Vaccini, USCA e recupero delle visite arretrate: SegrateSì scrive all’Asst Melegnano

La lista civica di Dena Arabsolgar ha chiesto aggiornamenti e garanzie sui servizi di sanità territoriale

Un piano straordinario di recupero delle visite, garanzie sulla campagna vaccinale e aggiornamenti sulla situazione delle USCA. Queste le richieste che la lista civica SegrateSì – facendosi portavoce del malumore di alcuni cittadini – ha inoltrato ai vertici dell’Asst Melegnano Martesana.

«Chiamare al telefono è diventato un’odissea»

Le prime criticità messe in luce dalla lista di Dena Arabsolgar riguardano il Poliambulatorio di Rovagnasco, che dopo mesi di inattività ha ripreso a funzionare lo scorso settembre.

«Alla parziale, e non completa, riapertura della struttura, non è corrisposto una significativa ripresa dei servizi – hanno spiegato i componenti di SegrateSì -. Gli utenti lamentano moltissimi disservizi e difficoltà a prenotare visite, accedere ai servizi amministrativi… Anche il banale contatto telefonico si trasforma in un’Odissea. Comprendiamo le difficoltà, ma questa situazione perdura da troppo tempo».

In tal senso, la richiesta di SegrateSì è l’attuazione di «un piano di recupero straordinario delle visite rimandate o sospese, in modo tale da riprogrammarle nel minor tempo possibile prevedendo anche le aperture serali e il sabato del Poliambulatorio di Segrate. Molte visite – prosegue la nota – riguardano i pazienti cronici e non è ammissibile alcun ritardo».

USCA e vaccini

Un altro elemento su cui si chiedono spiegazioni è la campagna per il vaccino antinfluenzale. In previsione dell’iniezione delle prime dosi, SegrateSì «chiede la garanzia del funzionamento regolare e continuato del centro vaccinale sito nel poliambulatorio di via Amendola 3».

Infine, vista l’impennata di contagi registratasi in Lombardia nelle scorse settimane, SegrateSì ha chiesto ai vertici dell’Asst Melegnano Martesana di «conoscere lo stato di attuazione delle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziali)», che permettono la presa in carico domiciliare dei pazienti, offrendo consulti telefonici e alleggerendo la pressione sui reparti ospedalieri del territorio. Già nei mesi di aprile e maggio, diversi Sindaci si erano rivolti ai vertici della sanità lombarda proprio per chiedere l’istituzione delle USCA. A mesi di distanza, però, la situazione non sembra ancora essersi sbloccata.