mercoledì, 4 Agosto 2021

Gualtiero Magli, anima da pittore tra arte e terapia

Gualtiero Magli, gorgonzolese classe 1961, ha nell’anima la passione per la pittura che gli ha regalato tante soddisfazioni e lo ha aiutato ad affrontare il morbo di Parkinson, in un alternarsi tra il buio della notte e la luce della rinascita.

Un nuovo senso della vita con la pittura come arte-terapia

«Ho ottenuto la maturità classica e poi la laurea in Scienze dell’educazione e per trent’anni ho lavorato come educatore presso il CDD – n.d.r. Centro Diurno Disabili – della mia città – ha raccontato Gualtiero -. La voglia di dipingere è nata come valvola di sfogo alla diagnosi della malattia nel 2003: all’inizio con le poesie, poi nel 2006 ho dipinto una serie a tema I gatti e la città e ho esposto per la prima volta alla Biblioteca Civica Franco Galato. Le mie opere sono l’espressione degli stati d’animo che nascono dalla capacità di gestire il morbo di Parkinson che in taluni momenti è così devastante, come la notte, e in altri mi lascia vivere dando spazio alla luce del giorno. Mi sento un artista che vuole emozionarsi, regalando emozioni e sicuramente esiste qualcosa di più profondo che io stesso non so spiegare ma che affiora dal nulla nei miei dipinti».

L’Astrattismo come esaltazione dei sentimenti attraverso forme, linee e colori

La pittura, per Gualtiero, rappresenta un’esigenza che nasce dalla lotta estenuate tra il sentirsi bloccato dal morbo e l’incessante desiderio di normalità.
«Ho scelto l’Astrattismo perché in essa mi riconosco e riesco, con facilità, a gestire la mia malattia – ha spiegato – Inoltre posso sperimentare l’accostamento di materiali diversi come la tempera acrilica, le bombolette spray, la vernice, la tempera a muro, i pennarelli e i pastelli a cera e mischiare i toni caldi e i toni freddi in una tavolozza infinita di colori e figure. Quasi tutte le mie opere sono dipinte sul legno, tranne poche tele, e la scelta è voluta perché mi trovo più a mio agio con questo materiale».

La realizzazione di un sogno nella città natale

La città di Gorgonzola gli ha reso onore e ha dedicato alla sua laboriosità e al suo talento la mostra personale Kaleidoscopio dell’anima – esposta dal 15 al 23 febbraio scorso – con ben 62 opere allestite nelle sale di Palazzo Pirola.
«Il progetto è stato concordato con l’Amministrazione comunale che mi ha sostenuto e incoraggiato in questo percorso. Il titolo, invece, rimanda al kaleidoscopio di emozioni che mi regala mia figlia Arianna: la mia anima».
Nella prima parte dell’esposizione hanno trovato posto le opere dedicate alle mani-alberi che assumono in se stessi i vari sentimenti dell’uomo, dalla rabbia al desiderio. La seconda parte prende spunto da Solaris per poi diventare un racconto di fantasia.
Il pittore ha concluso ponendo l’attenzione su due opere significative «Io amo in particolare Genesi Cosmica perché è stato il primo ad essere apprezzato, oltre che dal pubblico, anche dai professionisti del mestiere. Solaris, invece, rappresenta qualcosa di importante perché è proprio questo quadro che mi ha dato lo spunto per inventare tutti gli altri e quindi, per me, è quello che ha dato vita alla mostra. Ho ancora tanta voglia di continuare a dipingere e mi piacerebbe che la mostra diventasse itinerante per raggiungere e toccare il cuore e l’anima di molte altre persone».

Augusta Brambilla

Segrate, la mostra Ricordi Sospesi celebra i luoghi abbandonati tra Italia e Chernobyl

Ve lo sarete chiesti anche voi. Cosa rimane di tanti luoghi pubblici, dimore storiche, ville, casali dopo il loro abbandono? Venerdì 21 febbraio alle 18.30 si terrà l’inaugurazione della mostra Ricordi sospesi – Luoghi abbandonati tra Italia e Chernobyl presso il Centro Civico Verdi a Segrate, a cura di Urbex Squad.

Documentare luoghi e simboli per renderli immortali

La mostra si compone di 50 fotografie di luoghi dimenticati in Italia, in Francia e nella zona esclusa di Chernoby e Pryp’at in Ucraina che sono state realizzate durante le esplorazioni di questi luoghi.
L’intento dell’esposizione è quello di mostrare, attraverso una selezione di scatti, ciò che rimane di antiche ville nobiliari, case, fabbriche, luoghi pubblici, ospedali, manicomi dopo il loro abbandono. Ridare vita e dignità a un patrimonio storico, artistico e personale che purtroppo è stato dimenticato o lasciato a se stesso e all’incuria del tempo che passa.

La mostra è stata realizzata da Mattia Brambilla, Mattia Deavi, Carlo Rivieccio, Roberto Rossi e Jerry Vecchio. Resterà aperta al pubblico dal 21 febbraio al 12 marzo 2020, tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.30 al Centro Civico Verdi.

Per avere maggiori informazioni è possibile consultare il sito del comune cliccando qui.

Augusta Brambilla

Melzo, l’arte del fumetto spiegata a grandi e piccini

Sei appassionato di fumetti? La Biblioteca Vittorio Sereni di Melzo ha organizzato un ciclo di tre laboratori gratuiti, l’1,l’8 e il 15 febbraio, dedicati alla storia del fumetto, per prendere dimestichezza con questa arte del disegno e della narrazione.

IL FUMETTO

Il termine fumetto, che tutti conosciamo, si riferisce alla nuvoletta, simile a uno sbuffo, utilizzata per riportare il dialogo tra i personaggi. Negli USA e nei paesi anglofoni i fumetti sono denominati comics o comic books. In Giappone vengono chiamati manga, ossia immagini in movimento, mentre in Francia bande dessinée, banda disegnata, e in lingua spagnola historieta o tebeo.

I LABORATORI A MELZO

L’iniziativa prevede tre laboratori gratuiti, a cura dell’illustratore Mauro Ferrero, che saranno rivolti all’approfondimento della storia del fumetto e delle sue tecniche narrative e grafiche, in un percorso che condurrà alla realizzazione di una tavola con storia e personaggio inedito.

Gli incontri si terranno nelle giornate di sabato 1° febbraio, 8 febbraio e sabato 15 febbraio dalle 15.30 alle 17.30 presso il Piano -1 della Biblioteca Vittorio Sereni.

COME PARTECIPARE

Le iscrizioni – gratuite – sono aperte agli adulti e ai ragazzi a partire dai 12 anni in su; è possibile partecipare solo dopo avere effettuato l’iscrizione presso la Biblioteca, per un massimo di 20 posti disponibili.

Per maggiori informazioni e iscrizioni contattare il numero 02.95738855 oppure inviare una email all’indirizzo di posta elettronica biblioteca.melzo@cubinrete.it.

 

Augusta Brambilla

 

Giovanni Vitali, fotografo e scultore da Melzo fino in Rai

Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Repubblica Democratica Tedesca, Jugoslavia, Polonia, Romania e Ungheria sono solo alcuni dei Paesi che ha visitato e in cui ha fatto in modo che, grazie all’arte, nessuno si dimenticasse di lui. Si chiama Giovanni Vitali, è del 1981 ed è il giovane artista – nato a Melzo e cresciuto a Pozzuolo Martesana – che ha fatto del suo viaggiare per l’Europa dell’Est una forma di narrazione, che lo ha portato persino a essere intervistato in Rai.

GLI STUDI E LA VENA ARTISTICA

«Il mio percorso di studi è stato tradizionale, il liceo artistico prima e l’Accademia di Belle Arti dopo– ci ha raccontato Giovanni -. Qui ho avuto l’occasione di incontrare maestri veri, persone realmente appassionate e interessate agli studenti. In casa poi la cultura non è mai mancata, mamma insegnante e papà giornalista. Tantissimi libri e vacanze intelligenti, per parafrasare un celebre film di Alberto Sordi».

Sono diverse le esposizioni collettive alle quali ha partecipato in giro per l’Italia: «Una mostra è sempre una grande soddisfazione. Mettersi a nudo non è neanche facile però: si porta fuori dallo studio tutto ciò che si è fatto e ci si sottopone al giudizio di sconosciuti. Bisogna accettare le critiche e lavorare su di esse, c’è sempre tanto da imparare e da migliorarsi. Per cui non bisogna avere fretta nell’esporsi, ma nemmeno rinchiudersi nel proprio studio che rischia di diventare una comfort zone. Le mie opere nascono per un’esigenza comunicativa, nella forma che trovo più adatta di volta in volta. Un’opera d’arte funziona da sola, se funziona, non per il “significato” che ha».

IL SUO LIBRO 

Nel 2018 ha anche scritto un libro, Infedeli alla linea (Silvana2018), il cui titolo «fa il verso a un celebre disco italiano incentrato sull’ortodossia» ed è il frutto di un lavoro lungo otto tappe, da Tirana a Varsavia, per raccontare un pezzo di storia contemporanea, il comunismo dei paesi dell’area sovietica, che si è quasi dimenticato.

«Il progetto Infedeli alla linea nasce nel 2012 dopo un viaggio attraverso tutta la Romania. Affascinato dalle architetture, dai paesaggi e dalla storia del Paese, riemergono vecchie letture come Orwell e Benson, scrittori “distopici”. Questi testi trovano un palcoscenico perfetto per ambientare le loro storie, ricco di riferimenti e parallelismi fin troppo evidenti. Nasce così una passione per quelli che fino al 1989 erano i Paesi del blocco orientale: l’Europa dell’est. – ha sottolineato Giovanni -. Un grande disegno su carta, poi applicato con colla in loco, per narrare un episodio un personaggio o un luogo simbolico per ciascuna nazione che ho visitato. L’obiettivo di tutto il progetto è quello di rileggere un pezzo della nostra storia recente in una chiave nuova, cercando di riflettere sul fatto che ancora oggi, dopo il crollo del muro e la caduta dei regimi, il seme dell’ideologia può ancora crescere e svilupparsi in tanti ambiti diversi».

INFEDELI ALLA LINEA, LA MOSTRA

Le sue opere non lasciano certo indifferenti, colpiscono per metodo di realizzazione e significato. Per ogni nazione dell’Europa dell’Est, Giovanni ha realizzato un “wallpaper” dedicato a un episodio, un personaggio o un luogo simbolico del Paese preso in esame. Attraverso fotografie, opere su carta e la proiezione di un film in anteprima, l’autore mette in mostra i materiali raccolti nell’arco di quattro anni di lavoro. Tra le opere, il primo murales, realizzato a Varsavia nel 2014, che ritrae il prete martire Jerzy Popieluszko ucciso nel 1984, a 37 anni, dai funzionari del Ministero dell’Interno della Repubblica Popolare di Polonia.

«Oltre alle foto e ai video, cuore del progetto, si aggiungono di volta in volta altri elementi che riflettono ulteriormente sul lavoro svolto – ha sottolineato Giovanni -. A Milano, allo spazio ONOFF, ho portato alcune sculture in resina e una grande installazione di 14 mq che ricostruisce un’architettura residenziale tipica di quei luoghi».

UNO SGUARDO AGLI ANNI A VENIRE

Ma come vede, un artista come lui, il futuro?
«Guardo al futuro con speranza vera. Ora che non ci sono più i muri a dividere gli Stati ma le contrapposizioni è ancora più importante smetterla di considerare nemico chi la pensa diversamente da noi. Incontrandosi, confrontandosi. Per la mia arte, ho in cantiere ancora tanto materiale recuperato in giro per l’Europa che prima o poi salterà fuori».

L’INTERVISTA RAI

Qui l’intervista che quest’anno Giovanni ha rilasciato a Est-Ovest, rubrica in onda sul tg regionale di Rai3.

 

Augusta Brambilla

Arte al femminile, a Cologno arriva la mostra Espressioni ed emozioni visive

Una mini collettiva a opera di cinque pittrici colognesi di età e origini diverse: è Espressioni ed emozioni visive, la nuova mostra de Gli Amici dell’Arte, che dal 2 al 10 novembre sarà visitabile a Cologno, presso la sala mostre R.Crippa di Villa Casati.

LE PITTRICI

Ekaterina Antchougova, Valery Buzilan, Carmen Dragone, Silvana Peracchi e Maria Luisa Reali hanno avuto l’occasione di incontrarsi, conoscersi e confrontarsi grazie a Gli Amici dell’Arte, in un rapporto che le ha arricchite e le ha spinte a presentarsi insieme in questa occasione.

Romantiche figure femminili per la russa Antchougova, poderosi paesaggi per la moldava Buzilan, classicheggianti creazioni per la Dragone, teneri acquarelli per la Peracchi, quasi miniature per la Reali: un’immersione nell’arte che merita una visita.

LA MOSTRA

L’inaugurazione della collettiva si svolgerà sabato 2 novembre a partire dalle 17.30.
La mostra sarà poi visitabile tutti i giorni dalle 16 alle 19 e la domenica anche in mattinata, dalle 10.30 alle 12.30.
Villa Casati si trova in via Mazzini 9 a Cologno.

L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il 348/4972898.

Arte contemporanea: a Gorgonzola arriva la mostra “Attraversamenti”

Si svolgerà sabato 19 ottobre alle 18.00 presso Palazzo Pirola l’inaugurazione del progetto di arte contemporanea Attraversamenti, promosso dall’Associazione Culturale Arte tra la Gente e con la presentazione di Christian Cremona, visitabile fino al 27 ottobre.

ATTRAVERSAMENTI: LA MOSTRA

Gli artisti di Arte tra la Gente, ciascuno in base alla propria sensibilità, attraverso la scultura, la pittura, il collage, l’assemblage, la fotografia e il cucito condurranno nel campo del visivo l’esperienza dell’umano fare e la traccia del burrascoso o lieto passaggio di ognuno di noi. Inoltre, durante l’azione dell’attraversamento l’uomo muta, cambia, non è più lo stesso di prima: porta con sé e dentro di sé un’altra e nuova esperienza. Perché l’essere umano, spinto dall’istinto alla vita o dalla seta della conoscenza e della felicità, è viaggiatore.

«Attraversamenti fa immediatamente pensare al passaggio fisico da un luogo ad un altro, e già qui gli spunti sarebbero molteplici poichè l’uomo attraversa quotidianamente ponti, paesi, continenti, mari, deserti, confini, per necessità o anche solo per desiderio di conoscenza, per scoprire nuove realtà – ha sottolineato l’associazione culturale Arte tra la Gente -. Altre però possono essere le chiavi di lettura e narrazione, come gli stati d’animo che ci attraversano ogni giorno: paure, angosce, gioia, tutte le emozioni e le numerose prove a cui gli esseri umani sono sottoposti durante la loro esistenza. Le nostre vite possono essere attraversate da periodi cupi, tunnel nei quali a volte non si vede via d’uscita; attraversamenti per adattarsi a mutate necessità nelle diverse fasi della vita. E l’arte, nelle sue molteplici forme, ha da sempre attraversato la vita dell’uomo, arricchendolo spiritualmente.».

L’ASSOCIAZIONE ARTE TRA LE GENTE

L’Associazione Culturale “Arte tra la Gente”, nata nel 2007, si occupa di promuovere eventi artistici a carattere sociale. Composta da artisti che vivono e lavorano sia a Milano che nell’hinterland milanese, ha affrontato in questi anni tematiche a volte molto delicate, quali l’autismo, la violenza sulle donne tra le mura domestiche o anche le barriere, proponendo mostre di pittura, scultura, fotografia, digital-art e installazioni sia in spazi pubblici a Milano che nei comuni limitrofi e in Emilia e Veneto, e cercando, quando possibile, il coinvolgimento e la collaborazione di artisti locali.

ATTRAVERSAMENTI: QUANDO VISITARLA

La mostra resterà aperta dal 19 al 27 ottobre nei seguenti orari: venerdì dalle 16 alle 19 e sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del comune.

 

Augusta Brambilla

 

Un viaggio, mille emozioni: a Cernusco la mostra fotografica “Indonesia”

claudia de salvo indonesia

Quando si torna da un viaggio in un luogo lontano la valigia è piena di ricordi ed emozioni, che vorremmo raccontare e condividere con tutti. Soprattutto se i luoghi visitati ci hanno conquistano con le chiacchiere e i sorrisi dei loro abitanti, le atmosfere magiche e le bellezze naturali. Così è successo a Claudia De Salvo, che ha scelto di raccontare il suo primo viaggio fuori dall’Europa attraverso la mostra fotografica “Indonesia”, che sarà inaugurata sabato 5 ottobre alle 19 presso gli spazi di Villa Fiorita a Cernusco.

Insegnante di matematica, Claudia è da sempre appassionata di fotografia, che considera «un mezzo che ci permette di conoscere persone ed entrare in relazione con loro, che fa uscire la parte più vera di noi e mette allo scoperto anche chi ci sta davanti».

LA MOSTRA

«La mostra “Indonesia” vuole raccontare attraverso lo sguardo fotografico un paese lontano da noi sia per distanza sia per cultura, ma affascinante e al tempo stesso magico», ha spiegato Claudia De Salvo. «Il progetto non è stato studiato a tavolino: l’idea è nata dopo un viaggio di 21 giorni e una selezione di 50 scatti. Nasce quindi dall’esigenza e la voglia di far conoscere questi luoghi meravigliosi e di trasmettere attraverso il linguaggio fotografico le emozioni vissute».

Claudia è stata in Indonesia nell’estate del 2018, ed è rimasta molto colpita da questo paese lontano. Per questo, nonostante altri viaggi più recenti, ha scelto questo luogo come protagonista della mostra che propone una raccolta di immagini di diverso genere, colte “al volo” durante un viaggio movimentato e fuori dai soliti percorsi turistici. Rappresenta una varietà di paesaggi e bellezze naturali, come i vulcani, il monte Bromo e le cascate della Madakaripura nell’isola di Java, le vastissime risaie Jatiluwih nell’isola di Bali, ma anche cultura e tradizioni attraverso gli enormi templi buddisti come Borobodur (patrimonio dell’Unesco) e le cerimonie religiose, matrimoni e funerali caratteristici del Sulawesi.

E accanto a paesaggi e templi, ci sono gli scatti che colgono volti e gesti quotidiani delle persone del luogo, da cui l’autrice è rimasta molto affascinata. In particolare l’ha colpita la visita nell’isola del Sulawesi, «sia per la bellezza del luogo, sia per il contatto con le persone, donne e uomini che lavorano nei campi senza accorgersi della fatica, i bambini che giocano a piedi scalzi nei cortili, gente che vive di poco ma che con la propria fede sembra non aver problemi», ha raccontato Claudia. «Ti sanno accogliere sempre col il sorriso sulle labbra e ciò che ti trasmettono è serenità».

Questi scatti rappresentano quindi un luogo che, nonostante i problemi della vita quotidiana, trasmette una sensazione di grande pace. «Fa riflettere come la gente che vive con poco sia quella più felice», è il messaggio che Claudia vuole condividere attraverso la sua mostra, che sarà visitabile fino all’inizio di novembre.

SCATTI IN ESCLUSIVA

Claudia De Salvo, che ha collaborato con Fuoridalcomune in diversi progetti fotografici, ci ha fatto un regalo: una selezione di scatti, scelti tra i suoi preferiti, che raccontano di luoghi e culture lontane e pubblichiamo qui in esclusiva.

Cinzia ed Ersilia, con la book art trasformano i libri in opere d’arte

book art cinzia ersilia

Avete mai pensano ai libri come a un’opera non da “leggere”, ma da “guardare”? Forse no, ma ci sono persone che trasformano i libri in sculture utilizzando la book art. Una forma d’arte che richiede fantasia, abilità e precisione, come ci hanno spiegato le “book artist” Cinzia Ciamarra ed Ersilia Grande di Carugate.

Entrambe si sono avvicinate alla book art quasi per caso, vedendo sul web le foto delle opere realizzate da Andreea Maurici, un’artista originaria della Romania che vive a Ischia. «Mi sono iscritta al suo gruppo Facebook perché volevo imparare a intagliare i libri e ho scoperto che c’era anche Ersilia – ci ha raccontato Cinzia – In realtà la conoscevo già, ma come maestra dei miei figli!».

Ersilia infatti è una maestra storica della scuola elementare di Carugate, e ha coinvolto anche i suoi alunni nell’originale lavoro di scultura. «Il mio primo lavoro è stata la realizzazione di un cuore, ed ero così orgogliosa di quello che stavo facendo che portavo sempre il libro con me per mostrare a tutti i progressi in corso d’opera», ha spiegato Ersilia «Ho proposto questa attività ai miei bambini e si sono appassionati anche loro».

«Per realizzare una scultura serve molto tempo…almeno 15 ore per i soggetti più semplici – ha aggiunto Cinzia – Ma da quando sono “casalinga forzata” il tempo non mi manca, e ho scoperto nella book art una grande passione».

VOLTI, LUOGHI, EMOZIONI

Volti, luoghi, scritte, oggetti: non c’è limite alle cose che si possono rappresentare con la scultura dei libri. «Lavoriamo utilizzando gli schemi che ci prepara Andreea – ha detto Cinzia – con l’aiuto di un software e della sua infinita disponibilità».

A volte il soggetto scelto si abbina al titolo del libro, a volte la scelta del volume dipende dal suo spessore. Abbinando il contenuto del libro all’immagine riprodotta, Cinzia ha scolpito il volto di Padre Pio su un volume a lui dedicato e gli occhi di una donna sul volume “La ragazza dagli occhi verdi”. Con la sua pazienza e abilità, ha realizzato una scultura di grande impatto estetico riproducendo la “Dama con l’Ermellino”, un’opera cara alla città perché ritrae Cecilia Gallerani, che dimorò a Carugate.

Ersilia ha regalato alla preside della sua scuola il volume “Una donna essenziale” dove ha riprodotto il volto della dirigente scolastica. E ha omaggiato la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rappresentando la famosissima foto che li ritrae insieme sul libro “Storia di un uomo solo” dedicato a Paolo Borsellino. «L’ho regalato a Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, che recentemente ha tenuto un incontro a Carugate. Il libro-scultura lo ha colpito, è stato un momento molto commovente», ha spiegato Ersilia, ancora emozionata al ricordo.

UNA NUOVA VITA PER I VECCHI LIBRI

Se gli amanti dei libri e della lettura storcono il naso di fronte alla book art, va detto che è un modo originale ed elegante di dare nuova vita ai libri. Soprattutto a quelli vecchi, che non legge più nessuno e che molto probabilmente andrebbero al macero: è una sorta di riciclo creativo. «Quando le persone vengono a sapere che mi dedico a questa attività, mi regalano i libri che avrebbero buttato via», ha confermato Cinzia.

«E la stessa cosa succede a scuola – ha detto Ersilia – i miei alunni portano in classe i libri che a casa non legge più nessuno, così possiamo scolpirli».

Per realizzare alcune opere servono volumi di determinate dimensioni e devono essere acquistati. Ma anche in questo caso l’acquisto di un libro assume un significato speciale. «Spesso acquisto i libri presso “Il carretto dell’usato”, ad Agrate. Le persone rimangono sorprese quando scelgo i libri non per il loro contenuto, ma per la forma e le dimensioni – ha scherzato Cinzia – ma in ogni caso sono soldi ben spesi, perché il ricavato va a sostegno dell’Operazione Mato Grosso».

SCULTURE IN MOSTRA

Se volete vedere dal vivo le opere di Cinzia ed Ersilia, potete scoprirle presso la biblioteca Atrion di Carugate. Qui è allestita la mostra “Book Art, l’arte in un libro”, che raccoglie le creazioni delle due abili artiste. La mostra è visitabile fino a sabato 28 settembre 2019 negli orari di apertura della biblioteca.

A Melzo una mostra d’arte che è un inno ai colori dei vita

giardino colori melzo

Renata Somaschi, in arte Rita, e Andrea Diolaiti, nonna e nipote, coniugano l’amore per l’arte in due forme diverse: la pittura e la fotografia, riempite del tripudio dei colori della vita e della natura. La mostra personale “Il giardino dei colori”, allestita presso lo Spazio Progetto Arcobaleno di Melzo, dà luce e risalto alle loro opere.

Andrea Diolaiti, classe 2006, si avvicinato alla fotografia tre anni fa, quando ha ricevuto in dono la sua prima macchina fotografica, una Bridge Canon, con la quale si è avventurato alla scoperta del mondo.

«Mi sono avvicinato alla fotografia quando mia nonna materna, Rita, mi ha regalato la Bridge Canon. Sono autodidatta, non uso il cavalletto e devo ammettere che fotografare mi rende felice. Amo la natura, declinata nelle sue innumerevoli sfaccettature, e gli animali, che sono i miei soggetti preferiti, e qualsiasi luogo diventa lo spunto per scattare immagini», ci ha raccontato Andrea. «Questa è la mia prima mostra, che raccoglie le fotografie scattate nei miei primi tre anni di attività e la mia preferita è legata alla schiusa delle tartarughe sulla spiaggia di Cefalonia: un’esperienza incredibile che mi ha regalato un’emozione immensa».

Brillante, vivace e creativo, Andrea ha sottolineato che per diventare un bravo fotografo bisogna «avere passione, pazienza, determinazione, curiosità e tempo libero. Naturalmente l’amore per ciò che si vuole fotografare».

Renata Somaschi, in arte Rita, è una pittrice che ama giocare con il colore, e le sue forme artistiche sono spesso alla ricerca di significati nascosti nella cromaticità, espressamente voluta con il colore offerto come provocazione.

«La tecnica personale consiste nell’uso del colore acrilico utilizzato puro su tela», ha dichiarato Rita. «Amo dipingere e il mio intento è risvegliare con le mie opere attimi fatti di impatto cromatico- armonia- inquietudine-sogno-desiderio. Ma soprattutto gioia, la stessa con la quale creo». Il titolo dell’esposizione ha un significato preciso: «perché il colore, nitido mai sfumato, è sempre presente nella mia pittura per una alta valenza emotiva e relazionale. Perché la vita è fatta di colori e di fiori nei giardini».

«Lo spazio comunale nel quale noi operiamo porta avanti, da anni, progetti di condivisione e di collaborazione con le diverse realtà del territorio e sposa progetti di solidarietà», ha dichiarato Giuliano Grassi, presidente di Progetto Arcobaleno. «Un punto di incontro in cui si mescolano relazioni e creatività».

La mostra è aperta al pubblico fino al 21 settembre, il giovedì dalle 17 alle 19 e il sabato dalle 16 alle 19.00, presso lo Spazio Progetto Arcobaleno in via M. Orsenigo 2, a Melzo.

Augusta Brambilla

Nei parchi della martesana torna “Habitat Scenari Possibili”

habitat scenari possibili
Credit: Habitat Scenari Possibili

Opere d’arte immerse nella natura, performance di danza in parchi e giardini, teatro all’aperto: sono gli eventi di “Habitat Scenari Possibili”. Con le sue installazioni la rassegna artistica trasforma i luoghi naturali del territorio tra l’Adda e la Martesana in un museo a cielo aperto.

Articolata sul triennio 2018-2020 e patrocinata dalla Regione Lombardia, “Habitat Scenari Possibili” ha coinvolto già diversi comuni della martesana. Dopo le esposizioni temporanee, ogni edizione edizione lascia sul territorio alcune opere permanenti, per creare nel tempo una mappa dell’arte contemporanea da scoprire.

L’edizione 2019 di “Habitat Scenari Possibili” è dedicata a Leonardo da Vinci, in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte del genio fiorentino, che visse e lavorò a lungo a Milano. La seconda parte della rassegna si apre oggi a Vimodrone, e nelle prossime settimane arriverà a Inzago, Cernusco sul Naviglio e Cologno Monzese.

IL PROGRAMMA

VIMODRONE

Sabato 7 settembre alle 16, nel parco vicino all’asilo comunale di via Piave di Vimodrone, viene inaugurata l’opera “Anemos Métria” dell’artista Davide Tagliabue. L’installazione che rimanda agli studi di Leonardo dialogando con l’anima del luogo, visibile attraverso la lettura della forza del vento.
Alle ore 16.30, intorno all’opera Anemos Métria, si svolge la performance con la danzatrice e coreografa Sara Catellani, cofondatrice e direttrice artistica del Collettivo Piratejenny.

Al parco Villa Torri, alle ore 17, si svolge l’inaugurazione dell’opera “Cerchio” del Gruppo Colla e, a seguire, una performance di danza con Sara Catellani.

INZAGO

Sabato 14 settembre dalle ore 10.30 alle 19, presso il parco Cornaggia Medici, in via Piola 16, si svolge DinamicArte, un laboratorio pubblico partecipato per la creazione di una tela pittorica gigante, un progetto dell’Associazione Culturale ILINX in collaborazione con il Gruppo Artistico Inzaghese.

Alle ore 11 si tiene l’aperitivo musicale per l’inaugurazione della scuola FabbricArte con le opere di tre giovani artisti: “Terra è Sole la Luna” di Daniele Fabiani, “Stop! Take A Break!” di Mona Khajavi e “Crossroads” di Stefano Serretta

CERNUSCO SUL NAVIGLIO

Sabato 21 settembre dalle ore 10 alle ore 12 presso il Parco Taverna, in via Po, frazione Ronco, andrà in scena il Giro dell’Oca Rinascimentale, uno spettacolo di narrazioni e letture per bambini, ragazzi e adulti, a cura di ILINX teatro.

INZAGO

L’opera collettiva nata dal Progetto Dinamicarte verrà esposta domenica 13 ottobre dalle ore 10 presso il parco Cornaggia Medici di Inzago.

Durante la giornata il pubblico potrà partecipare al Giro dell’Oca delle Narrazioni Ecosostenibili, che prevede tre appuntamenti.
Alle 11, presso il parco Cornaggia Medici ci sarà la performance “In Viaggio con l’Asino” di e con Luca Marchiori, un viaggio in fattoria che trasmette valori positivi sull’aiuto e il rispetto reciproco. Alle 15 presso l’ex Lavatoio, via Ferrario-Balconi 12, ILINX teatro propone “I Portaroli”, un ciclo di racconti originali ispirati a opere d’arte di diversi artisti, con attenzione agli stili di vita del territorio della Martesana. Alle 18, presso il Parco del Pilastrello, Luca Marchiori si esibirà nell’opera teatrale “L’Uomo che Piantava gli Alberi”.

COLOGNO MONZESE

Sabato 19 ottobre alle ore 17.30, presso il Parco di via Marche di Cologno, sarà inaugurata l’installazione “Consuma/Conserva” di Nicolas Ceruti/ILINX teatro, con aperitivo musicale. Protagonista dell’opera è una cyclette a cielo aperto, che genera energia elettrica e la convoglia in un sistema di accumulo favorendo l’accensione della scritta luminosa Consuma/Conserva, con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi ambientali.

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