CARUGATE
SOTTO LA PIOGGIA IL TOCCANTE ADDIO A LORENZO VENTURINI

Quando una chiesa si riempie di giovani, giovanissimi, stretti attorno al feretro di un amico, una profonda tristezza è l’unica cosa che si riesce a respirare, e un senso di ingiustizia. E così è stato ieri a Carugate durante i funerali di Lorenzo Venturini, il giovane di 25 anni morto una settimana fa dopo un tremendo incidente in auto (qui).

A salutarlo mancava solo l’amico Giuseppe Fauceglia, in auto con lui quella notte e salvo per miracolo, con un femore rotto e un forte trauma cranico riportati dopo essere stato sbalzato fuori dal finestrino della vettura. Per il resto tutti presenti a dire addio all’amico di tantissimi ragazzi del paese, e non solo. C’erano i compagni del Futsal Carugate, che ha listato a lutto il proprio scudetto. C’erano gli amici di ogni giorno da anni, come Michael, che dal pulpito ha regalato un ricordo di Lorenzo, poi ripreso durante tutta la giornata di ieri da ogni giovane, su ogni pagina Facebook: “la vita è 2017-03-04-PHOTO-00000879troppo breve per essere arrabbiati”. Questo ha detto Michael, ricordando che “Ventu”, come lo chiamavano tanti, non riuscisse mai ad essere cupo, imbronciato, con il rischio di essere preso spesso per superficiale o banale, quando invece era esattamente l’opposto.

C’erano i compagni di classe delle superiori, le professoresse di quegli anni trascorsi al Leonardo Da Vinci di Cologno, che non hanno dimenticato quel ragazzo travolgente per ironia e gioia di vivere. E soprattutto c’erano mamma Antonina, e i fratelli maggiori Dario e Luca, inondati dall’affetto di una marea di gente che ha riempito la chiesa di Sant’Andrea ovunque fosse possibile stiparsi, tanto da rendere necessario tenere aperti i portoni e consentire alla folla di ascoltare da fuori, sul sagrato, mentre impazzavano vento e pioggia insistenti.

Non c’è separazione finché c’è ricordo” recitava uno striscione appeso dagli amici in piazza, gli stessi amici che hanno caratterizzato davvero questa cerimonia, con la loro presenza, il loro ricordo, i simboli scelti: l’ ‘Hallelujah’ di Leonard Cohen cantato durante la funzione; ‘I Giardini di Marzo’ di Battisti a fine messa, che ascoltata bene suonava così perfetta e adatta per salutare Lorenzo, con quei “cieli immensi e immenso amore” nell’anima, e le “dolcissime malinconie” di chi resta; e ancora ‘Over The Rainbow’ di Israel Kamakawiwo’ole, che parla di un posto là dove c’è l’arcobaleno, dove stanno tutti i sogni fatti durante una ninna nanna, il luogo migliore dove immaginare un giovane che lascia la vita in modo così improvviso e tragico.

E gli amici lo sapevano, e sempre loro hanno costruito un mosaico con il volto di Lorenzo (foto di copertina e foto sotto), fatto di centinaia di piccoli tasselli realizzati con foto dove il loro amico non appare mai, e mai nemmeno una volta, senza il sorriso sul volto, come ha ricordato anche il cugino dal pulpito. Nel temporale che non ha dato tregua nemmeno al dolore, il carro funebre ha portato via il corpo di Lorenzo che verrà cremato, mentre i ragazzi, sempre loro con lui fino all’ultimo, hanno lanciato in cielo una miriade di palloncini colorati, ricordando la sua presenza nel momento in cui si preparavano a vivere la sua assenza, come ha ricordato anche Don Claudio Silva durante la predica.

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