I lavori incompiuti di via Kennedy a Pessano fanno discutere

Si accende la polemica sui social: scambio di accuse tra la consigliera di opposizione Maggioni e la ex consigliera di maggioranza Radaelli

La pista ciclabile di via Kennedy fotografata da Daniela Maggioni

La situazione di via Kennedy continua a far discutere a Pessano con Bornago. A riaccendere l’ormai annosa questione è stato un acceso scambio di battute avvenuto su Facebook, tra la consigliera di opposizione Daniela Maggioni della lista Governa il Futuro e Carla Radaelli consigliera dimissionaria della maggioranza, eletta in consiglio proprio in rappresentanza degli abitanti di via Kennedy.

I problemi in via Kennedy

«Qualche giorno fa ho firmato una lettera indirizzata al sindaco da parte di alcuni cittadini che vivono nella zona in cui abito anche io: via Kennedy e cascine adiacenti» ha scritto la consigliera di centro-sinistra, facendo riferimento a una lettera con cui veniva fatta presente alla giunta e agli uffici tecnici la situazione di stallo in via Kennedy.

«Nella lettera si chiedono aggiornamenti in merito ad alcuni interventi lasciati incompiuti da anni – ha continuato Maggioni, lasciando sottointendere l’accusa verso l’amministrazione di non essere mai riuscita a trovare una soluzione definitiva alla situazione disagio che ormai si protrae da diversi anni -: dalla sdrucciolevole e pericolosa strada del sottopasso, alla mancata visibilità per mancanza di manutenzione del verde sulla stessa via che poi porta in via Gandhi e infine, ma certo non meno importante, anzi, il sollecito per il ripristino del doppio senso di marcia interrotto dal dicembre 2018, per la realizzazione della pista ciclabile che, ad oggi, dopo quasi due anni, di pista ciclabile non ha altro che il nome!». 

Il botta e risposta tra Carla Radaelli e Daniela Maggioni

Tra le reazioni al post di Daniela Maggioni, anche quella della ex consigliera Carla Radaelli «Il tuo post “questione Via Kennedy ma non solo” mi ha sorpreso. Mi ha sorpreso perché fino a ieri non hai mosso un dito per Via Kennedy – ha scritto Radaelli con tono accusatorio – non hai mai espresso opinioni, non ti sei mai esposta e oggi, hai sfruttato, o se preferisci hai utilizzato l’iniziativa di una cittadina per interessi o scopi mirati forse a qualcosa o a qualcuno».  Era stata proprio Carla Radaelli infatti a organizzare la raccolta firme per presentare la lettera al sindaco «Sì oggi siamo messi male, ed è per questo che, solo dopo aver dato le dimissioni da consigliere, ho preso l’iniziativa di raccogliere le firme, con la massima trasparenza e con la convinzione che l’attuale amministrazione pur avendo sbagliato a gestire la pesante eredità della zona, abbia capito l’errore e ne farà tesoro per un’esperienza futura. Sono fiduciosa che provvederà, nel limite del possibile, a soddisfare le nostre richieste».

«Come ben sai  – ha continuato la ex-consigliera di maggioranza – sono sempre stata in prima linea per Via Kennedy, ieri, oggi e lo sarò anche domani se serve ma non ho dimenticato da dove e con chi è incominciato il degrado della nostra zona. È iniziato esattamente negli anni ’90 – ha puntualizzato – con il progetto del sottopasso, passando dal comitato KCL per altri problemi ma soprattutto per fermare l’impianto di triturazione (qui hai firmato anche tu) che avrebbe danneggiato la zona e le attività agricole».

A questo punto, Daniela Maggioni ha replicato «Via Kennedy è un problema che non riguarda solo Carla Radaelli ma anche me e visto che oltre a essere una consigliera sono anche cittadina di Pessano con Bornago, mi sono presa la libertà di firmare quella lettera di richiesta chiarimenti proprio perché vivo il disagio di percorrere quella strada ogni giorno. Se poi questa deve essere considerata un’azione politica – ha infine concluso la consigliera – allora aggiungerei che che in consiglio comunale è già stata sollevata tale questione e non c’è mai stata una risposta chiara da parte dell’Amministrazione di cui ha fatto parte la stessa Radaelli fino a qualche settimana fa».