CARUGATE – La proposta del sindaco Umberto Gravina: usare i soldi che guadagna il casello di Agrate per finanziare il prolungamento della metropolitana

A Carugate, del casello di Agrate si parla da anni. Perché si sa che, per evitare il pagamento del pedaggio lungo la Tangenziale Est, gli automobilisti si trovano a uscire a Carugate (pochi chilometri prima), creando traffico e, ovviamente, inquinamento. Era stata commissionata anche una ricerca, qualche anno fa, che aveva rivelato come buona parte del traffico carugatese derivasse proprio da quegli automobilisti “furbi” (chiamiamoli così e passateci il termine). Dopo anni ecco che si torna a parlare del casello. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco della città Umberto Gravina ha rivivolto un appello a Milano Serravalle, proprietaria della Tangenziale est, e ai sindaci della zona con l’idea di trasformare il problema in una soluzione, prendendo, per così dire, due piccioni con una fava. L’idea è la seguente: utilizzare i soldi che Milano Serravalle guadagna dal casello per la realizzazione del prolungamento della Linea 2 della metropolitana, spese che dovrebbero invece essere a carico dei Comuni interessati all’opera.

Secondo Gravina, le questioni casello e metropolitana sono legate. “Ogni giorno nelle rotonde di Carugate in corrispondenza dell’uscita della tangenziale ovest, transitano circa 47mila veicoli – ha spiegato il primo cittadini – Molti pendolari, per non pagare il pedaggio al casello di Agrate Brianza, percorrono parte del nostro territorio per poi rientrare in tangenziale. Il nostro Comune, dunque, si sta facendo carico di un traffico non suo, non dei suoi residenti, ma provocato dalla scelta di Serravalle di istituire il pedaggio al casello“.

Un peso che Carugate è stata costretta a pagare per tutti questi anni, è quindi giunto il momento di avanzare delle richieste. Anche perché, secondo i calcoli forniti da Gravina, ogni anno Milano Serravalle ricava dal casello della tangenziale est circa 30 milioni di euro.

Non resta che aspettare per conoscere le reazioni dell’azienda.