Pioltello, imbrattata per la quarta volta la targa del parco Vittorio Arrigoni

Il primo episodio a settembre, poi altri tre casi. La Rete per la Pace: «Non può più trattarsi di una casualità»

«Una volta è un caso, due una coincidenza, tre un’azione del nemico». Anche senza riprendere Ian Fleming la Rete della Pace di Pioltello, dopo il quarto (neanche il terzo) imbrattamento del cartello con il nome di Vittorio Arrigoni, è convinta che non si tratti più di una casualità, ma di un gesto che ha il «chiaro significato di sporcarne la memoria».

L’INTITOLAZIONE DEL PARCO 

Lo scorso 9 maggio il parco di via Bizet a Pioltello è stato intitolato (qui il video) a Vittorio Arrigoni, cooperante e attivista internazionale, ucciso nel 2011 nella striscia di Gaza, terra per la quale si è speso negli ultimi anni della sua vita.

All’inaugurazione avevano preso parte la Sindaca Ivonne Cosciotti, la Giunta, la Rete per la Pace e, soprattutto, Egidia Beretta, madre di Vittorio

IL PRIMO IMBRATTAMENTO

Il primo imbrattamento del cartello con il nome di Vittorio Arrigoni è avvenuto a inizio settembre 2019. «Atto di sciocco vandalismo o preciso attacco alla figura di Vik? Non possiamo saperlo ma comunque si tratta di un atto che non ha una logica spiegazione – avevano commentato in quell’occasione gli esponenti della Rete per la Pace di Pioltello»

GLI ALTRI CASI E LA REAZIONE

Adesso è la stessa rete a escludere lo «sciocco vandalismo» e a ritenere  il gesto premeditato. Questo perché, tra il primo imbrattamento di settembre e l’ultimo, ce ne sono stati altri due.

Ora la misura è colma e gli attivisti di Pioltello chiedono alla Sindaca e alle forze dell’ordine di «mettere in campo le azioni opportune a difesa del parco» e a tutta la città di «difendere il valore della memoria di Vittorio Arrigoni e di favorire ogni occasione e situazione per diffonderne il messaggio di pace».