MARTESANA AMBIENTE
DECRETO SBLOCCA ITALIA: FRIZIONE TRA M5STELLE SEGRATE E IL CONSIGLIERE MICHELI

Il sottosuolo della Martesana è stato già per diverse volte, un luogo di ricerca di giacimenti di gas metano.
La zona est di Milano, già densamente abitata e già altamente piena di infrastrutture come TEEM e Bre.Be.Mi, probabilmente potrebbe tornare ad accogliere le trivelle.

Questa ipotesi pare plausibile se si legge l’articolo 38 del Decreto Legge Sblocca Italia varato dal Governo Renzi ed entrato in vigore in queste settimane. Un decreto che in sostanza darà impulso alle attività di ricerca estrattiva, e di stoccaggio di gas naturale.

Dal sito della Gazzetta Ufficiale: articolo 38 “Misure per la valorizzazione delle risorse energetiche nazionali”:
“L’obiettivo è di  valorizzare  le  risorse  energetiche  nazionali  e garantire  la  sicurezza  degli  approvvigionamenti  del  Paese, con le attività di prospezione, ricerca e  coltivazione  di  idrocarburi  e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale. Per il governo nazionale, i combustibili fossili, rivestono ancora un carattere di interesse strategico e  sono di  pubblica utilità, urgenti e indifferibili. Il titolo concessorio unico passa al Ministero dello sviluppo economico, quindi la Regione non ha più nessuna voce in merito. Il Ministero contatterà la Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie e  le  Sezioni territoriali dell’Ufficio nazionale minerario idrocarburi e georisorse d’intesa, per le attivita’ da svolgere in terraferma”.

Su questa questione si è fortemente battuto il Movimento 5 Stelle, che a livello regionale ha proposto una mozione chiedendo alla Giunta Regionale di mettere in campo azioni per fermare l’articolo 38 del decreto legge del Governo Renzi.
A livello locale, il Movimento 5 stelle di Segrate ha duramente sostenuto questa mozione, ed è rimasto particolarmente contrariato dalla bocciatura che la mozione ha ricevuto in consiglio da parte del centrosinistra regionale (PD e Patto Civico).

Tra i Consiglieri contrari, anche Paolo Micheli Consigliere Regionale lombardo di Patto Civico, e anche Consigliere Comunale di Segrate, con il quale il M5S locale ha avuto un fitto scambio di vedute.

“Troviamo scandaloso il voto contrario a questa mozione del PD che si conferma compattamente complice di Renzi nello scempio di questo Paese, ma siamo ancora più stupiti del voto contrario alla nostra mozione del nostro concittadino Paolo Micheli -ha scritto il Movimento Segratese- Fino a poco tempo fa la sua posizione sembrava essere contro le trivellazioni”.

A far pensare questo è stato proprio Micheli stesso, che scriveva sul suo blog, in chiusura ad un post in merito : “Voglio dire però che con la Martesana già martoriata dai lavori della Brebremi e della Tem, almeno le trivellazioni del metano ce le potevano risparmiare”.

Come giustifica ai cittadini di Segrate e della Lombardia, questa votazione? -Chiedono infine i 5Stelle al Consigliere- Non era lui il cavaliere puro destinato a preservare l’ambiente della Lombardia e in special modo di Segrate?

Michele da parte sua ha dato subito risposta in merito: 
Non ci è stato chiesto di esprimerci “pro o contro” le trivellazioni. […] I motivi per cui il centrosinistra (PD e Patto Civico) ha votato contro la mozione sono questi e altri: in generale una posizione a sostegno di quel che sta facendo il governo per portare il Paese fuori dalla crisi e in particolare l’opinione che sul tema così strategico delle risorse energetiche, le competenze possono e forse devono essere statali“.

Nella mozione presentata dal Movimento infatti, si esprimevano dubbi sul pericolo rischi terremoti collegati allo stoccaggio di gas, e si chiedeva in modo chiaro, che le competenze in merito alle indagini sull’impatto ambientale di alcune operazioni, fossero valutate e seguite a livello regionale, cosa che Micheli, come detto, contesta, esprimendo anche un dubbio sulla “sensibilità ambientale” dimostrata dalla Giunta regionale attuale

La maggioranza qui in Regione non mi sembra proprio che brilli per sensibilità ambientale. Se invece pensiamo ai contenuti tecnici delle VIA che sono ovviamente prevalenti, non mi sembra sbagliato che siano valutati a livello centrale con criteri coerenti su tutto il territorio nazionale.

Dunque il decreto che sta facendo discutere enormemente tutta Italia, sembra toccare da vicino il nostro territorio.
Per ora i toni della polemica sono comunque pacati, ma cosa accadrà tra le forze politiche e tra i movimenti ambientalisti, se davvero inizieranno le trivellazioni ?

GABRIELE ROSSI