#IOSONOCAREGIVER, la campagna per aiutare chi aiuta

Partita la campagna per una legge Regionale di iniziativa popolare. L'obiettivo è raccogliere 5000 firme in tutta la Lombardia entro il 31 marzo

“Familiare che si prende cura di un congiunto che necessità di aiuto”. Questa è la definizione di Caregiver, figura quanto mai necessaria per persone con disabilità e anziani fragili. Solo in Lombardia i Careviger sono circa 450.000, e si trovano senza una rete integrata e politiche di supporto.

Proprio da questa lettura è nata #iosononocaregiver, una proposta di Legge Regionale di iniziativa popolare promossa da Acli, Arci, Ancescao, Spi Cgil, Auser, Fnp Cisl, Anteas, Uilp, Ada, Uneba. L’obiettivo è quello si raccogliere 5000 firme di cittadini residenti in Lombardia entro il 31 marzo 2020.

«Il caregiver familiare è la persona che volontariamente, in modo non retribuito e responsabile, si prende cura di un familiare in condizioni di disabilità o non autosufficienza o comunque di necessità di ausilio di lunga durata – si legge nella proposta di legge regionale – Il caregiver familiare assiste e cura la persona assistita ed il suo ambiente domestico, la supporta nella vita di relazione, concorre al benessere psico-fisico, aiuta nella mobilità e nel disbrigo delle pratiche amministrative. Il caregiver familiare si relaziona con gli operatori pubblici e del privato sociale che forniscono attività di assistenza e cura».

#IOSONOCAREGIVER 

«La presente proposta di legge regionale – si legge sul sito di promozione della campagna -ha l’obiettivo di promuovere sensibilizzazione e consapevolezza diffuse sul tema della cura familiare e chiamare i principali attori pubblici e del privato sociale all’ulteriore sviluppo e attuazione di una rete integrata di politiche, servizi e prestazioni che affianchi e sostenga i caregiver contrastando efficacemente i rischi di fragilità e solitudine nelle famiglie lombarde».

In sintesi la proposta di Legge Regionale (qui il testo completo) si muove su tre direttrici. Far si che le famiglie con necessità siano accompagnate in percorsi di cura, rendere maggiormente accessibili i servizi, le prestazioni  e gli aiuti che già ci sono e, nella consapevolezza che i bisogni di cura in Lombardia cresceranno, fornire maggiore formazione e informazione a riguardo.