LIBERI DI SCRIVERE
ECCO I VOLTI E I NOMI DEI VINCITORI

Il lungo viaggio nel mondo di “liberi di scrivere” è arrivato alla sua ultima tappa. Il grande impegno del bibliotecario Corrado Alberti, l’attento lavoro della giuria e l’attesa dei partecipanti, si sono sciolti sabato sera nell’auditorium del Centro Socioculturale Atrion di Carugate. Barbara Cannetti di Ferrara è la vincitrice della quarta edizione.
In Nomine Patris, il suo racconto, è stato giudicato all’unanimità il migliore dei 142 pervenuti.
Rossella Zanini di Brescia, è invece stata la vostra prescelta, portandosi a casa ben 176 voti con il racconto “Anestesia“, su 433 preferenze espresse online proprio da voi lettori. A breve la conosceremo meglio con un’intervista dedicata interamente a lei.

PICCOLE TENSIONI E GRANDI EMOZIONI
E’ stato un pomeriggio lungo, iniziato alle 17.30 e protrattosi oltre le 19.30.
Wally Franceschin, ex assessore che tanto cuore ha lasciato in questa iniziativa, e cui va il merito di aver proposto e sostenuto con passione l’argomento del concorso (come per altro ha sottolineato il Sindaco Umberto Gravina nell’aprire la serata), nel suo intervento conclusivo non ha potuto trattenere le emozioni in merito alle recenti vicende politiche che l’hanno vista uscire dalla maggioranza dopo il ritiro delle deleghe da parte del Sindaco.
Ciò nonostante, non ha scordato di rimarcare: “Quanto la cultura sia fondamentale per la società, e quanto importanti siano gli investimenti in merito, per garantire alle generazioni future di ripudiare con ogni forza qualsiasi tipo di violenza”
A parte questo momento di tensione politica, cui il primo cittadino Umberto Gravina ha preferito non replicare, le premiazioni sono proseguite in grande stile. Gli incipit dei sette migliori racconti, sono stati letti dagli attori del Gruppo Teatro Tempo in ordine decrescete. Gli autori presenti in sala non sapevano fino a che punto fossero piaciuti i loro lavori, e lo hanno scoperto insieme al numeroso pubblico presente, via via che si ascoltavano le prime parole di ogni incipit, in un crescendo di curiosità, aspettative e pathos. Simpatiche e interessanti sono state le presentazioni che i componenti della giuria hanno dato ai racconti premiati, con aneddoti e retroscena sui cruciali momenti delle scelte finali. “Potevano risultare scontati dei racconti su un tema di cui così tanto si sente parlare -ha raccontato la presidente di giuria Elisabetta Bucciarellie invece ci è sembrato chiaro che tutta la sofferenza percepita da queste parole, sia sintomo del fatto che di questo spinoso e doloroso argomento, si debba ancora parlare, anche attraverso la scrittura. Se pensiamo ai racconti finalisti, devo dire che le discussioni hanno animato non poco le serate, ma alla fine i posti più alti del podio ci hanno trovato concordi al cento per cento. Dal quarto posto in poi ammetto che i confronti sono stati piuttosto animati“.

IL PODIO:
Come abbiamo detto, Barbara Cannetti ha conquistato tutti con le parole del suo “In Nomine Patris“, storia di violenza tra le pareti domestiche, dove il padre amorevole e bravo capo famiglia, è in realtà l’incubo da cui tutti vorrebbero svegliarsi per scoprirlo falso. La vincitrice ci ha tenuto a precisare che non si tratta di una storia biografica, ma di un modo per raccontare un dolore, che lei, costretta su una sedia a rotelle per un vecchio e rovinoso incidente sul lavoro, ha spiegato così:
Il dolore e la sofferenza, di qualsiasi tipo, sono comprensibili e condivisibili da chi a sua volta prova dolore, e per questo riesce a dargli voce“. Elisabetta Bucciarelli premiando Barbara ha poi ricordato: “Questo è l’esempio di come la scrittura sia un modo per mettere su carta i propri sentimenti, e superare ostacoli insormontabili con la cultura. E lei ne è la prova“.
Al secondo posto si è posizionata Zoe Aselli Pellegrini, insegnante di Sesto San Giovanni, che da quando ha avuto problemi alle corde vocali, ha deciso di parlare e dare più corpo alla sua voce… scrivendo. Il suo racconto “Il cerchio di fuoco”, ha suscitato consensi generali e ha trovato il plauso particolare della scrittrice Cristina Obber, che ha commentato: “Hanno colpito molto i continui cambi di tono del racconto, intensità poi pacatezza, urla e silenzio, alti e bassi, che sono poi elementi che caratterizzano queste situazioni“. Al terzo posto è salito Simone Schiavi, giovane torinese che ha colpito la giuria con il racconto di una violenza osservata da un uomo in un vagone del metrò. “L’angelo divelto della metropolitana” ha così convinto i giurati e si è aggiudicato la pergamena del terzo posto, consegnatagli dalle mani del Sindaco Gravina.

leggete i racconti vincenti :

“In Nomine Patris”
“Il cerchio di fuoco”
“L’angelo divelto della metropolitana”

I MAGNIFICI SETTE,  I MIGLIORI 21 E IL PODIO POPOLARE:
Letture e riconoscimenti sono arrivati per i primi sette racconti dunque, alcuni premiati anche dalla giuria popolare,
come “Margherita” di Natalia Marraffini, 6° per la giuria e votata dagli utenti web come terza miglior classificata con 108 voti. Tra i migliori 21 inoltre, segnaliamo “La Collina” di Smeralda Mantegazza, arrivata seconda alla votazione popolare con 149 voti, e giunta al 18° posto nella classifica ufficiale stilata dalla giuria. Oltre ai primi sette posti comunque, e dopo aver ricordato il podio popolare, va detto che sono stati nominati e molto applauditi dalla giuria, tutti e 21 i racconti finalisti.
leggete i racconti premiati da voi :

“Anestesia”
“La Collina”
“Margherita”

 QUI L’ELENCO COMPLETO DI TUTTI I VINCITORI E DEI RACCONTI

 

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BARBARA CANNETTI 1° CLASSIFICATA
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SIMONE SCHIAVI 3° CLASSIFICATO