piscina allo Sporting, e l’Oratorio San Giuseppe e i film al cinema, e anche l’altro cinema, quello poi chiuso, il Capitol, con una programmazione “non proprio per bambini”. Tantissimi sono i flashback legati alle aperture dei due centri commerciali, poi diventati ritrovo per le “compagnie”.
IL FUTURO DEL GRUPPO
Se Melzo ha programmato una mega reunion con tanto di sponsor cittadini ad organizzare l’evento, in via ufficiosa possiamo dire che in cantiere ci sono diverse idee brugheresi. Potrebbe trattarsi di mostre con foto prese da quelle postate nel gruppo, e frasi e ricordi presi proprio dai post, magari durante un evento cittadino, con installazioni e percorsi per vivere concretamente e fisicamente la memoria della città, nella città. Ma tutto è ancora in fase embrionale, con buone idee ancora tutte da valutare. “Ciò che mi piace di più del gruppo -ha concluso Giorgio- sono i tantissimi messaggi che mi sono arrivati in privato, per ringraziarmi dell’idea. E’ bello inoltre vedere così tante foto e potersi riconoscere, o vedere com’era la nostra città quando non esistevamo ancora. Il gruppo è riuscito a riavvicinare persone che si erano perse nel tempo, mettendo insieme un mondo di ricordi, immagini, luoghi che appartengono alla Brugherio in cui tutti noi siamo cresciuti“.
licia
Uno screenshot preso da una puntata della serie Tv girata a Brugherio, qui in Via Tre Re, con Cristina D’Avena nei panni di Licia, e Pasquale FInicelli nei panni di Mirko.

CARUGATE
ARRIVA IL NOVA MUSICAL FESTIVAL, CONCERTO LIVE DI GIOVANI DISABILI

E’ giunto alla sua decima edizione il Nova Muiscal Festival, rassegna musicale di band nate da progetti di muscoterapia in diverse strutture per disabili. L’appuntamento quest’anno è per mercoledì 14 maggio alle ore 20.45 presso il Cineteatro Don Bosco. 

Come da anni ripete l’ideatore di questo progetto, lo Psicologo e Musicoterapeuta Romeo Della Bella: “Il progetto è pensato come una diversa possibilità da offrire ai nostri giovani, sottoforma di protagonismo, perché tutti i nostri ragazzi sono persone particolarmente vive, sensibili e autentiche, che hanno anche attitudini particolari, nel nostro caso per la musica, e riteniamo importante valorizzarle e farle apprezzare”.

Dunque il Nova Musica Festival, seguendo il percorso lanciato dal Festival del Cinema Nuovo, è frutto di un percorso che i ragazzi svolgono con musicoterapeuti ed educatori all’interno delle Cooperative Sociali, Associazioni e CSE lungo tutto il corso dell’anno.

Apriranno questa 10° edizione i ritmi concitati ed irresistibili  della “Bim Bum Band”, realtà nata nell’ Associazione Musicale Harmonium, cui seguirà un momento di gospel tradizionale americano e moderno, portato sul palco dal “Friendly Gospel Choir” di Melzo. Seguiranno  “I cantori del Sorriso”, del CSE Il Sorriso di Pessano, che proporranno quattro celebri canzoni contro la guerra, in italiano, inglese e spagnolo, mentre il finale è tutto riservato ad  “Eukolia”, progetto di ensable musicale tra ragazzi e muscioterapisti di ben quattro cooperative del territorio: “Il Castello” di Trezzo, “Il Sorriso” di Carugate, “Arcobaleno” di Inzago e “Insieme” di Melzo.

“Uscendo dai soliti termini generici -ha dichiarato il Dottor Della Bellapotremmo definire questi ragazzi music-abili, e ci auguriamo che gli spettatori assistano allo spettacolo e tornino a casa ammirati e convinti che il mondo della disabilità non si riduce a limitazioni, incapacità e problemi”.

SEGRATE
CASSANESE BIS, STRADA SENZA FINE. IL SINDACO ALESSANDRINI RASSICURA

L’area est della provincia di Milano, il territorio che va dall’estremo est del comune di Melzo fino ai confini sud-ovest verso l’aeroporto di Linate e il “mare dei milanesi” – l’Idroscalo, è tutta un cantiere.

A farle da padrone, da qualche tempo, sono i mezzi cingolati delle aziende dell’edilizia che, unitamente ai camion del movimento terra e alle betumiere per il getto del cemento, hanno trasformato un’area di tranquilla “vivibilità milanese” in un vero “avamposto di battaglia”, almeno per la mobilità. La costruzione delle infrastrutture di trasporto “essenziali e connesse” ad Expo 2015 (quelle inserite nel Dossier di candidatura di Milano per l’Esposizione) – TEEM, Brebemi, Metro 4 ma anche Cassanese bis – è entrata nel vivo e il 2014, a quasi 400 giorni dall’avvio dell’Evento Universale, si prospetta l’anno clou per i grandi preparativi del 2015.

Quando finirà tutto questo? O meglio: riusciranno le imprese a finire i lavori in tempo per il “grande slam” dell’Esposizione Universale (1° maggio 2015)?

A domandarselo è il consigliere regionale del Patto Civico per Ambrosoli e capogruppo della lista Segrate Nostra, Paolo Micheli che dal suo blog ha rilanciato l’attenzione sulla condizione di sofferenza in cui verte il sistema infrastrutturale dell’est Martesana. La polemica di Micheli si concentra soprattutto sull’immobilismo dei lavori per la Cassanese bis, l’opera di collegamento tra la BreBeMi – in arrivo a Liscate e collegata all’arco Tem – e la città di Milano, già inserita nel 2003 nella Legge Obiettivo ma arenata da anni per mancanza di fondi.

Senza il completamento della Cassanese bis – sostiene Micheli – l’apertura della nuova autostrada BreBeMi proveniente da Brescia – che dovrebbe chiudere i battenti in estate, in attesa del completamento dell’arco Tem (prevista per l’avvio dell’Esposizione di Milano) – porterebbe alla completa paralisi del traffico intorno a Segrate, con un contraccolpo pericoloso per la mobilità dei segratesi e di tutti i lavoratori che ogni giorno attraversano quest’area verso i luoghi di lavoro e verso Milano.

Le origini della Cassanse bis, però, hanno radici profonde, ci spiega l’Amministrazione comunale di Segrate, interpellata dalla redazione di Fuori dal Comune.

Inserita in un Accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Segrate e l’australiana Westfield per la realizzazione di un centro polifunzionale sull’area ex Dogana, la Cassanese bis prende quota nel tempo come opera di completamento della BreBeMi verso la città di Milano. Accordo questo che definisce nel dettaglio la copertura finanziaria: il tratto A, quello più prossimo al centro polifunzionale, realizzato a spese di Westfield, mentre il tratto B, approvato dal CIPE l’8 agosto 2013 (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), il cui costo stimato è pari a 123,5 milioni di euro, è garantito da 85 milioni del privato, 10,5 milioni del Comune di Segrate, 14 milioni di Regione Lombardia e 14 milioni della Provincia di Milano.

Ma allora, definito il quadro e le risorse, perché l’immobilismo dei cantieri – si chiede Micheli?

Le origini di quest’opera – continua a spiegarci l’Amministrazione di Segrate – data alcuni decenni fa, quando ancora si parlava di dogane in Europa e quando la strada attualmente interrata era pensata per portare il traffico pesante all’interno dell’area della Dogana stessa – che col tempo si è persa per strada.

Quell’area, in centro a Segrate, è stata abbandonata e lasciata in degrado per lunghi anni finché alla fine degli anni ’90 Regione Lombardia, in un’area attigua, decise di attivare uno scalo Intermodale, raccogliendo il benestare di Segrate a fronte della costruzione, però, della Cassanese bis.

Ma ecco il primo intoppo: una volta avviato l’Accordo, il secondo tratto della Cassanese bis – cioè dal Centro Intermodale fino a Pioltello – sparì dalla programmazione strategica, senza ovviamente il consenso del Comune di Segrate. In quella fase, quindi, partì soltanto la gara d’appalto per la opere del nuovo svincolo di Lambrate e del primo tratto di strada.

La svolta arrivò soltanto nel 2006, nell’ambito delle discussioni sulla costruzione di un Centro Polifunzionale che sarebbe dovuto sorgere di fronte a San Felice. Qui si rispolverò l’idea di sfruttare l’area dell’ex Dogana.

L’idea ebbe la meglio, il Centro si sarebbe realizzato nell’area dell’ex Dogana, riqualificando così una zona degradata, eliminando i disagi che il Centro Polifunzionale avrebbe creato ai cittadini e chiedendo inoltre all’operatore che lo avrebbe costruito, le risorse per terminare la viabilità alternativa alla Cassanese.

Sembrava dunque l’uovo di Colombo: in una sola mossa la soluzione di tutti i problemi. Il tutto però si basava sull’assunto che Milano Serravalle Tangenziali, società della Provincia di Milano attiva per la gestione delle infrastrutture della viabilità – oggi impegnata nelle opere per Expo 2015 – avrebbe completato i lavori del primo tratto di Cassanese bis, cioè quelli dallo svincolo di Lambrate fino a Segrate, nel giugno 2009, così come da appalto in corso.

Così non è stato – rammenda l’Amministrazione – e una serie di problemi al cantiere, non ultimo la presenza di acqua sul fondo dello scavo (cosa abbastanza normale a Segrate, ma forse non prevista) ne hanno turbato il regolare avvio e la cantierizzazione definitiva.

Risultato: il cantiere di Serravalle immobile fino ad oggi. E con essa, anche la realizzazione del secondo tratto della Cassanese bis, quello cioè fino a Pioltello, in ritardo sulla tabella di marcia.

Il Sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini, raggiunto da Fuori dal Comune, rassicura che ora, dopo tanto tempo speso in riunioni in Regione Lombardia e al Ministero delle Infrastrutture, grazie soprattutto all’azione del nuovo Assessore regionale alle Infrastrutture Maurizio Del Tenno, sembra che la situazione della Cassanese bis si sia sbloccata e che Milano Serravalle – ormai in fase di gara per aggiudicare i lavori – abbia davvero aperto la partita. Non appena inizierà il tratto di competenza di Milano Serravalle – dicono ancora dall’Amministrazione – anche il secondo lotto, finanziato dai privati, sarà realizzato, con l’obiettivo di chiudere i lavori se non in contemporanea con la BreBeMi, non più tardi di pochi mesi dopo. Il Sindaco Alessandrini, rincara la dose:”Abbiamo sempre spinto a tutti i livelli per proteggere la Città di Segrate e grazie anche al ruolo interno al Collegio di Vigilanza della BreBeMi siamo riusciti a ottenere modifiche sostanziali al progetto e grandi vantaggi per Segrate. Regione Lombardia ha poi seguito il nostro pensiero: la Cassanese bis non è un capriccio segratese ma serve al Centro Intermodale, alla BreBeMi e al Centro Polifunzionale, che tanto di positivo porterà alla Città, tra cui più di 8.000 posti di lavoro. Cosa fondamentale, inoltre, permetterà la definitiva trasformazione della Cassanese in una bella strada cittadina, con poco traffico, con le ciclabili a nord e sud già realizzate e i relativi ponti ciclopedonali e tanto verde al suo interno e lungo i lati.”

Sembra dunque che l’interrogazione pubblica di Micheli e la “questione Cassanese bis” abbiano trovato terreno aperto su cui giocare. Un’operazione di infrastrutture che, complice l’Esposizione Universale del 2015 e “l’urgenza straordinaria” delle opere – tipica del modello all’italiana – sia arrivata a un dunque.

Il cantiere si aprirà a breve. E se i fondi sono realmente arrivati e la gara è prossima ad uscire, non ci resta che aspettare l’avvio dei lavori e l’arrivo delle gru sui camion del trasporto eccezionale.

L’Avamposto dell’est milanese continua.

Veronica Cambria