PESCHIERA BORROMEO – Operazione “Profumo di droga”: sequestrata un’azienda con sede in città. I Nas hanno sgominato un’organizzazione internazionale dedita allo spaccio di “droghe furbe”. Venivano vendute anche in erboristeria

Nove ordinanze di custodia cautelare in carcere e il sequestro preventivo di un’azienda con sede a Peschiera Borromeo. E’ questo il risultato dell’operazione “Profumo di droga”, portata avanti negli scorsi mesi dai Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma). L’operazione è ancora in corso, ma ha permesso di fermare un’organizzazione internazionale dedita allo spaccio delle cosiddette “droghe furbe”, sostanze stupefacenti diffuse attraverso circuiti commerciali leciti.

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Nel corso dell’attività, condotta anche attraverso intercettazioni telefoniche in Italia, Olanda e nell’Europa dell’Est, è stato possibile procedere al sequestro di un laboratorio di produzione clandestina di sostanze psicotrope di sintesi, tre tonnellate di “erbe”, 20 mila deodoranti per ambienti contenenti cannabinoide sintetico, 30 Kg di allucinogeno e 100 Kg di cannabis che, una volta raffinata e immessa sul mercato avrebbe fruttato una cifra pari all’incirca a 4 milioni di euro.
A far scattare l’operazione è stato il ricovero in gravi condizioni di un giovane napoletano per un’intossicazione acuta. Il ragazzo aveva assunto una sostanza tossica contenuta all’interno di un profumatore per ambiente. I successivi esami di laboratorio hanno consentito di individuare una molecola psicoattiva definita dagli addetti ai lavori JWH-018, che come hanno spiegato i nas “è venti volte piu’ potente alla cannabis naturale e per questo pericolosa, soprattutto se assunta in eta’ adolescenziale”.
Le sostanze sequestrate dai nas venivano spacciati in Italia tramite Internet o attraverso piccoli locali commerciali dove oltre a tisane, incensi, profumatori di ambienti e sali da bagno, si trovano anche integratori alimentari, energizzanti e sostanze psicoattive.
Durante le indagini è emerso che la clientela fidelizzata era costituita per lo più da giovanissimi e adolescenti e alcuni dei titolari sono risultati direttamente coinvolti nel traffico.
I Nas, oltre ad individuare la ditta che importava, produceva e commercializzava le smart-drugs, hanno ricostruito i ruoli che i vari soggetti dell’organizzazione ricoprivano tra promotori, procacciatori, organizzatori, pusher e faccendieri.
Quel che preoccupa di più – ha spiegato il vice comandante dei Nas Antonio Amorosoè che prodotti apparentemente innocui e venduti in esercizi in regola, addirittura erboristerie, nascondano in realta’ delle insidie che i genitori possono facilmente sottovalutare, inconsapevoli dell’uso che i ragazzi ne fanno. Si tratta di un’insidia subdola e camuffata che puo’ mettere seriamente in pericolo la loro salute“.