BUSSERO – Indietro nel tempo. Un grande successo per la festa della Maioca, tra tradizioni contadine e “Muc Donald”

Ritorna l’autunno e la Cascina san Pietro torna a riaprire le porte ai cittadini busseresi, e lo scorso week end, complice anche una giornata da far invidia a ferragosto, la fattoria è stata letteralmente invasa da curiosi di tutte le età che per un giorno hanno deciso di lasciare a casa le macchine e i computer per riscoprire la sana vita di campagna.

E così anche quest’anno i fratelli Manzoni hanno organizzato la festa della Maioca, arrivata quest’anno alla sua ottava edizione. La  festa nacque quasi una decina di anni fa con uno scopo educativo, quando l’allora amministrazione cittadina organizzò con le scuole elementari una gita nella fattoria per far conoscere i prodotti e gli animali ai bambini. L’uscita si svolse  di venerdì e piacque talmente tanto a bambini e genitori che, a furor di popolo, fu prolungata per l’intero fine settimana, da allora la festa della Maioca è diventata una vera e propria tradizione cittadina.

Oggi benché non sia più un progetto scolastico, sono stati centinaia i bambini che tra sabato e domenica  hanno fatto conoscenza di mucche, conigli, cavalli e di altri animali della fattoria o si sono persi nel labirinto di balle di fieno allestito per l’occasione.  Intanto i genitori hanno avuto la possibilità di poter provare i trattori dell’azienda imparando ad usare i vari attrezzi agricoli. Il tutto coronato da delle ottime salamelle di bufala al “muc donald” della fattoria ( nel quale tra l’altro a differenza del suo ben noto omonimo le bustine di salsa venivano gentilmente offerte dalla casa).

Alla festa hanno partecipato anche alcune bancarelle del circuito Km 0 e l’associazione carugatese Olmo d’oro, che da anni tiene viva l’arte della lavorazione del legno realizzando sculture dei più svariati soggetti. Pardo Malorni, membro dell’associazione, ha elaborato per l’occasione un scultura a tema, esposta sabato e domenica al centro della fattoria. Tra un giro in trattore e delle belle ore in compagnie di chi col rapporto con la terra ci ha fatto un mestiere, la festa si è conclusa, l’appuntamento con la riscoperta del mondo agreste rimane per l’anno prossimo, stessa città e stessa fattoria.

di Davide Marasco