Elio e PizzAut insieme per parlare di autismo

L'inaugurazione del primo supermercato italiano autism-friendly è stata un'occasione unica per accendere i riflettori sul tema

A sinistra Nico Acampora, a destra Elio

Luci più basse, niente suoni forti, priorità alle casse e personale appositamente formato: queste sono soltanto alcune delle caratteristiche che distingueranno il nuovo supermercato Coop autism-friendly, inaugurato ieri – martedì 8 settembre – a Monza.

Alla cerimonia di presentazione del progetto non poteva mancare Nico Acampora, fondatore di PizzAut, l’associazione che la scorsa primavera avrebbe dovuto aprire a Cassina de’ Pecchi il primo ristorante in Italia interamente gestito da ragazzi autistici. Insieme a lui c’era anche Elio, leader del gruppo Elio e le storie tese e anch’egli padre di un ragazzo affetto da autismo.

«In Italia non c’è nulla per l’autismo»

L’inaugurazione del nuovo supermercato è stata un’occasione unica per accendere i riflettori sul tema dell’autismo, in particolare sulle modalità di accesso al lavoro per tutti coloro che sono affetti da questo disturbo.

«In Italia non c’è nulla per l’autismo ed è per questo che io mi incazzo», ha denunciato l’artista Elio in un’intervista al Corriere della Sera. «Il numero è in crescita e oggi un nato ogni 70 ha questa sindrome, sono numeri pazzeschi». In particolare, il cantante ha ricordato che in Italia esiste una legge che prevede servizi per tutti, ma viene spesso disattesa, costringendo le persone autistiche ad affidarsi alle iniziative dei privati.

«Io mi considero un privilegiato – ha proseguito l’artista –, ma mi spendo perché tutti i bambini autistici avrebbero un futuro migliore se solo potessero accedere a tutti i servizi e alle cure previste per legge».

L’inaugurazione del nuovo supermercato ha visto la partecipazione anche di Nico Acampora, che con i suoi ragazzi di PizzAut ha preparato il pranzo a tutti i presenti. La sua associazione, inoltre, ha supportato fin dall’inizio l’iniziativa di Coop e nelle prossime settimane si occuperà della formazione di 4500 addetti vendita.

«La normalità dev’essere inclusiva, è una questione di civiltà – ha spiegato Acampora –. Avremo fatto una piccola rivoluzione quando non ci sarà più bisogno di Coop o PizzAut».