MARTESANA
COS’E’ LA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE SU INVIOLABILITÀ DI DOMICILIO E LEGITTIMA DIFESA ?

Se ne sta parlando con confusione ed enfasi, ed è chiaro che la ragione è strettamente legata alla delicatezza dell’argomento. Si tratta della proposta di legge di iniziativa popolare lanciata da Italia dei Valori e volta ad inasprire le pene per coloro che violano il domicilio, tutelando maggiormente chi si difende da un intruso sorpreso nella proprietà privata.

Si parla quindi di “inviolabilità di domicilio e legittima difesa”, come titolano gli stessi promotori. In ogni comune è già possibile firmare la proposta, nel caso ci si trovi concordi, recandosi all’ufficio Anagrafe con un documento di identità entro il 25 di maggio.

Nel dettaglio IdV chiede che vengano modificati alcuni commi dell’articolo 614 e 55 del codice penale, quest’ultimo è proprio quello relativo all’ eccesso colposo in legittima difesa. Spiegando meglio, ad ora il codice penale punisce in casi particolari, il cittadino che per difendersi da un ladro reagisce con eccessiva violenza, causando danni fisici gravi al malintenzionato, o addirittura uccidendolo.

Per quanto riguarda invece l’articolo 614, le modifiche richieste da Italia dei Valori, sono indirizzate ad inasprire le pene per la violazioni di domicilio punendole con un massimo 6 anni di detenzione al posto di 2, e chiedendo che il ladro o il malvivente colte sul fatto in casa, magari ferito anche lievemente dal proprietario nel tentativo di difendersi o farli scappare, non possa chiedere in alcun modo nessun risarcimento per danni avvenuti in quel frangete.

Diciamo no alla giustizia “fai da te”, ma i cittadini onesti devono essere più tutelati e devono godere di una fattispecie della legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto oggi dalla legge vigente. L’obiettivo deve essere quello di poter difendere i propri beni una volta subita una violazione del proprio domicilio, del proprio negozio, della propria abitazione”.

Questo è parte del testo con il quale Italia dei Valori illustra la propria proposta di legge, e prosegue più avanti così: “Diciamo no ai pistoleri per le strade, naturalmente, ma su questo tema riteniamo occorra assicurare più protezione a chi reagisce per difendersi. Il nostro ambiente casalingo professionale, quello in cui si svolge la sfera più privata della nostra vita, dove ci sono i nostri beni e i nostri cari, deve godere di una salvaguardia di livello superiore” e precisa: “Vogliamo dunque evitare ogni ipotesi di trasformazione dell’aggressore in vittima”, concludendo poi: “Questo ampliamento legislativo della tutela vuole da un lato evitare il rischio di alimentare la cultura dello “sceriffo fai da te”, cavalcata da forze politiche estremiste nei toni ma improduttive nelle soluzioni, ma dall’altro realizzare un deterrente molto più forte verso quella categoria di criminali dediti a furti e rapine nelle nostre abitazioni, che non dovranno mai più beneficiare di alcuna scappatoia giuridica che sarebbe ingiusta e beffarda”.

Il pericolo di annullare l’eccesso di legittima difesa, è che molti cittadini con porto d’armi, si sentano autorizzati a sparare dalla finestra se vedono una persona anche solo in procinto di scavalcare la recinzione del giardino, d’altro canto però, sorprendendo un ladro in casa di notte, colta dal terrore una persona potrebbe anche reagire pensando di aggredire prima di essere aggredito, ed è complesso, e forse anche beffardo, riuscire a trovare le parole per condannare la sua reazione.

Per quanto riguarda l’inasprimento della pena come deterrente, è difficile pensare che un ladro possa decidere di fermarsi davanti alla possibilità di 6 anni di carcere al posto che di soli 2 anni. Uccidere o spacciare portano in galera, è un dato assodato; ma ogni giorno le notizie di uomini che si ammazzano tra di loro sono il centro dei telegiornali, e ogni ora probabilmente c’è uno spacciatore che passa una bustina di droga a qualcuno. Per tanto, pur sapendo a cosa si va incontro, non c’è freno o deterrente che tenga in ambito criminale.

E’ però plausibile che, in un contesto sempre più violento dove un problema non si risolve più con una scazzottata ma con una pistola o un coltello in mano, e dove introdursi in casa degli altri è uno dei reati più diffusi, la gente si senta impaurita, spaventata, e che non voglia sentirsi in difetto se scoprendo un intruso in casa propria, reagisce anche con veemenza nel tentativo di difendere i propri cari. Sentirsi però in diritto di far giustizia da soli è un rischio enorme che si corre. 

Il tema resta molto delicato, e ci si chiede come mai non se ne discuta più nel dettaglio proprio per aiutare la gente a comprendere pro e contro, evitando un voto di pancia senza alcuna reale consapevolezza.