Danni economici da Coronavirus: i Sindaci della Martesana scrivono a Fontana

La lettera è stata firmata da 24 primi cittadini della Città Metropolitana di Milano

L’ordinanza regionale emessa negli scorsi giorni ha comportato la limitazione degli orari di alcune attività commerciali, la sospensione di alcuni servizi e l’annullamento di diversi eventi sportivi e culturali.

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Misure che hanno l’obiettivo di contenere la diffusione del Coronavirus, ma che stanno creando inevitabilmente anche un grosso danno economico. Solo nella giornata di ieri, l’indice Ftse Mib di Milano ha chiuso in ribasso del -5,51%, causando una riduzione della capitalizzazione che ammonterebbe a 30 miliardi di euro.

Già nella giornata di lunedì il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ammesso che l’impatto economico della situazione che si è venuta a creare «potrebbe essere fortissimo». Ora, proprio per assicurarsi che anche la questione economica venga tenuta nella giusta considerazione, i Sindaci della Martesana hanno scritto una lettera al Governatore della Lombardia, Attilio Fontana.

LA LETTERA DEI PRIMI CITTADINI

«Al Presidente della Regione Lombardia
Avv Attilio Fontana

Caro Presidente,
facendoci interpreti delle preoccupazioni di moltissimi nostri colleghi sindaci, le chiediamo di farsi portavoce verso il governo perché vengano previste misure di sostegno alle attività commerciali, in primis i negozi di vicinato, i piccoli esercizi e le PMI, che si trovano nella cosiddetta “Zona Gialla” che comprende anche le nostre città.
Già nella giornata di ieri in un giro di visite abbiamo potuto constatare di persona, qualora ce ne fosse stato bisogno, come nei bar, ristoranti, panetterie, saloni di bellezza, centri sportivi, cinema etc. e per i piccoli artigiani così come per i lavoratori autonomi delle nostre città la presenza di clienti si sia ridotta al minimo e quindi gli equilibri economici degli esercenti, già spesso normalmente precari, siano destinati a diventare insostenibili nel medio lungo periodo.
Anche le PMI vivono settimane difficili, con una riduzione drastica sia delle forniture di materie prime e componenti, sia degli ordini, con un riflesso economico negativo facilmente prevedibile e che va a colpire il cuore pulsante delle nostre economie locali.
Riteniamo inoltre che debbano essere tutelati anche i tanti lavoratori e lavoratrici che ogni giorno garantiscono i servizi educativi e socio assistenziali nelle nostre comunità, ad esempio facilitando l’attivazione della Cassa in deroga, o dei tanti liberi professionisti che operano negli impianti sportivi e nelle palestre chiuse forzatamente.
Siamo certi che la sua precedente esperienza quale sindaco di Varese le renda ben presente l’urgenza del problema».

La lettera è stata firmata da: Paolo Micheli (Segrate), Alberto Villa (Pessano con Bornago), Andrea Carlo (Settala), Andrea Fumagalli (Inzago), Angela Comelli (Bellinzago Lombardo), Angelo Stucchi (Gorgonzola), Antonio Fusè (Melzo), Caterina Molinari (Peschiera Borromeo), Curzio Rusnati (Bussero), Dario Veneroni (Vimodrone), Diego Cataldo (Trezzano Rosa), Douglas De Franciscis (Basiano), Ermanno Zacchetti (Cernusco sul Naviglio), Gilberto Barki (Grezzago), Ivonne Cosciotti (Pioltello), Laura Tresoldi (Cambiago), Lorenzo Fucci (Liscate), Luca Maggioni (Carugate), Lucia Mantegazza (Gessate), Pamela Tumiati (Masate), Paolo Gobbi (Vignate), Roberta Maietti (Rodano), Roberto Maviglia (Cassano D’Adda), Silvio Lusetti (Pozzuolo Martesana).