Mezzi insufficienti e pulizia mancata: così è fallito il piano neve in Martesana

Viabilità ridotta, mancata manutenzione e pulizia inefficiente: ecco cos'è successo a Cernusco e Segrate

L’abbondante nevicata dello scorso 28 dicembre ha messo a dura prova la viabilità e la manutenzione delle strade di tutta la Martesana. Alcuni Comuni, però, ne hanno risentito più di altri e si sono ritrovati da un giorno all’altro immobilizzati nella neve. Risposte tardive e inefficaci, che hanno costretto alcuni Sindaci a chiedere pubblicamente scusa ai propri cittadini, mentre altri minacciavano azioni legali nei confronti delle aziende responsabili del disservizio.

Fra i Comuni della Martesana in cui si sono registrati maggiori disagi ci sono Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese e Segrate, dove nel giorno successivo alla nevicata, gli interventi di pulizia delle strade e ripristino della viabilità sono stati largamente insufficienti. In tutti e tre i casi, i Sindaci hanno puntato il dito contro la ditta incaricata del servizio neve, che non avrebbe rispettato gli impegni previsti dal contratto.

«Si poteva fare meglio? – si è chiesto il primo cittadino cernuschese Ermanno Zacchetti – Sì, sempre e anche oggi. Ad esempio, la ditta incaricata del servizio neve a nostro avviso non ha adempiuto ad alcune prescrizioni del piano e del capitolato di appalto e pertanto, dopo una prima comunicazione formale già inviata oggi, i tecnici comunali valuteranno come agire di conseguenza».

Ritardi e inadempienze si sono verificati anche a Segrate, dove il Sindaco Paolo Micheli ha dovuto chiedere aiuto all’Azienda Agricola Sirtori di Rovagnasco, intervenuta in extremis per sopperire ai ritardi della ditta appaltatrice.

«La notte della nevicata, l’azienda avrebbe dovuto presentarsi in città con 13 mezzi alle 4 del mattino. Invece si sono presentati soltanto con due spalatrici e oltre quattro ore di ritardo», ha spiegato alla redazione Damiano Dalerba, assessore del Comune di Segrate. «Abbiamo cercato di capire dove fossero, dopodiché, una volta realizzato che i mezzi mancanti non sarebbero mai arrivati, siamo stati costretti a rivolgerci ad altri operatori».

Una lunga storia di disservizi

Esiste però un filo rosso che lega l’esperienza di questi tre Comuni e risponde al nome di Malacrida AVC Srl, l’azienda che gestisce il Piano Neve non solo di Cernusco e Segrate, ma di numerosi Comuni lombardi – tra cui Concorezzo e Monza – in cui si sono verificati disagi simili.

Negli scorsi anni, la ditta si era già resa protagonista di disservizi. Nel 2017, per esempio, il Comune di Melegnano ha accusato Malacrida di essere stata irreperibile per un’intera giornata, lasciando la città in balìa della neve. Pochi mesi dopo, la situazione si è ripetuta anche a Peschiera Borromeo, dove il Sindaco Caterina Molinari ha deciso addirittura di rescindere il contratto del Comune con la ditta.

Con la nevicata della scorsa settimana, la lista di disservizi forniti da Malacrida si è allungata. Oltre a Segrate e Cernusco, anche i Sindaci di Monza e Concorezzo hanno denunciato l’inefficienza delle azioni messe in campo dall’azienda e il mancato rispetto dei termini previsti dal contratto.

Gare senza concorrenti

Nei Comuni in cui attualmente gestisce il Piano Neve, Malacrida è spesso l’unica azienda a presentarsi alle gare. A Segrate, per esempio, ha ottenuto la gestione del Piano Neve nel lontano 2014. In quell’occasione, il Comune aveva invitato a partecipare alla gara d’appalto otto diverse aziende. Malacrida, però, fu l’unica a presentare un’offerta e riuscì a ottenere la concessione senza troppe difficoltà. Nel 2017, a contratto scaduto, il Comune di Segrate ha indetto una nuova gara. Anche in quell’occasione, però, Malacrida è stata l’unica azienda a presentare un’offerta e ha continuato a gestire il servizio di disgelo neve per altri tre anni. Pochi mesi fa, le stesse dinamiche si sono ripetute anche a Cernusco, dove Malacrida, in assenza di concorrenti, si è aggiudicata l’appalto per il servizio di disgelo neve.

Dal 2017 ad oggi, come visto, la ditta si è resa protagonista di numerosi disservizi. Eppure, quest’anno il Comune di Segrate ha deciso di non indire una nuova gara e ad ottobre 2020 ha rinnovato automaticamente il contratto con Malacrida. Una scelta che ha suscitato qualche polemica anche dalle liste di opposizione, ma che l’amministrazione comunale ha descritto come «quasi obbligata», soprattutto da un punto di vista temporale.

«Abbiamo sempre cercato di fare gare che non superassero le date del nostro mandato politico», ha precisato Dalerba. «Le elezioni posticipate dalla pandemia, però, hanno cambiato tutto e pensare di fare una nuova gara a inizio ottobre per chiedere alle aziende un servizio che partisse già da dicembre era pressoché impossibile».

Per quanto riguarda l’assenza di concorrenti nelle gare di appalto, l’assessore ha spiegato che si tratta di un mercato «estremamente delicato», in cui «è difficile trovare un’azienda disposta ad assumersi il rischio di investire in numerosi mezzi, che potrebbero rimanere fermi in un deposito per molto tempo».

«Adesso – ha concluso Dalerba – la vera sfida sarà pensare a un appalto che non ci faccia ripiombare di nuovo in una situazione identica».

«Qualcosa non sta funzionando»

Sulla scia delle lamentele dei cittadini e dei disagi che si sono venuti a creare, l’amministrazione segratese si è messa al lavoro con altri Comuni per chiarire cosa sia andato storto.

«Cerchiamo di muoverci insieme per capire se i mezzi che servivano a Segrate sono stati usati altrove», ha spiegato Dalerba. «Noi non abbiamo i mezzi di cui dispone la magistratura, perciò l’unica cosa che possiamo fare è ricorrere agli organi di giustizia e fare segnalazioni. Anche dopo i gravi ritardi, abbiamo chiesto all’azienda di lasciare sul nostro territorio tutti e 13 i mezzi di cui avevamo bisogno, offrendoci anche di mettere a disposizione eventuali magazzini», ha spiegato l’assessore Dalerba. «Quei mezzi però non sono mai arrivati. Perciò, a prescindere da quale sia il motivo, è chiaro che qualcosa non sta funzionando».