Coronavirus, le nuove regole per chi viaggia

Niente più obbligo di tampone per chi arriva da Croazia e Grecia. Sarà invece obbligatorio per chi prima del rimpatrio si trovava in Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna

Traveling by airplane

Con il nuovo decreto-legge vengono introdotte nuove regole anche per i viaggiatori. Dunque oltre all’obbligo di mascherina anche all’aperto, chi fa ritorno in Italia o chi ha in programma un viaggio fuori dai confini dovrà fare i conti con nuovi obblighi di quarantena e di tampone a partire dall’8 ottobre fino all’emanazione del nuovo dpcm prevista per il 15 ottobre.

Tampone obbligatorio

Chi arriva da Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna, dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone entro 48 ore dall’arrivo in aeroporto, o in alternativa autodichiarare di averlo già fatto e di essere risultato negativo nelle 72 ore precedenti al rientro in Italia. Scompare l’obbligo per chi invece arriva da Croazia, Grecia e Malta.

Da tutti gli altri paesi UE e dell’area Shengen e dalle isole Far Oer, dalla Groenlandia, dalle isole Svalbard e Jan Mayen, dalla Gibilterra, dalle Isole del Canale, dall’Isola di Man, dalle basi britanniche nell’isola di Cipro, dalle Azzorre e Madeira, dai territori spagnoli nel continente africano non vige alcun obbligo e il rientro in Italia è libero.

Quarantena obbligatoria

Chi viaggia in Italia per motivi di turismo da Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, repubblica di Corea, Romania, Ruanda, Tailandia, Tunisia e Uruguay, dovrà sottoporsi all’isolamento fiduciario.

Divieto d’ingresso 

Chi proviene o ha soggiornato nei 14 giorni precedenti in Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù e Repubblica Dominicana non avrà la possibilità di entrare in Italia. Il divieto non è però valido per i cittadini italiani, del Regno Unito, del Principato di Monaco, Andorra, Città del Vaticano, San Marino, per i cittadini UE e dell’area Shengen, o per i loro familiari con residenza anagrafica in Italia.

Per tutti gli altri paesi del mondo non citati rimane il divieto di spostamenti verso o dall’Italia, se non per motivi di studio, lavoro o salute. Da questi paesi sarà consentito il rientro in Italia solo per chi ha una stabile relazione affettiva con un cittadino italiano, della UE o dell’area Shengen.