SEGRATE
BOMBA ALLE MEDIE LEOPARDI. MA E’ UN FALSO ALLARME DI PESSIMO GUSTO

In un delicato contesto storico e sociale come quello che sta vivendo il mondo in questo momento, una telefonata che procura un falso allarme bomba, è davvero un gesto di pessimo gusto, oltre che un reato per “procurato allarme presso l’autorità“, come recita l’articolo 658 del Codice Penale. 

E’ però ciò che è avvenuto nella mattinata di ieri, 13 aprile, alla Scuola Media Leopardi di Via San Rocco, dove intorno alle ore 10.00 una telefonata anonima informava la Preside Borgnino della presenza di una bomba nell’ istituto.

In men che non si dica, la scuola è stata fatta evacuare, i ragazzi messi al sicuro nel campo sportivo, e sul posto sono sopraggiunti immediatamente Polizia e Carabinieri, che per un’ora hanno fatto controlli e sopralluoghi in ogni antro dell’edificio, senza però riscontrare alcuna traccia di pericolo. 

Per non creare eccessivo panico e allarmismo, nell’evacuazione è stato comunicato ai ragazzi che si trattava di una prova, di una sorta di esercitazione per simulare situazioni di emergenza.

Rientrata l’emergenza, e tornati i ragazzi nelle aule, la Preside ha subito informato i genitori per iscritto, con ragguagli sull’intera mattinata.

Al momento nessuno si sbilancia ad una versione ufficiale, ma qualcuno in privato si è lasciato andare a quello che sembra essere più di un presentimento, e cioè che dietro alla telefonata anonima, ci possa essere una bravata per evitare una verifica.

Se così fosse, ai ragazzi bisognerebbe rinfrescare i concetti di bomba, attentato, allarme, pericolo, morte, calati nel contesto storico attuale.