domenica, 13 Giugno 2021

Una spilla blu per l’autismo: l’iniziativa delle scuole di Gorgonzola

Il 2 aprile ricorre la Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, e nella settimana dall’1 al 7 aprile la città si tingerà di blu, il colore simbolo di Light it up blue, iniziativa nata per sensibilizzare i cittadini riguardo questo disturbo, che ancora oggi crea discriminazione e isolamento.

L’INIZIATIVA

I ragazzi delle scuole medie gorgonzolesi, con gli insegnanti di tecnologia che parleranno loro dell’autismo, creeranno una spilletta con del nastro blu da appuntare ai propri vestiti, così da dare un segnale concreto di condivisione.

Obiettivo della campagna mondiale Light it up blue è far luce su questa disabilità, promuovendo la ricerca e contrastando le disparità, nella speranza di contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone affette da autismo e delle loro famiglie, che vivono un percorso fatto di fatiche quotidiane.

«Ringrazio le dirigenti scolastiche e gli insegnanti per la disponibilità dimostrata nel trasmettere concretamente il valore dell’inclusione.Questa semplice iniziativa vuole essere l’inizio del coinvolgimento dei comuni limitrofi per un la creazione di percorso di rete in cui i bambini e le loro famiglie possano trovare più di attenzione, comprensione e solidarietà», ha dichiarato Ilaria Scaccabarozzi, vicesindaco e assessore a Scuola, Istruzione e Politiche dell’inclusione.

 

Augusta Brambilla

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English4Good: una scuola digitale al servizio della comunità

English4good, progetto pessanese cui fondatrice è la 24enne Ilenia Romani

Con l’inizio dell’emergenza sanitaria c’è chi si è visto costretto a fermarsi e cessare temporaneamente ogni attività lavorativa. Ma c’è anche chi ha approfittato della situazione per non rimanere con le mani in mano e attivarsi per il bene della propria comunità. È il caso di English4Good, una scuola digitale nata per imparare l’inglese in compagnia, ma che allo stesso tempo permette anche di supportare le realtà attive nella lotta contro il Covid-19.

Imparare l’inglese facendo del bene

L’iniziativa, interamente gestita da studenti universitari, offre lezioni online a ragazzi e adulti di ogni fascia d’età. In cambio, gli insegnanti non chiedono soldi per sé, ma una donazione a una delle tante organizzazioni impegnate per superare la crisi sanitaria ed economica.

«Non chiediamo alcun compenso per le lezioni – ha spiegato Ilenia Romani, 24enne di Pessano con Bornago e fondatrice del progetto -. Ci limitiamo a suggerire alcune cause a cui lo studente può fare donazioni, per esempio la Croce Verde di Pioltello o La Grande Casa».

English4Good è nata a metà marzo – a poche settimane dall’inizio dell’emergenza – e in poco più di due mesi è riuscita a raccogliere quasi 1000 euro di donazioni, destinate a undici realtà diverse.

«Questa iniziativa è nata insieme ad alcuni amici che, come me, facevano lezioni di inglese – ha proseguito –. Allo scoppio dell’epidemia abbiamo pensato di adeguarci alla situazione e di fare la nostra parte per aiutare chi stava facendo qualcosa di buono durante l’emergenza. Con il passare del tempo abbiamo avuto sempre più richieste e ora per fortuna l’iniziativa sta prendendo piede velocemente».

La collaborazione con Aleimar

Il successo riscosso dall’iniziativa ha spinto i volontari di English4Good ad andare oltre le semplici lezioni di inglese e iniziare a collaborare con organizzazioni più strutturate, come Aleimar, un’associazione di Melzo che ha recentemente vinto un bando per offrire il proprio sostegno agli studenti dell’Istituto Iqbal Masih di Pioltello.

«Alcune scuole della nostra zona hanno riscontrato diversi problemi nell’organizzazione della didattica in questi mesi», ha spiegato Ilenia Romani. «Perciò, Aleimar ha iniziato ad offrire il proprio supporto psicologico, tecnico e soprattutto didattico. Ed è qui che siamo entrati in gioco anche noi: ogni pomeriggio ora facciamo lezione a 135 ragazzi».

I piani per l’estate

Con l’estate alle porte e l’incertezza che aleggia intorno alla riapertura dei centri estivi, i ragazzi di English4Good hanno iniziato a pensare anche ad una serie di iniziative per i mesi a venire.

«Adesso stiamo lavorando a School4Good, una proposta per l’estate destinata alle scuole e agli oratori della zona, che includa lezioni di potenziamento, peer to peer education e anche uno spazio aperto di discussione, per i bambini delle elementari ed i ragazzi delle medie».

L’idea è di continuare a proporre lezioni online. Dopodiché, se la situazione lo permetterà, si cercherà di organizzare corsi face to face, così da permettere ai tanti ragazzi che hanno perso ore di scuola di recuperare parte del programma.

«È un progetto ancora in divenire – ha concluso Ilenia Romani –. Abbiamo visto che il bisogno di aiuto scolastico c’è, e non solo per l’inglese. Dall’altro lato, anche l’offerta non manca: ci sono tanti ragazzi che vogliono fare volontariato e sono pronti a mettersi in gioco. Credo che sia un progetto virtuoso, che può aiutare a diffondere uno spirito di comunità».

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Riapertura scuole: Conte insiste sul 7 gennaio, ma le Regioni protestano

La riapertura delle scuole, prevista per questa settimana, potrebbe essere a rischio. Nelle scorse ore, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito la volontà del Governo di riaprire gli istituti questo giovedì, il 7 gennaio, con un massimo del 50% delle lezioni in presenza. Una decisione che riguarderebbe all’incirca due milioni e mezzo di ragazzi, ma che in questi giorni ha sollevato aspre critiche non solo dalle Regioni, ma anche da alcuni consulenti del Comitato Tecnico Scientifico e dai sindacati.

Lo scontro Governo-Regioni

Alla base della preoccupazione di tanti governatori – sia di centrodestra che di centrosinistra – ci sarebbe il rischio di un nuovo aumento dei contagi, che deriverebbe non solo dal ritorno in classe degli studenti, ma anche dall’affollamento dei mezzi pubblici.

«Sono molto perplesso sull’opportunità di riaprire le scuole dal 7. A dicembre in Veneto si è registrato il 50 per cento di morti in più rispetto all’anno precedente», ha commentato il Presidente del Veneto Luca Zaia. «Con i dati in crescita – ha aggiunto l’assessore alla Scuola del Lazio, Alessio D’Amato -, faccio un appello al governo a riflettere bene sulla riapertura delle scuole superiori. Devono restare chiuse in tutta Italia».

Critico anche Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, che pochi giorni fa ha detto chiaramente che «non ci sono le condizioni» per un rientro in classe. Contrari anche i sindacati, che hanno chiesto al Governo di posticipare di almeno due settimane la riapertura degli istituti, così da avere il tempo necessario per «fare i test sia agli studenti che al personale scolastico».

Nonostante le forti pressioni, però, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina tira dritto sulla riapertura del 7 gennaio e assicura che non ci sarà nessun rinvio.

«Posso confermare la volontà del governo di riaprireha dichiarato oggi il Ministro -. Avremmo voluto farlo a dicembre, ma abbiamo rimandato su richiesta delle Regioni. Ora è arrivato il tempo di tornare in classe. La scuola è un servizio pubblico essenziale, non si può continuare a sacrificare i ragazzi né pensare che la didattica a distanza possa sostituire quella in presenza».

Possibili scenari

Al netto delle dichiarazioni di Azzolina e dei governatori delle Regioni, la riapertura delle scuole il 7 gennaio sembra ancora un’ipotesi tutt’altro che definitiva. A confermarlo è il Ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che in un’intervista ha spiegato che il ritorno in classe sarà legato all’andamento dei contagi nelle singole Regioni.

Alcuni governatori, infatti, tra cui De Luca (Campania), Emiliano (Puglia) e Zaia (Veneto), starebbero pensando di emettere un’ordinanza di rinvio della riapertura delle scuole.

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CFP Unione Artigiani: in partenza i corsi di formazione professionale per giovani e adulti

cfp unione artigiani

Una opportunità per imparare una nuova professione ed essere pronti per il mercato del lavoro: è ciò che offre CFP Unione Artigiani con la sua ampia gamma di corsi. Le proposte del CFP Unione Artigiani, accreditato presso la Regione Lombardia per i servizi Formativi e di Orientamento, sono rivolte sia ai ragazzi in obbligo scolastico che a giovani e adulti che vogliono specializzarsi per entrare, o rientrare, velocemente nel mondo del lavoro.

Un approccio, quello offerto dall’Unione Artigiani, in grado di trasmettere capacità e conoscenze immediatamente spendibili in un mercato del lavoro in rapida e continua evoluzione.

A giovani e adulti sono rivolti i due corsi in partenza a ottobre: Tecnico Meccatronico Autoriparazioni e Installatore Impianti Termoidraulici.

CORSO PER TECNICO MECCATRONICO AUTORIPARAZIONI

Il corso di Tecnico Meccatronico Autoriparazioni prepara tecnici specializzati in grado di diagnosticare e pianificare gli interventi necessari sui veicoli e riconoscere le esigenze del cliente. Alla fine del corso i partecipanti saranno in grado di effettuare interventi di riparazione, revisione e sostituzione delle parti meccaniche, elettriche ed elettroniche delle vetture, e a svolgere le attività di manutenzione per il mantenimento dei livelli di sicurezza.

CORSO PER INSTALLATORE IMPIANTI TERMOIDRAULICI

Il corso di Installatore Impianti Termoidraulici forma tecnici specializzati in grado di programmare ed eseguire l’assemblaggio e la messa a punto di un impianto termo-idraulico in tutti i suoi dettagli, curando il controllo finale e la messa in opera dei relativi componenti, secondo le normative vigenti e le specifiche tecniche definite dal progettista. I tecnici saranno inoltre in grado di gestire la manutenzione degli impianti e la riparazione di eventuali guasti.

DURATA DEI CORSI E REQUISITI PER PARTECIPARE

Entrambi i corsi hanno durata annuale, con partenza a ottobre 2019. La formazione come Tecnico Meccatronico Autoriparazioni prevede un totale di 500 ore di teoria e pratica, mentre il corso per Installatore Impianti Termoidraulici prevede 350 ore.

Le lezioni si svolgeranno da ottobre a maggio, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 18.30 – 21.30. La frequenza è obbligatoria e alla fine dei corsi viene rilasciato un Attestato di competenza riconosciuto dalla Regione Lombardia. L’iscrizione è aperta ai cittadini italiani maggiorenni e in possesso della licenza media e ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno e conoscenza della lingua italiana.

Le lezioni saranno tenute presso la sede CFP Unione Artigiani in via G. Antonini 26 a Milano. Per ulteriori informazioni è possibile contattare il centro chiamando il numero 02-6515967 o scrivendo una mail a info@cfpunioneartigiani.it.

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A Gorgonzola si torna in classe in tutta sicurezza

Da sinistra a destra: Ilaria Scaccabarozzi (assessore alll'istruzione), Carmela Valenti (I.C. Levi Montalcini), Sabrina Schiavone (I.C. Molino Vecchio)

Si è tenuta lunedì 7 settembre nella Sala Consiliare di Gorgonzola la conferenza stampa per la presentazione del progetto “La scuola riapre le sue porte”, rivolto ai 1806 alunni dai 3 ai 14 anni. Presenti il Vice Sindaco e assessore con delega all’istruzione, Ilaria Scaccabarozzi, le dirigenti Carmela Valenti dell’Istituto Comprensivo “Levi Montalcini” e Sabrina Schiavone dell’Istituto Comprensivo “Molino Vecchio”.

Una ripartenza in sicurezza

L’assessore Ilaria Scaccabarozzi e le Dirigenti scolastiche hanno spiegato i lavori di adeguamento che sono stati fatti finora e i servizi che verranno garantiti. «Siamo qui a presentare il nuovo percorso scolastico ai tempi del Covid-19, frutto del lavoro corale tra Amministrazione comunale, Dirigenti scolastiche, Uffici preposti, personale ATA e famiglie», ha esordito Ilaria Scaccabarozzi. «L’intento comune è quello di far ripartire le nostre scuole in sicurezza sanitaria, presenza, senza doppi turni e a orario completo. I servizi scolastici garantiti saranno quelli della mensa, del trasporto scuola primaria nella misura dell’80% dei posti disponibili, del piedibus. Le vie di accesso ai plessi verranno chiuse al transito veicolare negli orari di ingresso e uscita».

Gli accessi degli alunni saranno diversificati per ogni gruppo di colore in cui sono state raggruppate le classi. «L’idea di utilizzare i colori – hanno spiegato Carmela Valenti e Sabrina Schiavone – ci è sembrata la soluzione più immediata e intuitiva per i bambini e ogni percorso è stato studiato per essere il più differenziato possibile dagli altri. L’analisi dei bisogni, le esigenze degli alunni e delle famiglie, l’attuazione della normativa vigente e le risorse per la fattibilità degli interventi messe in campo dall’Amministrazione comunale hanno permesso di rimodulare e recuperare spazi interni ed esterni».

L’assessore Ilaria Scaccabarozzi ha poi sottolineato gli interventi attuati finora e quelli ancora in essere. «Tutta l’opera di sistemazione degli spazi interni, della creazione di aule, di nuovi ingressi è stato possibile grazie anche al lavoro della rete dei volontari. Alcuni dei lavori di adeguamento delle strutture – ha spiegato – sono ancora in corso, ma contiamo che possano essere terminati entro il 14 settembre».

Niente ervizio pre e post scuola all’Infanzia

Tra i servizi che non partiranno a settembre ci sono il pre e post scuola per gli alunni della scuola dell’infanzia, mentre alla Scuola Primaria il servizio partirà già dal 14 settembre, dalle 7.30 alle 8.25 e dalle 16.30 alle 18.00.

«La severità del protocollo per il contenimento del contagio non ci permettono di avviare da subito il servizio post scuola dell’Infanzia», ha dichiarato Scaccabarozzi. «La necessità di garantire a ogni classe i propri accessi, spazi e giochi esclusivi, nuove modalità nella gestione del tempo scuola per prevenire il contagio, rende complessa la programmazione del servizio».

L’assessore e le dirigenti scolastiche hanno concluso la conferenza stampa ribadendo che «la nuova gestione delle classi è stata studiata in modo tale da far sì che i bambini non entrino in contatto con altre persone. Nel caso di contagio – hanno spiegato -, si potrà così chiudere un solo blocco e non l’intera scuola. La nostra priorità e la ratio del nostro agire è la sicurezza dei bambini».

 

Augusta Brambilla

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Notte bianca del liceo classico: l’iniziativa al Machiavelli di Pioltello

Si è svolta venerdì 17 l’attesissima “notte al liceo”, che ha visto, tra i 435 licei classici italiani che vi hanno aderito, anche il Machiavelli di Pioltello.

NOTTE BIANCA AL MACHIAVELLI

Per l’edizione 2020 è stato scelto il tema “humanitas”, concetto volto a indicare un insieme di severi valori facenti parte del codice di comportamento del cittadino romano.

«Poesie, drammatizzazioni, canti hanno esaltato la bellezza e il valore di una humanitas sana che non è mai passata di moda – ha spiegato l’assessore alla Scuola di Pioltello Maria Gabriella Baldaro, presente alla serata insieme al sindaco Ivonne Cosciotti -. Una humanitas fatta di valori che accrescono l’essere in quanto persona, e che ci fanno sempre credere che la scuola sia palestra e maestra di vita.»

NOTTE AL LICEO CLASSICO

La notte bianca del liceo è un’idea nata ormai sei anni fa dall’intuizione del professore Rocco Schembra, avente l’obiettivo di riabilitare un percorso scolastico che oggi, purtroppo, vive seri momenti di crisi. Dalle 18 fino a mezzanotte vanno quindi in scena, nei vari istituti aderenti di tutta Italia, opere classiche, danze, musiche latine e greche, esibizioni e letture.

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Pioltello premia i suoi studenti migliori con 109 borse di studio

A sinistra il Sindaco Ivonne Cosciotti, a destra l'assessore Gabriella Baldaro

Centonove borse di studio destinate agli studenti più meritevoli. Per riconoscere l’impegno e i risultati degli allievi di medie, superiori e università, il Comune di Pioltello ha deciso di premiare le sue eccellenze scolastiche con assegni da 200 a 300 euro.

«Le borse di studio dell’Amministrazione comunale, che in quattro anni ha erogato per questa finalità quasi 100mila euro, sono un riconoscimento all’impegno e al talento di tanti studenti pioltellesi, oltre che al valore di conoscenza e studio come trampolino di lancio per il futuro – ha commentato l’assessore alla scuola Gabriella Baldaro –. In un momento buio come quello che stiamo vivendo a causa del coronavirus, ci auguriamo che questo premio possa rappresentare uno sprazzo di normalità e un motivo di gioia e orgoglio per gli assegnatari e le loro famiglie».

Le borse

Le borse di studio per gli studenti pioltellesi sono state istituite grazie allo stanziamento di 22mila euro da parte del Comune. Il riconoscimento, destinato a studenti delle scuole medie, superiori, università e anche ai frequentanti del corso professionale serale dell’Istituto Machiavelli, è diviso in tre categorie. La borsa di studio per “Merito” viene assegnata agli studentii delle scuole superiori promossi con una media di almeno 8/10. La borsa di studio “Eccellenze” è rivolta invece agli studenti che si sono diplomati o laureati con il massimo dei voti. Entrambe queste borse di studio hanno un valore di 200 euro.

Il terzo riconoscimento, attraverso cui il Comune di Pioltello ha cercato di premiare gli studenti promettenti ma anche in situazioni di difficoltà economica, è la borsa di studio per “Merito e reddito“, che si rivolge agli studenti con un ISEE inferiore a 10.500 euro. Per loro il contributo è di 300 euro.

«Diamo di più a chi ha di meno – ha spiegato l’assessore Baldaro -, seguendo il principio costituzionale che prevede che sia compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona. La scuola è al centro degli obiettivi dell’Amministrazione e – ha concluso – ogni investimento in quell’ambito è ben speso, dai fondi per il diritto allo studio a quelli per la disabilità fino alle borse di studio, con un occhio di riguardo agli studenti meritevoli ma privi di mezzi economici».

La cerimonia

Per seguire i protocolli di sicurezza, la cerimonia di consegna delle borse di studio è stata organizzata in due serate. La prima si terrà lunedì 26 ottobre alle ore 17.00 presso la Sala consiliare, mentre la seconda si svolgerà il giorno seguente allo stesso orario. Sempre per motivi di sicurezza, la cerimonia non sarà aperta al pubblico, ma riservata soltanto agli invitati.

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I liceali del Marconi di Gorgonzola “dietro la cattedra” a Cernusco

alternanza scuola lavoro
Gli studenti del Liceo Marconi di Gorgonzola che hanno partecipato al progetto presso l'IC Montalcini

Sono quattro gli studenti del Liceo Scienze Applicate “Marconi” di Gorgonzola che hanno vissuto un’esperienza da tutor all’esterno dello loro scuola e si sono messi alla prova “dietro la cattedra”. L’esperienza è avvenuta nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro e coinvolto i ragazzi del Liceo Marconi, che hanno partecipato alle attività didattiche della scuola media dell’Istituto Comprensivo Montalcini a Cernusco sul Naviglio.

I RAGAZZI

Nell’ultima settimana di febbraio Cristian Menini, Cesar Cojocaru, Siria Rencurosi e Samuele Polito della scuola superiore di Gorgonzola sono entrati in classe e hanno affiancato i docenti della scuola media nel loro lavoro quotidiano.

«Gli alunni della secondaria di primo grado hanno accolto con molto entusiasmo i ragazzi– ha spiegato la professoressa Valentina Ditadi, responsabile del progetto dell’I.C. Montalcini – oltre che per la novità, anche per la percezione di parlare con qualcuno che li rappresentasse maggiormente, come se i contenuti da apprendere fossero veicolati da un “compagno di viaggio”. In quest’ottica, i ragazzi “accolti” sono stati sicuramente una risorsa importante, uno strumento di mediazione che è stato percepito come “valore aggiunto” della lezione».

IL PROGETTO

La collaborazione tra le due scuole è nata da una proposta della professoressa Brigida Messina, referente dell’alternanza scuola-lavoro del Liceo Scienze Applicate Marconi di Gorgonzola, affiancata dalle professoresse Anna Maria Lupo e Deborah Abbaduto, come tutor dei ragazzi.

Per i liceali è «un modo stimolante e formativo per affacciarsi ad una realtà lavorativa ed educativa, quella della scuola, non solo da studenti, ma ponendosi “dietro la cattedra” – hanno spiegato le responsabili del progetto – è un’ottima opportunità per gli studenti di entrambe le scuole: i nostri tirocinanti infatti hanno occasione di vivere la scuola attraverso una nuova prospettiva, quella di insegnante. Mentre per quanto riguarda gli studenti delle medie, riteniamo che la relazione con ragazzi, quasi coetanei, abbia reso più facile l’approccio allo studio».

«La proposta è stata subito accolta dal nostro Istituto – ha aggiunto la prof. Ditadi – e il coinvolgimento dei docenti è stato massiccio: ben 10 insegnanti di lettere, matematica, inglese, tecnologia, sostegno per un totale di 6 classi, tra prime, seconde e terze, hanno voluto provare questa esperienza. I ragazzi “accolti”, dal loro canto, si sono dimostrati preparati e responsabili. E’ stata una bella scoperta e anche una gratificante soddisfazione».

E l’esperienza di confronto tra liceali e studenti delle medie prosegue ancora. Mentre Siria Rencurosi ha svolto il suo tirocinio solo nella prima settimana, gli altri tre ragazzi continueranno fino a giugno. «Affiancheranno i docenti nei tre pomeriggi di rientro delle classi del Corso B del tempo prolungato fino alla fine dell’anno scolastico – ha concluso la professoressa Ditadi – impegnandosi anche in attività extra curricolari, come lezioni di recupero e potenziamento pomeridiano in diverse discipline».

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“La shoah dei mari”: i ragazzi di Pioltello raccontano la solidarietà

Un frame del video realizzati dagli studenti

Un video per diffondere il valore della solidarietà e ricordare l’importanza di fare del bene. Anche quest’anno gli studenti dell’Istituto Iqbal Masih di Pioltello hanno partecipato a “Adotta un giusto”, il concorso lanciato da Gariwo e dall’Associazione Giardino dei Giusti di Milano in collaborazione con il MIUR.

“Un giusto del nostro tempo”

Lo scorso anno una classe della scuola media pioltellese aveva vinto il concorso con un video dedicato alla vita e alle battaglie di Nelson Mandela. Forti di quel successo, gli studenti hanno deciso di replicare, questa volta raccontando la storia di Vito Fiorino, un “giusto del nostro tempo”, originario di Sesto San Giovanni, che nel 2013 con la sua barca salvò 47 migranti naufragati al largo di Lampedusa.

Gli studenti della classe III C dell’istituto pioltellese hanno realizzato un cortometraggio, che è stato poi pubblicato sul sito di Gariwo. Quest’anno, vista la situazione di emergenza, gli organizzatori hanno deciso di annullare le classifiche, annunciando che «tutti siamo vincitori».

L’incontro con Vito Fiorino

Per realizzare il video, gli studenti hanno avuto l’occasione di scambiare qualche parola con lo stesso Vito Fiorino, attraverso una video chiamata. Una testimonianza straordinaria fatta da un uomo comune, che ha saputo trasmettere ai ragazzi l’importanza di valori come l’umanità e la solidarietà.

«I ragazzi – ha fatto sapere l’Istituto tramite una nota – hanno ascoltato con grande emozione e commozione la testimonianza di questo uomo comune, né santo né eroe, che ha saputo fare la differenza, che ha dimostrato con le sue azioni che ognuno di noi può scegliere il bene. E’ stata un’esperienza intensa, una lezione di vita di quelle che vanno oltre i libri di storia e lasciano nel cuore di ognuno un segno profondo e indelebile. Un grazie speciale ai nostri ragazzi che concludono il loro percorso nel nostro Istituto lasciandoci un bellissimo ricordo!».

Concorso Gariwo

Concorso GariwoAlcune terze del nostro Istituto hanno partecipato al Concorso di Gariwo “Adotta un giusto”. Gariwo, insieme al MIUR propone ogni anno questo bando con l’obiettivo di far riflettere gli studenti di tutte le età sui valori di responsabilità, dialogo, pluralismo, giustizia, tolleranza e cittadinanza attiva. La partecipazione a questo concorso rientra nell’ambito di quelle attività di arricchimento dell’Offerta Formativa afferenti all’area “cittadinanza attiva e democratica” . Affrontare il tema dei Giusti ha un forte valore educativo, stimola gli alunni a comprendere l’importanza della storia come ricostruzione del passato e della memoria come progetto per il futuro ma soprattutto li aiuta a sperimentare concretamente, cosa significa essere cittadini attivi capaci di scegliere consapevolmente il bene. Come scuola crediamo profondamente nel valore formativo di queste attività, nell’ottica di far acquisire ai ragazzi “comportamenti civilmente e socialmente responsabili”, di motivarli come soggetti protagonisti del loro processo di apprendimento, capaci di “saper essere” la speranza di un’umanità migliore.Tutti i lavori dei nostri ragazzi sono stati pubblicati sul sito di Gariwo, quest’anno viste le circostanze “siamo tutti vincitori”! Gli alunni della III C hanno realizzato un cortometraggio su un “Giusto” del nostro tempo, VITO FIORINO, il falegname di Sesto San Giovanni che il 3 ottobre del 2013 salvò, con la sua barca, 47 migranti naufragati a largo di Lampedusa, strappandoli a morte certa. Attraverso il loro video i nostri ragazzi hanno voluto condividere con i loro coetanei un messaggio di speranza e nello stesso tempo hanno voluto ricordare ai cuori distratti, l’importanza di fare del bene! Per completare questo percorso formativo dopo la pubblicazione del video sul sito di Gariwo gli alunni della III C, il 27 maggio, a distanza, su zoom hanno incontrato Vito Fiorino che ha raccontato loro quanto è successo veramente quella notte e come è riuscito a salvare quelle vite umane. I ragazzi hanno ascoltato con grande emozione e commozione la testimonianza di questo uomo comune, né santo né eroe, che ha saputo fare la differenza, che ha dimostrato con le sue azioni che ognuno di noi può scegliere il bene. E’ stata un’esperienza intensa, una lezione di vita di quelle che vanno oltre i libri di storia e lasciano nel cuore di ognuno un segno profondo e indelebile.Un grazie speciale ai nostri ragazzi che concludono il loro percorso nel nostro Istituto lasciandoci un bellissimo ricordo!

Gepostet von Istituto Comprensivo "Iqbal Masih" – Pioltello am Donnerstag, 4. Juni 2020

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Nascono a Vimodrone i Giardini della lumaca

La natura diventa maestra, con l’arrivo dei “Giardini della lumaca”, che a inizio primavera sbocceranno a Vimodrone e in altri quattro comuni dell’hinterland milanese (Novate Milanese, Solaro, Baranzate e Senago).

Il progetto, realizzato dall’Amministrazione in collaborazione con Koinè cooperativa sociale onlus e finanziato dal Dipartimento per le politiche delle famiglie, prevede la realizzazione di percorsi naturali all’interno dei nidi comunali, dove i bambini fino ai 3 anni potranno imparare, divertirsi e rilassarsi al “tempo della natura”.

I Giardini della lumaca

Dei veri e propri luoghi di benessere pensati per i bambini fino ai 3 anni: si presenteranno così le strutture temporanee realizzate con materiale naturale di recupero che sorgeranno in primavera nei nidi comunali. Nei Giardini si potrà trovare: il “Sentiero degli gnomi”, per giocare con l’equilibrio, camminando su dei tronchi interrati; il “Sentiero sensoriale”, pensato per sperimentare con i cinque sensi attraverso l’utilizzo di tanti materiali naturali diversi; la “Capanna dei suoni”, un luogo raccolto dove i bambini possono stare seduti o sdraiati ad ascoltare i suoni della natura compreso il silenzio; il “Paese di Lilliput”, riproduzione di un sottobosco che incoraggia l’esplorazione dei bambini, la ricerca e promuove la capacità di reperire ed elaborare informazioni; e l’”Accampamento tepee” un rifugio a capanna con pali di bambù, dove nascondersi e stare tranquilli.

Imparare con la natura

In un periodo in cui stare all’aperto è uno dei modi più salutari per non rinunciare alla socializzazione, i giardini della lumaca rispondono perfettamente a questo bisogno affiancando ad esso anche il valore didattico di questa esperienza. «Nei Giardini della Lumaca realizzati da Koinè cooperativa sociale a fare da insegnanti sono prati, alberi, sassi, pigne, foglie e legnetti» – ha detto Zeno Codispoti coordinatore del progetto di Koinè.  Attraverso il contatto, la sperimentazione e il gioco nella natura infatti, i bambini imparano a un ritmo adatto al loro tempo, senza poi contare la trasmissione di importanti valori quali l’ecologia e l’ambientalismo, fin dalla prima infanzia. «In questi giardini tutto è pensato e realizzato affinché gli apprendimenti nascano dai bambini. Il tempo della natura – ha concluso Codispoti -consente di vivere l’attesa e l’imprevedibilità, impareggiabili opportunità educative».

Ambiente, il Sindaco Dario Veneroni «Mettiamo in campo azioni concrete»

Un tema, quello dell’ambientalismo, che sta molto a cuore alla giunta vimodronese, così come evidenziato dalle parole del Sindaco Dario Veneroni: «Promuovere la sensibilità verso i temi ambientali significa necessariamente mettere in campo delle azioni concrete affinché questo valore non si riduca a una mera retorica degli annunci ma si trasformi invece in cultura collettiva e condivisa – ha sottolineato – ecco perché insieme agli assessorati all’ambiente e all’istruzione e agli uffici competenti, abbiamo voluto inserire questo progetto all’interno di un contesto formativo ed educativo, e allo stesso tempo aprire l’esperienza al territorio per fare in modo che possa essere utilizzata dalle famiglie vimodronesi».

L’apertura al pubblico

L’appuntamento per vivere questa esperienza in natura è fissato a primavera, quando per 5 sabati i giardini saranno aperti bambini e famiglie del territorio. Le visite saranno guidate da educatori ambientali esperti ed educatrici del nido, per accompagnare i partecipanti nell’attivazione di uno sguardo alternativo verso la natura stessa e nel vivere nuove esperienze.

 

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