Segrate adotta la linea dura contro la movida

Obbligo di chiusura entro l'una e divieto di asporto e consumo all'aperto di bevande alcoliche dopo le 23.30

Dopo Gorgonzola e Cassina de’ Pecchi, anche il Comune di Segrate sceglie la linea dura contro gli assembramenti e gli schiamazzi notturni. Nella giornata di ieri – mercoledì 22 luglio – il Sindaco Paolo Micheli ha annunciato che per i prossimi due mesi i locali avranno l’obbligo di chiusura entro l’una, mentre dalle 23.30 vigerà il divieto di asporto e consumo di bevande alcoliche all’aperto.

«Spiace dover arrivare ancora una volta a soluzioni estreme – ha commentato il primo cittadino -, ma la tranquillità delle notti dei segratesi e il divieto di assembrarsi per prevenire il contagio Covid sono ancora una priorità».

Le prime reazioni

La decisione di Micheli è arrivata in seguito alle lamentele di alcuni cittadini, che hanno denunciato la presenza di schiamazzi e urla fino a notte inoltrata, specialmente nel piazzale antistante i palazzi di via Aleramo. In aggiunta, diversi residenti hanno lamentato la presenza di situazioni di degrado all’esterno di alcune attività commerciali, dove alle prime luci dell’alba ancora campeggiavano rifiuti e bottiglie vuote.

L’annuncio della nuova ordinanza – prevista per oggi, mercoledì 22 luglio – ha già scatenato le prime reazioni dei cittadini segratesi, che si sono divisi fra chi ha accolto con piacere l’adozione di una linea dura e chi l’ha interpretata come un’inutile penalizzazione nei confronti dei commercianti.

«Capisco e mi dispiace per il malumore dei commercianti interessati – ha risposto il Sindaco Micheli -, ma che in qualche misura gli schiamazzi notturni e l’orario di apertura dei locali siano collegati è oggettivo». Il primo cittadino ha spiegato che la chiusura dei pub non è l’unica soluzione che verrà esplorata dal Comune, che ha già in programma un dispiegamento più intenso delle forze dell’ordine.

«In ogni caso – ha concluso Micheli – come sempre sono disponibile a valutare soluzioni alternative e condivise, soprattutto con i proprietari dei pub. Il problema è noto, mettere la testa sotto la terra e fingere che non ci sia è sbagliato».