MARTESANA TERRITORIO
LE TRIVELLE IN MARTESANA ? UNA STORIA CHE DURA DAGLI ANNI “50

Vi abbiamo parlato ieri (clicca qui) dell’articolo 38 del Decreto Legge sblocca Italia, e del timore che anche in Martesana tornino attive le trivellazioni.

Cerchiamo di capire oggi, qualcosa in più rispetto alla storia che lega il nostro territorio ai giacimenti e agli stoccaggi.

Negli anni ‘50, l’ AGIP provò concretamente a sondare il nostro terreno per capire che tesori potesse offrire, e creò 18 pozzi tra Brugherio, Lambrate e Cernusco, trivellando a profondità di quasi 3mila metri. Tutti pozzi però risultarono sterili.

Negli anni ’80 invece, ci riprovò l’Eni, che in effetti trovò idrocarburi nel campo Malossa, tra Cassano e Treviglio, dove furono effettuate trivellazioni oltre i 6mila metri. Il progetto però non proseguì oltre.

La società Mac Oil, una società con sede legale a Roma, fondata nel 2007 e controllata dall’americana Petrocorp Inc. con esperienze di estrazione di shale gas, dal 2008 porta avanti invece la richiesta di assegnazione del permesso su Melzo, per un nuovo progetto di ricerca di idrocarburi che interessa un’area che comprende ben 37 comuni in 5 diverse province Bergamo, Cremona, Lodi, Monza Brianza e Milano (ve ne avevamo già parlato qui).

Tra le 5, la provincia di Milano è la più interessata con 137,32 chilometri quadrati di territorio e 26 comuni: da Pessano con Bornago a Bussero, da Masate a Gessate, da Cernusco sul Naviglio a Pioltello, da Vignate a Melzo, da Trucazzano a Cassano d’Adda.

Quindi, come evidente, in special modo è interessato il territorio della Martesana.

A giugno 2013 la Mac Oil ha raccolto tutte le autorizzazioni necessarie per procedere alla ricerca di idrocarburi nella zona est di Milano. Come scrissero ad ottobre dell’anno scorso Altreconomia e Pietro Dommarco, esperto del settore: “la minaccia trivellazioni nell’est di Milano si fa sempre più concreta”. Infatti, entro 12 mesi dalle autorizzazioni, la Mac Oil avrebbe dovuto dare inizio alle indagini, ed entro 18 mesi (siamo in cadenza quindi) se necessario, far partire la perforazione, in tempi diversi, di 2 pozzi esplorativi.

Attualmente la ricerca di idrocarburi e lo stoccaggio, sembrano un leitmotiv a livello nazionale.
L’argomento è stato seguito prima dall’ ex Presidente del Consiglio Mario Monti, che face approvare la Strategia Energetica Nazionale (SEN) nel marzo del 2013, poco prima di passare la mano al Governo Letta, e ora proseguito da Matteo Renzi, con il famoso articolo 38 del dl Sblocca Italia vigente dal 13 settembre di quest’anno.

Già la SEN permise di autorizzare molti progetti estrattivi, compreso il Progetto Melzo della Mac Oil Spa, ed ora con lo Sblocca Italia, altrettanti percorsi di ricerca potrebbero essere portati avanti e consentiti con proroghe per diversi anni.

Nel frattempo, la combustione di carboni fossili e la deforestazione, spesso legate a processi di estrazione e stoccaggio, sono stati riconosciuti come le cause che al 95% provocano l’effetto serra, situazione che proprio l’altro giorno l’ IPCC ( il gruppo di esperti sul clima dell’Onu), ha ricordato con toni allarmanti, facendo presente che “le concentrazioni di Gas Serra nell’atmosfera hanno raggiunto i più alti livelli in 800 mila anni”.

GABRIELE ROSSI