PIOLTELLO – Ex Sisas, Greenpeace lancia l’allarme: “Non si risolve il problema spostando l’inquinamento altrove: vogliamo sapere quanti rifiuti sono stati trasportati e dove”

Mentre Governo e Regione Lombardia cantavano vittoria sulla questione dell’ex Sisas,  qualcuno gli ha rovinato la festa. Qualcuno che, al contrario, non è affatto d’accordo sul fatto che a questa storia sia stata messa la parola “fine”.

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Ieri mattina, lunedì 28 marzo, il commissario all’Ambiente dell’Unione Europea Janez Potocnik ha effettuato un sopralluogo nell’area dell’ex Polo chimico, subito dopo il quale, insieme al ministro Stefania Prestigiacomo, al Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e al Commissario Staordinario Luca Pelaggi hanno incontrato i giornalisti, a cui hanno annunciato la conclusione di tutte le operazioni e la fine dell’emergenza.

Sull’area, infatti, pende una multa di oltre 400 milioni di euro (leggi l’articolo di Fuori dal Comune per saperne di più), il cui pagamento potrà essere evitato solo se la Corte di Giustizia, a fronte del soprallugo di ieri, deciderà che la messa in sicurezza dell’area è stata finalmente effettuata (dal 2004, anno in cui la Corte ha emesso la prima sentenza di condanna).

Ma mentre a Milano si cantava vittoria, sul web ha cominciato a circolare un documento che vede la situazione in un modo totalmente diverso: con il report “Una sporca storia” Greenpeace denuncia infatti la mancanza di trasparenza delle operazioni di bonifica delle 280.000 tonnellate di rifiuti di nerofumo, contaminate da mercurio, idrocarburi policiclici aromatici e ftalati accumulate nel corso di decenni.

Non esistono dati certi sulle quantità di rifiuti pericolosi presenti nelle discariche da bonificare. Anche le destinazioni del resto dei rifiuti, oltre 220.000 tonnellate di nerofumo, rimangono ancora sconosciute – si legge nel documento – Risolvere il problema dello svuotamento di due discariche abusive contenenti rifiuti tossici, semplicemente trasferendo in fretta e segretamente l’inquinamento nel resto d’Italia e all’estero è pura follia. I cittadini europei hanno il diritto di essere informati e tutelati”.

SODDISFAZIONE DALLE ISTITUZIONI. Abbiamo constatato di persona l’avvenuta rimozione di tutti i rifiuti”, ha introdotto Formigoni. “Sono felice che l’area sia stata bonificata – ha aggiunto Potocnik – e spero che tutti i rifiuti raggiungeranno presto i siti definitivi di smaltimento”.

Come spiegato dal Commissario, infatti, alcuni rifiuti sono provvisoriamente stoccati in alcune discariche lombarde. Tali rifiuti si trovano ora in siti autorizzati, in attesa di essere smaltiti, operazione che non dovrebbe richiedere più di un mese.

I DUBBI DI GREENPACE. Durante la conferenza, Federica Ferrario, attivista di Greenpeace che ha seguito in prima persona la stesura del report, è intervenuta per chiedere spiegazioni sui dubbi sollevati dall’associazione.

In particolare – ha spiegato – vorremmo avere spiegazioni in merito alla parte di rifiuti trasportati in Andalusia, in una discarica che non sarebbe dotata di impianti per la messa in sicurezza e il trattamento a cui questi rifiuti dovrebbero essere sottoposti”.

Secondo i dati di Greenpeace, nella discarica in questione sarebbero state trasportate 25mila tonnellate di rifiuti, senza che la discarica sia provvista di impianti adatti per il trattamento, necessario prima che questi vengano smaltiti.

Ferrario ha chiesto come mai nessuno ha provveduto a rispondere alle numerose richieste dell’associazione in merito a questa e altre questioni, inviate da febbraio al Ministero e alla Regione. A tal proposito la Prestigiacomo ha negato che fossero pervenute domande, mentre Pelaggi ha garantito che la situazione è chiara e regolare: “A quanto ci risulta gli impianti ci sono e vi daremo presto tutti i dati. Le operazioni – ha garantito – godevano di tutte le autorizzazioni“.

Non avendo ricevuto risposte e spiegazioni chiare che risolvano i nostri dubbi – ha spiegato la Ferrario – proseguiremo in questa battaglia. Non ci fermeremo fino a quando non avremo le informazioni che abbiamo richiesto“.

Anche i colleghi spagnoli si stanno muovendo su questo fronte: è delle ultime ore un comunicato con cui Greenpeace Spagna chiede l’intervento della Commissione Europea e delle autorità locali andaluse per vederci chiaro.

LA SITUAZIONE LOCALE. Anche il Comune di Pioltello ha salutato con soddisfazione il traguardo, anche se, mettendo momentaneamente da parte la questione rifiuti, restano da definire tre punti fondamentali:

  • a chi spetta effettuare la restante parte della bonifica, dato che, oltre allo smantellamento di tutti gli impianti, va definito chi debba farsi carico della bonifica dei terreni;
  • chi debba diventare proprietario dell’area (in teoria, decaduto l’accordo di programma, l’area tornerebbe infatti di proprietà comunale;
  • quale destinazione urbanistica dare all’area, ma solo una volta bonificata.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto, dall’Amministrazione fanno sapere: “Non ci sara spazio per speculazioni edilizie una volta che la bonifica sarà completata, lo abbiamo detto e ripetuto in ogni occasione: quell’area dovrà tornare industriale perché vogliamo che porti nuovo lavoro per i cittadini di Pioltello”.

Eleonora D’Errico