Cologno: amministrazione comunale e rete antifascista si dividono sul Giorno del Ricordo

La conferenza organizzata dalla rete antifascista di Cologno si è tenuta a Brugherio. Serata presidiata dai carabinieri, ma tutto è filato liscio

Era il 2004 e il Parlamento approvava la legge che istituiva il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo degli italiani istriani, fiumani e dalmati durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. Dall’approvazione della legge il 10 febbraio di ogni anno, in tutta Italia, istituzioni pubbliche, associazioni, partiti e cittadini organizzano iniziative per ricordare quei fatti. C’è, però, anche chi si spende per offrire una versione alternativa a quella ufficiale. Tra questi c’è sicuramente Claudia Cernigoi, giornalista e ricercatrice, direttrice del periodico triestino “La Nuova Alabarda”. Invitata dalla rete antifascista di Cologno Monzese, Claudia Cernigoi avrebbe dovuto tenere una conferenza dal titolo “Le foibe: nelle complesse vicende del confine orientale” nell’auditorium comunale di via Petrarca a Cologno Monzese Giovedì 7 febbraio. La conferenza effettivamente si è svolta, ma in una location diversa, precisamente alla casa dal popolo di Brugherio, dopo che il Comune di Cologno ha posticipato a data da concordarsi la concessione dell’auditorium.

IL SINDACO DI COLOGNO ANGELO ROCCHI: «SULLE FOIBE UNA POSIZIONE CHIARA E NETTA»

Il sindaco di Cologno Monzese Angelo Rocchi, attraverso un comunicato, ha spiegato come la pensa sul tema delle foibe e  detto la sua sulla vicenda dello spazio comunale, prima concesso e poi “sospeso”.

«La nostra posizione sul tema delle foibe e sulla vergogna dell’esodo è chiara, netta e nota da sempre – ha scritto il primo cittadino – Condanno fortemente ogni tentativo di negare la storia e di infangare la memoria di chi in quelle cavità [ndr foibe] perse la vita per la sola colpa di essere italiano».

«Non accetto in alcun modo – ha concluso il sindaco Rocchi – che il nome di questa città [ndr Cologno Monzese] sia accostato a folli tentativi di ricostruzione becera e deviata della storia di questo Paese». 

Quanto alla concessione di uno spazio comunale il primo cittadino ha sottolineato come le richieste non vengano valutate dalla Giunta o da altri organi politici, ma dagli uffici comunali preposti. « E’ evidente – si legge nel comunicato- che un’analisi viene fatta limitatamente alla non contrarietà delle norme, all’ordine pubblico ed al buon costume da parte del soggetto organizzatore».

Il motivo del posticipo della concessione, stando alle parole del sindaco, pare essere legato a ragioni di opportunità. «Riteniamo che lo svolgimento della conferenza in oggetto, la cui relatrice risulta nota per sostenere posizioni revisioniste […] a ridosso di una ricorrenza come il Giorno del ricordo, tutelata da una legge nazionale, non sia opportuna – scrive infatti Angelo Rocchi – Pertantoin accordo con l’intera Giunta Comunale, si è deciso di non autorizzare lo svolgimento della conferenza il 7 febbraio, ma in data successiva da concordare con l’amministrazione».

RETE ANTIFASCISTA COLOGNO: «AGGRESSIVITA’ SENZA PRECEDENTI»

Dopo la sospensione della concessione dell’auditorium che avrebbe dovuto ospitare la conferenza, la Rete Antifascista Cologno ha accusato il sindaco Angelo Rocchi di non essere imparziale come ci si aspetterebbe da chi ricopre una carica istituzionale.

«Vorremmo leggere la stessa determinazione – ha scritto la rete antifascista- nel condannare la violenza nazi-fascista, ma l’esperienza di questi anni ci ha mostrato un’amministrazione timida. Ci sembra ormai chiaro – hanno attaccato- quale lettura della storia venga preferita da chi patrocina iniziative di organizzazioni della galassia neofascista, chi governa grazie al voto di un consigliere comunale in quota Casa Pound, chi ha portato in città un accampamento della Germania nazista con la scusa della rievocazione storica».

LA SERATA

La casa del popolo di Brugherio è una palazzina con un giardino interno. Subito dopo il cancello si sono posizionati sei o sette carabinieri per garantire l’ordine pubblico. Già, l’ordine pubblico. La preoccupazione che ad un certo punto possa spuntare qualche organizzazione neofascista (Casa Pound è il nome che si sente citare con più frequenza) serpeggia tra tutti: tra gli organizzatori, tra i partecipanti e, evidentemente, anche tra gli stessi carabinieri. La sala, seppur non enorme, si riempie in fretta: «L’azione di boicottaggio ci ha aiutati» si sente. Claudia Cernigoi la sua relazione la legge, con calma. Indica luoghi, date e nomi. Lo scopo, dal suo punto di vista, è diffondere la verità storica sulle foibe, oltre quella che viene definita “propaganda”.