martedì, 15 Giugno 2021

Vaccinazioni antinfluenzali, i pediatri lombardi chiedono chiarimenti a Fontana

a vaccination to a child

Informazioni scarse e poco chiare, mancanza di date e modalità di somministrazione ancora da delineare: è questo il nocciolo della lettera inviata ad Attilio Fontana dai pediatri di famiglia lombardi del SiMPeF (Sindacato medici pediatri di famiglia), avallato anche dal Segretario nazionale, Rinaldo Missaglia, con il quale sperano di ottenere dal Governatore della regione maggiori chiarimenti sulle modalità di vaccinazione dei più piccoli.

Informazioni mancanti

«Gentile Presidente, i pediatri di famiglia lombardi del Sindacato medici pediatri di famiglia (SiMPeF) – ha scritto il gruppo, guidato da Ezio Finazzi – Le esprimono la forte preoccupazione per il concreto rischio che la campagna per la vaccinazione antinfluenzale in età pediatrica non possa garantire questa importante azione di prevenzione, a causa della mancanza di iniziative atte a rispettare le disposizioni delle istituzioni sanitarie nazionali e quelle derivanti dalle acquisizioni scientifiche».

Ciò che lamenta il sindacato è una mancanza, da parte della Regione Lombardia, di informazioni complete e univoche. Tra i punti ancora non chiari, la possibilità di procedere con le vaccinazioni dei neonati sani dai 6 ai 24 mesi, età individuata dai pediatri come «cruciale per l’ottimizzazione dei risultati di una campagna vaccinale». Dubbi anche sulle vaccinazione per i bambini dai 2 ai 6 anni non vaccinati negli anni precedenti: dovranno essere sottoposti a somministrazione in dose unica o con richiamo a distanza di almeno un mese?

Informazioni incomplete che rischiano di minare «un rapporto con le famiglie assistite notoriamente improntato a reciproca fiducia e fondato sulla certezza delle indicazioni sui percorsi di prevenzione da intraprendere» e di produrre «la conseguente perdita di fiducia nel ricorso alle vaccinazioni da parte di genitori così faticosamente conquistati alla causa da parte di noi pediatri di famiglia».

Infine il Sindacato dei pediatri ha puntato il dito anche sulle Istituzioni sanitarie a Roma,  chiedendo alla Lombardia un intervento sul piano nazionale, dal momento che anche a questo livello le disposizioni sui vaccini sono scarse e poco chiare.
SiMPeF in ogni caso, si è detta pronta a collaborare a beneficio di una buona riuscita della campagna di prevenzione e di sensibilizzazione presso le famiglie.

No Banner to display

Anche Brugherio avrà il suo punto di raccolta tamponi

Dalla prossima settimana anche Brugherio avrà il proprio punto di raccolta tamponi. A comunicarlo è il Sindaco Marco Troiano, che, dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, ha finalmente dato l’ufficialità. A partire dal 23 novembre, tutti i lunedì, mercoledì e venerdì – dalle 9 alle 13 – apre un punto di raccolta per tamponi rapidi antigenici, allestito in modalità drive-in presso il Centro Sportivo Cremonesi in via XXV aprile.

Tamponi a prezzo calmierato

Per accedere al nuovo punto tamponi di Brugherio, ha specificato il Sindaco Troiano, «sarà necessaria la prescrizione dei medici di medicina generale o delle pediatre che hanno aderito alla nostra proposta e sarà necessaria la prenotazione».

«Inizieremo a raccogliere le prenotazioni da venerdì 20 novembre – ha aggiunto il primo cittadino –, nelle modalità che sono presentate sul volantino e che troverete sulla pagina speciale che prepareremo sul sito del Comune».

Il servizio, ha spiegato il Sindaco, avrà un costo calmierato di 20€ per tutti i cittadini brugheresi e permetterà di avere l’esito del tampone direttamente sul posto nel giro di 15 minuti circa.

Un secondo punto tamponi

«E non è finita qui – ha aggiunto Troiano –, perchè in realtà lunedì 23 novembre apre anche un secondo punto tamponi a Brugherio». Il secondo servizio sarà curato direttamente dalla Croce Rossa presso la sede di via Oberdan e richiederà la prenotazione. A breve il Comune fornirà ulteriori dettagli.

«I punti tampone – ha spiegato – sono un altro importate tassello delle iniziative e proposte che stiamo mettendo in campo per chiudere al più presto questa fase così complicata per tutti noi».

No Banner to display

Cologno, il centro diagnostico e il punto tamponi sono entrati in funzione

Il nuovo centro diagnostico e il punto di raccolta tamponi di Cologno Monzese sono stati attivati. Dopo una prima fase sperimentale, a partire dalla giornata di ieri – lunedì 16 novembre – i due servizi ospitati presso i locali di via Boccaccio hanno iniziato ad operare a pieno ritmo. Un obiettivo a cui il Comune ha lavorato duramente per settimane e che fornisce ai cittadini di Cologno un nuovo presidio territoriale per il contrasto al Covid.

I nuovi servizi

Le attività del “Day Service Covid” consisteranno in un percorso ambulatoriale, che permetterà ai pazienti sintomatici di effettuare tutti gli esami necessari per una corretta diagnosi, comprese visite specialistiche di pneumologia ed ecografia toracica. Il servizio si articolerà su due livelli: il primo prevede uno screening diagnostico con esami del sangue e tampone naso-faringeo; il secondo, se necessario, l’esecuzione di visite specialistiche. Saranno i medici dell’ambulatorio a valutare la situazione di ciascun paziente e l’eventuale necessità di ricovero o di accesso al pronto soccorso.

L’attività di esecuzione dei tamponi, invece, si svolgerà in un’ala apposita del poliambulatorio e si stima che potrà processare all’incirca 50 tamponi al giorno. Potranno accedere al servizio – disponibile solo su prenotazione – coloro che sono stati segnalati come caso sintomatico o a rischio dal proprio medico di base.

Gallera e Rocchi presenti all’inaugurazione

Fra i primi cittadini ad effettuare il tampone in via Boccaccio c’era anche il Sindaco Angelo Rocchi – recentemente risultato positivo al virus – che ne ha approfittato per verificare l’operatività del centro.

«Ho trovato un’ottima organizzazione, grande professionalità e una gestione ottimale dei percorsi – ha commentato Rocchi -. Nella mattinata anche l’Assessore Regionale Giulio Gallera ha voluto constatare di persona questo nuovo esempio di gestione dei pazienti COVID che è partito proprio dalla nostra Città».

«Ringrazio ASST Nord Milano – ha aggiunto Rocchi – ed in particolare la Direzione Socio Sanitaria per l’apertura di questi servizi a Cologno Monzese che rappresentano un importante obiettivo nella lotta al Covid-19 e nell’assistenza ai nostri cittadini. Centro Diagnostico Territoriale e punto tamponi sono ulteriori tasselli che permetteranno risposte più rapide ed efficaci, ospitarli nella nostra Città è un onore».

Roman Tomat: «Meglio tardi che mai»

La notizia relativa all’attivazione dei servizi del poliambulatorio di via Boccaccio è stata accolta (almeno parzialmente) con favore anche dalle opposizioni, che da diverse settimane insistevano per l’apertura di nuovi presidi territoriali in città. Il consigliere di minoranza Alessandra Roman Tomat ha scritto che l’apporto di questi servizi sarà fondamentale, «perché le patologie cardio-respiratorie richiedono una visita per essere correttamente inquadrate e quindi ben curate. Non si sente il battito di un cuore al telefono e anche il saturimetro non è così semplice da usare e inequivocabile come pensate».

«Quindi questo servizio può fare la differenza fra finire in ospedale e non finirci – ha aggiunto Roman Tomat – e anche fra la vita e la morte, in caso di drammatici e improvvisi aggravamenti. Certo, se adesso ci sono,- a dispetto dei disfattisti di ogni colore, per cui ormai questa nostra era una battaglia persa – potevano, anzi avrebbero dovuto, esserci fin dall’inizio della seconda ondata, proteggendo la salute di molte persone e forse non dico evitando, ma attenuando le esigenze del lockdown».

No Banner to display

L’Ospedale Uboldo di Cernusco torna in trincea: «Abbiamo finito i posti letto»

Fermo immagine del servizio del Tg3

Con la provincia di Milano che si riscopre epicentro della seconda ondata, la situazione in Martesana torna a farsi critica. Lo sanno bene medici e infermieri dell’Ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio, che – proprio come nei mesi di marzo e aprile – è tornato ad essere un punto nevralgico della lotta al Covid. Negli scorsi giorni, le telecamere del Tg3 sono entrate nei reparti di terapia intensiva – ormai saturi – dell’ospedale cernuschese, per raccontare da vicino il duro lavoro del personale sanitario.

«Il 10% dei ricoverati finisce in terapia intensiva»

Rispetto alla prima ondata, questa volta medici e infermieri dell’Ospedale Uboldo si sono fatti trovare pronti. La riorganizzazione delle strutture e l’ampliamento dei posti di terapia intensiva, però, non sono bastati. E così l’impatto della seconda ondata di contagi sta mettendo ancora una volta a dura prova la tenuta dell’Ospedale.

«Abbiamo tutta questa terapia intensiva occupata con sei pazienti e tutta la terapia intensiva cardiologica con altri cinque», ha spiegato alle telecamere del Tg3 Massimo Zambon, direttore del reparto Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Cernusco. «Oramai abbiamo solo pazienti critici con polmonite associata a Covid».

Ogni giorno, hanno raccontato gli infermieri, sono una ventina i pazienti che arrivano al pronto soccorso in attesa di ricovero. Non tutti però possono essere accolti, perchè «di posti letto – ha spiegato un’infermiera –  non ce ne sono più».

«Il 10% dei ricoverati finisce in terapia intensiva – ha aggiunto Zambon -, mentre l’età media dei pazienti varia da un minimo di 39 anni fino a un massimo di 75».

Un punto di riferimento

Già durante la prima ondata, l’Ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio era finito sulla cronaca nazionale in diverse occasioni. Nel mese di marzo le telecamere del Sole24Ore erano entrate nelle terapie intensive dell’ospedale per raccontare da vicino gli enormi sforzi a cui erano chiamati i medici e gli infermieri della struttura.

A qualche settimana di distanza, l’ospedale cernuschese aveva trovato spazio anche fra le pagine del The New York Times, che aveva lodato l’iniziativa di fornire ai pazienti un tablet con cui poter rimanere in contatto con parenti e amici.

No Banner to display

Incontro online sulla pandemia con Vittorio Agnoletto

Vittorio Agnoletto - Senza respiro

Appuntamento online con Vittorio Agnoletto e le ACLI provinciali Milano, Monza e Brianza per la presentazione del libro Senza Respiro, un’inchiesta su quello che è successo in Lombardia durante la prima ondata del Coronavirus. L’incontro si svolgerà sulla pagina Facebook @ACLIprovincialiMilano, Mercoledì 11 novembre alle 18.

Vittorio Agnoletto - Senza respiro

Il libro

Il medico, ricercatore e attivista Vittorio Agnoletto dall’inizio della pandemia in Lombardia ne ha seguito e raccontato ogni sviluppo e attraverso questo libro ne svela tutti i lati più oscuri. La pubblicazione, una vera e propria inchiesta nel mondo della sanità, compie un viaggio nella tragedia che ha colpito la Lombardia, l’Italia e tutta l’Europa. Un libro che non solo individua le cause e i relativi responsabili della situazione drammatica in cui riversa la nostra regione, ma che offre anche spunti di riflessione e proposte concrete per far sì che quello che è successo una volta non ricapiti mai più.

La locandina dell’evento virtuale

No Banner to display

A Cologno nasce il “Day Service Covid”

Un nuovo servizio territoriale per aumentare il numero di tamponi eseguiti e ridurre la pressione dei Pronto Soccorso. A Cologno Monzese nasce il Day Service Covid, un servizio ideato dall’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Nord Milano in collaborazione con medici e pediatri della città.

Un po’ drive-in, un po’ ospedale

Il nuovo servizio, che è stato attivato ieri – lunedì 9 novembre – nei locali di via Boccaccio, «si interpone tra la fase del Drive-in e la fase dell’accesso alla struttura ospedaliera», hanno fatto sapere dal Comune di Cologno. I pazienti sintomatici, fragili o segnalati dal medico curante potranno rivolgersi alla struttura per ricevere assistenza in base alle necessità riscontrate dal personale sanitario. Fra le prestazioni effettuate dal Day Service Covid ci sono l’effettuazione del tampone naso-faringeo, la valutazione dei parametri dei pazienti e la realizzazione di visite specialistiche pneumologiche.

Il Sindaco Angelo Rocchi ha espresso «piena soddisfazione per l’attivazione su Cologno Monzese di un nuovo servizio specialistico e necessario ad affrontare ancora più efficacemente la seconda ondata dell’emergenza sanitaria in corso. Frutto della preziosa e costante collaborazione con ASST Nord Milano, Day Service, già attivo da oggi (9 novembre – ndr) in fase sperimentale, darà risposta ai cittadini di Cologno Monzese e degli altri Comuni dell’ASST».

Le richieste delle opposizioni

Proprio in questi giorni, a Cologno Monzese i gruppi consiliari di opposizione avevano cercato di esortare l’amministrazione comunale a intervenire per incrementare il numero di tamponi eseguiti in città. Con una proposta che verrà discussa durante il prossimo consiglio comunale, le minoranze chiedevano al Sindaco Rocchi di aprire un nuovo punto di raccolta per tamponi – anche in modalità drive-in – a prezzi contenuti. L’attivazione del Day Service Covid, dunque, risponderebbe – per lo meno parzialmente – alle richieste avanzate dai gruppi di opposizione nelle scorse settimane.

No Banner to display

Pioltello, tutto pronto per la campagna di vaccinazioni antinfluenzali

«L’accesso semplice e rapido al vaccino è una priorità, nessuno resterà indietro». È con questa promessa che il Sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti ha dato il via alla campagna per le vaccinazioni antinfluenzali, realizzata insieme ad ATS, Protezione Civile e medici di famiglia. A partire da ieri – lunedì 2 novembre – sono aperte le prenotazioni, mentre il 16 novembre verranno iniettate le prime dosi del vaccino.

Priorità alle categorie a rischio

La prima categoria a essere interessata dall’iniziativa saranno i pioltellesi sopra i 65 anni e i pazienti con patologie croniche. Dopodiché, toccherà agli over 60, in base alla disponibilità di dosi messe a disposizione da Regione Lombardia. Per tutte queste categorie, la vaccinazione sarà completamente gratuita.

«Le vaccinazioni antinfluenzali a Pioltello si faranno con ordine e serenità – ha spiegato il Sindaco Cosciotti -, grazie a un sistema semplice, sicuro e pianificato direttamente dal Comune: nessuno resterà indietro, questo è l’impegno dell’Amministrazione al fianco di cittadini e medici di famiglia in questa difficile emergenza».

«L’accesso sarà semplice e rapido»

Per garantire la somministrazione del vaccino in sicurezza e in tempi rapidi, l’amministrazione comunale ha deciso di mettere a disposizioni i tre centri civici della città: il Centro Civico di Pioltello (Via Leoncavallo), il Centro Civico di Limito (Piazza Don Milani) e il Centro Civico di Seggiano (Piazza Bonardi). All’ingresso di ognuna struttura i cittadini saranno accolti dalla Protezione Civile, che allestirà un “triage” per la misurazione della temperatura e la gestione degli ingressi.

Le prenotazioni e l’erogazione del servizio saranno interamente gestite da un operatore selezionato dal Comune di Pioltello, che si occuperà anche della sanificazione dei locali e della registrazione presso ATS delle vaccinazioni effettuate.

«Abbiamo pianificato presso i centri civici comunali un sistema molto articolato, grazie al quale tutti i pioltellesi delle fasce più fragili potranno ricevere la vaccinazione antinfluenzale in piena sicurezza e in tempi rapidi – ha sottolineato Cosciotti –. La nostra attenzione non si è infatti focalizzata soltanto sulla concessione degli spazi necessari ai medici che ne avessero fatta richiesta, ma anche sulle modalità di accesso alle vaccinazioni, ora più importanti che mai. Per questo abbiamo definito una collaborazione con un partner che ci consente di garantire ai pioltellesi di essere vaccinati e che supporta e semplifica il lavoro dei medici di famiglia nella gestione degli appuntamenti. La nostra priorità – ha concluso – è garantire ai cittadini di Pioltello un accesso semplice e rapido alle vaccinazioni, che potranno effettuarsi vicino a casa in piena sicurezza».

Come prenotare

La campagna di vaccinazione antinfluenzale si rivolge ai cittadini assistiti da medici generici di Pioltello che hanno aderito all’iniziativa del Comune. Per prenotare, è necessario comunicare il nome del proprio medico curante, il nome dell’assistito, la data di nascita e il numero di cellulare seguendo una di queste modalità:

  • Chiamando il numero di telefono 035 0073333 dal lunedì al venerdì (orario 9.00-17.00) e il sabato (orario 8.00-14.00).
  • Con un messaggio su WhatsApp al numero 378 3020433.
  • Scrivendo una mail all’indirizzo: prenotazione.vaccini@iml.lombardia.it (sarete ricontattati).
  • Direttamente online sul portale www.davincisalute.com/vaccini, disponibile nelle fasce orarie e nei giorni in cui non è attivo il servizio telefonico.

I pazienti dei medici che non hanno aderito alla campagna vaccinale possono rivolgersi direttamente agli ambulatori del proprio medico per verificare le modalità di somministrazione del vaccino.

No Banner to display

La Croce Verde di Pioltello festeggia 46 anni al servizio della comunità

Sono 46 anni di attività al servizio della comunità per la Croce Verde di Piotello che, nata l’1 novembre del 1974, ieri ha festeggiato un anniversario diverso dal solito: un po’ in sordina, in modo necessariamente diverso dagli altri anni e senza la partecipazione fisica dei tanti volontari e sostenitori dell’associazione territoriale.

Gli auguri della Presidente

«Ci sarebbe piaciuto farlo (festeggiare n.d.r.) come di consueto, sfilando per le vie del territorio, accompagnati dall’amministrazione comunale, dalle autorità locali e dalle associazioni del territorio, con le nostre consorelle e alla presenza del nostro presidente regionale e nazionale di ANPAS e invece questo non può accadere e il motivo lo conoscete tutti – ha spiegato Adalgisa Carminati, Presidente di Croce Verde Pioltello, in un video girato per l’occasione – Se oggi sentirete passare le ambulanze in sirena per il nostro territorio, sappiate che non è per festeggiare la nostra associazione, ma perché siamo al servizio di chi ha veramente bisogno».

La presidente ha poi voluto ricordare il grande impegno dei volontari, alcuni dei quali avrebbero festeggiato dai 5 ai 45 anni di servizio: «Ci sarebbe piaciuto anche festeggiare i nostri volontari, che per ogni lustro di attività, meritano il giusto riconoscimento. Dobbiamo anche ringraziare tutti gli altri nostri 130 volontari e i nostri dipendenti e gli oltre 100 mila volontari di ANPAS, che sul territorio nazionale assicurano una rete di pronto intervento in favore di tutti». Infine la Presidente non si è potuta trattenere dal ribadire un gesto che in questi mesi è di fondamentale importanza: «Io intanto riprendo a indossare la mascherina, perché per me e per gli altri, ho deciso di non indossare un respiratore».

No Banner to display

«La salute non è una merce»: Cernusco in Comune si unisce alla protesta contro la Regione

Un “cordone sanitario” che si snoderà attorno al palazzo di Regione Lombardia in segno di protesta contro la gestione della pandemia da Covid-19. È prevista per sabato 7 novembre la manifestazione organizzata dalle associazioni lombarde che hanno dato vita al Coordinamento Nazionale per il diritto alla Salute-Dico 32. Fra queste ci sarà anche Cernusco In Comune, l’associazione della Martesana nata nel 2018 dalle liste La Città in Comune e Sinistra per Cernusco.

«Abroghiamo la Riforma Maroni»

Obiettivi della manifestazione sono il commissariamento della sanità lombarda e l’abrogazione della Riforma Maroni, che, secondo Cernusco in Comune, «ha prodotto un modello sanitario ospedalicentrico e accelerato la privatizzazione, con conseguenze disastrose».

La Riforma dell’ex Governatore Roberto Maroni, entrata in vigore nel 2015, ha stravolto il funzionamento della sanità lombarda. Una della novità principali introdotte dalla legge regionale è stata la trasformazione di tutti gli ospedali lombardi in Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), che dividono la propria attività in due macro aree: i ricoveri ospedalieri e le cure territoriali. L’altra grande novità introdotta dalla riforma riguarda le Asl. Dal 2015, infatti, il loro numero si è ridotto da 16 a 8 e il loro nome è diventato “Agenzie di Tutela della Salute“. Il cambiamento, però, va ben oltre queste semplici modifiche. Ad essere stravolte sono state soprattutto le funzioni delle Ats, che hanno perso i propri servizi territoriali e si sono trasformate in meri organi di gestione, controllo e programmazione, diventando a tutti gli effetti delle agenzie, mentre il compito di erogare le cure è passato interamente nelle mani delle Asst.

«In Lombardia la sanità pubblica ha fallito»

Fra le questioni più contestate da Cernusco in Comune e dalle altre associazioni che prenderanno parte alla protesta c’è senz’altro la privatizzazione della sanità.

«In Lombardia – spiega l’associazione cernuschese – una delle regioni più ricche d’Italia, la sanità pubblica, che è stata smantellata negli ultimi decenni tra tagli, privatizzazioni, a favore di un modello aziendalistico e centrato sugli ospedali, ha fallito totalmente nella gestione dell’emergenza Covid, causando nella prima fase dell’epidemia tante sofferenze e tante vittime».

«In tutti questi mesi – prosegue la nota di Cernusco in Comune -, è stato fatto poco o niente per affrontare una seconda ondata prevedibile. I contagi sono in costante aumento, la medicina territoriale è abbandonata, i medici di medicina generale, mandati in “prima linea”, senza protezioni ne strumenti, nella prima ondata dell’epidemia, si trovano da soli a dovere affrontare la seconda ondata».

«Ci vuole una nuova riforma della sanità – sostengono le Associazioni promotrici – fondata sull’affermazione della salute, dell’ambiente salubre e sulla riduzione delle diseguaglianze, quali diritti costituzionali, che solo le istituzioni pubbliche possono garantire».

No Banner to display

Festeggiamenti modesti ma sentiti per i 65 anni di Avis Cernusco

Ph: Avis Cernusco

Festeggiamenti sobri e nel rispetto delle norme anti-covid, quelli che si sono svolti a Cernusco per il 65° anniversario di Avis, che lo scorso 24 ottobre ha commemorato la ricorrenza con l’inaugurazione di una targa marmorea che, come ha spiegato il presidente Carlo Assi, è stata dedicata «alle generosità dei sottoscrittori di marzo e aprile 2020 le cui donazioni hanno dotato l’ospedale di Cernusco di due postazioni di terapia intensiva, e all’esempio dei padri fondatori: Vittorio Formentano, Pio Mariani, Pietro Varasi».

Viste le regole stringenti, quest’anno alle centinai di sostenitori solitamente presenti si sono sostituite le rappresentanze dei giovani dell’associazione e le delegazioni di Avis da  Carugate, Pioltello, Gorgonzola, Inzago. Presenti anche istituzioni e autorità: gli ex sindaci Eugenio Comincini e Daniele Cassamagnaghi, l’attuale sindaco Ermanno Zacchetti e i consiglieri, il Maresciallo dei Carabinieri Palmeri e il comandate della polizia locale Paris. Saluti e auguri a distanza anche da parte del presidente regionale Oscar Bianchi e del direttore generale della ASST Melegnano e Martesana Angelo Cordone.

Il presidente nazionale «Cernusco esempio di sacrificio e forza di volontà»

Seppur morigerati, durante i festeggiamenti non sono mancati i momenti toccanti, come la lettura da parte di Carlo Assi della lettera inviata per l’occasione dal presidente nazionale Giampietro Briola «Con sacrificio e forza di volontà, l’aver continuato a donare sangue e plasma ha permesso al nostro sistema trasfusionale di contenere l’impatto della pandemia. Cernusco è stato l’esempio tangibile di tutto questo. Qui da anni decine di volontari lavorano per far sì che il tema della donazione non rappresenti solo un gesto fine a se stesso, ma la parte fondante di un progetto formativo come il “Percorso Varasi».

La celebrazione si è conclusa con l’applauso che il presidente di Avis Cernusco ha voluto dedicare ai nuovi giovani entrati a far parte delle file di volontari Avis, accompagnato all’augurio, pieno di speranza, “Benvenuto futuro!”

No Banner to display

No Banner to display