SEGRATE
NIENTE SOLDI PER IL COMITATO VITA INDIPENDENTE. DOPO LA POLEMICA, SI INTRAVEDE UN PERCORSO COMUNE

Risale alla scorsa settimana, precisamente a mercoledì 21 ottobre, l’incontro avvenuto tra il Sindaco Paolo Micheli, l’Assessore ai Servizi alla Persona Santina Bosco e i membri del Comitato Segratese per la Vita Indipendente, Leonardo Tencati, Francesca Maiorano e Nicola Casini, che da anni portano avanti la loro battaglia per far sì che i disabili della città abbiano una vita basata su liberà e uguaglianza di diritti, per una vita il più “normale” possibile.

Tutti i tentativi di dialogo che si era cercato di instaurare con le amministrazioni precedenti erano naufragati in un nulla di fatto, e ora, il Comitato spera che il cambio al vertice comporti anche un cambio di rotta. L’attuale amministrazione però eredita il bilancio scritto dalla precedente del Sindaco Alessandrini, e ha dovuto riconoscere davanti membri del Comitato per la Vita Indipendente, che per ora i soldi per venire incontro alle loro difficoltà non ci sono. Il Comune infatti non ha mai aderito al Piano di Zona, che serve al governo delle politiche sociali del territorio, e quindi non ha mai lavorato su questo aspetto.

L’Amministrazione Micheli ha quindi spesso l’ intenzione di muoversi in questa direzione, aderendo al Piano di Zona e soprattutto rivolgendo attenzione e risorse al tema delle diverse abilità, questo però a partire dal prossimo anno quando gli sarà consentito agire in tutte le sue facoltà.

LA POLEMICA
L’incontro ha dato vita ad un’accesa polemica, che ha visto Leonardo Tencati scrivere un articolo di fuoco, poichè contrariato dalle parole dell’Assessore Bosco sulla responsabilità che le famiglie con un parente disabile, devono assumersi nell’assisterlo giorno per giorno. Un’opinione quella dell’Assessore, che conosce personalmente il tema disabili, che non ha trovato in accordo il membro del Comitato. “La nuova amministrazione di sinistra ci ha detto, oltre che non ci sono i soldi, cosa detta anche dall’amministrazione di destra, che devono essere i fratelli e le sorelle delle persone con disabilità a farsi carico di noi e delle nostre necessità con tutte le spese annesse e connesse che ne derivano! Quindi, cari fratelli e sorelle, preparatevi a tirarvi il collo, la cinghia o quello che preferite ma aprite il portafogli. Sappiate che una badante costa minimo 20mila euro l’anno! Contenti!? Contente le vostre mogli e i vostri figli che sottrarrete 20mila euro l’anno alla vostra famiglia!?” ha scritto Tencati.

La polemica si è placata in poco tempo grazie ad una mediazione tra le due parti, e Tencati ha scritto infine sui social: “Per quel che riguarda invece il pensiero espresso dal nuovo assessore ai servizi sociali ci auguriamo con tutto il cuore che si sia trattato di un fraintendimento o di una innocua gaffe che non si ripercuoterà sulle nuove politiche della nuova amministrazione di sinistra!”.

Si è così subito giunti ad un nuovo accordo: un altro incontro a breve per parlare di progetti e iniziative, magari finanziabili attraverso bandi europei, in modo da dare continuità ad un dialogo che, anche se ancora giovane, potrà dare i suoi frutti in futuro per una collaborazione tra cittadini disabili e amministrazione.