Cassano, le celebrazioni per ricordare i 5 martiri

Il sindaco Roberto Maviglia: «E' doveroso essere qui perchè abbiamo il dovere del ricordo»

Luigi Restelli, Luigi Lodola, Giuseppe Fontana, Giuseppe Ruggeri e Giovanni Ballarati. Sono i 5 martiri di Cassano d’Adda, uccisi dai nazisti e dai fascisti alla fine di marzo del 1945, a pochi giorni dalla liberazione,  che il Comune ha voluto ricordare anche quest’anno, nonostante la pandemia.

Il fallito attentato e la rappresaglia

Tra il 28 e il 31 marzo del 1945 Cassano conobbe la ferocia della guerra. Alcuni partigiani della Brigata Garibaldi organizzarono un attentato all’osteria del Furnasen, luogo di ritrovo di soldati tedeschi e della repubblica sociale. L’inceppamento della mitragliatrice, che mandò all’aria i piani, creò una situazione caotica che terminò con la morte di un maresciallo della Whermacht e del partigiano Luigi Restelli di Gorgonzola.

Per la legge della rappresaglia i tedeschi programmarono l’esecuzione di 10 italiani, numero risotto a 4 dopo diverse trattative. I giovani uomini prelevati dal carcere di Monza vennero fucilati davanti alla chiesetta di San Dionigi, insieme al cadavere di Restelli

Il sindaco Maviglia: «Doveroso essere qui»

Presente alle celebrazioni anche il sindaco di Cassano d’Adda Roberto Maviglia, che ha ricordato il sacrificio di chi ha consentito alle generazioni future di vivere in un’Europa di pace. «Nonostante la situazione che stiamo vivendo – ha dichiarato –  da più di un anno è doveroso essere qui perché abbiamo il dovere del ricordo negli anni perché se oggi viviamo in un’Europa che insieme sta vivendo una situazione difficile, insieme sta combattendo, lo dobbiamo la fatto che tanti anni fa qualcuno si schierò dalla parte giusta, sconfisse il fascismo e il nazismo e creò le condizioni perché ci sia oggi questa Europa dei popoli che combatte insieme per vincere questa nuova guerra».