Trituratore di inerti: la luce in fondo al tunnel è ancora lontana

Dopo la Conferenza dei Servizi il sindaco di Bussero ribadisce il suo No al progetto

A sinistra Giuseppe Moretti (Legambiente Martesana), a destra il Sindaco di Bussero Curzio Rusnati

Tutto fermo sul fronte del trituratore in Via Fornace a Cernusco. La fine sembra ancora molto lontana. Si pensava che la Conferenza dei Servizi del 30 settembre potesse portare a una soluzione definitiva, ma l’incontro si è concluso con un nulla di fatto. O meglio, si è concluso con una nuova proroga. Questo per permettere a Demid, la società che prenderebbe in carico l’opera, di integrare al progetto originale la realizzazione di un pozzo di prima falda ad uso produttivo, che di fatto modifica il progetto originario depositato.

L’ennesimo rinvio

Si tratta ti una proroga di 90 giorni che prolunga l’agonia dei residenti che abitano nell’area limitrofa al cantiere e che coinvolge i comuni di Cernusco, Bussero e Cassina de’Pecchi. Sono anche 90 giorni in cui continuerà la strenua resistenza di Legambiente Martesana e dei sindaci Elisa Balconi e Curzio Rusnati, che da sempre si oppongono al trituratore. Le parti chiedono al sindaco di Cernusco, Ermanno Zacchetti, di prendere una posizione ferma sul tema.

La posizione del sindaco di Bussero

Proprio il sindaco di Bussero, Curzio Rusnati, durante un presidio aveva invitato i cittadini a «intasare» la posta elettronica del primo cittadino di Cernusco con mail di protesta. «Non potrà ignorarvi», aveva commentato Rusnati.

Lo stesso Rusnati ha commentato così il rinvio stabilito da Città Metropolitana: «Saranno necessari 30 giorni di pubblicazione sul burl dopo le istanze e successivi 30 per le eventuali nuove osservazioni di enti associazioni e cittadini. Poi ci vorrà il tempo per la convocazione di un ulteriore conferenza, speriamo definitiva».

Le modifiche al progetto

Sul progetto il primo cittadino di Bussero ha aggiunto: «Sono state analizzate le integrazioni al progetto presentate l’8 agosto dai proponenti. Nonostante le migliorie al progetto, queste non sono ancora sufficienti a garantire la tutela ambientale, della salute e della sicurezza del cittadini. Abbiamo quindi ancora una volta ribadito il nostro parere contrario al progetto».