mercoledì, 16 Giugno 2021

CERNUSCO
E’ SPESSO PER LE VIE CITTADINE IL DANDY SGARGIANTE CHE FA IMPAZZIRE I SOCIAL

“Spettacolare… chic…troppo bello…top”.
Questi sono solo alcuni degli aggettivi che il mondo social ha attribuito al Dandy Sgargiante (cosi si chiama la sua fanpage su 

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Facebook), e probabilmente saranno gli stessi che sono venuti in mente a voi quando, non di rado, lo avrete visto aggirarsi per le vie delcentro di Cernusco, dove pare si conceda anche piacevoli gite in bicicletta lungo il Naviglio, soprattutto a metà mattina.

Sì, perché la “fama” di questo elegantissimo signore originario di Pistoia (qualcuno gli attribuisce però origini inglesi) ma spesso avvistato in zona, visto  il grande seguito e i commenti di stima che riceve ogni giorno sulla pagina facebook a lui dedicata,  è arrivata addirittura a ritagliarsi uno spazio sul portale d’informazione nazionale Tgcom 24. Solitamente vestito di coloratissime giacche e particolarissimi kilt, era già da tempo diventato l’idolo di molti in città, dove, con il suo portamento e la sua stravaganza, regalava vitalità a certe giornate grigie.

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Ma il suo fascino e i suoi colori hanno presto fatto colpo su tantissime persone. Praticamente in ogni città dove il nostro moderno “Oscar Wilde” ha portato il suo charme, sempre più persone hanno iniziato a fermarlo per scattare una foto insieme. Così, tra una cravatta in pendant con le calze e un mocassino

firmato, Thomas (questo pare essere il suo nome,ma nulla è certo di lui, così come il suo presunto passato da musicista) ha totalizzato la bellezza di 20.000 mi piace e avvistamenti che vanno da Lecco a Firenze passando per Pistoia, Segrate, Cernusco  e Vimodrone.

Non sappiamo se tornerà a Cernusco (dove pare viva la sorella) ma speriamo di rivederlo presto per le nostre strade, con la sua eleganza e 

il suo sorriso, veri marchi di fabbrica del Dandy Sgargiante.

immagini prese dalla pagina Facebook “Il Dandy Sgargiante” postate dagli utenti

MATTEO OCCHIPINTI

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PIOLTELLO
GUERRA ALL’AUTOVELOX SULLA CASSANESE, MA LA COMPETENZA NON E’ DEL COMUNE

Ormai da mesi gli autovelox posti sulla Strada 103 Cassanese in territorio pioltellese, sono in funzione e hanno già colpito centinaia di automobilisti rei di aver superato il limite di velocità.

Si tratta di due rilevatori attivati il 19 gennaio 2015 al chilometro 6 + 240 direzione Milano, e al chilometro 6 + 260 direzione Brescia, che pongono rispettivamente il limite di 70 e 90 Km/h. Per intenderci, si tratta del punto di strada in prossimità del tunnel. Da allora tante sono state le multe, e ancora di più le lamentele fatte pervenire dagli automobilisti, specialmente camionisti agli sportelli di Federconsumatori.

“Sia ben chiaro, i limiti di velocità si devono rispettare -ha dichiarato Carmelo Benenti, dello staff legale di Federconsumatorima stando ad una sentenza della Corte Costituzionale, sarebbe interessante andare a vedere se chi di dovere compie tutti i debiti controlli e tarature obbligatorie agli apparecchi”. 

E a chi spetta tutto questo ? Di chi è la competenza dei due rilevatori di velocità ? Stando a quanto riferito dai portavoce del comune pioltellese, non finiscono nelle tasche della città le multe che i cittadini hanno ricevuto, ma più probabilmente il tutto fa capo alla Città Metropolitana, che in data 15 gennaio 2015, comunicava ufficialmente l’installazione dei due nuovi apparecchi con queste parole: “Città Metropolitana di Milano, in coerenza con la normativa Europea, continua con l’obiettivo di ridurre significativamente entro il 2020 il numero delle morti e delle lesioni causate dagli incidenti stradali attraverso una serie di azioni tra le quali l’installazione di una moderna rete di rilevatori automatici della velocità”. 

Con la sentenza della Corte Costituzionale n° 113 del 2015, risalente a poche settimane fa -continua Carmelo Benentisi è stabilito che tutti gli apparecchi per il monitoraggio della velocità, che non si avvalgono della presenza di un addetto delle Forze dell’Ordine, devono essere soggetti a manutenzione rigorosa e continua taratura affinché siano effettivamente rilevati solo gli eccessi. Quindi, se è giusto andare a capire quando un automobilista ha sbagliato, è anche giusto andare a controllare che il responsabile degli apparecchi abbai fatto il suo dovere”.

Senza una taratura assidua, le rilevazioni potrebbero anche non essere più precise, e così potrebbero arrivare multe tra le 80 e le 180 euro, anche laddove non è commessa l’infrazione. Ci attiveremo con chi è competente, che sia il Comune di Pioltello o Città Metropolitana -ha chiuso Benentiperché i tanti cittadini che si sono rivolti ai nostri sportelli per chiedere sostegno in questa direzione, aspettano notizie. Se appureremo che le manutenzioni e le tarature sono sempre state effettuate con regolarità, allora con tuta tranquillità pagheremo il dovuto, ma se così non fosse, ci sarebbe da discuterne.”

Par di capire dunque, che qualche automobilista non abbia ritenuto di aver superato il limite prestabilito, stando attento alla lancetta del proprio contachilometri. Ora si attende di capire come procederanno le cose, ma un altro passaggio del comunicato stampa di Città Metropolitana del 15 gennaio 2015, rafforza la convinzione che Pioltello nulla abbia a che vedere con questa faccenda: “le immagini relative alle sospette violazioni -dice il testo- sono accessibili solo al personale della Polizia Provinciale di Milano e rese disponibili via Web esclusivamente agli automobilisti coinvolti”. 

 

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CERNUSCO SUL NAVIGLIO
SCUOLA E LAVORO:L’ITSOS “MARIE CURIE” MEDAGLIA D’ORO TRA LE SCUOLE MILANESI

L’istituto tecnico cernuschese “Marie Curie“, è il migliore di tutti gli istituti milanesi in merito al criterio dell’occupazione lavorativa dopo la maturità. Ad affermarlo è una ricerca recentemente apparsa sul portale “Eduscopio” (CLICCA QUI), finanziato dalla fondazione Agnelli, da tre anni ormai diventato punto di riferimento per i ragazzi e le famiglie che devono orientarsi verso la scelta dell’istruzione  secondaria di secondo grado o universitaria.

Spesso, sopratutto quando si sceglie un istituto tecnico o professionale una delle domande più gettonate è: Quale sarà la sbocco lavorativo al quale avrò accesso dopo gli studi? Troverò lavoro dopo la maturità?

A quanto pare, da questo punto vista, l’istituto cernuschese è un passo avanti agli altri e si attesta primo posto tra le scuole milanesi della stessa categoria con l’82, 34% di percentuale più alta di diplomati che hanno lavorato per oltre sei mesi due anni dopo il superamento dell’esame di Stato.

Che la scuola cernuschese fosse all’avanguardia e fiore all’occhiello dell’istruzione milanese, non è mai stato un mistero, ma di questi tempi avere un ulteriore riconoscimento dal punto di vista dei risvolti occupazionali, nel mercato del lavoro, è  di sicuro un pregio di tutto rispetto.

Bene anche per le altre scuole della martesana che compaiono nella speciale classifica, come il liceo scientifico Giordano Bruno di Melzo, l’Argentia di Gorgonzola con il 72,07% degli istituti ad indirizzo tecnico-ecomnomici, l’istituto tecnico G. Marconi di Gorgonzola, con il  76,33%, dopo l’Itsos di Cernusco, e l’istituto professionale Niccolò Macchiavelli di Pioltello, che si classifica al terzo posto nella sua categoria con il 65,08%.

Gradino più alto del podio anche per il liceo di scienze umane di InzagoMaria Bellisario“, dati molto confortanti per la salute delle nostre scuole superiori, per gli studenti e per le famiglie che a quanto pare, è proprio il caso di dire, non hanno che l’imbarazzo della scelta.

 

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SEGRATE
IL CENTRO COMMERCIALE DI LUSSO PIU’ GRANDE D’ ITALIA SI FARA’

Finalmente la notizia che in tanti aspettavano è arrivata:
tra il 2017 e il 2018, a Segrate, sorgerà il centro commerciale più grande d’Italia, il Westfield Milan.

Un progetto ambizioso: 18 mila metri quadri di nuove costruzioni su 4 piani. Trecento negozi di brand medio-alto, e poi ancora cinema, ristoranti e parcheggi. Un cliché già visto in Martesana, una tendenza un po’ troppo conosciuta forse, dalle parti dell’ovest milanese. Il Westfield Milan è figlio del gruppo Percassi e del colosso australiano Westfield, uno dei maggiori gruppi mondiali nel comparto. Un progetto che si inserisce a piè pari nel maxi-programma della Cassanese bis che e andrà a ricoprire un’area segratese abbandonata ormai da 50 anni, lo spazio dell’Ex-dogana.

Nulla di nuovo sicuramente per il gruppo Percassi, già costruttore dell’Oriocenter, a due passi dall’aeroporto bergamasco, dell’ Antegnate Shopping Center e del Franciacorta Outlet Village, rispettivamente alle porte di Bergamo e Brescia. Costo totale dell’operazione: circa 1 miliardo e mezzo di euro.
Lo “shopping mall” segratese si insedierà in una posizione strategica, a due passi dall’aeroporto di Linate, al centro della nuova “viabilità speciale” che vedrà congiungersi Milano, con la Brebemi, con l’est milanese  e la bergamasca. Il tutto a pochi minuti di auto. 

Questo insediamento però sta facendo un sacco discutere in città.

Se da una parte il primo cittadino di Segrate, Adriano Alessandrini, si dichiara entusiasta del progetto e delle conseguenze positive che avrà a livello locale in termini di introiti e occupazione, dall’altra ci sono una schiera di cittadini che non approvano per nulla questa scelta: “Anzitutto perché la zona Est milanese pullula di centri commerciali -sostengono i cittadini- e quindi l’insediamento di un nuovo polo commerciale e per lo più considerato inopportuno. Secondariamente – continuano – con un nuovo polo di queste dimensioni la tendenza all’inquinamento prenderà quota vertiginosamente. Nuovo traffico e nuovo cemento, a scapito dei pochi spazi verdi rimasti, in un’area già interessata da infrastrutture, strade, vie di connessione importanti e insediamenti produttivi”.

Anche i commercianti locali mostrano le unghie: il sorgere di un nuovo shopping center è sicuramente una minaccia per le micro attività locali, già messe a dura prova dalla crisi del commercio che ha morso l’economia reale della zona dal 2007 a oggi.

A frenare questo malumore, però, ci ha pensato il Sindaco Alessandrini, che in un comunicato stampa ha dichiarato: “non si parla di un supermercato qualunque, bensì di un centro fitto di grandi marchi, tra cui Le Gallerie La Fayette, in cui non si andrà a prendere il latte o il pane, ma si concentrerà occupazione e sviluppo. Più che un minaccia per i nostri commercianti locali, attirerà gente da tutto il mondo e porterà a Segrate ricchezza e pubblicità”.

Un braccio di ferro destinato a continuare.

 

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2017
TUTTI I RISULTATI IN TEMPO REALE

Anche quest’anno Fuoridalcomune.it ha seguito in diretta le elezioni amministrative dei comuni di Bussero, Cernusco sul Naviglio, Melzo Vimodrone.  Ecco tutti i risultati aggiornati in tempo reale.

I vincitori

Cernusco sarà ballottaggio tra Zacchetti (36,27%) e Malcangio (19,35%).

Risultato incerto anche per Vimodrone, dove si sfideranno a ballottaggio Veneroni e Chiaranda.

Anche Melzo andrà al ballottaggio con Antonio Fusè (44%) ed Antonio Camerlengo (25%)

A Bussero, invece, si impone Curzio Aimo Rusnati con un risultato storico: ha ottenuto la maggioranza, infatti, in 9 seggi su 9“E’ la dimostrazione che abbiamo saputo ascoltare la gente di Bussero e loro ci hanno accordato nuovamente la loro fiducia – commenta Rusnati -. Un risultato ampiamente soddisfacente, nonostante una campagna elettorale che A utilizzato da parte di alcuni nostri avversari toni decisamente sopra le righe, e che non ci appartengono”. “Da domani saremo nuovamente al lavoro Per Bussero e i nostri cittadini, compreso quelli che ci hanno criticato”.

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Scrutinio finale

Bussero l’affluenza finale è stata del 59.59%, hanno votato 4.164 elettori su 6.988 aventi diritto. Affluenza in calo rispetto al 2012, quando votarono 4.714 persone, attestando l’affluenza al 67,87%. Le schede bianche sono state 29 e 75 le nulle.

Cernusco l’affluenza finale si è attestata al 57,90%. In tutto, hanno votato 15.552 elettori su 26.852 aventi diritto. Numero al ribasso anche qui rispetto al 2012, quando l’affluenza fu del 65,32%, seppur vero che si votò un giorno in più, ovvero, anche il lunedì.

Melzo hanno votato 8.070 elettori su 14.507 aventi diritto, per un’affluenza del 55,63%. Affluenza molto più bassa rispetto al 2014, quando si attestò al 71,79%.

Vimodrone hanno votato 7.096 elettori per un’affluenza del 53,92%. Segue la tendenza del calo di affluenza degli altri comuni, dato che nel 2012 alle urne si presentò il 60,28% della popolazione, pari a 7.866 elettori.

Ore 19.00

Poca affluenza a Bussero con il 15,83%, pari a 1.106 votanti.
Affluenza a Cernusco salita al 42,79% con 11.492 votanti
Affluenza a Melzo sale di poco attestandosi al 28,03%, per un totale di 4.067 votanti su 14.507 iscritti

 

Ore 12.00
Affluenza a Cernusco sul Naviglio del 19,20%, hanno votato 5157 elettori su 26854.
Affluenza a Bussero del 19.96% per un totale di 1.359 votanti su 6.988 iscritti.
Afflunza a Melzo del 20,21%, per un total di 2.932 votanti su 14.507 iscritti.
Affluenza a Vimodrone del 18,84%

 

Ricordiamo che i candidati per la carica di sindaco sono: Per BusseroAngela Costa, (Lista Cittadina Probus); Curzio Aimo Rusnati (Bussero Condivisa) e Milena Olini (Svolta).

Per Cernusco invece abbiamo ben 7 candidati, con: Lorella Villa (Movimeto5stelle.it);  Rita Zecchini (La città in Comune Rita Zecchini sindaca, Sinistra per Cernusco); Ivana Maria Raguzzi (Con Raguzzi Forza Italia Berlusconi); Paola Carmela Malcangio (Cernusco primaditutto Malcangio sindaco, Cernusco sul Naviglio popolare Malcangio sindaco, Lega Nord Lega Lombarda Salvini, Meloni Fratelli d’Italia Alleanza Nazionale M.S.I.); Gianluigi Frigerio (Cernusco Viva, Gianluigi Frigerio sindaco); Olivia Mabellini (Cernusco civica Mabellini sindaco, Cinquelune Lista Colombo, Lista civica Cernusco nel cuore); Ermanno Zacchetti (PD Partito Democratico Zacchetti sindaco, Vivere Cernusco).

Per Melzo, invece, la situazione è particolare: la precedente amministrazione, infatti, è stata commissariata in seguito alle dimissioni del sindaco di centro-sinistra Antonio Bruschi a causa della rottura della sua maggioranza. I candidati quindi saranno: Giorgio Sommariva (‘Melzo nel cuore’, PD); Antonio Camerlengo (‘Alternativa popolare’, Forzan Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord); Antonio Fusè (‘Insieme per Melzo’, ‘Patto civico per Melzo’, ‘Melzo futuro e solidarietà’ e ‘Civiltà melzese’); Stefano Palilla (Movimento 5 Stelle).

Per Vimodrone infine abbiamo: Ilaria Chiaranda (Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia); Paola Gallarotti (‘Vimo x tutti’ e ‘Vimodrone Futura’); Dario Veneroni (‘Vimodrone sei tu’ e ‘Il Ponte’); Ivana Broi (Lista Civica Vimodrone); Luigi Lonati (Movimento 5 Stelle).

 

 

 

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BRUGHERIO – Batterio killer, il sindaco Maurizio Ronchi si abbuffa di insalata e cetrioli con i cittadini: “Non c’è nulla da temere”

Il sindaco di Brugherio Maurizio Ronchi è sceso in campo contro la psicosi del batterio killer, epidemia di Escherichiacoli che a mietuto decine di vittime nel nord Europa, in particolar modo in Germania.

Insieme all’assessore al Commercio Annalisa Varisco, giovedì 9 giugno al mercato agricolo settimanale di via XXV aprile, il sindaco ha incontrato i cittadini, invitandoli a consumare una maxi insalata, con tanto di cetrioli.

Ronchi e Varisco non hanno esitato a consumare la stessa insieme ai passanti, per dimostrare che non c’è nulla da temere, soprattutto se si scelgono prodotti italiani e se si seguono alcune elementari regole di buonsenso.

L’occasione, infatti, è stata anche buona per spiegare, insieme alla Coldiretti, quali precauzioni adottare per continuare a consumare verdura, adottando alcune regole basilari.

Prima di tutto, tenere sempre d’occhio l’indicazione d’origine, che aiuta i consumatori a fare scelte serene e consapevoli. In aggiunta, ovviamente, serve la consueta attenzione alle principali norme di igiene alimentare domestica.

La Coldiretti di Milano e Lodi, per l’occasione, ha stilato una tabella antipanico, con una serie di informazioni sul batterio. eccone alcune:

– Il batterio ha colpito solo in Germania e nei paesi del nord Europa;

– in Germania non si è ancora capito quale ne sia l’origine, e prima i cetrioli e poi i germogli di soia sono stati scagionati. Le indagini delle autorità sanitarie tedesche sono ancora in corso;

– in Italia i controlli su frutta e verdura da parte delle Asl sono quotidiani dal campo alla tavola

– quando si compra frutta e verdura ricordarsi che chi vende è obbligato a indicare il Paese d’origine del prodotto, quindi verificare la provenienza e scegliere. Secondo la Coldiretti è meglio acquistare prodotti italiani e meglio ancora se direttamente dagli agricoltori negli spacci aziendali, nei farmers’ market o nelle botteghe di Campagna Amica;

– frutta e verdura devono essere conservate in frigo, in buste separate, meglio se di carta, in modo da evitare accumuli di umidità all’interno;

– se si torna casa dopo una giornata passata al lavoro o sui mezzi pubblici ricordarsi che è buona norma sempre lavarsi le mani prima di toccare frutta o verdura in modo da non portare alla bocca germi presi nell’ambiente esterno;

– frutta e verdura vanno sempre lavate e asciugate con attenzione in modo da garantire la massima igiene prima del consumo;

– ricordarsi che la cottura rappresenta in ogni caso una buona profilassi antibatterica.


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CERNUSCO SUL NAVIGLIO: CHIUDE LO STORICO NEGOZIO PILATINO, ICONA DEGLI ANNI 2000

Max e Andrea sono ancora su quelle scale grigie, a fumare una sigaretta e a guardare la trafficata via Verdi nelle prime ore del mattino, ma le  insegne sono state rimosse e le vetrine, vere opere d’arte negli anni che furono, coperte da tende nere.

Ora ci sono solo scatoloni e capi ancora esposti,nel negozio che ha fatto la storia a cavallo del secolo,  dell’abbigliamento milanese.

Sì perché Pilatino come lo abbiamo conosciuto noi non è nato a Cernusco bensì in viale Padova a Milano.Nostro padre aveva un negozio di scarpe in via Padova, noi abbiamo iniziato a vendere scarpe da tennis nel suo negozio, erano nuove e diverse e ai ragazzi piacevano- racconta Massimo Pilato, conosciuto come Pilatino – quando poi nel 1994 abbiamo iniziato a vendere le Buffalo, che in Italia non vendeva ancora nessuno, abbiamo veramente iniziato a pensare in grande”. Da lì in poi gli affari hanno girato bene e il marchio inizia a farsi conoscere fino all’arrivo, nel 2001, a Cernusco.

Un negozio grande, in una posizione periferica di Cernusco, con un ampio parcheggio davanti. All’interno grandi marchi, musica alta e la capacità di creare un brand, “Pilatino Italy“, che campeggiava ovunque. Discoteche, locali, eventi, nulla accadeva nella movida milanese senza che comparisse il nome Pilatino. “La gente veniva qui perché trovava quello che in giro non si vedeva – prosegue Max – c’era la volontà di avere il marchio, la scritta, il brand. Con il tempo questo concetto si è perso e per una serie di fattori oggi ci vediamo costretti a chiudere questo punto vendita”. La perdita di appeal dei capi brandizzati, ma anche la crisi finanziaria, la crescita della grande distribuzione (e delle rispettive catene di abbigliamento) e lo sviluppo dell’ e-commerce hanno portato a non avere più i presupposti per mantenere aperto il punto vendita.

Ma due fratelli così non si sono di certo persi d’animo e hanno trovato altre strade. Da anni Pilatino apre degli store a Formentera per tutta la stagione estiva e punta molto alla parte di distribuzione. “Abbiamo marchi che vengono distribuiti in varie parti del mondo, partecipiamo a fiere a Parigi, New York, Londra. Dal dettaglio alla distribuzione, in modo tale da restare sempre aggiornati.” 

Si chiude un’era dunque, si chiude insieme a quell’insegna che non c’è più, a quelle vetrine ora spente e vuote. Ma non è ancora ora di piangersi addosso, di pensare che sia tutto finito: lì, seduti su quei gradini grigi che danno su via Verdi, per Max e Andrea (e per tutti noi) è già domani.

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PIOLTELLO ELEZIONI
UN CAFFE’ CON MARIO DE GASPARI

Mario De Gaspari, candidato Sindaco con l’appoggio delle liste Territorio e Società – Mario De Gaspari Sindaco e Sinistra per De Gaspari – Rifondazione Comunista, accetta volentieri l’invito al nostro incontro e ci accoglie insieme alla moglie Ornella nel loro appartamento di Via Munari.

Laureato in filosofia, è milanese di nascita ma risiede a Seggiano di Pioltello dal 1983. Prima di andare in pensione è stato un dipendente del comune di Milano, dove si occupava di progetti educativi e insegnava Pedagogia presso la Scuola di Servizio Sociale del comune meneghino. Ha una figlia, Giulia, candidata come consigliera con la lista di Rifondazione Comunista.

De Gaspari non è di certo un volto nuovo per gli abitanti di Pioltello. È infatti già stato sindaco della città per due mandati consecutivi, dal “97 al 2006, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra “Ma allora non ero iscritto a nessun partito -precisa- La prima volta ho vinto al ballottaggio, mentre la seconda, nel 2001, al primo turno. È stato gratificante –ricorda- poiché i cittadini hanno riconosciuto che in quegli anni si erano fatte cose positive per la città“. C’è un’altra cosa che ricorda con orgoglio del suo periodo da primo cittadino, ovvero “l’aver fatto parte della Rete Europea di Prevenzione della Criminalità Eucpn”. Ha inoltre ricoperto il ruolo di consigliere alla provincia dal 2004 al 2009.

Ma De Gaspari non è solo homo politicus: negli ultimi dieci anni ha anche scritto e pubblicato cinque libri, che spaziano dal racconto della propria esperienza come primo cittadino, “Il sindaco e la città. Pioltello 1997-2004”, fino alle inchieste sulla speculazione edilizia e sui rapporti non sempre trasparenti tra amministrazioni comunali e società immobiliari, come l’ultimo scritto “quello che mi è più caro –fa notare- “Bolle di mattone” del 2013.

Dopo averci offerto un caffè e raccontato il suo background, parliamo delle imminenti elezioni.

Quali sono i motivi per cui ha deciso di ricandidarsi?
“Le ragioni principali sono due. La prima è per quello che è successo all’ex sindaco Antonello Concas”. In merito a questa vicenda De Gaspari tiene a precisare: Sono stato l’unico Sindaco di Pioltello, dal dopoguerra a oggi, ad aver portato a termine il mandato senza aver subito indagini. Come non è finito sotto inchiesta nessun amministratore, nessun dipendente comunale e nessuna società appaltatrice”. Per questo motivo ha le idee molto chiare su quelle che sono le esigenze attuali dell’amministrazione comunale: “Io credo che ci sia bisogno di un governo capace di affrontare altre eventuali vicende giudiziarie che ritengo possano coinvolgere ulteriormente Pioltello, di cui è in parte responsabile l’amministrazione precedente”.

Cosa intende per altre vicende giudiziarie?
“Mi riferisco in particolare a tre vicende: quella del Parco delle Cascine, dove sono state fatte concessioni a immobiliaristi indagati: noi abbiamo compilato un dossier e sporto denuncia alla magistratura. Poi ci sono la lottizzazione delle aree di via alla Stazione, e probabilmente penso verrà fuori ancora qualcosa sulla ex Sisas”.

Sulla questione delle speculazioni emergono delle considerazioni interessanti, che allargano la portata del fenomeno: “La crisi economica attuale deriva in gran parte dal fatto che le banche danno finanziamenti a società immobiliari ma non, ad esempio, alle imprese. A monte c’è un eccesso di concessioni che i comuni, per salvare il bilancio, fanno agli immobiliaristi. Come è successo a Segrate, ma anche alla stessa Pioltello. Gaiotto vuole ripresentare lo stesso identico Pgt (piano del governo del territorio) dell’amministrazione precedente, e per quanto lui sostenga sia “a consumo zero” di fatto prosegue con le speculazioni”.

La seconda motivazione?
“Io credo che per governare bene una città ci sia bisogno non soltanto di volontà e di onestà, ma anche di conoscenze specifiche su realtà complesse quali sono oggi le città italiane”. De Gaspari ne è ben consapevole, in quanto recentemente ha insegnato Teoria della Comunità.Una delle frasi che porto sempre con me – prosegue – è: non c’è un cm3 del suolo italiano che non sia sotto amministrazione di un comune, eppure non c’è nessuna legge nazionale che dica ai comuni come governare il territorio”.

Un problema che riguarda molto da vicino Pioltello dunque ?
“Sì, qui abbiamo il problema delle periferie, come ad esempio Satellite, quartiere in cui abitano circa 10.000 persone appartenenti a più di 80 etnie diverse.  L’amministrazione Concas voleva “abbattere” il satellite, ma chiaramente è impossibile farlo, e il risultato è stato quello di frustrare le prospettive dei suoi abitanti”.

Voi cosa proponete?
“Durante la mia amministrazione avevamo iniziato un progetto su un condominio del satellite, quello che versava nella situazione più difficile e abbiamo anche partecipato alle riunioni di condominio. Se avesse funzionato lì avremmo senz’altro potuto estenderlo anche da altre parti. L’idea era, in sostanza, quella di fare una politica di responsabilizzazione degli inquilini”.

Quanto c’entra in questo la multietnicità, che è una delle caratteristiche di Pioltello?
È un fattore importante: molti stranieri non sanno nemmeno di vivere a Pioltello, ma hanno come riferimento territoriale il proprio condominio, che a Satellite arriva a comprendere fino a mille persone. Che è quanto più di quello che comprende la maggior parte dei comuni italiani. Bisogna quindi lavorare su queste unità e fare un lavoro di interculturalità, anche a partire dalle scuole. Molti fanno la differenza tra noi e gli stranieri, ma anche tra gli stranieri bisogna riconoscere delle differenze”.

Ha già pensato a una squadra in caso di elezione?
“Per squadra io intendo un gruppo di persone che lavorano insieme per il bene della comunità. Non parlo solo dei collaboratori espliciti come gli assessori, ma anche dei collaboratori impliciti come i funzionari comunali, i dirigenti delle società partecipate dal comune, i parroci, i carabinieri, i responsabili dei caseggiati. Tutte quella persone insomma che al di là dei ruoli istituzionali svolgono un lavoro importante per la comunità. Quello che conta per me è che queste persone si sentano coinvolte attorno ad un progetto comune, che riguardi prima di tutto l’interesse dei cittadini”.

Pensa a qualche nome in particolare?
“Ci tengo a nominare Vassil, un ex ingegnere aeronautico bulgaro, che nel suo Paese ricopriva una posizione importante. Quando si è trasferito in Italia si è ritrovato ad abitare al Satellite, dove ha deciso di mettere a disposizione le sue conoscenze di matematico di statistico al servizio della sua nuova comunità. In questi ultimi anni siamo rimasti amici e ora è candidato nella mia lista”.

Eventuali alleati?
“Io penso che nel governare un comune quello che conti sia intervenire su questioni reali, cercando anche in qualche modo di andare oltre la bandiera politica. Per questo non escludo una eventuale collaborazione con altre forze politiche. Ad esempio non si può sottovalutare il m5s, perché nasce proprio da una concezione della politica che parte dalle esigenze reali”.

Può farci un esempio, oltre a Satellite, delle esigenze reali?
“Mi viene in mente il problema dei centri storici. Mentre le zone periferiche si sovrappopolano, i centri storici vivono la situazione opposta: vengono abbandonati e le attività commerciali tendono a diminuire”.

Come pensa di risolvere questa situazione?
“Io sono stato, e lo sono ancora, un sostenitore dell’iniziativa del traffico limitato. Credo però che ci sia bisogno di ulteriori interventi per rivalorizzare queste aree. Sarebbe interessante, per esempio, andare a leggere e confrontarsi con gli studi che associazioni di commercianti hanno fatto sul tema”.

Un’ultima cosa gli preme aggiungere: “Riguarda sia la mia biografia personale sia la città di Pioltello. La sua complessità urbanistica e sociale è nota, al punto che se ne scrivono tesi di laurea. Segno questo di come la città sia sempre stata al passo con i tempi sulle tematiche di più ampia scala. Questa è una cosa che va valorizzata”.

Nonostante a Pioltello non si candidi con il Partito Democratico, De Gaspari è iscritto al PD e ne è anche uno dei fondatori. Concludiamo pertanto il nostro “caffè col candidato”, con una domanda sul segretario nazionale del Partito Democratico.

Che ne pensa di Renzi?
“Io non appartengo a nessuna corrente nel PD, però penso che il tentativo di Renzi vada sostenuto e apprezzato. Spero che ce la faccia a mantenere questo passo, che il suo tentativo di governo riesca e che trovi tutto l’appoggio necessario del partito per effettuare le riforme necessarie alla ripresa del paese”.

Intervista di: Matteo Zavaglio

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CARUGATE
NICOLE VERGANI È ARRIVATA AD UN PASSO DAL SOGNO ENTRANDO NEL CASTING DI “AMICI”

Grandi aspirazioni e tanta determinazione per Nicole Vergani, ragazza di 19 anni dal viso punteggiato di lentiggini e incorniciato da una frangettona nera. Nicole fa la barista a Carugate però è motivata dal grande sogno, fin quando era piccola, di fare del canto la sua professione.

Quest’anno, dopo un provino a Roma nel mese di luglio, è riuscita ad entrare nel programma televisivo dI Mediaset Amici Casting, una fase di provini e lezioni preliminari che precede l’omonimo programma serale. Di ritorno da questa avventura Nicole, con una buona dose di senso dell’umorismo che la caratterizza, ci ha raccontato un po’ come è andata e quali sono i suoi piani per il futuro.

“L’idea di fare il provino è nata un po’ per caso -ha spiegato- ho sempre studiato canto e anche partecipato a video musicali, e a propormi di fare il provino per Amici sono state le persone che mi seguivano in questo percorso. All’inizio ero un po’ titubante, poi mi sono lasciata convincere e ho deciso di tentare, non avevo nulla da perdere in fondo!” E infatti Nicole non ha perso la sua sfida all’inizio, e ricorda così il provino che le ha consentito di passare alla fase successiva: “Ero talmente emozionata che quando sono entrata ero praticamente in trance! Dopo avermi sottoposta a lunghissimi questionari in cui mi hanno chiesto veramente di tutto, c’è stata la prova di canto molto breve, dove in 15 minuti ho cantato i brani che avevo preparato e me ne sono andata a casa. Ero già preparata ad un lungo periodo di agonia in attesa del responso, ed invece mi hanno chiamata già il giorno seguente per dirmi che era andato bene“.

Ecco quindi che arriva settembre e la chiamata della vita: “ero entrata ad Amici Casting“. Un pezzo di sogno che si avvera per Nicole e che non può però condividere con nessuno: “Di questo programma ho partecipato solo alla prima puntata, che è stata registrata e poi trasmessa su Real Time -ha spiegato- però, anche dopo essere stata eliminata, non ho potuto parlarne con nessuno fino a quando non è andata in onda ad ottobre. Questa cosa è stata davvero difficile, perché tutti i miei amici volevano sapere come era andata e continuavano a fare il tifo per me anche se ormai ero già fuori”. Ma non è crollato il mondo anche se è arrivata l’eliminazione, e Nicole scherza ridendo: “La parte più dura è stato scoprire che Stefano de Martino dal vivo non è bello quanto in televisione !”.

Di certo la strada è appena iniziata, e l’inizio è promettente anche se, il vero inizio è molto più in là nel tempo: “Ho cominciato a cantare praticamente quando ho cominciato a parlare -ha raccontato Nicole– Fin da piccolissima passavo ore in doccia a cantare e ho deciso poi di farne un vero e proprio studio, ad 11 anni e per i successivi 4. Quando mi sono decisa a fare il provino avevo smesso da un po’ e per prepararmi ho fatto tantissime lezioni concentrate, cercando di recuperare tutto quello che avevo lasciato indietro. Ammetto che è stato abbastanza traumatico e stressante perchè non ero più abituata”.

Così la giovane carugatese torna a casa con un bagaglio di esperienza e di emozione, “la cosa che mi è piaciuta di più“, dice la ragazza che ha comunque avuto la possibilità di vivere da vicino Amiciuna scuola di canto che propone un traguardo di musica imparagonabile -ha spiegato- esserci arrivata cosí vicino mi ha motivata tantissimo perché guardavo il programma in televisione e non pensavo che avrei mai potuto parteciparci. Quando mi sono ritrovata dentro mi sono sentita un passo più vicina al mio sogno. Ma non è stato tutto dorato: “La cosa più dura è stata interagire con le persone che mi trovavo intorno: avevamo microfono e telecamere puntate addosso tutto il giorno, quindi nessuno era veramente spontaneo. Inoltre ho trovato gli altri partecipanti un po’ troppo competitivi ed esaltati, soprattutto chi aveva già molta esperienza in fatto di casting di canto”.

Un bilancio positivo per Nicole Vergani insomma, che dal suo primo grande provino e dalla sua prima esperienza esce rafforzata con la consapevolezza di doversi impegnare a fondo e ricominciare a studiare canto dedicandocisi al massimo se vuole raggiugnere importanti obiettivi. Nel frattempo si gusta il piccolo balzo in avanti verso il sogno, con le cuffie nelle orecchie che passano Vasco e Jovanotti: “a livello di sentimenti ed emozioni guardo soprattutto a loro quando canto -dice la giovane la cui voce somiglia a quella della Mannoia o di Noemi- Ma la mia musa ispiratrice indiscussa resta Beyoncè!

Nel frattempo per il futuro non è da escludersi che Nicole possa ritentare la fortuna in altri programmi, sempre con una battuta pronta però e senza preoccupazioni: “Cantare a San Siro secondo te è troppo ambizioso ? -ride- Però che sogno sarebbe quello”. Il piano B nel frattempo è pronto e segue i passi della recitazione, un campo che interessa molto alla giovane, la quale non esclude di potersi iscriversi ad una scuola appropriata in questo senso. “In realtà, quello che mi interessa veramente è mettere a frutto la mia passione -conclude NIcole- indipendentemente che un domani mi trovi a suonare in un bar o ad un grande concerto, quello che mi piacerebbe è arrivare ad emozionare la gente“.

GAIA LAMPERTI

 

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VIMODRONE
DOPO IL BLOCCO ATTIVITÀ DA PARTE DEL COMUNE, LA STEFLOR REPLICA: “LA BUROCRAZIA DISINCENTIVA OGNI PROGETTO”

il cartello comparso sulla recinzione del vivaio chiuso

Si è venuta a creare una situazione un po’ tesa tra la Steflor, azienda vivaistica con sede principale a Paderno Dugnano specializzata nella coltivazione di piante ornamentali, e l’amministrazione comunale di Vimodrone. In un comunicato di questi giorni Stefano Busatti, titolare dell’azienda, ha segbnalato che sembrano esserci delle ostilità circa la nascita del progetto Il Giardino delle Meraviglie‘, attualmente bloccato e con l’area posta parzialmente sotto sequestro per presunte violazioni di natura edilizia notificate dalla Polizia Giudiziaria (Dipartimento Ambiente e Edilizia) della Procura della Repubblica di Monza (ne abbiamo parlato qui).

Tutto iniziò nel 2014, quando Busatti decise di ridare nuova vita al ‘Centro Verde Milanese’, storico cento florovivaistico alle porte di Vimodrone ormai in stato di abbandono: “Abbiamo deciso che poteva essere una bella sfida far rinascere quel centro -racconta- L’area è la porta d’accesso al Comune di Vimodrone, un ripristino avrebbe senza dubbio influito positivamente anche sull’immagine del Paese”. L’azienda quindi si impegnò con la famiglia proprietaria e chiese al Comune il permesso di costruire un ampliamento, ricevendo però una prima risposta negativa. “Non era il momento” commenta Bussati, che prosegue commentando la mole di documenti e moduli da compilare e presentare per l’avvio dell’attività: Il freno della burocrazia disincentiva ogni progetto, non solo il nostro. Il terreno sul quale gli imprenditori procedono sembra un campo minato”.

Il Progetto Giardino delle Meraviglie
Il Progetto Giardino delle Meraviglie

Si arriva quindi al marzo 2016, quando il progetto viene presentato alla Giunta Comunale, che sulle prime pare mostrare particolare interesse alla proposta, chiedendo un’ulteriore proposta dettagliata del progetto, che per l’azienda prevede “la creazione di un giardino fruibile al pubblico ed una serie di attività rivolte a far conoscere la natura“, come spiega ancora Bussati, che aggiunge: “la risposta del comune non è ancora pervenuta“.

Il permesso a costruire però fu dato in seguito tanto che i lavori partirono in regola. E’ di questi giorni, però, la notifica di chiusura attività e la conseguente dichiarazione dell’azienda: “Il Comune ha deciso di interrompere l’attività, facendola chiudere, per la mancanza di un documento che avrebbe consentito di ottenere l’agibilità”  afferma Bussati. Ad oggi però, la situazione  non vede solo l’amministrazione coinvolta nel blocco dei lavori, poiché come detto è stato determinante l’intervento della Polizia Giudiziaria, che lascia comunque aperta una via d’uscita spiegando il sequestro dell’area come “finalizzato ad assicurare che gli interventi dell’Azienda vengano realizzati secondo le norme di legge”. Si intuisce probabilmente, che sistemando i documenti tutto dovrebbe poter ripartire.

Ecco dunque che dopo le puntuali precisazioni della Steflor, il comune, interpellato dalla redazione, ha spiegato:L’ amministrazione tende a favorire la realizzazione di progetti di questo tipo –chiarisce Stefano Della Torre, responsabile dell’ufficio comunicazione dell’ente- La ditta Steflor aveva l’autorizzazione a procedere per realizzare un certo tipo di intervento, ma durante la realizzazione sono sorti alcuni problemi che hanno reso necessario l’intervento giudiziario”. Della Torre continua chiarendo la volontà dell’amministrazione di arrivare ad un pacifico chiarimento, poiché “l’amministrazione ripone la massima fiducia in tutti coloro che lavorano per garantire rigore e sicurezza nel caso specifico e su tutto il territorio comunale” ha concluso.

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