SEGRATE
“A SCUOLA COL DUCE”. L’ISTRUZIONE NEL FASCISMO. RIFLESSIONE PER UNA LIBERAZIONE

Partono gli eventi dedicati alla celebrazione del 25 aprile, e in città il primo appuntamento è per domani 14 aprile alle ore 18.30 presso il Centro Culturale Verdi di via XXV aprile, dove verrà inaugurata la mostra “A scuola col duce. L’istruzione primaria nel ventennio fascista” , alla presenza di Roberto Cenati, Presidente ANPI provinciale ed Elena d’Ambrosio, curatrice della mostra.

L’esposizione, ideata e realizzata fin dal 2003 dall’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Antonio Perretta” di Como, approda a Segrate grazie all’Anpi, che l’ha voluta in occasione dell’anniversario della liberazione, per ripercorrere attraverso i pannelli con le riproduzioni dei manuali scolastici, dei quaderni degli alunni del tempo, delle fotografie e dei testi, gli anni dell’istruzione sotto il regime fascista. Una scelta che può sembrare provocatoria, ma che in realtà aiuta a riflettere su quanto sia importante conoscere per attuare un processo che sia di vera liberazione, nella scuola e nella vita più in generale forse.

“L’istruzione primaria nel ventennio fascista” non è solo il sottotitolo della mostra, ma è il cuore dell’esposizione, che mira ad illustrare un’istituzione scolastica che non aveva nelle sue corde l’intento di trasmettere conoscenze e nozioni, non solo almeno, ma che puntata a formare sin dalle primissime leve, le generazioni future di soldati, balilla o figlie della lupa, sulle tre direttrici dell’obbedienza, del sacrificio e della patria. Una scuola dove insegnanti e presidi erano considerati alla stregua di “apostoli” e “sacerdoti” che dovevano educare alla fede Fascista e Cristiana, e dove l’Opera Naziona­le Balilla penetrava nelle scuole assumendosi l’incarico dell’insegnamento dell’educazione fisica dei giovani, e dell’organizzazione di iniziative.  Se oggi giorno si discute tanto di una scuola aperta a valorizzare le attitudini dei ragazzi, le loro peculiarità, diametralmente opposta era la scuola del ventennio, dove i giovanissimi balilla giuravano di non appartenere più a loro tessi ma al Duce e alla Rivoluzione Fascista.

“La mostra – commenta Elena D’Ambrosio, curatrice – vuole, in fondo, contribuire a esalta­re quella libertà dell’uomo che comincia difendendo i diritti del fanciullo in formazione, poiché la libertà nasce nelle aule delle scuole elementari, dove per la prima volta al bambino viene consegnato un libro. Quel libro deve essere corretto e leale, senza dottri­ne devianti e senza falsi scopi, aperto all’ottimismo, chiaro, semplice. Sarà poi la realtà della vita con tutte le sue asprezze a modulare il carattere d’ogni creatura a seconda di ciò che porta dentro, e non un’unifor­me o un canto di guerra”.

Chiunque non potesse partecipare all’inaugurazione, ma fosse interessato a visitare la mostra, questi sono i giorni e gli orari di apertura:
lun, mar, gio, ven 9.30-19;
mer 14-19;
sab 9.30-12.30 e 14-19; 
dom 10-12 e 15-18 con ingresso dall’esterno del Centro Verdi

FRANCA ANDREONI