Cernusco, Istituto Margherita Hack: la guerra delle date

Dopo quello dell' 11 giugno è saltato anche il consiglio di ieri, Martedì 2 luglio. Le famiglie intanto aspettano di conoscere il calendario scolastico e c'è un bilancio da approvare. Ipotesi commissariamento?

Niente da fare. Il Consiglio d’Istituto per decidere il calendario per l’inizio del prossimo anno scolastico proprio non si riesce a tenere. Anche ieri, Martedì 2 luglio, infatti, è saltata la seduta. La mancanza del numero legale sembrava scontata, ma in questo caso non è stato neanche necessario verificarlo, visto che la comunicazione dell’annullamento del Consiglio sarebbe arrivata il giorno prima, Lunedì 1 luglio, tramite registro elettronico. Al centro del dibattito ci sarebbe sempre la sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio Gerardo Giacomazzi, con l’aggiunta di uno scontro sulla data giusta per svolgere il Consiglio.

I consiglieri dissidenti, per intenderci quelli che hanno annunciato l’impossibilità a partecipare al Consiglio del 2 luglio, gli stessi che vogliono sfiduciare Giacomazzi, si sono fatti sentire, diramando un comunicato firmato (Alessandra Mondi, Barbara Gallo, Valentina Poggi, Paola Foschi, Antonio Topo, Giuseppina Rosaria Finardi, Maria Grazia De Santis, Manuela Torso, Maura Clerici, Pamela D’orazio e Maria Grazia Sclafani) con il quale sostengono di aver proposto al presidente una data alternativa per lo svolgimento del Consiglio, ma di essere stati ignorati.

Ieri, fuori dalla scuola, Giacomazzi ha annunciato a consiglieri e genitori presenti di aver fatto partire una nuova convocazione per la prossima settimana. Sarà la volta buona? Riusciranno tutti i consiglieri a trovare una mediazione nell’interesse degli studenti?

LA QUESTIONE DELLE DIMISSIONI

Nei giorni scorsi Nadia Pezzoni, presidente del Comitato Genitori, aveva invitato i consiglieri che avevano annunciato la non partecipazione al consiglio di ieri a dimettersi. La risposta dei firmatari del comunicato non si è fatta attendere: «La presidente Nadia Pezzoni è la presidente del Comitato Genitori o la presidente del comitato del presidente Giacomazzi? – hanno domandato -. Si è mai chiesta – hanno proseguito – se in maniera democratica, il presidente Giacomazzi non si sarebbe dovuto presentare a un Consiglio d’Istituto con all’ordine del giorno il voto sulla sua fiducia?».

LA GUERRA DELLE DATE

I consiglieri firmatari del comunicato hanno scritto di aver proposto una data alternativa per lo svolgimento della seduta, ma di essere stati ignorati: «Non appena capito che al Consiglio d’Istituto per motivi personali la maggior parte dei consiglieri non avrebbe potuto partecipare, per il grande senso di responsabilità [ndr… che ci ha sempre contraddistinto], si è proceduto a invitare, con comunicazione scritta e firmata, il presidente a convocare il Consiglio d’Istituto in una data (qualsiasi giorno della settimana 24/28 giugno) in cui certamente tutti sarebbero stati presenti. Senza alcuna motivazione lo stesso presidente ha rifiutato la proposta».

La motivazione del rifiuto Giacomazzi l’ha esplicitata subito dopo, rivolgendosi direttamente ai firmatari dell’appello: «Avete avanzato una proposta di data – ha detto – che sapevate già irricevibile per forma, per senso, per tempistica, per assenza di motivazione plausibile, con un Consiglio ordinario già convocato regolarmente». Lo stesso Giacomazzi, con un comunicato, ha invitato i consiglieri a compiere una scelta: Presentatevi e cercate di rappresentare le esigenze della comunità scolastica e non interessi ad personam della vostra burattinaia, oppure dimettetevi e lasciate lavorare nell’interesse della scuola i cinque consiglieri che mantengono dignità, pensiero autonomo e soprattutto rappresentanza dell’elettorato».

L’AFFAIRE MARGHERITA HACK ARRIVA IN CONSIGLIO

Prima o poi doveva succedere. È vero che la scuola e i suoi organi godono di ampia autonomia, ma vista la situazione eccezionale, per usare un eufemismo, ci si poteva attendere che qualche forza politica interpellasse direttamente il sindaco e l’amministrazione. A farlo è stata La città in comune – sinistra per Cernusco, che ha depositato un’interpellanza, che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, con la quale chiede «Quali azioni ha intrapreso l’amministrazione comunale per favorire la ripresa di un sereno dialogo tra le parti» e «Come intende [ndr… l’amministrazione] strutturare e consolidare una relazione interistituzionale funzionale ed efficace».