L’ATS di Milano non riesce più a tracciare i contagi: «chi ha sintomi stia a casa»

Mentre i dati sui nuovi positivi continuano ad aumentare, il direttore sanitario dell'agenzia lancia l'allarme

Mentre il bilancio dei nuovi contagi da Covid-19 continua a crescere in tutta Italia, l’epicentro di questa seconda ondata di Coronavirus sembra essere proprio la provincia di Milano, dove da settimane si registra un’impennata di nuovi casi. Nella giornata di ieri – lunedì 19 ottobre – sono stati registrati 1687 nuovi positivi su 14.577 tamponi effettuati, per una percentuale pari all’11,5% (a livello nazionale il rapporto è 9,4% – ndr).

Una situazione che nelle scorse ore ha convinto i Sindaci e il Presidente della Regione Attilio Fontana a chiedere al Governo l’introduzione di misure ancora più restrittive. Pur non avendo raggiunto per ora la gravità della situazione registratasi a marzo scorso, gli ospedali della Città Metropolitana di Milano si trovano da giorni in crescente difficoltà, a fronte del gran numero di pazienti Covid, ma non solo, che arrivano in pronto soccorso.

«La fase del contenimento è inefficace»

Ad ammettere la situazione di difficoltà è stato lo stesso Vittorio Demicheli, direttore sanitario di ATS Milano.

«Quello che ci preoccupa – ha spiegato Demicheli ai microfoni di SkyTg24 – è che non sappiamo esattamente in una grossa metropoli la velocità con cui il fenomeno si può verificare. Ieri la nostra Ats ha lanciato un allarme e un invito ai cittadini a fare ciascuno la propria parte. Ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa, perché in questo momento la fase del contenimento purtroppo è inefficace. Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa».

Nel frattempo, a Milano e provincia si iniziano a registrare i primi casi di esaurimento posti nei reparti di terapia intensiva o semi-intensiva. Negli scorsi giorni è toccato all’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, dove i 18 posti del reparto di terapia semi-intensiva respiratoria, dedicati ai pazienti Covid, sono stati già riempiti.