Covid-19, fase 2: il livello di diffusione “accettabile”

Un Decreto del ministro della Salute Roberto Speranza stabilisce i criteri di monitoraggio del rischio

Qual è il livello accettabile di diffusione del Covid-19? Sì, perché con l’inizio della fase due il virus non sparirà dalle nostre vite, anzi, sarà necessario abituarsi ad una convivenza con questo ospite indesiderato. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile ha l’intenzione di dare respiro alla vita produttiva e sociale del Paese, senza rischiare di tornare ad una curva alta dei contagi, con conseguente affanno delle strutture sanitarie. Dunque non un’eliminazione del coronavirus, ma un suo controllo. E i criteri di questo “controllo” sono stati stilati da un Decreto del ministro della Salute Roberto Speranza che prevede un allentamento prolungato nel tempo del lockdown «solo ove sia assunto uno stretto monitoraggio dell’andamento della trasmissione del virus sul territorio nazionale» insieme ad una preparazione e capacità del sistema sanitario.

I criteri, in sintesi, sono la capacità di monitoraggio del virus, la capacità di accertamento diagnostico e gestione dei contatti e la stabilità di trasmissione e tenuta nei servizi sanitari. Obiettivo, dunque, si legge nel decreto è «mantenere un numero di casi di infezione limitato e comunque entro valori che li rendano gestibili da parte dei servizi sanitari del paese». Ed è proprio sui valori che si gioca la partita – oltre che della nostra salute – della maggiore o minore intensità delle misure restrittive. Se infatti il rischio, dato dalla combinazione della probabilità di una minaccia sanitaria e dell’impatto di questa sul sistema sanitario, dovesse risultare alto, molto alto o anche moderato ma non controllabile, il Presidente di Regione, ai sensi del Dcpm del 26 aprile, «propone le misure restrittive necessarie e urgenti per le attività produttive delle aree del territorio regionale specificamente interessate dall’aggravamento».

 Per tutte le tabelle con gli indicatori si rimanda al Decreto.

Algoritmo di valutazione di probabilità (fonte: Decreto Ministro della Salute 30 aprile 2020)

Algoritmo di impatto (fonte: Decreto Ministro della Salute 30 aprile 2020)