mercoledì, 16 Giugno 2021

FOOTBALL AMERICANO – Si parte. Fuori dal comune e Deamos: “Touchdown” per la collaborazione con la squadra cernuschese. Al via la stagione UNDER 18

Il football americano a Cernusco ha origini molto lontane.

Furono i Blacksmith nel 1984 divenuti, qualche anno più tardi, Blackhawks e rimasti tali fino al 1996, data dello scioglimento definitivo della società a “dare il la” a uno degli sport più spettacolari in martesana.

Otto anni più tardi, un fotografo ed ex giocatore di Cernusco, Paolo Sironi, coinvolge uno dei massimi dirigenti della DOCTOR GLASS, Matteo Planca, suggerendogli un sodalizio che porterà, nel 2004, alla nascita dei Daemons.

Prima di approdare e stabilirsi definitivamente nella città d’origine del football della Martesana, la squadra è stata ospite di numerosi comuni del territorio tra cui Brugherio, Vimodrone e Gorgonzola

Dalla loro nascita ad oggi i Daemons hanno messo in fila una serie di importantissimi risultati molto che li hanno fatti approdare la scorsa stagione, nel campionato di massima serie della federazione (FIDAF) IFL -Italian Football League

La redazione di Fuori dal comune è lieta di annunciare una importante collaborazione che vedrà i Deamons e i nostri lettori sempre più a stretto contatto

Nelle prossime settimane nelle pagine del nostro giornale potrete trovare curiosità, retroscena, storia, aggiornamenti e tutto quello che avreste voluto sempre sapere su questo affascinante sport e sulle squadre dei Demons

Ci occuperemo in particolare di seguire la prima squadra

Le squadre di Flag Football Under 13 ed Under 15 (sport propedeutico, di introduzione al football e senza contatto fisico)

Le Furie (squadra di football femminile) capo cordata di un movimento sempre più attivo anche a livello nazionale

La squadra di categoria Under 18.

Proprio su quest’ultimi  si sono accesi i  riflettori per la stagione 2012-2013.

La scorsa domenica, l’esordio stagionale della formazione giovanile guidata da Coach Gianluca “Ace” Ventura in casa degli agguerritissimi Giants Bolzano guidati da Coach Argeo Tisma, allenatore anche della prima squadra bolzanina.

Una partita vera quella a cui ha assistito il pubblico dello Stadio Europa di Bolzano, ad oggi l’unica struttura sportiva comprendente uno stadio creato appositamente per il gioco del football americano , che ha visto i giovani demoni combattere duramente fino alla fine, nonostante due mete subite nei primi minuti di gioco (6 punti l’una più un’azione di gioco supplementare da 1 o 2 punti definita extra point), abilmente recuperate grazie al passaggio del Quarterback Mondin sul Running Back Loglisci che con una corsa (manco a dirlo) indiavolata ha portato i Daemons in vantaggio per 12-13. Nell’ultimo e decisivo quarto di gioco, con entrambe le formazioni molto provate, una giocata trucco di Coach Tisma porta definitivamente i ragazzi di Bolzano sul 20-13 chiudendo la partita.

La squadra si è vista molto unita e compatta e lo staff tecnico, ora, si sta preparando per la prima partita in casa della stagione: in inglese viene definito the Big Rival Game, ciò che noi abitualmente chiamiamo derby. Domenica 14, alle ore 14.30, presso il centro sportivo Gaetano Scirea di Cernusco, i Daemons affronteranno i Seamen Milano. Ingresso gratuito. Emozioni garantite!!!

GO DAEMONS!

 

Mattia “Blackjack” Chiarella

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GESSATE
DAL PREMIO MONDIALE ALL’ ORRORE. CANI SEGREGATI DAL SIGNOR BRAMBILLA

65 cani di razza, tra cui alcuni cuccioli morti, molti denutriti, maltrattati, tenuti rinchiusi stipati in pochi metri al buio e senza né acqua né cibo. E’ l’orrore sconvolgente che si è parato davanti ai Carabinieri durante un blitz nell’allevamento amatoriale di Giovanni Brambilla in Via Torino a Gessate, non lontano dalla Metropolitana.

Un’ irruzione, e la città piomba nello sconcerto, nell’incredulità verso quell’uomo che poco tempo fa si era aggiudicato insieme al suo Baldo, esemplare meraviglioso di Segugio Italiano a Pelo Raso, il titolo di campione del mondo nell’ Esposizione Mondiale Canina (come ricorda la foto di copertina, ne abbiamo parlato qui). “Se in pubblico dimostrava attenzione maniacale per il suo segugio, tanto da vincerci un concorso -ha commentato esterrefatta una donna- e poi in segreto segregava quelle bestiole, mi chiedo quale sia il vero volto di quest’uomo“. 

Il Blitz delle forze dell’ordine, accompagnate da EITAL (Ente Italiano per la Tutela degli Animali) è avvenuto il 28 luglio dopo le pressioni del portavoce parlamentare del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, anche lui presente sul posto al momento della tremenda scoperta. Proprio dal pentastellato arrivano le prime foto scattate, che testimoniano le condizioni di degrado e incuria in cui versava l’allevamento. “E’ ormai sempre la stessa storia -scrive Bernini sul profilo ufficiale Facebook- situazioni denunciate dai cittadini da anni e nessuno di competenza che interviene e così chi lucra sugli animali è libero di violare le norme sistematicamente a scapito degli animali.

Brambilla è stato denunciato per maltrattamento su animali, somministrazione di farmaci scaduti rinvenuti nella struttura, esercizio abusivo della professione, abuso edilizio e resistenza a pubblico ufficiale. Ma non è il solo a ricevere notifica dalle autorità, in quanto è subito partito un esposto all’ ASLper i controlli promiscui effettuati“, come precisa sempre Bernini.

Raggiunto dalla nostra redazione in merito alla vicenda, il Sindaco di Gessate Giulio Sancini è sembrato particolarmente scosso e colpito: “Mi creda, sono basito, senza parole, stupito e amareggiato -ha detto- Meno di un anno fa, in autunno, il signor Brambilla ci aveva fatto pervenire richiesta per aprire un allevamento amatoriale di cani, e noi abbiamo atteso che, secondo le norme, uscisse la ASL per verificare che il luogo fosse idoneo e che sussistessero le condizioni per concedere l’autorizzazione. La relazione giunta a noi era positiva e quindi fu concessa possibilità di ospitare massimo 20 cani. Sino ad ora nessuna segnalazione, e ripeto nessuna, ci è mai giunta rispetto a qualcosa di strano, latrati o percezioni strane. Eppure la zona è molto battuta e frequentata. Non capisco, sono colpito, soprattutto se penso che quest’uomo aveva dalla sua anche un numero importante di riconoscimenti prestigiosi proprio legati a concorsi canini”.

In meno di un anno dunque, nonostante l’autorizzazione parlasse di soli 20 cani, il signor Brambilla ha stipato in quegli spazi oltre 60 esemplari, ritrovati e ora ospitati preso una struttura idonea in attiva che il Magistrato predisponga una soluzione. “Brambilla era stato istruito a dovere su cosa potesse fare come allevatore amatoriale e cosa no, per operare nel rispetto della legge, quindi era perfettamente edotto sul comportamento da tenere -ha concluso Sancini- Ha commesso degli errori enormi e ne è unico responsabile. Se solo avessimo ricevuto una segnalazione almeno, allora avremmo potuto pensare ad effettuare controlli, ma così, per noi era un allevatore di prestigio tra l’altro, che da meno di un anno operava con autorizzazione dell’ ASL”. 

Lo sconcerto pare aver lasciato di stucco i gessatesi, soprattutto quelli che conoscevano “Gianni” e il suo segugio Baldo, ma che forse ignoravano la realtà che si celava nel suo allevamento. Dall’ Ufficio Diritti degli Animali di Gorgonzola però, fanno sapere che queste realtà sono sempre più frequenti purtroppo.

La favola del simpatico allevatore amante dei cani da caccia, che trionfava con il suo esemplare all’ EXPO canina, si è trasformata in tragedia come nei peggiori incubi. E lo sconcerto pare essere il sentimento più palpabile insieme alla rabbia.

Qui sotto il fotocollage con le istantanee scattate sul posto al momento del blitz, pubblicate da Paolo Bernini, che ne detiene tutti i diritti, sul suo profilo Facebook.

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CERNUSCO
ULTIMORA: PACCO BOMBA SOSPETTO IN VIA CAVOUR. INTERVENGONO GLI ARTIFICIERI MA E’ FALSO ALLARME

Attimi di paura e di panico che per qualche ora hanno tenuto con il fiato sospeso i cernuschesi.

È stato un pacco abbandonato in una cabina telefonica di via Cavour, sigillato all’esterno ed il cui contenuto non era visibile a far scattare l’allarme bomba poco più di un’ora fa.

Le forze dell’ordine sono intervenute immediatamente con un’azione coordinata fra Polizia Locale, Comando dei Carabinieri di Cassano d’Adda e Vigili del Fuoco di Gorgonzola che hanno subito fatto un accertamento in loco e chiamato gli artificieri di Milano per verificare in sicurezza la natura del pacco sospetto tramite l’utilizzo di un robot.

La segnalazione ci è giunta da parte di un cittadino intorno alle h. 18.00 e siamo intervenuti prontamente – ha dichiarato il comandante dei Carabinieri di Cassano d’Adda alla nostra redazione – fortunatamente si trattava di materiale pirotecnico già esploso e non pericoloso, probabilmente un residuo dei festeggiamenti della notte di Capodanno.” 

Per l’intervento è stato necessario chiudere il tratto di via Cavour tra le vie Mazzini e Tizzoni come  ha spiegato il comandante dei Vigili del Fuoco di Gorgonzola: “La nostra priorità è stata mettere in atto tutte le procedure per proteggere i civili nel caso si trattasse effettivamente di una bomba. Abbiamo chiuso la zona al traffico e stabilito la distanza minima di sicurezza da tenere.”

Ma per gli artificieri questo non è stato il primo intervento dell’anno nel territorio metropolitano milanese, con un record di altri quattro operazioni dello stesso genere nei primi due giorni del 2017.

Gaia Lamperti

Foto tratte dalla pagina facebook del Comune di Cernusco sul Naviglio

 

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Albero cade sulla M2 tra Cascina Burrona e Cernusco: tratta interrotta per ore

Vigili del Fuoco e tecnici stanno lavorando sodo per rimuovere il tronco d’albero abbattutosi sui tralicci della metropolitana verde questa mattina alle 10.30 a causa delle forti e improvvise raffiche di vento. Ma un agente della Polizia Locale ha confermato che ci vorranno almeno dalle 5 alle 6 ore per completare le operazioni.

La linea 2 è chiusa da Cascina Gobba a Gorgonzola e sono stati predisposti autobus sostitutivi. L’episodio è accaduto tra le stazioni di Vimodrone Cascina Burrona e Cernusco, all’altezza della pista di elicotteri e dell’osservatorio astronomico di Cernusco, e pare che cadendo l’albero abbia divelto più cavi, per questo le operazioni si porteranno lungo il pomeriggio.

MATTEO OCCHIPINTI

 

 

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GORGONZOLA
LA VITA DELLA FAMIGLIA VATTERONI, COSTRETTA IN UN GARAGE DOPO LO SFRATTO

Io vado avanti e non mollo. Anche domani tornerò davanti al municipio a protestare con il mio cartello”. Vatteroni (1)
Queste parole sono di Ermenegildo Vatteroni, disoccupato 56enne, che da quasi due settimane, con la moglie Virginia, è costretto a vivere in un garage, nel quartiere Ippocampo di Gorgonzola. “La nostra richiesta nei confronti dei Servizi Sociali non è quella di essere mantenuti –ci ha spiegato la moglie- ma di avere un alloggio provvisorio per trovare poi un lavoro e andare avanti da soli”.

Per circa tre anni i due coniugi hanno abitato in via Giuseppe Verdi, a Gorgonzola. Con loro anche la 19enne figlia Rachele, che oggi opera nel servizio civile dei Volontari Opere Socio-Sanitarie del paese. Il padre era giardiniere e operatore ecologico ma, dopo aver perso il lavoro, non è stato più in grado di pagare l’affitto. Sfrattati lo scorso 19 dicembre, i Servizi Sociali li hanno trasferiti a Milano, in un appartamento di piazza Udine. “Avevano detto che saremmo rimasti lì per due mesi –ha raccontato la signora Vatteroni- ma dopo qualche giorno ci hanno buttato per strada con tutto quello che avevamo. Quella mattina, tra l’altro, avrei avuto un colloquio di lavoro in una sartoria e a causa dello sfratto non ci sono potuta andare”.

Tornati quindi a Gorgonzola, la Caritas ha offerto loro un alloggio all’Hotel L’Aragosta. Il primo piano dell’albergo offre accoglienza anche ai migranti, così il soggiorno è durato solo quattro giorni, dopo i quali, dicono “abbiamo dovuto lasciare il posto ai profughi“. Dal 19 gennaio, di nuovo senza dimora, si sono arrangiati affittando un box, dove vivono all’insaputa del proprietario. Abbiamo documentato con un breve video le loro estreme condizioni (qui e copertina). Un materasso buttato per terra, un piccola stufa elettrica, qualche alimento passato dalla Caritas. Niente acqua corrente. C’è anche Charlie a far loro compagnia, il cagnolino di 17 anni.

Una signora sta ospitando mia figlia –ci ha detto la madre- anche se non so per quanto tempo potrà farlo. Almeno per ora evitiamo che lei prenda freddo”. La famiglia Vatteroni si è rivolta al comune, ma la soluzione prospettata non era facile da accettare:  “Ci hanno detto –ha spiegato la signora Virginia- che io e mio marito saremmo dovuti andare in due dormitori per senza tetto: io in uno femminile e lui in uno maschile. Mia figlia, invece, in una comunità, dove magari sarebbe stata insieme a delle ragazze con problematiche di droga o prostituzione. Noi ovviamente abbiamo rifiutato”.

Così è nata la protesta del signor Vatteroni. “Questo è l’ennesimo aiuto avuto dal Comune… –ha scritto su un cartone- venire buttato fuori dall’alloggio provvisorio per far spazio agli stranieri (profughi) e dividere la mia famiglia”. Nel frattempo, marito e moglie cercano lavoro e una soluzione più dignitosa per la loro famiglia.

ANDREA AMATO
(intervista e filmato)

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OMICIDIO CERNUSCO
SCOPERTA L’ IDENTITÀ DELLA VITTIMA E AGGHIACCIANTI DETTAGLI SUL REATO

È stato identificato il corpo della donna trovata morta ieri 5 novembre nella cava del Parco degli Aironi a Cernusco sul Naviglio.

Gabriella Fabbiano, 43 anni, secondo le prime ricostruzioni sarebbe stata uccisa tra le mura di casa, prima stordita con qualche sostanza e poi strangolata. A portare i Carabinieri sulla pista del delitto domestico è innanzitutto il fatto che la donna al momento del ritrovamento del corpo indossasse il pigiama, cosa che fa presagire si trovasse in casa al momento del delitto. Le condizioni del corpo inoltre, lasciano ipotizzare che sia stato abbandonato nel bacino idrico da almeno due giorni, nonostante dalla famiglia non sia pervenuta alcuna denuncia di scomparsa. Non essendoci ferite evidenti sul corpo infine, le indagini si stanno concentrando sull’ipotesi di strangolamento.

Quello di Cernusco dunque, sembra essere un delitto curato nei minimi macabri dettagli, come testimoniato anche da alcune ricostruzioni apparse sulla stampa nazionale. Il corpo della donna è stato trovato avvolto nel cellophane, con gli arti legati da corde e fil di ferro, assicurati a due grossi blocchi di cemento armato per far si che non emergesse dal’acqua. La cava di Via Adua, quando è in attività, viene sigillata da un pesante cancello di ferro chiuso con lucchetto, e la vigilanza privata passa regolarmente per controllare il territorio. Chiunque abbia compiuto il gesto, quindi, doveva conoscere bene il territorio. In ogni caso, il luogo è molto isolato e la strada per raggiungerlo molto sconnessa, si pensa quindi che l’omicidio si sia consumato altrove e che poi la donna sia stata portata lí solo in un secondo momento.

Per estrarre il cadavere dall’acqua sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Gorgonzola: Siamo giunti sul luogo muniti di tutti le attrezzature necessarie per le operazioni di estrazione del corpo dalla cava come, da cesoie a forbici fino a gruppi luminosi per illuminare a giorno la zona avvolta da vapore e nebbia”  ha dichiarato il caposquadra dei Vigili del Fuoco alla nostra redazione. Presente sul luogo anche il PM di Milano Francesco Cajani, il quale ha disposto subito l’autopsia sul cadavere per accertarne le circostanze del decesso decesso.

SABRINA DE SILVA – GAIA LAMPERTI

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GORGONZOLA – Una nuova radiologia per l’ospedale

Mercoledì 15 dicembre l’ospedale di Gorgonzola ha aperto le porte per l’inaugurazione del nuovo reparto di radiologia. All’evento oltre ai medici dell’ospedale e al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano Claudio Garbelli, era presente anche il sindaco Walter Baldi, il quale ha aperto la mattinata ringraziando i medici e tutti coloro che hanno concorso per la realizzazione di questi risultati.

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MARTESANA – Terra di acque, terra di delizie: due anni per trasformare il territorio del Naviglio Martesana in un’appetibile meta turistica in vista dell’Expo 2015

Martesana, terra di acque e di delizie. Le acque sono ovviamente quelle del Naviglio Martesana, le delizie sono quelle in cui ci si imbatte percorrendo la pista ciclabile che da Trezzo sull’Adda conduce fino a Cologno Monzese e che, grazie al progetto promosso dal Comune di Vimodrone, in partnership con i Comuni di Bellinzago, Bussero, Cassina, Cernusco, Gorgonzola e Inzago e in parte finanziato dalla Fondazione cariplo, potranno in parte risorgere, in vista dell’Expo 2015.

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GORGONZOLA – Animalisti manifestano contro il Mexican Circus. Il proprietario: “Non maltrattiamo i nostri animali”. FOTO GALLERY

Si sono sgolati per un’ora e mezza, davanti a quelli che hanno definito “assassini“, “fuori legge”, “sfruttatori di animali”, spesso e volentieri urlandogli contro epiteti di vario genere.

Il gruppo di cittadini animalisti aveva da giorni annunciato battaglia al Mexican Circus, compagnia itinerante arrivata da qualche giorno a Gorgonzola, dove sosterà per mettere in scena spettacoli circensi fino all’11 settembre.

La prima serata del gruppo di origine ferrarese, andata in scena qualche ora fa (venerdì 2 settembre) è stata salutata con urla e cori di insulto rivolte ai proprietari del circo per lo sfruttamento e il maltrattamento di animali, ma anche rivolte a tutti coloro che hanno comprato il biglietto.

In realtà, quella che si è insediata in via Emilia, a pochi metri dalle sedi di Polizia locale e Vigili del fuoco, è una piccola carovana. Lo spettacolo, come spiegato dal proprietario Paolo Codanti, annovera pochi animali: quattro cavalli avellinesi, tre caprette, due oche, due lama e un cornuto esemplare di bovino watussi africano. Ma ciò che da soprattutto fastidio al gruppo di animalisti che ha deciso di dare del filo da torcere a Codanti e compagnia è il fatto che Gorgonzola si fregi da quasi un ventennio del titolo di “Comune animalista“.

Tale titolo è attribuito da una delibera comunale datata 1993, approvato dall’allora Giunta di centrosinistra, che vieta la possibilità di ospitare sul territorio comunale spettacoli, circhi o fiere con esibizioni di animali. E infatti da quella data nessun Circo aveva più messo piede in città.

Il sindaco Walter Baldi, però, ha deciso di concedere comunque l’autorizzazione al Mexican, come richiesto ad aprile, ignorando il testo del regolamento, che recita “Su tutto il territorio comunale è vietata qualsiasi forma di mostra, spettacolo o intrattenimento, pubblico o privato, effettuato a scopo di lucro, che contempli in maniera totale o parziale l’utilizzo di animali appartenenti sia a specie domestiche che selvatiche“. Regolamento che è comunque in contrasto con la Legge nazionale, che al contrario tutela le compagnie circensi, permettendo l’utilizzo di animali durante gli spettacoli.

Ma per il gruppo di protestanti, non è certo il cavillo burocratico il problema, le cose non cambiano. Secondo la responsabile dell’Ufficio Diritti degli animali del Comune, ElisaCezza, infuriata per il fatto di non essere stata interpellata dal sindaco, si sarebbe ad esempio potuto optare per uno spettacolo senza animali, rispettando comunque lo spirito del regolamento e di chi l’ha voluto.

A scaldare gli animi, poi, le dichiarazioni fatte da Baldi al quotidiano Il Giorno Martesana: il primo cittadino, infatti, ha parlato di “polemica donchichottesca”, ricordando che “il regolamento può essere cambiato in qualsiasi momento”.

Ecco quindi che il popolo animalista ha scelto la linea dura, protestando a gran voce proprio davanti all’ingresso del circo, sotto gli occhi di numerose famiglie con bambini. Il gruppo tentava di convincere il pubblico giunto per assistere agli spettacoli a cambiare idea non comprando il biglietto, urlando che si trattava di uno “spettacolo diseducativo, che i bambini vengono educati alla violenza e alla sopraffazione”, urlando che “gli animali utilizzati nei circhi vengono frustati e maltrattati”, descrivendone i generi di tortura.

Fatti che Codanti, che ha seguito la protesta per tutto il tempo autorizzato dalla Questura, dalle 20 alle 21.30, ha categoricamente smentito: “Gli animali lavorano e viaggiano con noi. Secondo voi saremmo così stupidi da maltrattare degli animali che lavorano con noi, facendo uscire davanti al pbblico animali che subiscono violenze?”. Tanto più che, “un circo senza animali è inutile, fallisce – ha continuato – il pubblico e i bambini li vogliono!”.

A parte le urla e gli insulti, da una parte ma anche dall’altra, la manifestazione è stata pacifica. Qualche intervento delle forze dell’ordine si è reso necessario quando uno dei manifestanti ha tentato di entrare, sperando di passare inosservato, all’interno del tendone, scatenando le ira del proprietario. I carabinieri, però, hanno semplicemente dovuto chiedere, anche se a più riprese, di allontanarsi, come hanno dovuto più volte ripete al gruppo di abbassare la voce o moderare i toni, ma niente di più. La manifestazione non è nemmeno riuscita a scoraggiare il pubblico, a parte un gruppo di persone che non ha fatto il biglietto, anche se a detta dello staff del Mexican, “solo perché i biglietti erano esauriti”.

I manifestanti hanno annunciato che non demorderanno. Visto che Baldi, che loro speravano di veder comparire in serata, non si è visto, hanno annunciato che aspetteranno una risposta alle loro lettere di protesta. In base a quel che succederà, decideranno come agire.

 

 

 

 

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GORGONZOLA – Salti, capriole e acrobazie in strada. Arriva il “Parkour”

Quando una piazza una strada o un parchetto possono trasformarsi in una palestra, va in scena il “Parkour”.

La disciplina nata in Francia verso gli anni 80 è arrivata anche in martesana.

In molti, soprattutto giovani si sono cimentati nell’approccio a ciò che può essere considerato a tutti gli effetti il più tradizionale degli  “Urban Sport”.

Salti, cadute, capriole e acrobazie rigorosamente all’aria aperta e sfruttando tutto ciò che che la città mette a disposizione.

Panchine, cancelli, rialzi che modificano la loro funzione in favore del senso del limite fisico, che grazie al superamento delle prove può essere continuamente spostato.

Ostacoli che aiutano a crescere, per fare una metafora con la vita di tutti i giorni.

Dopo l’iniziativa di “pallastrada” che ha riscosso un discreto successo, il cag Gorg, Centro di Aggregazione Giovanile di Gorgonzola, presenta un’ altra attività che va incontro alle esigenze dei giovani di “vivere” la strada.

Spazio anche alla sicurezza. Questo genere di iniziative possono essere pericolose, se lasciate al caso e non monitorate.

Proprio per questo sabato pomeriggio in Piazza Giovanni XX, ci sarà un esperto che accompagnerà i ragazzi alla conoscenza del Parkour.

Per info e iscrizioni C.A.G. Piazza Giovanni XXIII, Gorgonzola: tutti i pomeriggi da lunedì a sabato dalle 16 alle 19

telefono: 02/9515378 oppure 348/5055603

 

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