CASSINA
UN SUCCESSO LA SERATA DEL CAG PER DISCUTERE DI GIOCO D’AZZARDO

Il gioco d’azzardo patologico (GAP) è un problema sempre più preoccupante, e a preoccuparsene attraverso un complesso lavoro di prevenzione, sono anche le Politiche Giovanili, visto che il GAP colpisce trasversalmente tutte le età e in modo importante anche i ragazzi.

Azzardo. Non chiamiamolo gioco” è il titolo della serata, molto ricca di contenuti, organizzata il 3 novembre alla biblioteca di Cassina dall’assessorato alle Politiche Giovanili, gli operatori del Centro di Aggregazione Giovanile “Nautilus”, la scuola media “G. Falcone” e la collaborazione di alcuni performer.

Innanzi tutto si è parlato di ludopatia, ovvero la malattia conclamata, la dipendenza legata al gioco d’azzardo patologico, che costa in termini di salute in primis, e non di meno in termini di risorse e cure. Ad aprire l’incontro che ha visto la presenza non solo di cittadini di Cassina, è stato l’assessore alla partita Tommaso Chiarella, che ha fortemente voluto questa serata. “L’impegno del Comune di Cassina de’ Pecchi per arginare i problemi connessi al gioco d’azzardo è da diverso tempo intenso. Già facciamo parte della Rete No Slot, che unisce molti Comuni -ha spiegato- Ed è davvero un bellissimo segnale vedere così tante persone e tanti giovani presenti qui stasera, il che dimostra che c’è tanta gente che vuole cambiare e superare questo problema”.

2016-11-04-PHOTO-00000062È stato poi il turno del coordinatore del Centro di Aggregazione Nautilus, Fabio Rech, che ha illustrato ai presenti l’importante lavoro svolto gomito gomito con i ragazzi per renderli consapevoli dei rischi legati al gioco. Stima e approvazione per questo grande lavoro quotidiano, sono stati espressi da Valentina Molignani, vicaria della scuola media statale “Falcone”, istituto che proprio l’anno scorso ha investito su incontri di sensibilizzazione legati al tema discusso, nei quali fu proprio il CAG cassinese a mettere tempo e impegno per informare gli studenti relativamente all’azzardo.

Le parole hanno però lasciato spazio alle immagini, spesso determinanti, del cortometraggio  “Gioco ma non mi azzardo”, realizzato dai ragazzi delle scuole medie all’interno delle attività del Centro di Aggregazione. Un video, quello fatto dai giovani insieme agli operatori, che ha voluto mettere al centro la tematica della prevenzione precoce poiché, dicono gli studi, per prevenire il gioco d’azzardo patologico è necessario lavorare molto presto con i giovanissimi, sviluppando in loro quel senso di autoefficacia che è un fattore protettivo dalla ludopatia. Il messaggio è parso colpire la platea di ragazzi e famiglie, coinvolti anche da sketch teatrali realizzati dal vivo nel tentativo di richiamare le dinamiche del gioco.

L’evento è stato anche un’occasione per poter inaugurare la mostra di vignette contro la ludopatia, alla quale hanno partecipato molti artisti e che rimarrà presso la biblioteca ancora per qualche settimana.

F.R.