La maggioranza si divide: niente mascherine lavabili ai cernuschesi

Il PD parla di «occasione mancata», mentre per Vivere Cernusco è «una questione di priorità»

A Cernusco sul Naviglio la questione mascherine spacca la maggioranza. All’ultima seduta della giunta comunale, il 27 aprile, si è discusso dell’acquisto da parte del Comune di mascherine lavabili da consegnare alla cittadinanza. L’approvazione della delibera però non è arrivata per i voti contrari espressi dal Vice Sindaco Daniele Restelli e dall’assessore alla cultura Mariangela Mariani, entrambi esponenti della lista Vivere Cernusco.

Negli scorsi giorni, la sezione cernuschese del Partito Democratico ha espresso rammarico per «l’occasione mancata», mentre Vivere Cernusco ha ribadito la propria posizione, spiegando che si tratta di «una questione di priorità».

«Le risorse comunali non sono illimitate: valutiamo i veri bisogni primari»

La delibera che ha diviso la giunta cernuschese – il cui verbale della seduta ad oggi, sabato 2 maggio, non sembra reperibile dal sito del Comune – prevedeva una variazione di bilancio per far fronte ad alcune spese legate all’emergenza Covid-19. In particolare, il Comune si impegnava a stanziare 25.000 euro per l’acquisto di dispositivi a tutela del personale degli uffici comunali e 65.000 euro per l’acquisto di mascherine lavabili, da destinare alla cittadinanza. Ed è proprio su quest’ultimo punto che sono nati i dissidi.

«In una fase in cui tutte le entrate tributarie sono state sospese – ha fatto sapere Vivere Cernusco attraverso una nota -, alcuni servizi sono stati ridotti mentre altri hanno richiesto, e richiederanno, un necessario incremento di spesa, riteniamo indispensabile vedere questa analisi prima di decidere come e dove appostare una quota così ingente di risorse».

«Oggi come oggi, inoltre, – prosegue la nota – l’approvvigionamento di mascherine è meno difficoltoso e i prezzi più accessibili alla maggior parte dei cittadini. Valutiamo quindi bene quali sono i bisogni primari a cui dare risposte. Le risorse comunali non sono illimitate e questa emergenza purtroppo non finirà a breve».

«È un momento difficile per tutti, senza distinzioni»

A difesa della propria posizione è intervenuto anche il PD di Cernusco sul Naviglio, che, attraverso una nota, ha espresso «profonda amarezza per avere mancato un’occasione così importante».

«Non ci siamo mai caratterizzati per contributi o regali a pioggia – si legge nella nota – e men che meno ci è mai interessato strizzare l’occhio a un certo populismo fine a stesso e buono solo per le urne elettorali. Ma questi non sono tempi normali e richiedono azioni conseguenti. Nelle crisi siamo tutti uguali, la tutela della salute non discrimina in base al reddito e chi ieri era ricco oggi può essere in difficoltà».

La sezione cittadina del PD ha insistito inoltre sul valore dell’intervento, che avrebbe potuto da un lato «accompagnare e guidare la comunità verso la fase di convivenza con il virus» e dall’altro permettere l’uso di «uno strumento riutilizzabile, evitando di buttare tonnellate di mascherine chirurgiche monouso».

A questo punto resta da vedere se le due forze politiche della maggioranza riusciranno a trovare un compromesso. Nel frattempo, i cernuschesi non possono che aspettare.