CERNUSCO
SCUOLA E DISABILITA’: UN INCONTRO E UNA RIFLESSIONE CHE HANNO COLPITO NEL SEGNO

Sabato mattina 30 gennaio, si è svolto a Cernusco l’incontro “scuola e disabilità” organizzato da Anffas Onlus Martesana, associazione che da anni rappresenta le famiglie di persone diversamente abili, e che ha visto l’intervento di psicologi, dirigenti scolastici e autorità cittadine per fare il punto sul processo di integrazione dei ragazzi diversamente abili all’interno degli istituti scolastici. Lo abbiamo seguito attraverso gli occhi di un nostro collaboratore, che ha raccontato così una mattinata iniziata come un normale impegno di lavoro, e terminata con qualcosa di più.

Ecco il suo racconto.

In una sala gremita di persone sono riuscito a trovare una posto e mi sono seduto in fondo, come sono solito fare quando vengo mandato a seguire degli eventi. Ho estratto il block notes, deciso ad appuntarmi i discorsi più rilevanti e le parole più importanti dei relatori, ma non ci sono riuscito. La passione e la tenacia con cui si discuteva dell’argomento mi hanno fatto dimenticare del perchè io fossi lì tra loro; ho quindi chiuso la mia agenda, ho riposto la penna ed ho iniziato ad ascoltare.

In mezzo ai volti di genitori con figli diversamente abili, che ogni giorno frequentano le scuole di ogni ordine e grado della zona, tra i visi degli insegnanti di sostegno e curricolari  che li seguono e li accompagnano nel loro percorso di apprendimento, e attraverso le parole degli esperti, ho compreso e vissuto nuovi problemi. Ho conosciuto a pieno, per esempio, il significato dell’espressione “Inclusione Scolastica”, che sottolinea l’importanza di far crescere i ragazzi all’interno degli istituti scolastici ordinari, e non in strutture speciali, ma al fianco degli altri compagni con cui possono e devono condividere gioie e dolori del percorso di studi.  

Dall’intervento di Cristiana Moligani, referente del Centro Territoriale per l’Inclusione, ho meglio compreso cosa significa che ogni ragazzo ha esigenze diverse, perchè una malattia non è mai uguale all’altra e per questo serve personale preparato, serve investire nella formazione non solo degli insegnanti di sostegno ma anche in quella dei docenti curricolari che avranno a che fare con l’alunno diversamente abile e, inoltre, che una proficua collaborazione tra scuole e enti locali migliora la qualità dei servizi rivolti a questi ragazzi e in modo indiretto dunque anche quelli del resto degli alunni.

Dalle parole di Giovanni Merlo, direttore di Ledha, la lega per i diritti delle persone con disabilità, ho invece appreso che esistono scuole chiamate “speciali” dove le classi sono composte solo da ragazzi diversamente abili, e che altro non sono che lo specchio di una scuola pubblica che non sempre riesce ad accogliere questi studenti, soprattutto con il prosieguo della carriera scolastica.
Ho acquisito maggiore consapevolezza su quanto il tema dell’inclusione scolastica sia serio e vivo, e come il dibattito a riguardo debba coinvolgere tutti coloro che frequentano il mondo della formazione, dalle scuole dell’infanzia fino alle università, per consentire a chiunque di sognare un proprio futuro, per garantire a chi vive una disabilita, di guadagnarsi delle opportunità senza che nulla gli venga regalato, ma senza nemmeno che gli vengano negate delle possibilità o delle scelte.

Finito l’incontro mi sono accorto di non aver scritto niente, di non avere nulla in mano che mi sarebbe servito a scrivere il mio articolo. Ma poi, mi sono tornate alla mente le parole di un padre che, mentre raccontava di come suo figlio nonostante le difficoltà fosse riuscito a portare a termine gli studi, si è ritrovato con al voce rotta dall’emozione. In quel momento ho capito che poco importava se il mio block notes fosse vuoto.  Le emozioni provate, e le cose apprese e introiettate durante la mattinata di incontro, erano tutto quello che mi serviva.

Matteo Occhipinti