Fontana risponde all’appello dei Sindaci: «sui tamponi speculazioni vergognose»

Al momento in Lombardia i tamponi continueranno a essere riservati soltanto a coloro che presentano i sintomi del virus

Si alza la tensione tra il Presidente della regione Attilio Fontana e alcuni Sindaci lombardi. Negli scorsi giorni, 81 primi cittadini – compresi molti della Martesana – avevano lanciato un appello a Regione Lombardia (ne abbiamo parlato qui) per chiedere l’istituzione della “sorveglianza attiva“, che prevede tamponi a tappeto su tutte le persone che presentano sintomi, ma anche sui loro familiari e sulle persone con cui sono state a più stretto contatto.

«Abbiamo seguito rigorosamente tutti i protocolli»

La risposta di Attilio Fontana non si è fatta attendere. Nella conferenza stampa di oggi, Giovedì 26 marzo, il Presidente della Regione ha voluto fare chiarezza sulla questione dei tamponi, in seguito a quelle che ha definito «polemiche assolutamente infondate, che contribuiscono ad alimentare insicurezza, preoccupazione e angoscia nei cittadini».

«Intendo fare riferimento ancora una volta alla questione dei tamponi – ha dichiarato Fontana – sui quali si stanno facendo speculazioni vergognose. La regione Lombardia – e oggi il ministro Speranza l’ha ribadito – ha rigorosamente seguito i protocolli che sono stati dettati dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’organismo scientifico che collabora con il Ministero».

Fontana ha spiegato che Regione Lombardia ha seguito le linee guida del comitato tecnico, che il 27 febbraio ha inoltrato alla regione una nota con tutte le linee guida riguardanti i tamponi. Riportando il testo del documento in questione, Fontana ha affermato che «in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un razionale scientifico, in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante».

Al momento, dunque, in Lombardia i tamponi continueranno a essere riservati soltanto a coloro che presentano i sintomi del coronavirus. In caso l’Istituto Superiore della Sanità dovesse dare nuove indicazioni, Fontana ha assicurato di essere pronto a cambiare strategia «purché mi venga fornito tutto il necessario per svolgere le tamponature».

«Lunedì – ha aggiunto il Presidente – abbiamo chiesto all’organismo tecnico se le linee guida mandate a febbraio debbano ritenersi confermate o superate. Ad oggi, però, non abbiamo avuto risposta».