APPROFONDIMENTO LAGHETTO INCREA
INTERVISTA AI PESCATORI: C’E’ TOTALE INCURIA. AMBIENTE E PESCI A RISCHIO

Come vi avevamo raccontato in precedenza,
la questione Increa e il problema grigliate pare essersi assopito. Ma sotto brucia vivo un altro argomento: Il laghetto del parco e la situazione delicata in cui versa, per lo meno secondo quanto raccontatoci dal gruppo di pescatori brugheresi che quasi giornalmente lo frequenta, pur senza poter praticare l’attività.

Lo Spinning Brugherio si sta muovendo su due fronti dai tempi non sospetti della campagna elettorale, conclusa con la vittoria dell’attuale Sindaco Troiano. La riapertura della pesca col sistema no kill per non ferire i pesci e poi rilasciarli, e la salvaguardia dell’ecosistema della cava, sono state le due strade sulle quali si sono mossi gli appassionati fishermen che ad oggi sono circa 15.

LA SALVAGUARDIA DELLE ACQUE E IL PERICOLO AMBIENTALE DI TARTARUGHE E NUTRIE
Rispetto alla tutela e alla salvaguardia dell’ecosistema del laghetto, i pescatori brugheresi si sono contraddistinti per una competenza importante in termini di conoscenze ambientali, ittiche, idriche e naturali.
Ci sono almeno quattro problemi che rischiano di mettere a repentaglio la vita dei pesci e del delicato ecosistema presente nella cava -ha sottolineato Manolo Sala dello Spinning Tartarughe, soprattutto quelle testa rossa, nutrie e anatre, hanno ognuna un ruolo deleterio sulla sopravvivenza della fauna e della flora ittica di Increa. E poi c’è la gente, con una buon dose di inciviltà“.

Tartarughe
Studi e documenti presentati dallo Spinning, hanno rivelato come le tartarughe, abbandonate sempre più di frequente dai cittadini, convinti di lasciarle in un posto adatto, in realtà entrano in forte competizione con le specie di pesci e con la vegetazione che sorge nell’acqua.
Nel tentativo di adattarsi ad un ambiente che non è il loro, lo modificano creando danni ambientali notevoli, e conseguenze economiche importanti: “Creano un danno economico perché, essendo dannose e letali per l’equilibrio dell’ecosistema –ha spiegato  Lino sala, altra voce del gruppo– alla fine vanno rimosse, come è già successo in più di un paese, e rimuoverle costa parecchio“.
La soluzione è stata presentata dai pescatori in mano all’assessore all’ambiente Marco Magni: “Oltre ad aver scoperto che altri comuni hanno acquistato delle particolari trappole che le catturano senza minimamente ferirle -hanno raccontato dallo Spinningci siamo interessati presso l’ ASL, per farle analizzare e poi consegnarle ad associazioni che si occupano esattamente di questo problema“.
Su questo punto la voce dello Spinning si trova distante da quella di alcuni consiglieri, come ad esempio il Consigliere Panza: “Ad aprile di quest’anno Panza ha addirittura lanciato l’idea di creare un osservatorio per l’osservazione delle tartarughe-hanno raccontato i pescatori- Non sappiamo veramente di cosa stiamo parlando“.

Anatre:
Le anatre non sono ormai più di passaggio e migratorie, ma si sono stabilizzate lungo le sponde. In questo i pescatori ci vedono un allarme, perché i loro scarichi si depositano sui fondali del laghetto creando inquinamento, inquinamento che va ad unirsi a quello prodotto dalle tartarughe.

Nutrie:
Il grosso problema ora, è l’arrivo delle nutrie, che paiono essersi attestate intorno al piccolo laghetto, con conseguenze davvero serie: “Con ogni probabilità sono giunte dal Naviglio -spiegano i pescatori- e i legni marci che si trovano sul fondale del laghetto le hanno sicuramente attratte. Sono pericolose perché si insediano nel sottosponda del bacino, e scavano lunghi buchi e tunnel che diventano pericolosissimi nel caso si innalzasse il livello dell’acqua come accade ora. Inutile dire che se questi cunicoli scavati si riempissero di acqua, le sponde potrebbero franare… e non aggiungiamo altro”.
Ma le nutrie portano con sé anche diverse malattie, come la leptospirosi, che potrebbe diventare pericolosa per chiunque bazzichi intorno alla cava, soprattutto i bambini, magari più esposti a malattie.

La gente:
Questo è un punto chiave per i pescatori. “Molti animalisti ci accusano di praticare uno sport che uccide o ferisce i pesci -hanno spiegato- ma non conoscono la tecnica che usiamo, e che non crea danno a l’animale, che viene poi rilasciato. Nel contempo vediamo in continuazione persone che cospargono i loro cani di sapone e polverine e poi si mettono a lavarli nel laghetto, per amore della loro “bestiola” e totale incuranza e rispetto sia per i pesci che per l’ambiente“.
Il gruppo ha spesso immortalato la scena appena descritta (vedi foto copertina) che rientra in una delle molte situazioni di inciviltà registrate all’interno del parco (leggi qui qui): “Per i pescatori ci sono controlli a tappeto, e agenti pronti a multare sebbene il regolamento dia più ragione a noi che alla Municipale -hanno concluso- ma poi si lascia che ci siano recinzioni del parco divelte, che consentono l’ingresso notturno a vandali; si lascia abbandonato a se stesso il laghetto, senza provvedimenti contro i pericoli che abbiamo citato e senza che vengano prese misure contro i cittadini che usano le acque come fossero vasche da bagno o lavandini per lavare i panni e i cani. E’ assurdo

LA RIAPERTURA DELLA PESCA, SOLO “NO KILL” CON IL MINIMO DEI DANNI AI PESCI
Quando ancora la città era commissariata -ha raccontato Lino Sala– avevamo raccolto ben 300 firme a favore della riapertura della pesca. Queste firme sono state portate in comune ma che fine abbiano fatto resta ancora un mistero. Peccato perché quella è l’espressione della volontà delle gente, democraticamente raccolta“.

La raccolta fu l’inizio della lunga battaglia che ancora oggi non vede la luce. “Durante la campagna elettorale -continua Sala- abbiamo parlato con gli esponenti di tutti gli schieramenti ad eccezione dell’allora AN e di SEL, e tutti, ci avevano confermato la loro volontà di riaprire la pesca una volta eletti. Con la vittoria di Marco Toriano, inizialmente qualcosa si era mosso, ma poi...”

In effetti, la giunta Troiano, nella persona dell’ Assessore all’ambiente Marco Magni, aveva mosso importanti passi verso il gruppo, chiedendo che fossero gli stessi pescatori a stendere un regolamento accurato che consentisse un tipo di pesca non aggressiva e una tutela delle acque e del bacino idrico.

E così fu. Lo Spinning nel febbraio di quest’anno ha presentato una documentazione dettagliatissima e tecnica, che proponeva un regolamento per disciplinare la pesca ad Increa e consentire solo quella No Kill, che contempla il rilascio del pesce, e soprattutto l’utilizzo del monogamo, senza ardiglione o con l’ardiglione schiacciato, un tipo di pesca che nel 1994 anche Legamabiente Umbria ha consentito e regolamentato proprio per il bassissimo impatto sui pesci.

Abbiamo presentato questo regolamento altamente dettagliato e fitto di documenti a sostegno delle nostre analisi -ha raccontato Manolo Sala– Ancora oggi ci viene detto che la pesca riaprirà, ma in realtà niente si muove, e addirittura l’Assessore Magni ci ha detto di aver inoltrato la domanda di riapertura alla Provincia di Monza per poter riaprire l’attività, e invece abbiamo poi scoperto che in Provincia non è arrivato mai nulla.”

Attualmente il Comune di Brugherio ha un regolamento che non chiarisce nulla in termini di divieto alla pesca: “L’attività di Pesca è consentita solo alle persone autorizzate” recita il documento ufficiale del comune, ma né la Polizia, né le autorità pare siano stati in grado di risalire a quali possano essere le autorizzazioni citate nel testo.
Ci siamo rivolti agli avvocati -ha spiegato Piergiulio Magni, altro membro dello Spinning– e la loro risposta è stata chiara: con questo tipo di regolamento comunale e con la licenza in regolasi può pescare. In realtà a noi è stato posto il divieto nonostante nessuno abbia chiaro che autorizzazioni vadano rilasciate“.

Anche Italpesca si è mossa a favore dei pescatori brugheresi, e nel caso venisse riaperta la pesca, per il comune non ci sarebbero costi da affrontare per la tutela delle acque, perché la stessa Italpesca metterebbe a disposizione delle guardie pagate con le quote associative dei pescatori.

Il vero motivo per cui nulla succede -ha concluso Lino Sala– è perché l’amministrazione non ha il coraggio di prendere una decisione che potrebbe vedere l’opporsi di parte della stessa maggioranza. Dunque che smettano di farci fare mille analisi e approfondimenti come se a loro davvero interessasse. Che ci dicano subito di NO, e che ci diano una motivazione concreta, ma che la smettano di prenderci in giro continuando a spostare nel tempo qualsiasi decisione, mentre noi continuiamo a fornire documenti e regolamenti e impegno”.

In realtà, è notizia recente quella data dall’ Assessore Marco Magni, che ha annunciato in temi brevissimi un consiglio comunale aperto alla cittadinanza proprio sul fronte Parco Increa, e laghetto.

IN CONCLUSIONE
Pronti a cambiare destinazione per le loro attività di pesca, gli appassionati dello Spinning stanno giocandosi le ultime carte per poter praticare il loro sport in città, e vedere il laghetto del loro paese in buono stato di salute, con carpe e boccaloni messi al sicuro dalle situazioni ambientali minacciose che si stanno creando.
Dal prossimo anno inoltre, il gruppo si impegnerà per il recupero della fauna ittica, e già da ora lanciano un appello a tutti i pescatori della zona, in collaborazione con gli enti preposti quali la Polizia Provinciale e Fipsas, per una collaborazione mirata e indirizzata proprio alla salvaguardia dei pesci.