MARTESANA RICHIEDENTI ASILO
IL NO DECISO DI CINQUE COMUNI DELL’ HINTERLAND ALL’ACCOGLIENZA

Dopo essere stato a Milano in visita, Papa Francesco dal balcone di Piazza San Pietro ha spiegato di aver capito davvero perché a Milano si accoglie, si riceve, con il cuore in mano, “col cor in man“. Il Patto per i Cittadini firmato da 5 sindaci dell’hinterland milanese, aggiunge un bel “però” al famoso detto tradizionale meneghino, un’opposizione che mette l’accento sui cittadini italianiche purtroppo oggi sembrano passati in secondo piano“, scrivono i primi cittadini di Cologno Monzese, Cambiago, Inzago, Opera, Trezzo sull’Adda.

Angelo Rocchi ha ospitato nelle sale di Villa Casati, i colleghi Laura Tresoldi, Andrea Fumagalli, Ettore Fusco e Danilo Villa, e con loro ha ribadito la volontà di confermare il no all’accoglienza di richiedenti asilo sul territorio. Una cortina che respinge le prescrizioni del neo Prefetto Lamorgese, e lo fa forte di un mandato ricevuto dai propri cittadini, che nel programma politico dei candidati aveva trovato risposte al proprio sentire, e in base a quelle li ha scelti e voluti a capo della propria città. Nel programma di tutti e cinque i sindaci del resto, la posizione sull’accoglienza è sempre stata chiara, e per tanto non deve sorprendere il proseguire in coerenza di una precisa visione politica, che tiene fede alle promesse fatte all’elettorato del resto.

Ma oltre a questo, ci sono motivazioni contingenti che hanno spinto i sindaci a firmare il Patto: “Quotidianamente affrontiamo problematiche abitative e occupazionali che si attestano ancora su di un livello critico nonostante le risorse e le iniziative messe in campo. Il bisogno di alloggi è di gran lunga superiore alla capacità di offerta pubblica, dobbiamo far fronte al problema degli sfratti che rappresentano una criticità di difficile gestione e che insieme al problema delle occupazioni abusive, generano notevoli problematiche sociali  -hanno spiegato i primi cittadini durante la conferenza stampa di lunedì 27 marzo-  Sempre minori risorse, e sempre maggiori tagli dei trasferimenti statali, nonché la crescente richiesta di sostegno, visto anche il perdurare di un periodo di crisi economica e occupazionale mai visto prima, mettono in seria difficoltà l’azione amministrativa e quindi la capacità di rispondere ai bisogni primari dei cittadini residenti che siamo chiamati a tutelare”.

Prima i residenti, prima le esigenze della città che si governa, “l’accoglienza di  cittadini extracomunitari è valutata con una priorità inferiore” dicono senza mezzi termini, e questo resta il sunto dell’incontro. Ma i sindaci chiedono anche che sulle problematiche evidenziate, sull’emergenza alloggi, sulle tensioni sociali, sul problema sicurezza, sulla mancanza di risorse, il Prefetto Lamorgese ragioni e dia risposte prima ancora di chiedere l’adesione al protocollo sull’accoglienza sostenibile dei richiedenti protezione internazionale. “Nei nostri Comuni, esposti alle specificità che abbiamo avuto modo di premettere -chiudono i sindaci- un’ipotesi di adesione al protocollo non potrà che acuire il rischio di tensioni sociali che non è da escludere si possano trasformare in conseguenze difficilmente contenibili nel momento in cui a prevalere sarà un sentimento di prevaricazione e disparità di trattamento”.

Qualcuno (tantissimi sui social) sperava che la presenza di alcuni di questi sindaci alla Messa (evento) di Papa Francesco a Monza, avesse potuto cambiare le carte in tavola rispetto alle idee sull’accoglienza, ma, come moltissimi da sempre giustamente auspicano, stavolta la religione è rimasta fuori dalla politica, che è andata avanti per la sua strada su precise convinzioni sostenute anche dai cittadini che le hanno votate. L’augurio è che la religione non diventi poi utile appiglio in altri contesti.