“Per fare la terra”: il Sindaco di Segrate testimone dell’esperienza al COP26

    La conferenza ha visto la partecipazione di diversi gruppi ambientalisti

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    Un dibattito per affrontare concretamente il dibattito sulla sostenibilità ambientale. Si è tenuto lunedì 14 febbraio a Sesto san Giovanni “Per fare la terra“: un’occasione, per la Città di Segrate, di presentare le proprie politiche green e raccontare l’esperienza della propria partecipazione al COP26. A prendere parte all’incontro anche Daniele Guadagnolo (Change for Planet e Youth4Climate) e Caterina Benvenuto (Legambiente). Il Sindaco Paolo Micheli ci ha raccontato il suo intervento, basato sull’importanza dell’azione politica per la promozione della salvaguardia ambientale.

    Micheli: «La politica deve iniziare a essere meno timida rispetto ai temi legati ai cambiamenti climatici»

    Se fino a pochi anni fa quello dell’ambiente era un discorso limitato a pochi, ben lontano dalla vita quotidiana e dai suoi problemi, oggi rientra tra i più importanti temi di riflessione collettiva. «Si sta iniziando realmente a portare l’attenzione verso i cambiamenti climatici-ha sottolineato infatti Micheli-, perché questi toccano concretamente la vita delle persone, basti pensare al vento eccezionale di qualche settimana fa che ha divelto la scuola materna di San Felice».

    Un tema sensibile per l’attuale amministrazione segratese, che ha avuto l’occasione di presentare i propri progetti alla conferenza ONU “COP26” lo scorso novembre. «La politica deve iniziare a essere meno timida rispetto ai temi legati ai cambiamenti climatici-ha commentato Micheli-; sono temi, questi, che dovrebbero rientrare nei doveri di ogni politico».

    È importante cambiare le abitudini, renderle più ecosostenibili, attraverso una politica decisa e attiva

    Si possono smantellare le ‘vecchie abitudini’, instaurando atteggiamenti più ecosostenibili? Micheli ha spiegato: «Possiamo modificare le abitudini attraverso due politiche differenti: si possono realizzare dei servizi concreti, che spesso sono costosi e richiedono molto tempo per essere portati a termine; si pensi ad esempio alle piste ciclabili. Esistono però anche altre attività, che definirei culturali: sono azioni che permettono di instaurare nuove abitudini rieducando la cittadinanza. Segrate sta facendo molto: il bicibus è un chiaro esempio di queste soluzioni; tramite questo servizio si è riusciti a creare e sviluppare una vera e propria cultura della bicicletta, cui risultati sono evidenti».

    Il Sindaco di Segrate ha poi evidenziato l’importanza che ha l’azione attiva dei cittadini, che seguono le iniziative del Comune e «colgono le buone intenzioni. Per noi questo è molto importante; credo infatti che la partecipazione giovanile sia indispensabile nella coltivazione di una politica attiva che sicuramente è più faticosa da gestire, ma è anche più utile».

    Conferenze come quella appena svoltasi a Sesto sono la prova che un cambiamento è possibile; che la politica se ne occupi direttamente è invece necessario.