SEGRATE
GOLFO AGRICOLO: DOPO L’INCONTRO AL TAR DI GIOVEDI’ SCORSO, IL COMITATO INIZIA A SPERARE

Ormai è da dodici anni che il Comitato Golfo Agricolo porta avanti la sua battaglia per quella fetta di territorio segratese,
che è una delle poche ad essere rimasta incontaminata e ricca di verde, e giovedì scorso la vicenda pare aver subito un’accelerata positiva.

I FATTI PRECEDENTI
E’ dal marzo scorso che il Comitato aspetta di vedere gli esiti del suo ricorso al TAR, presentato insieme a WWF Martesana e Legambiente Lombardia per chiedere l’annullamento della delibera di Giunta n. 131 del 19/12/2013 con cui il Comune di Segrate ha approvato un nuovo PGT che comporta l’edificazione di una prima parte del Golfo Agricolo (leggi qui).

Un ricorso che si oppone all’edificazione della zona verde, riconosciuta col nome di TR4, che abbraccia la zona compresa tra la RSA San Rocco e la S.p.a. Istituto delle Vitamine, il Golfo Agricolo appunto, e che si oppone inoltre alla realizzazione della cosiddetta “variante monzese“, una bretella di collegamento che se finalizzata, attraverserebbe il Golfo per collegare la zona industriale alla Via Monzese appunto.

Come si apprende dal comunicato ufficiale del Comitato, sono diverse le aree che stando al PGT in questione, verrebbero trasformate in edificabili: “Il TR1 (situato tra Milano 2 e il Parco Alhambra e destinato ad ospitare 504.000 metri cubi e 3.355 abitanti teorici), il TR2 (tra Il Parco Alhambra e il Villagio Ambrosiano, 216.000 metri cubi e 1.434 abitanti teorici), Il TR3 (a nord del Villaggio Ambrosiano, 25.500 metri cubi e 170 abitanti teorici) e il TR4 (a nord-­‐est del Villaggio dei Mulini,  17.500 metri cubi e 120 abitanti teorici)“.

Proprio per questa complessità del contesto in cui si inserisce la lotta del Comitato a difesa del TR4, a Luglio scorso i giudici ritennero di dover valutare la situazione all’interno di tutto il contesto delle aree inserite nel PGT.
Da lì si è arrivati alla data del recente giovedì 23 ottobre.

L’UDIENZA DI GIOVEDI’ 23 OTTOBRE
Dopo due slittamenti della sentenza dunque (leggi qui e qui), e manifestazioni a sostegno della causa (leggi qui), è di giovedì scorso 23 ottobre, l’ incontro al TAR di Milano avvenuto alla presenza degli avvocati delle varie parti, che dovrebbe portare presto ad una sentenza definitiva.

I primi commenti del Comitato Salviamo il Golfo Agricolo, tramite la voce di Roberta Menegatti, membro fondatore, lasciano spazio all’ottimismo: “Siamo abbastanza contenti, il risultato si saprà tra i 10 giorni ai due mesi. Noi ci aspettiamo una decisione a breve, questo è il nostro sentire”.

Ma nel caso le vicende dovessero prendere un’altra piega, la lotta del Comitato non perderà di significato, soprattutto nel contesto attuale, dove le possibili edificazioni in aree verdi della Martesana, hanno scatenato dibattiti infiniti e importanti sulla ricchezza delle aree verdi. “Indipendentemente da come andrà -ha continuato Robertasiamo contenti di avere iniziato questa battaglia molti anni fa e sicuramente all’epoca non si parlava ancora di consumo di suolo. Ma attualmente c’è più consapevolezza di come il verde sia un bene comune primario, che influisce sulla qualità della vita e sulla salute di tutti noi”.

Attualmente inoltre, in Regione Lombardia si sta discutendo di una nuova legge per limitare il consumo di suolo, dato rilevante e che oramai nella nostra regione è elevatissimo.

Proprio questa legge potrebbe tornar utile al Comitato nel caso decidesse di impugnare un’eventuale sentenza contraria: “Potremmo anche valutare la possibilità di impugnare la sentenza -ha confessato Roberta MenegattiSiamo convinti di quello che abbiamo fatto e contenti di portarla avanti“.

Ora non resta che attendere i lunghi tempi della giustizia.

GABRIELE ROSSI