mercoledì, 12 Maggio 2021

Bussero, area camper: l’Amministrazione è stanca delle polemiche

immagine di repertorio

L’Amministrazione comunale di Bussero prova a mettere fine alle polemiche che da più di due anni ruotano intorno all’ area camper a ridosso del cimitero. Già da quando la Giunta, guidata sempre da Curzio Rusnati, nell’aprile del 2017 aveva deciso di destinare l’area al rimessaggio di camper e roulotte, le opposizioni erano insorte. Ieri, lunedì 7 ottobre, il sindaco si è detto «stanco del fatto che gli uffici continuino a perdere ore di lavoro» per una questione, quella dell’area camper, che non da nessun fastidio e di cui in città non interessa, «non frega niente» letteralmente, a nessuno. A infastidire il primo cittadino sono state le continue segnalazioni di alcuni cittadini, esponenti dell’opposizione secondo l’Amministrazione, alla Prefettura, ai carabinieri, alla polizia locale e ai vigili del fuoco. «Potete rivolgervi ad Antonio Guterres [ndr… Segretario Generale ONU]» ha concluso ironizzando Rusnati.

IL PRINCIPIO

Appena dopo la decisione della Giunta, in piena campagna elettorale, le opposizioni avevano sollevato dubbi sull’incompatibilità dell’area in relazione alla normativa di rispetto dell’area cimiteriale e al rischio di perdere, per sempre, un’area verde.

«I disagi  saranno enormi e un’importante area verde sarà persa per sempre – aveva dichiarato Vito Pilato, allora portavoce di Probus – Per accedere a quell’area gli automezzi dovranno non solo passare davanti al cimitero, ma anche attraversare un incrocio delicato come quello in prossimità dell’uscita della scuola elementare. Tutto questo senza considerare la normativa di rispetto dell’area cimiteriale. Siamo convinti che con un dialogo trasparente e costruttivo con i camperisti si possano trovare soluzioni migliori che rispondano ai loro bisogni rispettando quelli della comunità».

 

«LE RUSPE LE HANNO PRESE I CITTADINI ALLE ULTIME ELEZIONI»

Nell’autunno 2017, dopo essere stato confermato alla guida della città, il sindaco aveva scelto il Consiglio comunale per rispondere alle polemiche scattate dopo l’ingresso nell’area delle ruspe per predisporre il terreno all’ingresso dei camper.

«Mi risulta che sono stati proprio i cittadini di Bussero, a larga maggioranza, a farsi carico di salire sulle ruspe per rimuovere macerie e detriti del passato e fare spazio a nuove strade – aveva detto il sindaco – Noi ci occupiamo delle persone, lo abbiamo promesso e lo facciamo in ogni occasione. Abbiamo cercato di dare una risposta ad un gruppo di cittadini che in forma associata ci hanno segnalato una necessità ed un’urgenza, l’abbiamo fatto perché questo è il nostro mestiere. La scelta dell’area – aveva sottolineato – è stata oggetto di approfondite ricerche e verifiche su eventuali alternative, risultate però, per vari motivi, non consone. Per ciò che riguarda poi invece la parte folkloristica della vicenda- aveva continuato il primo cittadino– con particolare riferimento alle ruspe rosso-verdi, alle paventate devastazioni del territorio, allo scarso rispetto per i defunti propinate dal solito gruppo di simpatici cialtroni virtuali camuffati da vox populi, vorrei ricordare che il tema è stato oggetto della recente campagna elettorale, e l’indicazione che ci hanno dato in tal senso è stata piuttosto chiara».

No Banner to display

4° PERCORSO CICLOTURISTICO “IN MARTESANA”: NAVIGLIO E VILLORESI: DUE CORSI D’ACQUA CHE HANNO FATTO LA NOSTRA STORIA

Questo quarto e ultimo itinerario propone un percorso inedito tra il Naviglio della Martesana e il Canale Villoresi, pedalando nel verde, tra parchi, cascine e campi coltivati. L’itinerario è comodamente raggiungibile anche da Milano in quanto inizia alla stazione M2 di Cassina De’Pecchi e finisce, dopo 15 km, a quella di Gessate. Ricordiamo che è possibile caricare la bicicletta in Metropolitana senza costi aggiuntivi.

Cassina De’Pecchi
Si parte dalla stazione M2 di Cassina De’Pecchi che sembra una lunga astronave di cemento atterrata sopra il Naviglio. Si proprio sopra. Basta infatti scendere da questa “astronave” per trovarsi subito sulla pista ciclabile che ci porterà nelle campagne della Martesana. Seguiamo il Naviglio in direzione Est per circa 500 metri e prima di arrivare al ponte del Colombirolo che conduce a Bussero, svoltiamo a destra seguendo un’altra pista ciclabile che ci porta in via Volta e via Dante. Sbucati da dietro un’alta siepe sulla Strada Padana Superiore, un semaforo a chiamata ci consentirà di attraversare in sicurezza.

La pista ciclabile prosegue per via Trieste fino a Cascina Casale, un complesso rurale ristrutturato e trasformatof1 cassina-torrione nella “Corte della cultura cassinese”. La corte ospita la Biblioteca Civica, il Piccolo Teatro della Martesana e la Scuola di Musica. Al centro, isolato e severo, si erge l’antico torrione (foto a lato) che dopo i recenti restauri ospita esposizioni, incontri e la sede del MAIO – Museo dell’Arte In Ostaggio. Un museo molto particolare nato dalla fantasia e dalla sensibilità del giornalista e scrittore Salvatore Giannella. Nel MAIO, con l’ausilio di  strumenti multimediali, sono evocati i capolavori dell’arte italiana scomparsi durante il secondo conflitto mondiale e non ancora recuperati. Dalle capriate lignee pendono lunghi fogli con lunghissimi elenchi di opere che ancora mancano all’appello. Elenchi che per fortuna di anno in anno vanno riducendosi grazie all’instancabile lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico e di chi, come questo museo, ne tiene vivo il ricordo.

Cascina Casale si trova al confine tra l’abitato di Cassina De’Pecchi e il Parco Agricolo Sud Milano, infatti seguendo la strada che gira dietro la Cascina (sul lato Sud) scopriamo che ben presto l’asfalto lascia il posto alla terra battuta di un sentiero che ci porta in aperta campagna. Dopo circa 1 km incontriamo i ruderi di Cascina Bindellera. I tetti sfondati e i muri scrostati infondono un profondo senso di abbandono o forse di fuga da una vita contadina troppo dura.

Il sentiero sfocia in via XXV Aprile a Sant’Agata. In questo piccolo borgo, frazione di Cassina De’Pecchi, ogni anno il 9 agosto si celebra la Festa di San Fermo, patrono insieme a Sant’Agata. La festa che mantiene il suo carattere devozionale, è scandita da solenni e partecipate cerimonie nella bella chiesa realizzata da Pellegrino Tibaldi nel 1572 per volere di San Carlo Borromeo. Le celebrazioni terminano con spettacolari fuochi d’artificio che ogni anno richiamano un gran numero di persone. Oltre la chiesa, verso sud si estendono i campi di fragole di Straberry, una azienda che che ha saputo unire agricoltura e produzione di energia pulita. Pannelli fotovoltaici coprono infatti le serre che producono le fragole vendute in tutta Milano da una capillare rete di Apecar  (Per info: www.straberry.it).

Percorrendo via XXV Aprile in direzione Nord, verso il naviglio, incontriamo un’altra eccellenza di Sant’Agata: La Spilleria. Si tratta di un birrificio artigianale che in un ambiente accogliente coniuga la produzione di ottima birra con l’impegno sociale (per info: www.laspilleria.it). Poco più avanti, una roggia scaturita dal Naviglio divide dalla strada il Mulino Dugnani. L’edificio già documentato all’inizio del Settecento, viene definito “casa con mulino da grano e torchio da olio”. All’interno si trovano ancora gli antichi macchinari e un piccolo museo della civiltà contadina. In fondo alla via, un semaforo ci consente di superare nuovamente la Strada Padana e riprendere la pista ciclabile sull’alzaia del Naviglio in direzione di Gorgonzola.

Gorgonzola
f3 gorgonzola cotre ciosi
Dopo aver superato con un ponte canale il torrente Molgora che scorre sotto il Naviglio, arriviamo ad un semaforo, qui abbandoniamo la ciclabile e attraversiamo il ponte di via Milano che conduce nel centro storico di Gorgonzola. In via Italia, dopo il Municipio, svoltiamo a sinistra in via Montegrappa, in fondo ci appare la facciata del Santuario di Santa Maria dell’Aiuto, una chiesa del XV secolo che un tempo apparteneva al vicino convento delle Umiliate. Possiamo trovare altre tracce del convento entrando nella Corte dei Ciosi (foto sopra), in via Piave 12. In fondo al cortile scorgiamo un inatteso e pittoresco angolo dell’antico chiostro costruito in ciottoli di fiume e cotto. L’edificio risalente al XIII secolo è aperto in basso da quattro archi ogivali sorretti da solidi pilasti in mattoni. Via Piave è a senso unico e senza pista ciclabile, procediamo quindi con bici a mano fino a via IV Novembre dove sopra l’ingresso di un cortile campeggia la scritta “Latteria sociale Gorgonzola” (foto sotto). La scritta è sbiadita, ma il ricordo della tradizione casearia che ha reso celebre il nome di Gorgonzola in tutto il mondo è ancora vivo. Una tradizione che, ogni anno il terzo fine settimana di settembre, rivive nella Sagra Nazionale del Gorgonzola (per info: www.prolocogorgonzola.it).f3b gorgonzola latteria

Giunti in via Argentia, giriamo a destra e dopo poche centinaia di metri a sinistra in via Verdi, in direzione delle scuole superiori. Dopo il semaforo, saliamo sul ponte che supera la Metropolitana e in fondo alla discesa giriamo a destra in via Adda. Al termine della via, una strada stretta e asfaltata porta a Cascina Vergani, dove l’azienda agricola Colombo produce e vende i suoi formaggi di capra. Ma il nostro percorso qui gira a sinistra e imbocca il sentiero in terra battuta che porta a Cascina Novellana. Il sentiero si snoda per circa 2 km in aperta campagna, a destra e a sinistra campi coltivati, prati e alberi lungo i fossi. Un paesaggio vivo, che in ogni stagione si trasforma e ci regala nuovi colori e nuovi odori, la terra arata in autunno, l’erba tagliata in primavera o “l’odore di concio sotto la vampa d’agosto”. Immagini e odori che vanno diritti al cervello e aprono cassetti dimenticati. Mi torna alla mente la poesia “Nel paese di mia madre” di Ada Negri:

[…] e ronzano mosche lucenti, ghiotte, intorno a un ammasso di concio.
Possanza di morte, possanza di vita, nell’odore del concio: ne gode
la terra dall’humus profondo, sotto la vampa d’agosto che immobile sta. […]

Giunti a Cascina Novellana, il sentiero sbuca su una piccola strada asfaltata che percorriamo verso sinistra per un centinaio di metri per poi girare a destra in direzione Cascina del Bosco. Qui la strada ritorna in terra battuta e si inoltra nuovamente tra il verde dei campi. Ma improvvisamente l’idillio si interrompe quando incrociamo la nuova Strada Provinciale 216 che porta da Pessano e Gessate. La strada, rifatta da poco insieme al lavori della TEEM, ci si presenta con l’asfalto nero, il guard rail lucido e le macchine sfreccianti sotto l’occhio vigile delle telecamere… ma neanche un attraversamento. Attenzione quindi, questo è un punto pericoloso! Mettere in sicurezza il passaggio significherebbe rendere veramente fruibile al pubblico questo itinerario che non solo consente di godere delle bellezze del paesaggio (e delle bontà dei prodotti a km0 delle cascine) ma anche di collegare due ciclovie strategiche per la mobilità sostenibile in Martesana: la frequentatissima ciclovia del Naviglio che in 38 km unisce i territori dell’Adda a Milano e la nuova ciclovia del Villoresi. Quest’ultima, in via di completamento, sarà lunga 86 km e taglierà tutta la pianura a nord di Milano, dal Ticino all’Adda, passando per Monza. Con spirito pionieristico e la speranza nel cuore, proseguiamo quindi la nostra pedalata sul sentiero per Cascina Bragosa e Cascina Castiona.

Il Villoresi
f6villoresiA 10 km esatti dalla partenza, incrociamo il Villoresi, (foto a lato e sotto) il secondo canale artificiale più lungo d’Italia. Prende il nome dall’ingegner Eugenio Villoresi che lo progettò alla fine dell’Ottocento. Osservando una mappa idrografica possiamo notare che tutti i corsi d’acqua che solcano la nostra pianura scorrono da nord verso sud-est, seguendo la naturale inclinazione del suolo. Il Naviglio e il Villoresi invece la attraversano perpendicolarmente, il primo scorre verso ovest portando l’acqua dell’Adda a Milano, mentre il secondo scorre dalla parte opposta portando l’acqua del Ticino verso l’Adda. Entrambi i canali alimentano un’immensa rete di fossi che copre tutta la campagna. Siamo nel cuore di un ciclopico lavoro di ingegneria idraulica che nel corso dei secoli ha modellato il territorio e trasformato la pianura asciutta in fertile pianura irrigua. Forse oggi abbiamo un po’ perso la consapevolezza del valore di questo grande patrimonio e questo itinerario ci invita a riscoprirlo e valorizzarlo, anche turisticamente. Basta leggere le parole che scrisse nel 1844 Carlo Cattaneo in Notizie Naturali e civili su la Lombardia per rendersi conto di quello che abbiamo sotto gli occhi e a volte non vediamo

[…]Noi possiamo mostrare agli stranieri la nostra pianura tutta smossa e quasi rifatta dalle nostre mani; sicché il botanico si lagna dell’agricoltura, che trasfigurò ogni vestigio della vegetazione primitiva. Abbiamo preso le acque dagli alvei profondi dei fiumi e dagli avvallamenti palustri, e le abbiamo diffuse sulle aride lande. La metà della nostra pianura, più di quattro mila chilometri, è dotata d’irrigazione; e vi si dirama per canali artefatti un volume d’acqua che si valuta a più di trenta milioni di metri cubici ogni giorno. Una parte del piano, per arte ch’è tutta nostra, verdeggia anche nel verno, quando all’intorno ogni cosa è neve e gelo. […]

f5 villoresi

Gessate
La ciclovia del canale Villoresi, a differenza di quella del Naviglio che attraversa diversi centri abitati, corre in aperta campagna alimentando innumerevoli rogge. Dopo circa 3 km la pista ciclabile incrocia la strada che porta a Gessate, la attraversiamo utilizzando un semaforo a chiamata. Qui lasciamo il Villoresi e girando a destra percorriamo la pista ciclabile che punta diritta verso il campanile della chiesa di Gessate. Entrati in paese la ciclabile ci abbandona, sulle vie del centro si aprono vecchi cortili rurali ancora abitati. In Piazza Roma, sulla sinistra, una grande Magnolia precede la Villa Beccaria. Nascosto nell’ombra della pianta sta la statua in pietra di Cesare Beccaria che nel 1764 scrisse, in parte anche in questa villa, “Dei delitti e delle pene”, il saggio che ha cambiato le leggi di tutto il mondo. La villa ospitò anche Alessandro Manzoni, Cesare Cantù e Massimo d’Azeglio.

Superato l’incrocio presidiato dalla vecchia chiesa barocca, proseguiamo fino alla chiesa dei Ss. Pietro e Paolo, edificata nel 1916 e caratterizzata da un aguzzo campanile. Di fronte alla chiesa, in via Badia 44 si apre il  cancello di Villa Daccò (foto a lato), oggi di proprietà comunale. L’edificio costruito nel 1835 conserva ancora i ricchi saloni affrescati e un ampio giardino al’inglese. Entriamo e giriamo attorno alla villa, alle sue spalle nel parco una collinetta alberata nasconde l’antica ghiacciaia. Nel parco è possibile concedersi una pausa al “Caffè della villa”… in fondo siamo quasi alla fine del nostro percorso.  Usciti dal cancello della villa imbocchiamo la via che costeggia il lato sinistro della chiesa, allo stop giriamo a sinistra in Via Montello e dopo pochi metri entriamo nel cancello in ferro al civico 27. Qui inizia una nuova ciclabile che seguendo il torrente Trobbia costeggia l’abitato fino alla stazione M2 di Gessate.

Chi volesse ritornare al luogo di partenza in bicicletta,  può riprendere la ciclovia del Naviglio (foto sotto) che scorre li vicino. Purtroppo al momento sono in corso dei lavori sulla viabilità che ci costringono a destreggiarci nel traffico per alcune centinaia di metri prima di raggiungere l’alzaia all’altezza di Villa Fornaci. Ma qui inizia un’altra storia…. Se vuoi restare aggiornato sulle proposte della Martesana seguici su www.inmartesana.org

naviglio

Rubrica a cura di: 
Stefano Barlassina
inmartesana

No Banner to display

Lettera aperta del «per caso sindaco di Bussero» in seguito alle elezioni

liberi di scrivere 2019
È un flusso di coscienza il messaggio che il primo cittadino busserese ha voluto divulgare per esprimere il suo pensiero. Lo riportiamo qui:
Ora che abbiamo partecipato al più grande suicidio politico di massa che la sinistra ricordi nella nostra piccola Guyana italiana, ognuno ha avuto la sua dose di cianuro per volare verso il sol dell’avvenir. Ora che i nostri reverendi Jones ci hanno portato al disastro e io io io e ancora io (forse) se ne è andato, e le immagini di tutti i generali di immaginari eserciti sbiadiscono fra le ombre di rivoluzioni senza più piazze né popolo. Ora che il vecchio partito della sinistra è annichilito e il nuovo è un bambino mai nato, ora è più che mai è tutto molto semplice.

Non è data politica senza vera relazione, e la sinistra non vive più nel cuore della gente, ora è solo una vuota parola, un rimbombo. Perché non vi è stata nessuna umiltà, nessuna capacità di dare un senso al consenso, di rischiare sé stessi, la propria storia e anche la propria identità al servizio di un comune sentire, al servizio di un popolo che chiedeva solo attenzione e protezione, dirittura morale e fantasia politica stando insieme. 
Un popolo sfibrato e sfinito nella madre di tutte le battaglie: quella contro sé stessi, da parte di gruppi dirigenti in perenne attesa che l’altro svanisca, si ritiri, evapori. Tragici più che comici Ghostbuster, che invece dei fantasmi del razzismo, della disoccupazione, della povertà e della paura, hanno aspirato le speranze di milioni di italiani rinchiudendole sottovuoto.
È tutto molto semplice, come diceva il signor G: l’appartenenza e avere sempre gli altri dentro di sé nel proprio viaggio personale e collettivo; con quotidiana fatica, equilibrio e rispetto, aggiungo io. Ora è giunto il tempo del coraggio di ammettere che in politica come in amore quando è finita è finita. Non c’è più nulla da rifondare, nessuno da rottamare, ricordi da ricordare e forse neanche più pugni da alzare. C’è solo da costruire con passione, da ascoltare con calma, da incontrare tanta nuova gente con curiosità. Tornare a fidarsi e affidarsi, in una nuova comunità politica aperta e plurale da immaginare e reinventare insieme e con spirito libero. 
Un campo che tenga al centro l’Europa, i diritti e le garanzie, la res pubblica; una comunità per tutti ma di ciascuno, da costruire finalmente senza rete, perché non è possibile cadere più in basso di così.

Io, intanto, nella camera in perfetto disordine guardo mio figlio con i suoi germogli di pomodoro sul modem, che studia la fisica dei quanti. Un perfetto limpido pozzo di scienza, pura e potente energia rinnovabile. Poi chiudo gli occhi e sorrido… é tutto molto semplice!
Curzio Aimo Rusnati, cittadino del centro sinistra, per caso sindaco di Bussero”

No Banner to display

APPROFONDIMENTO MARTESANA
SE NE PARLA MOLTO IN QUESTI GIORNI, MA COS’E’ L’UNIONE DEI COMUNI ?

Qualcuno forse ne ha già sentito parlare, ma pochi al di fuori degli “addetti ai lavori” sanno di cosa si tratta.

Fra pochissimo 6 comuni della Martesana, precisamente Bussero, Cambiago, Carugate, Cernusco sul Naviglio, Gorgonzola e Pessano con Bornago, daranno vita ad un’ UNIONE DEI COMUNI. Gessate, Bellinzago e Cassina de Pecchi, inizialmente coinvolte nel progetto, si sono invece sfilate nei mesi scorsi.

COS’E’ L’UNIONE DEI COMUNI?
L’Unione dei comuni è un Ente Locale che si inserisce all’interno del sistema di autonomie dello Stato. Il suo scopo è quello di permettere la cooperazione delle realtà comunali che la compongono con l’obiettivo di uno sviluppo socio economico del territorio attraverso l’ampliamento delle funzioni e dei servizi prima gestiti dai singoli comuni, garantendo anche una maggiore efficienza ed economicità del sistema.

GLI ORGANI
Gli organi dell’Unione saranno il Consiglio e la Giunta, presiedute da un Presidente, tutti composti da amministratori in carica presso i comuni interessati. Sarà un ente privo di spese relative alla rappresentanza in quanto nessuno dei membri avrà diritto a retribuzioni, gettoni o indennità di qualsiasi tipo.

Ogni consiglio comunale dovrà designare tre rappresentanti, due dei quali espressione della maggioranza e uno della minoranza.

Il Presidente dell’Unione sarà eletto dal consiglio e sarà uno dei sindaci dei 6 comuni coinvolti e resterà in carica per 2 anni. Il Presidente eletto designerà, tra i sindaci e gli assessori dei vari comuni, coloro che faranno parte della Giunta dell’Unione.

L’AMBITO D’AZIONE DELL’UNIONE DEI COMUNI DELLA MARTESANA
Il campo da cui si inizierà in Martesana questo processo di collaborazione sovraccomunale è quello dei Servizi Sociali. In sostanza si cercherà di unire le forze per riuscire ad ottimizzare i servizi forniti sino ad ora, seguendo il tracciato già lasciato da esperienze di condivisione come quelle del sistema bibliotecario e delle politiche giovanili. L’Unione prevede di ridurre i costi di produzione dei servizi e di gestione, cercando di risparmiare risorse in vista di operazioni in campi problematici come il lavoro.

Il nuovo ente intende anche favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica, in particolare con il coinvolgimento delle associazioni con finalità sociali e culturali operanti sul territorio, attraverso l’istituzione di Consulte operanti su singole materie. Inoltre tutti i cittadini avranno la possibilità di presentare istanze e proposte scritte di interesse generale per l’Unione, in modo da portare il proprio contributo alla comunità.

A CHE PUNTO SIAMO
I 6 comuni coinvolti si stanno avvicinando tutti all’approvazione dello statuto dell’Unione all’interno dei singoli consigli comunali, con conseguente adesione al nuovo Ente.

A Carugate si è già proceduti con la prima votazione, che non ha raggiunto la maggioranza qualificata in quanto è stato solo il PD a votare a favore. A Cernusco e Cambiago sarà all’ordine del giorno del prossimo consiglio, mentre a Pessano con Bornago e Gorgonzola se ne parlerà entro la fine di Marzo.

ALTRE UNIONI ACCANTO ALLA MARTESANA
L’unione dei comuni della Martesana sarà la terza nata all’interno della Città Metropolitana, altro nuovissimo ente del territorio. Ma già vicino a noi dallo scorso anno vive un’altra Unione, quella dei Comuni dei Tre Parchi formata da Vimercate, Carnate, Burago Molgora e Ornago.

Il progetto è un po’ in tutta Italia in fase sperimentale, e solo a qualche mese dalla sua nascita si potrà formulare un giudizio sulla sua bontà, partendo dal presupposto che gli intenti con i quali viene costituito sono quelli di collaborazione e miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.

No Banner to display

I ragazzi di MyMaturità raccontano come nasce una Startup

Un’applicazione nata ai tempi dell’università quasi per gioco, poi diventata una Startup innovativa e una società Srl formalmente costituita questo settembre. Le menti dietro l’idea di MyMaturità, l’applicazione che accompagna i ragazzi nella preparazione dell’Esame di Stato in modo facile e interattivo, sono quattro ragazzi sotto i trent’anni e tutti provenienti dalla Martesana: Giovanni Bertazzoli, Gabriele Gaggi, Alessandro Limardo e Leonardo Bonalumi.

L’applicazione

In un panorama scolastico che si prospetta alquanto incerto per i 2001 che quest’anno si trovano ad affrontare la maturità senza ancora conoscerne né le modalità né le tempistiche, i quattro inventori di MyMaturità, viste le circostanze, si sono dati da fare per anticipare di un mese l’uscita dell’applicazione e permettere ai maturandi di portarsi avanti con lo studio nonostante le difficoltà. La SuiteApp – che adesso raccoglie 6 materie, ma ne arriveranno delle altre nelle prossime settimane – dà la possibilità di sfruttare diverse funzioni interattive, come il timer, con il quale si possono impostare delle sessioni di studio personalizzabili, o i test, che mettono alla prova quanto appreso nelle tip, ovvero dei riassunti schematici divisi per capitoli e messi a disposizione per ogni materia.

No Banner to display

BUSSERO
IN BIBLIOTECA SI DISCUTE DI FARINE E ALIMENTAZIONE CON IL G.A.S.

Lunedì 27 febbraio alle ore 21.00 nell’auditorium della Biblioteca Civica di Bussero si terrà la conferenza ‘E’ tutta farina del nostro sacco….’. Il titolo promette un dibattito interessante sull’utilizzo delle numerose farine presenti in commercio, indicandone differenze relative ai valori nutrizionali, agli impieghi più indicati, alla lavorazione e ad eventuali rapporti con allergeni.

Patrocinato dall’amministrazione, l’incontro è organizzato dal G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale) cittadino, ovvero un gruppo di persone che ha scelto di fare la spesa in maniera alternativa acquistando direttamente dal produttore in una logica di solidarietà, consumo critico e salvaguardia dell’ambiente.

Relatore della serata sarà il Professor Leonardo Scaglioni, ricercatore dell’Università Statale di Milano presso il Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente. A lui il compito di spiegare le proprietà delle farine, svelarne i segreti e gli usi nell’uso quotidiano delle nostre case.

No Banner to display

BUSSERO
UNA SERATA DI LETTURE E DIBATTITI SUL GENIO DI ALDA MERINI

Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita” sosteneva Alda Merini.

Nonostante questo tutti gli appassionati di poesia hanno sempre cercato di capire e cogliere l’essenza delle parole della poetessa dei Navigli, scomparsa 5 anni fa. Ed è proprio in questa direzione che punta “La poesia oltre la follia”, spettacolo multimediale di letture, recitazione e dibattito sul genio creativo di Alda Merini che si terrà Sabato 25 Ottobre alle ore 21.00 presso l’auditorium della biblioteca comunale di Bussero.

Ideato e diretto da Giuseppe Caccamo, questo incontro serale vedrà un susseguirsi di figure diverse, che guideranno i presenti attraverso la lettura di brani poetici, la visione di video musicali e la declamazione di poesie. Cruciale sarà l’intervento di Marcella Taricco, psicologa che indirizzerà il dibattito riguardo a questa grande poetessa e al suo genio creativo.

La serata, ad ingresso gratuito, sarà una preziosa occasione per conoscere ed apprezzare meglio Alda Merini in tutte le sue sfumature.

No Banner to display

No Banner to display

No Banner to display