CARUGATE
PROVVEDIMENTO: MULTE A PROSTITUTE E CLIENTI PER 300€. C.I.M. “BISOGNA INTERVENIRE SULLE CAUSE”

Al Consiglio Comunale di lunedì 29 maggio, fra i vari ordini del giorno, ha figurato anche l’integrazione al Regolamento di Polizia Urbana dell’articolo 31 bis finalizzato al contrasto della prostituzione, “un problema di decoro urbano”,  tramite sanzioni pecuniarie (che si aggirano intorno ai 300 euro) per prostitute e clienti.

Argomento questo che ha fatto molto discutere e, in particolar modo, inasprire i toni di Carugate in Movimento, la cui portavoce Daniela Varisco ha così commentato in un post su Facebook: “Sono assolutamente d’accordo che la prostituzione sia un fenomeno da contrastare; ma rassegnarsi a considerare la prostituzione alla stregua di un fenomeno di degrado urbano è come cercare di curare una malattia eliminandone i sintomi senza intervenire sulle cause! Si rischia di colpire le donne senza perseguire chi le traffica e le sfrutta.”  

Un mezzo di contrasto quindi, quello della multa, ritenuto riduttivo dalla consigliera, la quale preferirebbe invece azioni più concrete e meno superficiali  “che risalgano alle cause del reato, ovvero quello dello sfruttamento delle donne che si prostituiscono, prime vittime di questo fenomeno orribile che è una forma moderna di schiavitù”. Un’idea potrebbero essere delle campagne di sensibilizzazione mirate, contro i luoghi comuni e l’ignoranza fin troppo diffusa sul tema oppure, come già il gruppo CIM ha proposto in sede di Consiglio Comunale, pur senza ottenere risposta, costituire un fondo con i proventi di queste multe, che possa essere destinato alle onlus che già si impegnano realmente nel recupero di donne prostitu(i)te”. 

Dal canto suo, il sindaco Luca Maggioni è intervenuto dichiarando che: Il contrasto al fenomeno della prostituzione non era l’intento di quanto portato in Consiglio Comunale; l’odg consisteva esclusivamente nell’adeguamento del Regolamento di Polizia Urbano tramite l’inserimento di un articolo, nei fatti usato già dalla Polizia Locale nelle ordinanze contigibili e urgenti. Sicuramente poi l’amministrazione resterà disponibile a valutare altre iniziative e proposte connesse, che arrivino anche da associazioni operanti nel settore. Sono pienamente d’accordo che per contrastare la prostituzione siano necessari ben altri strumenti; quali percorsi educativi, incontri di sensibilizzazione ed azioni che vadano a tutelare le donne vittime di questa tratta”. Conclude poi affermando che: “Se qualcuno in Consiglio non ha capito quale fosse il vero obiettivo della mozione, probabilmente era perché non voleva capirlo. Mi sembra che la questione sia stata strumentalizzata per fare polemica.”