MARTESANA PUNTO NASCITE
DAL 1° MARZO CERNUSCO CHIUDE. AL SAN RAFFAELE SI NASCERA’ SOTTO MILANO E NON PIU’ SEGRATE

Dal 1° marzo la maternità di Cernusco cesserà di esistere.
È come se improvvisamente mi avessero privato di una parte del mio corpo. Parte dei miei affetti si perdono nel nulla. Ieri abbiamo assistito all’atto conclusivo. Ci hanno liquidato con un laconico e squallido comunicato che non ha neanche una firma“.

Sono queste alcune delle parole che il Dottor Luvaro, storica figura della maternità dell’ Uboldo, ha rivolto a colleghi e infermieri del reparto dopo la conferma dell’attuazione della delibera di accorpamento, giunta con un breve comunicato dell’ Azienda Ospedaliera, che ringrazia i dipendenti per la collaborazione e chiude a nome della “Direzione Strategica“.

Accorpamento: Medici e ostetriche a Melzo, Infermieri smistati tra i reparti
Ad inizio Gennaio vi avevamo raccontato di come i turni fossero stati riassegnati, e di come nessuna comunicazione fosse mai arrivata a infermieri e medici. Forse anche per questo il Comitato Salviamo la Maternità, aveva continuato la sua lotta in difesa del punto nascite.
Ma già allora (qui), era parso piuttosto chiaro che fosse questione di tempi tecnici di attuazione, e che nulla fosse in discussione rispetto alla delibera.

A questo punto, l’Azienda Ospedaliera procederà con l’accorpamento a Melzo.
Medici ed ostetriche verranno spostati completamente sul Santa Maria delle Stelle, mentre gli infermieri verranno ridistribuiti tra i vari altri reparti dell’ Uboldo: “Sappiamo solo che finiremo ad occuparci di tutt’altro -ha raccontato un’infermiera della maternità cernuschese- ma ad ora la nostra destinazione non è nota, la conosceremo entro il 20 febbraio“.

Amarezza e rabbia
Ora il personale della maternità di Cernusco, è passato dalla lotta a denti stretti, all’amarezza, e sulle pagine Facebook dei dipendenti, degli appartenenti al Comitato Salviamo la Maternità, e di tutti gli iscritti e aderenti ai gruppi in sostegno della causa, è comparsa l’immagine di un nastrino nero a lutto. 

Tra le righe però, la rabbia non si placa: “Chiudere un reparto di ostetricia, in modo per altro inaspettato nel giro di 5 mesi, sia scorretto e un po’ sospetto, visto i tempi medi di attuazione delle decisioni nel nostro paese -hanno sottolineato Nascere Ancora In Martesana, sito informativo che dagli inizi segue la vicenda- La perseveranza però era un dovere: sia perché ci sono comunque vertenze aperte col Ministero e la Magistratura, sia per far conoscere la vicenda e i dati reali prima ancora che le nostre opinioni.”

Al San Raffaele non si nasce più sotto Segrate ma sotto Milano
Mentre l’ Uboldo si avvia ad un mese di transizione dunque, dove ci sarà la guardia attiva 24ore su 24 per le emergenze, dall’ ospedale San Raffaele arrivano notizie che riducono ancor di più la possibilità di nascere in Martesana.

Se prima la sala parto e la maternità del grosso ospedale a metà tra Segrate e Milano, si trovavano sotto il comune di Alessandrini, ora l’intero padiglione ha cambiato ala all’interno della struttura, finendo in quella parte di nosocomio che è sotto confine milanese. Per tanto non ci saranno più nati a Segrate. 

La maternità a Melzo e gli spazi dell’Uboldo
Se c’è una cosa che sin dalla prima manifestazione, più di un medico e più di un infermiere ci hanno ripetuto, è che “nessuno ha mai messo in discussione la professionalità dello staff del Santa Maria delle Stelle“. Numeri e spazi sono sempre stati al centro della vertenza, ma mai la professionalità.

Se c’è una cosa quindi da dire, è che il qualificato personale della maternità dell’Uboldo, andrà ad aggiungersi a quello di Melzo, e il livello qualitativo del servizio non cesserà di restare alto.

Resta però da capire cosa ne sarà di tutti quegli spazi nuovi e mai utilizzati, presenti a Cernusco e testimoniati sempre da Nascere Ancora in Martesana con un video (qui).