CASSINA – Non c’è pace per i lavoratori della “Jabil”. Dopo seicento giorni di presidio si cerca una soluzione alla vertenza

jabil tavol o vertenzaContinua ininterrotta da 22 mesi la “questione Jabil” a Cassina de’ Pecchi, dopo la chiusura dello stabilimento di circuiti elettrici e ponti radio e il licenziamento di 350 persone.

Nonostante i lavoratori stiano presidiando l’azienda da più di 600 giorni e abbiano superato due tentativi di sgombero – e nonostante  sia confermato l’inizio di un corso di aggiornamento in fabbrica finanziato dalla Regione ed organizzato dall’Agenzia Est Milano per il lavoro, con la partecipazione di 20 lavoratori ex Jabil (su 322) – la pace nello stabilimento della Martesana sembra proprio non tornare.

Regione, Provincia e Comune di Cassina De’ Pecchi, dunque, hanno deciso di fare fronte comune per la soluzione alla vertenza che, dopo il trasferimento dei macchinari dallo stabilimento e i ripetuti niet dalla casa madre, raggiunge livelli di difficoltà abbastanza elevati: il 23 maggio, la Commissione Attività Produttive e Occupazione del Consiglio regionale lombardo ha incontrato i rappresentanti dei lavoratori ex Jabil di Cassina De’ Pecchi, e i membri della RSU e di Fiom-Cgil. Al tavolo erano presenti anche il Vicesindaco di Cassina De’ Pecchi, Guido Parati e Paolo Giovanni Del Nero, Assessore della Provincia di Milano all’Industria, alle piccole e medie imprese e al commercio.

I sindacati e le istituzioni hanno comunicato, senza indugio, l’evidente e sconcertante mancanza di ascolto da parte di Nokia nei confronti dei lavoratori e della ripresa della produzione in Martesana.

Una situazione che rende difficile le trattative con il colosso americano, specializzato in compravendita di rami d’azienda in crisi, che sembra proprio non volerne più sapere delle stabilimento lombardo.

L’area interessata (circa 12 mila mq di terreno per più di 2.000 occupati) è ormai da tempo inattiva: solo in queste ultime settimane si è palesato, da parte di alcuni imprenditori, l’interesse per un suo reimpiego.

Roberto Giudici, funzionario di FIOM-CGIL, ha chiesto che Regione Lombardia intervenga incalzando Nokia Siemens ad avviare un dialogo con chi si è fatto avanti. Il Vicesindaco Parati ha inoltre chiesto che la Giunta Lombarda si rivolga al Ministero del Lavoro perché si interessi e intervenga con forza, in base agli accordi già sottoscritti.

Il consigliere Onorio Rosati (Pd) ha richiesto “una costante informazione in Commissione sugli incontri tra Arifl, Giunta e imprenditori interessati al subentro”.

Il co-capogruppo Pdl, Claudio Pedrazzini, ha sottolineato la “necessità di una defiscalizzazione importante per incentivare il lavoro nelle aree dismesse, con una politica più armonica e in linea con quanto avviene in Europa”.

 

William Callegari