MARTESANA
    IL FREE FLOATING ARRIVA ANCHE FUORI MILANO. IN ARRIVO 12 MILA BICICLETTE IN MARTESANA E HINTERLAND

    Come spesso accade, prima delle istituzioni ci erano arrivati i cittadini. Si perché le biciclette grigio-arancio di Mobike e quelle gialle di Ofo già da alcuni mesi hanno iniziato a tappezzare i marciapiedi e le strade di tutta la Martesana anche se la situazione non era poi così chiara.

    Il servizio di bike sharing in free floating, ovvero senza la necessità di riposizionare la bicicletta in appositi stalli, è attivo ormai a Milano da parecchi mesi ed ha riscosso un notevole successo ma fino ad ora le bici non potevano uscire, teoricamente, dai confini della città. Limite questo spesso arginato dai cittadini che forse hanno in mente, più di quanto si pensi il concetto di città metropolitana e di mobilità sostenibile, tanto che le biciclette sono state portate al dei confini cittadini previsti con l’avvio del servizio. Per questo motivo, e per poter usufruire di questo servizio rivoluzionario, i comuni dell’hinterland, attraverso Città Metropolitana, hanno aderito all’accordo per poter far circolare le biciclette più famose di Milano sul loro territorio.

    Già da metà dicembre gli utenti potranno usare le bici per i loro spostamenti nell’hinterland, mentre da febbraio 12 mila biciclette verranno distribuite sugli 85 comuni della Città Metropolitana che hanno aderito. Sarà compito dei gestori monitorare la distribuzione in modo tale che 12 mila biciclette resteranno all’interno della città di Milano e altre 12 mila invece nei comuni limitrofi.

    Controllo questo che non dovrebbe essere difficile da effettuare in quanto ogni mezzo è dotato di un particolare dispositivo che collegato ad un app, riesce a localizzare il mezzo in ogni momento, sia per controllare la loro ubicazione sul territorio che per permettere all’utente di raggiungere e sbloccare la bicicletta più vicina.

    Tutto ciò permetterà anche ai comuni più piccoli, impossibilitati ad affrontare i costi di un servizio di bike sharing da soli, di avere sul proprio territorio un metodo alternativo da offrire allo spostamento dei cittadini.

    Una bella novità dunque che potrebbe avere anche un impatto culturale, visto che usare la bicicletta condivisa significa ridurre le emissioni di inquinanti, fare dell’attività fisica e soprattutto condividere, con più persone possibili, l’uso di un bene materiale.