AZIENDA OSPEDALIERA MELEGNANO
LE DIPENDENTI AUSILIARIE IN PRESIDIO DOPO IL DRASTICO TAGLIO DELLE ORE E DELLO STIPENDIO

Erano in 70 ieri mattina 14 novembre, i dipendenti ausiliari assunti dalla Markas Service, ad animare il presidio e la protesta davanti al polo ospedaliero di Vizzolo Predabissi, sede amministrativa dell’ Azienda Ospedaliera di Melegnano, nella quale operano i lavoratori.

Un taglio drastico dell’orario di lavoro, un calo netto degli stipendi, poca chiarezza sulle mansioni da svolgere, e lo spettro minaccioso del possibile licenziamento una volta scaduto il contratto d’appalto vinto dalla Markas, il prossimo agosto 2015.

Queste sono le rimostranze principali che il personale ausiliario ha portato sul tavolo della contrattazione sostenuto dal rappresentante sindacale CIGL FILCAMS Francesco Trunfio. “La gara d’appalto vinta dalla Markas, è stata condotta al ribasso -ha spiegato Trunfio- se l’ azienda ospedaliera partiva da una base d’asta già bassa di 3 milioni di euro, l’azienda si è aggiudicata la vittoria con una proposta del 25% più bassa, e ovviamente con questo budget, ha tagliato di netto il monte ore dei lavoratori, in modo non ragionato e inaccettabile“.

Ricordiamo che la Markas Service srl, è l’azienda subentrata alla precedente Co. Lo.Coop., coinvolta nell’indagine sugli appalti truccati che ha portato all’ allontanamento dell’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Paolo Moroni, e di quello amministrativo Patrizia Pedrotti, e all’attuale commissariamento.

UN TAGLIO DI ORE NETTO
Se nel capitolato d’appalto, sono indicate 187.000 ore di servizio totali, ora la Markas ne ha imposte un massimo di 172.000. Chi prima lavorava 35 ore la settimana, ora ne lavora 25, ben dieci ore in meno; chi ne lavorava 32 è passato a 22 “ma l’assurdità inspiegabile -ha continuato Trunfio- è che chi invece ne lavorava 18, ora è passato a 20. Sono davvero decisioni senza una logica“.

Il taglio drastico ha comportato ovviamente una riduzione importante negli stipendi del personale ausiliario, che ora nella migliore delle ipotesi, si ritrova a percepire circa 500 euro al mese, continuando a svolgere le stesse mansioni di prima: “Proprio perché il capitolato non è stato modificato, e le mansioni di competenza sono le stesse, il monte ore non può cambiare” ha spiegato meglio il sindacalista.

POCA CHIAREZZA SULLE MANSIONI DA SVOLGERE
Sulle mansioni svolte però, c’è ancora poca chiarezza. Teoricamente, a dare direttive agli ausiliari su quali debbano essere o meno le loro funzioni all’interno della struttura, dovrebbe essere la ditta che li ha assunti, e quindi la Markas Service,Ma capita di frequente per non dire quasi sempre -continua Trunfio- che le indicazioni sui lavori da svolgere vengono date dai capo reparto o dalle caposala, e quindi può essere che in realtà i lavoratori finiscano col fare cose che non sono previste nel capitolato, per gli stessi soldi e in meno ore“. La richiesta esposta a riguardo, è stata quella di ottenere la visione del mansionario, e del capitolato declinato reparto per reparto.

CALO DRASTICO DELLE RETRIBUZIONI
Come ha spiegato il sindacalista, facendo un calcolo del monte ore per lo stipendio guadagnato, il personale ausiliario viene pagato circa 13 euro l’ora: “Non solo la società si è aggiudicata un appalto al ribasso, ma vi è anche un sotto costo del lavoro rispetto alle tabelle ministeriali” ha proseguito Francesco Trunfio.

La maggior parte degli ausiliari presenti al presidio di Vizzolo, è formata per lo più da donne, e tra queste la maggior parte vive da sola con figli a carico: “La maggior parte di noi vive questa situazione -ha spiegato una dipendente- e 500 euro al mese sono impensabili per mantenere una casa e un figlio. Per questo rivogliamo il monte ore che avevamo prima, o sarà impossibile portare avanti una vita decente e dignitosa“.

LO SPETTRO DELLA FINE DEL CONTRATTO… COSA ACCADRA’ ?
Un altro elemento che spaventa i dipendenti ausiliari, è la scadenza del contratto nell’agosto del 2015. “Negli ultimi mesi si sta diffondendo sempre di più la tendenza negli ospedali, ad assumer personale attraverso le agenzie del lavoro, che raccolgono curriculum e ricercano proposte di lavoro in base alle qualifiche -ha spiegato Trunfio- quindi anche gli ospedali entrano nell’ottica di sostituire gli ausiliari con queste nuove figure più specializzate che sono le OS, operatori sanitari“.

Qui arrivano i problemi. “Alcuni di noi sono già diventati OS, frequentando corsi che arrivano a circa 2000 euro e anche di più -ha spiegato ancora una dipendente- ma molti altri che non possono permettersi questi costi, sono ancora semplici ausiliari. A questo punto se quando finirà il contratto l’azienda vorrà tenere solo gli operatori sanitari, che fine faranno quelli che non si sono potuti permettere il corso, ma che da anni lavorano e hanno maturato esperienza ? Verrano lasciati a casa perché senza un titolo, nonostante debbano continuare a fare il lavoro che hanno sempre fatto ?“.

Anche su questo il sindacato ha chiesto chiarezza all’azienda ospedaliera, la cui direzione nella mattinata di ieri ha ricevuto una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali, promettendo una risposta quanto prima, presumibilmente entro il 5 dicembre, data già fissata per il prossimo sciopero generale.

 

 

Eravamo in 70 .ci ha ricevuto la direzione (il sindacato piu i rappresentanti dei vai presidi ospedalieri)abbiamo esposto i motivi della dimostranza ne hanno preso atto e ci faranno sapere entro il 5/12 prossima giornata di sciopero nazionale